Georges Simenon.
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IL DOTTORINO.
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Titolo originale: LE PETIT DOCTEUR.
Traduzione di: ROBERTO CANTINI.
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1960. CLUB degli EDITORI, su licenza ARNOLDO MONDADORI EDITORE, MILANO
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Il fiuto del dottor Jean  il risultato del lavoro straordinario di Georges Simenon che nel 1938 dedic tutto se stesso alla scrittura sulla terrazza della sua casa sul mare. Qui il grande scrittore noir non  smise di produrre a un ritmo infernale romanzi e racconti, tredici dedicati al dottor Jean Dollent: un giovane medico di campagna che, per la sua statura non imponente, ma soprattutto perch  una persona semplice e gentile, i pazienti chiamano familiarmente il dottor Jean, o anche solo il dottorino. Irruente, competitivo ed entusiasta, nonch sensibile al fascino femminile e incline all'innamoramento, il dottorino scopre di possedere notevoli capacit investigative, di essere un risolutore di enigmi umani, simile, in questo, al commissario
Maigret, e come lui pronto a mettersi nella pelle degli altri, a vederli muoversi nel loro ambiente. Con Jean Dollent, Simenon ci regala un personaggio non meno accattivante dei componenti dell'Agenzia O, un personaggio capace di conquistarci al primo incontro.
Il dottorino  uno splendido noir di Simenon composto da tredici racconti, tutti diversi, ma con unico protagonista questo smunto dottore di campagna, un uomo uscito dalla pagina che rimarr indelebilmente impresso nella nostra mente.
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IL FIUTO DEL DOTTORINO.
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1.
Il consulto senza malato.
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Pronto!  il dottore in persona che parla?... Pronto! Non
togliete la comunicazione...
La voce all'altro capo del filo era ansiosa. Invece il Dottorino,
come tutti lo chiamavano, era appena ritornato dal suo
giro di visite e annusava il buon odore di rag che profumava
tutta la casa. Fuori il caldo era torrido. All'interno, con le persiane
chiuse, il fresco ristorava come un bagno.
Sentite, dottore... Vi telefono dalla Maison-Basse... Dovete
venire subito...
 la signora? chiese il Dottorino.
Venite subito... Conto su di voi, d'accordo?...  assolutamente
necessario che veniate subito...
Che cosa devo...
Voleva chiedere se doveva portare la borsa dei ferri o qualche
farmaco particolare. Ma dall'altra parte avevano gi tolto
la comunicazione. Proprio in quel momento il suo sguardo era
fisso sull'orologio della stanza da pranzo, ma era uno sguardo
un po' vago, come hanno quasi tutti mentre telefonano.
In fine!... Accese una sigaretta... Annunci attraverso la porta
socchiusa della cucina che sarebbe rientrato solo dopo una
mezz'ora buona... Fuori la sua macchina a due posti era in pieno
sole. I sedili scottavano...
Fu proprio nel preciso momento in cui usciva dal paese dirigendosi
verso la palude, sulla strada senza ombra fiancheggiata
da fossi, che il Dottorino aggrott la fronte e fu sul punto di
urtare un carro di fieno, tanto profondamente rifletteva.
Tuttavia non aveva il minimo dubbio di vivere il momento
pi importante della sua vita, n che dai pensieri che gli attraversavano
la mente dovessero derivare gravi avvenimenti; e tanto
meno pensava che, da quegli avvenimenti, gli sarebbe rimasta
una nuova passione che un giorno lo avrebbe reso celebre in un
campo del tutto diverso da quello della medicina.
Non  possibile... L'orologio non era fermo... Rivedeva
il quadrante verde chiaro nella stanza da pranzo con le lancette
ben distanti l'una dall'altra che segnavano mezzogiorno e venticinque.
Guard l'orologio. Segnava mezzogiorno e mezzo.
Ora, la Maison-Basse, laggi, in fondo alla palude non lontano
dalla costa, era collegata telefonicamente a Esnandes, il
paese che il medico stava per raggiungere. E il posto telefonico
di Esnandes era chiuso da mezzogiorno alle due, fatto di cui
tutti si lagnavano.
Fu sul punto di fare macchina indietro, pensando che quella
telefonata era sicuramente uno scherzo di cattivo gusto. Ma ormai
era piuttosto lontano e la strada non era abbastanza larga
per voltare la macchina. Alz le spalle, travers Esnandes e gir
a sinistra per un cattivo sentiero.
Come diavolo aveva detto di chiamarsi quel tale? Drouin!
Jean o Jules Drouin! Dovevano essere passati poco pi di sei
mesi da quando aveva preso in affitto la Maison-Basse. Una casa
vuota da anni, perch era troppo lontana dal paese, nella palude,
e d'inverno per uscirne bisognava costruire delle passerelle.
Una casa lunga e bassa, a un solo piano, imbiancata a
calce, col tetto di tegoli rosa come sono i tetti della Charente.
Alla fine dell'inverno, improvvisamente, le persiane si erano
aperte, poi si era vista in paese una coppia piuttosto inconsueta:
prima un giovanotto alto, un po' dinoccolato, che portava sempre
pantaloni di flanella grigia, scarpe di corda e un pullover
giallo con le maniche corte; poi una giovane donna molto graziosa,
che faceva i bagni di sole in giardino.
Devono essere due artisti! dicevano i paesani.
I due non lavoravano. Non avevano donna di servizio. Era
lui che andava a fare la spesa al negozio del villaggio. Aveva
i capelli castani e non portava mai il cappello, ma in compenso
si lasciava invadere il mento da una barba corta e ispida.
Una sera, tre o quattro mesi prima, il dottore aveva avuto
la sorpresa di vederlo seduto nella sua sala d'aspetto. Lo sconosciuto
si era presentato.
Drouin... Sono il nuovo inquilino della Maison-Basse... Oh!
Non sono un malato particolarmente interessante... La mia amica
ancor meno... Soltanto, soffro d'insonnia... Vorrei che mi ordinaste
qualcosa di molto efficace ma non pericoloso...
Il dottore voleva prescrivere delle compresse.
Preferirei una medicina da diluire nell'acqua... Ho la gola
piuttosto sensibile e inghiotto con difficolt le compresse.
Era simpatico, o almeno era simpatico al dottore. Piuttosto
attraente. Veniva voglia di saperne di pi sul suo conto. Soprattutto
era attraente il suo sorriso, un po' lontano, un po' triste,
come il sorriso di certi tubercolotici che sanno di essere condannati.
Grazie, dottore... Quanto vi devo?
Ne parleremo in un'altra occasione...
Temo non ci saranno molte occasioni...
Il dottore aveva trent'anni. Esercitava nel paese da due anni
soltanto e, sia a causa della piccola statura, che dei suoi modi
gentili, della sua semplicit, e forse anche a causa della sua minuscola
cinque cavalli che scoppiettava tutto il giorno lungo le
strade, veniva chiamato affettuosamente il Dottorino.
Quante volte aveva visto la donna? L'aveva intravista davanti
alla Maison-Basse per andare alla fattoria del Renard. Doveva
essere allegra e libera da pregiudizi. Per dirla tutta, i due davano
l'aria di una coppia di amanti folli che vivevano in un isolamento
assoluto la loro meravigliosa avventura.
Ma una volta... Il dottore era in panne nella palude. La giovane
donna pass...
Allora, dorme meglio il vostro amico? La medicina fa effetto?
le domand.
La donna parve sorpresa.
Che volete dire?
Niente... Volevo sapere...
La macchina si ferm sul bordo del fosso, attraverso il quale
correva un esile ponte di legno. I gerani mettevano una macchia
vivace sui muri accecanti della casa, le ortensie ne creavano una
pi discreta, pi soave.
Le imposte erano aperte, ma le finestre chiuse. Nessuno si
faceva avanti per accogliere il medico. Questi batt alla porta a
vetri, protetta da una tenda a quadretti rossi.
Ancora una volta, forse, il Dottorino ebbe vagamente voglia
di tornare indietro, ma la sua mano si tese macchinalmente verso
la maniglia di metallo. La porta cedette. Uno sbuffo fresco
venne dall'ombra della cucina, che fungeva da sala da pranzo.
Permesso! grid il dottore.
La situazione era imbarazzante. Si sentiva indiscreto.
Permesso!... Ehi! Signor Drouin!.
Credette che qualcuno si fosse mosso nella stanza vicina; ma
era solo un gatto grigio che gli guizz tra le gambe e usc.
La seconda stanza era la camera da letto, arredata in modo piuttosto
originale; probabilmente Drouin si era fatto alcuni mobili
da solo.
C'era un grande divano che fungeva da letto ed era disfatto;
vi si vedeva ancora l'incavo prodotto da un corpo. Quanto al
telefono...
Il dottore prese l'apparecchio, gir due o tre volte la manovella
senza risultato: il che provava che la chiamata ricevuta a
mezzogiorno e venticinque non veniva da li.
Fino a quel momento il Dottorino, il cui vero nome era Jean
Dollent, si era occupato esclusivamente di medicina. Non aveva
mai immaginato, neanche nelle sue fantasie pi stravaganti, di
potersi occupare d'altro. Non riteneva di avere doti eccezionali
di osservazione, e ancor meno di ragionamento.
Per il momento, era imbarazzato e, cosa ridicola a confessare,
aveva sete. Tanta sete che...
Era una cosa indelicata. Tanto peggio! Alcuni scaffali contenevano
libri, gli ultimi romanzi pubblicati; ma gli altri, a portata
di mano per chi si trovava sul divano, contenevano bottiglie
di aperitivi. Ne prese una, dell'aperitivo pi dolce. Cerc
un bicchiere. Mand gi un sorso.
Fu la terza sorpresa della sua giornata. Di che sapeva?... Era
ridicolo... A nessuno mai sarebbe venuto in mente di...
E tuttavia non c'era dubbio. Bevve ancora, si gir il liquido in
bocca. Inutile analizzarlo. In una bottiglia di vermouth era stato
realmente sciolto del bicarbonato di sodio!
Che cosa aveva contenuto il bicchiere che stava sul tavolino
vicino al divano? Lo fiut. Vermouth appunto!
Non era forse un'idea bislacca quella di sciogliere del bicarbonato
di sodio, il farmaco pi anodino, buono appena a calmare
piccoli dolori di stomaco, in un aperitivo?
Permesso!... Insomma! Possibile che non ci sia nessuno?
grid il Dottorino con ira.
Solo il gatto, dal giardino, l'osservava attraverso la porta a
vetri. Allora, Jean Dollent si sedette sull'orlo del divano.
Prima di tutto: se qualcuno si era dato la pena di telefonargli,
di farlo venire d'urgenza, evidentemente aveva bisogno della
sua presenza li.
Per non c'era nessuno da curare.
In secondo luogo: a quell'ora la comunicazione poteva essere
stata richiesta solo da La Rochelle, cio a dieci chilometri
da l. Drouin non aveva n macchina n bicicletta. E l'ultimo autobus
era passato alle otto del mattino. Drouin aveva fatto dieci
chilometri a piedi? E la sua amante era andata con lui?
In terzo luogo: una sola persona aveva dormito quella notte
nel divano letto, ed era sicuramente la giovane donna, perch
c'era un lungo capello biondo sul cuscino.
In quarto luogo: nessuna traccia di prima colazione. Era improbabile
che la giovane donna avesse bevuto alzandosi un vermouth
al bicarbonato di sodio: sarebbe stato il colmo della
stranezza.
Il Dottorino non si rendeva conto che stava eseguendo, senza
ombra di dubbio, un'indagine, e che questa somigliava terribilmente
a un'indagine poliziesca.
Perch avevano bisogno di lui? Per curare chi? A meno che...
Corrug la fronte perch quell'idea gli apriva nuovi orizzonti...
Forse era necessario che qualcuno venisse alla Maison-Basse?...
Nessuno, in paese, aveva il telefono; per di pi a mezzogiorno
il telefono non funziona... E poi, a uno del paese cosa si poteva
dire? Perch avrebbe dovuto scomodarsi?... Mentre un medico!
 il solo che si scomoda sempre, che  moralmente obbligato
a scomodarsi...
Ma perch?
Il fresco era delizioso, la pace assoluta. La casa pi vicina,
la fattoria del Renard, dove il dottore curava un caso di morbo di
Pott, era a pi di seicento metri. Solo le mosche mettevano un
po' di vita nell'aria.
Improvvisamente... Il dottore si alz... And fino a un vecchio
mobile sotto il quale aveva scorto qualcosa. Si chin e trasse
fuori un paio di scarpe di corda che portavano attaccato alla
suola del fango fresco.
E questa era la cosa pi sorprendente di tutte. Erano settimane
che non pioveva, e da un bel po' di tempo i fossi erano
secchi.
Dove aveva potuto andare Drouin per infangarsi cos le scarpe?
Non verso la costa, perch in prossimit della spiaggia, la
terra tra i ciotoli era biancastra, eccessivamente calcarea, mentre
quella che era attaccata alle scarpe era la buona terra scura dei
prati o dei campi.
Non era ridicolo Dollent? Non sarebbe stato meglio tornare
a casa, dove Anna, la cuoca, gli aveva preparato un rag di montone
cos profumato?
Il vermouth al bicarbonato di sodio non aveva placato la sua
sete; scelse un'altra bottiglia, che conteneva un aperitivo all'anice.
Prima lo assaggi. Non c'era traccia di bicarbonato. Si
serv un bicchiere pieno, poi and a piantarsi sulla soglia di
casa.
L'edificio consisteva complessivamente di cinque o sei stanze,
tutte a pianterreno. Era un'antica casa di contadini e i Drouin -
se cos si potevano chiamare - si erano limitati ad alcune modifiche,
a renderla pi gaia con stoffe variopinte, con mobili di
legno chiaro e scaffali di libri. Un arredamento che ricordava
gli studi di Montparnasse. C'era anche una graziosa chitarra
hawaiana appesa a un chiodo, e doveva essere in uso perch non
mancavano corde ed era intonata.
Dunque Drouin dove aveva...?
Ed ecco che il Dottorino, invece di risalire in macchina, cominci
a girare intorno alla casa, seguito dal gatto, che veniva
ogni tanto a strofinarsi contro le sue gambe facendo le fusa.
Il limite del giardino dietro la casa era arido come la campagna.
Si chin sul pozzo: appena cinquanta centimetri d'acqua
limpida, al di l della quale si intravedevano le pietre del fondo.
Il paese sembrava lontanissimo, le distanze infinite. Le
mucche stavano sdraiate nei prati, inebetite da un sonno pesante.
Sonno pesante... Si ricord... Ma che rapporto?... Che rapporto
c'era tra il sonnifero che Drouin era venuto a chiedergli e...
Una piccola siepe inaridita anch'essa. Fu sul punto di passare
oltre. Tuttavia si chin. Dall'altra parte della siepe, in un breve
spazio, le zolle non avevano un aspetto normale. Pareva che
fossero state rimesse in ordine frettolosamente. Il dottore scavalc
la siepe, smosse una zolla che non aderiva al suolo, trov
un fango molle, umido, come quello che era attaccato alle scarpe
di corda trovate in casa.
Il fatto non lo riguardava. Se c'era qualcosa di losco doveva
solo segnalarlo al comune di Esnandes, che ne avrebbe informato
la polizia. Lui era solo un medico.
Ma perch diavolo l'avevano fatto andare l? Per scoprire
cosa?
Era sicuro di aver riconosciuto al telefono la voce di Drouin.
Dunque, se Drouin gli aveva telefonato a mezzogiorno e venticinque...
Guard l'orologio. Segnava l'una, e Anna di certo cominciava
a spazientirsi. Ci non gli imped di tornare verso la casa,
di aprire alcune porte a caso, di scovare finalmente un ripostiglio
e di prendere una vanga.
Pensava al capello sul cuscino, alla giovane donna che non
usciva mai e che spargeva intorno a s un'atmosfera di
esaltata passione.
Si lev la giacca. La terra era molle. Diede qualche palata.
Poi...
Aveva sezionato molti cadaveri, alla facolt di Medicina. Eppure!...
Vedere quel dito emergere a un tratto dalla terra...
Rimase fulminato: un dito d'uomo. Scav, mise a nudo tutta
la mano, una grossa mano non troppo curata.
Drouin? No! Era impossibile poich aveva telefonato. E se
qualcuno avesse imitato la sua voce?
In ogni caso Drouin, che era naturalmente elegante, di un'eleganza
che aveva colpito il Dottorino, non aveva mani di quel
genere...
Al diavolo! Respinse col piede il gatto che miagolava. Scav
ancora della terra finch scorse un viso tutto macchiato di terra
e di sangue.
Quando gli chiesero, in seguito, quali fossero state le sue impressioni
dominanti in quei momenti, rispose:
Nessuna impressione... O piuttosto un solo sentimento: la
stupefazione...
Perch infatti era stupefatto di trovarsi li, solo tra cielo e terra,
solo in uno spazio infinito, davanti a un buco dal quale faceva
venir fuori, a poco a poco, un uomo.
La sua stupefazione era tanto grande in quanto l'uomo era
uno sconosciuto per lui e lo era certo per quei luoghi.
Pi tardi, nei momenti buoni, avrebbe detto:
Aveva un gran brutto muso!
Ed era vero. Una faccia grossa, gonfia, con la bocca deformata
da un labbro leporino...
Il caldo... Ma si!... Era il caldo e non il disgusto... Rientr in
casa... Si serv un secondo, poi un terzo bicchiere di pernod...
Perch diavolo mi hanno telefonato?
Questa domanda lo ossessionava. Non avrebbe mai immaginato
di poter essere cos preso dal fascino della logica. Avevano
voluto che scoprisse quel cadavere? Ma a che cosa volevano approdare
con ci? Se Drouin era l'assassino, che interesse aveva
a far scoprire il corpo della sua vittima? Se non lo era, poteva
ignorare che ci fosse un cadavere nel suo giardino?
E che ne era, intanto, della giovane donna di cui il Dottorino
non conosceva il nome? Dov'era? Col suo amico?
Se avevano commesso un assassinio, per una qualsiasi ragione,
perch non se ne andavano tranquillamente? Sarebbero probabilmente
passati molti giorni, forse settimane, senza che gli
abitanti di Esnandes si occupassero di loro. Nel frattempo, l'erba
sarebbe ricresciuta sulle zolle smosse. C'erano novanta probabilit
su cento che il cadavere non venisse scoperto...
Dunque... Dunque... doveva esserci una ragione. E il Dottorino
si rese conto ad un tratto che non avrebbe avuto pace finch
non l'avesse trovata...
Non poteva, per decenza, dissotterrare del tutto il cadavere.
Non ne aveva il diritto. Si limit a coprire la testa e la mano con
una tenda strappata alla finestra di cucina. Poi mise in moto la
macchina che romb lungo le strade come una grossa mosca
rabbiosa.
Trov il sindaco a tavola, nella fattoria che amministrava
all'estremit di Esnandes, dalla parte di Marsilly. Prese una sardina
arrosto e la mangi senza pensare a quello che le sue mani
avevano appena toccato.
C' un cadavere alla Maison-Basse...
Un cadavere di che?
Di uomo... Sotterrato... Credo che bisognerebbe avvertire
la polizia... E forse anche il commissariato centrale.
Un'altra sardina. Le emozioni gli facevano venire appetito.
La cosa non mi riguarda, ma, se ho un consiglio da darvi,
 di accompagnarmi a casa mia, di dove potrete telefonare a La
Rochelle... Intanto potreste mandare la guardia alla Maison-Basse
perch non lasci entrare nessuno...
Quella povera guardia certo di gi ubriaca a quell'ora!
Non volete mangiare un boccone con noi?
No, grazie...
Ma mentre il sindaco si vestiva mangi mezza dozzina di
sardine e si serv due bicchieri colmi di vino bianco.
Credete si tratti di delitto?
Perbacco, le persone che vengono sotterrate in fondo ai
giardini senza che ne siano avvertiti n le autorit, n il curato
n le pompe funebri...
Andiamo!
Prima di tutto la gendarmeria. Poi la brigata speciale. Ci
volle un po' di tempo. Anna era furiosa. Il rag si era bruciato.
Ci prenderanno su passando! annunci il sindaco. Ho
fatto avvertire l'autorit giudiziaria. Me lo immaginavo che quegli
stranieri mi avrebbero procurato delle noie...
Perch per lui l'appellativo di straniero andava di diritto a
chiunque non era nato in paese.
Permettete? Ho qualche telefonata da fare anch'io...
1 All'ufficio postale di La Rochelle. Dieci minuti pi tardi
gli rispondevano che la telefonata ricevuta a mezzogiorno e venticinque
veniva dal caff Des Navigateurs, sul porto, a trecento
metri dalla stazione. E prima delle tre e otto del pomeriggio non
c'erano treni in partenza.
Autobus?
Informatevi presso la societ Brivin...
Fu il numero due.
2 Brivin risponde: partenza di un autobus per Surgres a
mezzogiorno e quaranta; autobus per Rochefort all'una e dieci.
Ancora Brivin per la domanda numero tre.
3 No! Stamattina sull'autobus delle otto a Esnandes non 
salito nessuno che corrispondesse ai connotati descritti. E neppure
una giovane donna.
Restavano i taxi. Drouin avrebbe potuto farne venire uno da
La Rochelle, ma la cosa non sarebbe passata inosservata a
Esnandes.
Era dunque durante la mattinata che Drouin, e certo anche la
sua compagna, avevano percorso a piedi i dieci chilometri che
separavano la Maison-Basse da La Rochelle.
A mezzogiorno e venticinque Drouin aveva telefonato al dottore
per mandarlo a casa sua...
A casa sua dove c'era un cadavere...
E dove lui stesso non aveva dormito nel suo letto...
Il sindaco di Esnandes aspettava, mentre il Dottorino andava
su e gi per casa; improvvisamente dichiar:
C' un errore!
Che volete dire? Non siete sicuro che si tratti di un cadavere?
Affermo che qualcuno ha commesso un errore... Non  possibile
altrimenti... Vedrete...
Non aveva finito di parlare che squill il telefono. Prese il
ricevitore.
Pronto...
Siete voi, dottore?
Rest impassibile. Aveva riconosciuto la voce. Era quella di
Drouin. Si sentiva che era pi ansioso della mattina. Osava appena
parlare. Temeva che la comunicazione potesse essere intercettata?
Pronto... Mi riconoscete, non  vero?
S...
Occhiata al sindaco che ascoltava senza capire.
Ci siete andato?
S...
E... Come dire... Voi... Voi non avete niente...
Da dove telefonate?
Silenzio imbarazzato.
Capisco. Va bene.
Capite? Dunque...
S!
L'avete?...
S!
Avrei dovuto immaginarlo. E voi... Insomma... Voi avete...
Rispondetemi francamente... Immagino che cosa pensate di me...
Forse potr parlarvene pi tardi... La polizia  stata...
Avvertita, s!
Pronto, dottore, non togliete la comunicazione... Forse...
In quel momento si ud un ronzio nel telefono. Poi le voci
delle signorine si interpellarono.
Pronto, Rochefort... Terminato?
Non togliete la comunicazione! gridava la voce disperata
di Drouin. Pronto, dottore...
S...
Siete ancora all'apparecchio? quanto tempo credete che...
Il Dottorino si volt verso il sindaco di Esnandes che ascoltava
sempre e capiva sempre meno.
Tra un'ora dichiar infine tutte le stazioni, tutti gli autobus
saranno sorvegliati...
Vi ringrazio... Se vi telefonassi di nuovo?
Anche il telefono sar sorvegliato...
Allora... Aspettate!... Non interrompete la comunicazione...
Una domanda... Se una persona ferita si presentasse a voi di
notte... Mi capite?
S...
Se si presentasse sola... E avesse veramente bisogno delle
vostre cure...
Un silenzio. Anna andava ogni tanto ad ascoltare alla porta
e si spazientiva.
Dite!...
Forse il segreto professionale...
Non c' nessuna regola formale in proposito... Io posso
parlare o tacere...  cosa tra me e la mia coscienza... Se giudico
che la persona in questione...
,Che cosa deciderete?
Non posso promettere niente... Dipender...
Una macchina nel cortile. Uomini di La Rochelle, della polizia
e dell'autorit giudiziaria.
Se la vita di questa persona, che  innocente...
Anna aveva aperto la porta. Alcuni signori si asciugavano i
piedi sullo stoino. Il Dottorino prefer riattaccare.
Buongiorno, signor sostituto...
Buongiorno, dottore... Mi dicono... Ma voi eravate al telefono?
Un seccatore... Entrate, prego! Anna! Servite un bicchierino
di armagnac a questi signori...
Vide il sindaco di Esnandes lanciargli una strana occhiata.

2.
Il commissario non ama l'ironia.

Il mio parere, signor sostituto, se posso permettermi di
esporvelo,  che quando...
Il commissario tacque, con lo sguardo vago di chi guarda volare
una mosca, ma non guardava una mosca, nell'aria infuocata
della stanza, guardava il viso del Dottorino, e particolarmente
due occhi che brillavano, esprimendo un intenso giubilo.
Continuate, vi ascolto, signor commissario...
Scusatemi, ma mi domando se certe orecchie...
Il sostituto cap. Non era la prima volta da quando si trovavano
sul luogo, che il commissario, un brav'uomo certamente
ma un tipo solenne e noioso, s'impuntava sulla presenza del
dottore.
Il magistrato e il medico si conoscevano per essersi incontrati
al tavolo di bridge. Erano giovani ambedue. Tuttavia anche
il sostituto era un po' stupito dall'atteggiamento di Dollent.
Erano li in dieci circa, tra la Maison-Basse e il giardino. Vicino
al cancello dipinto di verde, la guardia di Esnandes impediva
ai curiosi di passare, e non faceva molta fatica dato che i
curiosi non erano certo pi numerosi di quelli che conducevano
l'inchiesta. Faceva molto caldo. Non c'era un filo d'ombra. Tutti
si muovevano con una certa calma.
Tranne il Dottorino che mai si era mostrato cos petulante.
Dicevo dunque, signor sostituto, che quando saremo a conoscenza
dell'identit della vittima, poi...
Dollent si contenne. Era duro per lui. Aveva tanta voglia di
dire:
Tutte sciocchezze!
Erano su una falsa strada, gli uni come gli altri. Non ci capivano
niente e non ci avrebbero mai capito niente!
Era la prima volta che gli capitava di assistere a un'inchiesta
di quel genere. Non era un amatore di libri gialli. Non leggeva
la cronaca nera sui giornali.
Ed ecco che, a un tratto, aveva una specie di rivelazione. Tutti
intorno a lui erano nelle peste e lui aveva voglia di ridere in
faccia a tutti, di dire per esempio al grosso brigadiere che cercava
impronte sotto il divano:
Brigadiere, siate serio! Alla vostra et, e padre di famiglia
per giunta, non si va pi in giro a quattro zampe!...
Lui stesso, del resto, non aveva ancora trovato niente, ma era
sicuro che poi l'avrebbe trovata, la soluzione del mistero. Non
interrompeva mai il filo del suo ragionamento. Non cessava mai
di pensare.
Se quell'uomo, quel Drouin, mi ha telefonato una prima
volta... Se mi ha telefonato una seconda volta da Rochefort...
Era gi divertente trovarsi in mezzo agli inquisitori e dire a
se stesso:
Io solo so dove si trova in questo momento l'uomo su cui
essi vorrebbero tanto mettere le mani!
Perch aveva fatto capire a Drouin che i suoi connotati sarebbero
stati diffusi ovunque. Dunque non si sarebbe mosso. Non
era cos sciocco da farsi prendere alla stazione o a una fermata
di autobus. Era anche probabile non si facesse vedere in nessun
albergo e il Dottorino lo immaginava in giro per le strade torride
di Rochefort, lo vedeva infilarsi nell'ombra propizia e fresca
di piccoli bistrots, in attesa della notte.
Il mio parere pontificava il sostituto  che ci troviamo
di fronte a un delitto passionale. Due uomini e una donna!
L'eterna storia dei due galli e della gallina! Evidentemente abitavano
qui tutti e tre ma la vittima stava nascosta. Avete mandato
la sua foto a Parigi, commissario?
Saremo a posto prima di sera.
Fortunatamente non era stata richiesta al Dottorino un'autopsia
completa, perch non sarebbe stata certo piacevole, con quel
calore. Avevano spogliato l'uomo, un uomo di forza non comune
che portava sull'avambraccio sinistro un tatuaggio rappresentante
una donna con i seni nudi.
La constatazione pi interessante fu che la morte risaliva pi
o meno alla sera prima, tra le dieci e mezzanotte. Lo sconosciuto
era stato ucciso con un colpo di coltello nel cuore, ma
prima di quel colpo definitivo, altri colpi gli erano stati inferti,
tra cui anche pugni.
Questo faceva supporre che l'uomo non fosse stato aggredito
di sorpresa. Per quanto si poteva giudicare, c'era stata una lite.
Gli avversari erano giunti alle mani, lottando in un primo tempo
a pugni nudi. Poi uno dei due aveva preso il coltello.
La scena si era svolta in cucina, perch nella camera da letto
avrebbe lasciato qualche traccia. Del resto, erano stati ritrovati
piccoli frammenti di vetro tra le mattonelle rosse del pavimento.
Dunque Drouin, prima di andarsene, non solo aveva sotterrato
il cadavere ma aveva rimesso tutto in ordine con cura. Poi...
quella telefonata! Era sempre quello il punto su cui bisognava
tornare!
Non  molto normale, dopo aver ucciso un uomo e averlo ben
bene sotterrato, mandargli il medico!
Insomma, signor sindaco, non sapete assolutamente niente
sugli abitanti di questa casa? Non conoscete i vostri amministrati?
Che volete che vi dica?  il cancelliere che si occupa delle
scartoffie e mi porta i fogli da firmare. L'uomo si  iscritto col
nome di Drouin e la donna non si  iscritta affatto. Ho pensato
che non fossero sposati legalmente e non ho insistito. Questo
genere di storie non ci riguarda...
Gli occhi del Dottorino seguitavano a brillare. Lo sapeva, lui,
che la cosa non era cos semplice! E, testardo come al tavolo del
bridge, andava avanti piano piano col suo ragionamento, riprendendolo
da capo quando arrivava a un punto morto.
Rivedeva Drouin coi suoi calzoni grigi, il suo pullover giallo,
la sua corta barba da pittore surrealista. Bene! In casa, con la
sua pipa, perch fumava la pipa... E, poich era alto, doveva
chinarsi per passare la porta...
La giovane donna sempre seminuda, con la carne abbronzata
dal sole come un frutto succoso...
Si sorprese a parlare a mezza voce, e borbottare:
Bene!... Bene!...
Cercava di farli vivere, di farli muovere nel loro quadro, e
gli sembrava che quando ci fosse riuscito, avrebbe capito tutto.
Erano solo in due... Questo  sicuro... Tanto peggio per il
sostituto e per la sua brillante soluzione di un mnage a tre...
L'atmosfera della casa era l'atmosfera di una coppia, di una
coppia in piena luna di miele, che pensa solo all'amore...
Quanto alla giovane donna, non era tipo da lasciarsi abbracciare
da quel bruto col braccio tatuato il cui corpo, coperto da
un lenzuolo, era steso ora sul tavolo.
Dollent trasal. Una voce, la voce di uno dei poliziotti, diceva:
Ho trovato questo, signor commissario...
Poco manc che il dottore gli strappasse di mano l'oggetto.
Era un pezzo di carta che conteneva una polvere bianca. Gi il
dottore aveva inumidito con la saliva un dito e l'aveva immerso
nella polvere, poi ne aveva posato un po' sulla lingua.
Il commissario, malcontento, lo guardava fare con la fronte
pi aggrottata che mai.
Ci sarebbero altre cose da scoprire dichiar allora Dollent
con tono autoritario, come se gli fosse stata affidata la direzione
delle operazioni. E, prima di tutto, dove avete trovato questo
involto?
 proprio questa la cosa strana... Era nascosto in fondo all'armadio,
tra la biancheria intima della signorina...
Se  cos, tra gli oggetti personali dell'uomo troverete di
certo una scatolina di cartone con l'etichetta di un prodotto farmaceutico...
L'ispettore guard il suo capo per sapere se doveva obbedire.
Il commissario alz le spalle come per dire:
Che volete che ci faccia? Lui comanda e nessuno protesta...
Cercate un po', se ci tenete!...
C', tra coloro che partecipano a questo genere di inchieste,
un po' della stessa gioia malsana che spinge la gente durante
le aste a mettere a soqquadro i vecchi oggetti, ad aprire i cassetti
dei mobili.
In realt l'inchiesta  un modo di penetrare bruscamente, con
tutti i diritti, nella vita di una casa. Si cerca di scoprirne tutti i
segreti. Il poliziotto pi balordo si mette a maneggiare fine biancheria
femminile, e non c' cosa, compresa la corrispondenza,
in cui non abbia il dovere di ficcare il naso.
Cos si pot constatare che se la giovane donna (della quale
non si sapeva nulla, neppure il nome!) andava in giro per lo
pi mezza svestita, ci non le impediva di possedere ugualmente
un certo numero di abiti, tutti di buona qualit seppure non
di lusso, e soprattutto di ottimo gusto.
Drouin invece, a meno che avesse portato con s una valigia,
cosa improbabile poich aveva dovuto andare a piedi fino a La
Rochelle, non possedeva quasi niente. I pantaloni grigi dovevano
essere gli unici che aveva, perch non ce n'erano altri nell'armadio.
Il maglione giallo giaceva nell'armadio della roba
sporca. Furono ritrovate anche le sue scarpe di corda, il che
faceva pensare che se ne fosse andato col suo unico paio di
scarpe.
Era un giovane colto; lo attestavano i libri allineati negli
scaffali.
Scommetto... esclam a un tratto il Dottorino.
Da dieci minuti buoni, mentre i poliziotti mettevano sottosopra
tutto in cerca della scatolina, egli rifletteva, e il suo sguardo
si era fissato su un vaso di creta che conteneva una libbra circa
di tabacco.
Cercate sotto il tabacco... Mi meraviglierei se...
Da quel momento tutti lo guardarono, non pi soltanto con
curiosit, ma con considerazione. Infatti l'ispettore che ficc la
mano nel tabacco non la trasse fuori vuota. Reggeva una scatola
di cartone. Senza avvicinarsi, Dollent ne disse la marca.
Dev'essere piena a met! continu.
Il Dottorino scopr un godimento nuovo. Per nulla al mondo
avrebbe voluto non aver ricevuto la telefonata della mattina.
Esultava. Guard di sbieco il commissario brontolone, il sostituto
brillante uomo di mondo, e sentenzi:
Potete esser certi che il contenuto di questa scatola  bicarbonato
di sodio.
Per dire tutta la verit, bisogna aggiungere che pochi istanti
dopo, poich il magistrato si meravigliava, il commissario azzard
a mezza voce:
Non dobbiamo dimenticare che  venuto qui prima di noi...
che  rimasto quasi un'ora solo nella casa, come lui stesso ci
ha detto...
Non vorrete insinuare...
Naturalmente no... Eppure... Hum!...
Squill il telefono. Chiamavano da Parigi.
Dovevano essere le cinque del pomeriggio. Poco a poco, ciascuno
si era accomodato e, tranne il sostituto e il suo cancelliere,
si erano tutti tolti la giacca. Nessuno si ricordava che c'era
un cadavere steso sul tavolo di cucina.
Un poliziotto che aveva molta sete aveva sbirciato le bottiglie
di aperitivo senza osare toccarle, e il sindaco di Esnandes aveva
proposto:
Far prendere qualche bottiglia di vino bianco a casa mia...
And la guardia. Le bottiglie stappate stavano sul tavolo della
camera-studio. Il cancelliere, tutto sudato, smetteva ogni tanto
di scrivere per bere un sorso.
Il commissario aveva avuto una lunga conversazione telefonica
con Parigi, aveva preso degli appunti e ne riferiva al magistrato.
L'uomo  stato identificato subito, come immaginavo. Avrei
anche giurato che non mi era del tutto sconosciuto.  Jo-il-Pugile...
Quel nome agli altri non diceva niente.
Un cattivo soggetto che frequentava soprattutto i bar di place
de Ternes. Una mezza dozzina di condanne...  uscito l'ultima
volta da Poissy tre mesi fa...
Tre mesi! ripet il dottore come per imprimersi bene la
cifra in testa.
Perch vi interessa tanto? sembrava dire lo sguardo severo
del commissario.
E continu:
Ho chiesto, avrete sentito, se Jo era stato visto a Parigi negli
ultimi tempi... Poich il soggiorno a Parigi gli era stato proibito,
non avrebbe dovuto esserci... Eppure lo hanno veduto parecchie
volte, anche la settimana scorsa, nei paraggi dell'Etoile...
Dunque, non era nascosto qui! disse il Dottorino soddisfatto.
Non ho mai affermato che fosse nascosto qui!
Ma l'avete pensato!
Poco importa quello che...
Signori! Signori! Non litighiamo intervenne il sostituto,
poich pareva che il commissario e il medico fossero sul punto
di venire alle mani.
Se questo signore continua a prendermi in giro...
Giuro che non vi prendo in giro!
Continuate, commissario... Dunque Jo-il-Pugile era a Parigi
in questi ultimi tempi... Probabilmente  venuto qui col treno...
Cosa  venuto a fare?
E il dottore incorreggibile:
Ecco il problema! Certo non  venuto con l'intenzione di
ricevere coltellate e di farsi sotterrare dietro una siepe...
Supponiamo che sia venuto a cercare quella donna... azzard
il magistrato che ci teneva alla sua idea.
No! Non era questo. Il Dottorino lo sentiva. Era qualcosa
di pi semplice e pi complicato insieme. Ci sarebbe arrivato.
Ci avrebbe messo un po' di tempo forse, ma era sicuro di arrivarci.
Quale  stato il motivo della sua ultima condanna? chiese.
Se non venissi continuamente interrotto, l'avrei gi detto...
L'esercente di una botte notturna fu ucciso in rue Fontaine...
Quanto tempo fa?
Due anni... Delitto in stato di ubriachezza che aveva per
movente il furto... Alcuni uomini, non si seppe mai esattamente
quanti, almeno due, si lasciarono chiudere la notte nel locale...
Miravano alla cassa... Quando il padrone rimase solo, si gettarono
su di lui... Il padrone si difese. Vi fu uno scambio di colpi
d'arma da fuoco... Solo Jo-il-Pugile fu preso... fu condannato
come complice, perch le impronte digitali trovate sulla rivoltella
abbandonata sul luogo non erano sue...
Allora si vide una cosa piuttosto imprevedibile. Il Dottorino
si rimise la giacca. Aveva un'aria molto contenta e molto cortese.
Tanto da far credere che non si fosse mai trattato di delitto, n
di assassinio, e che avesse semplicemente fatto visita a clienti
simpatici o ad amici.
Tese la mano a tutti dicendo con un sorriso disarmante:
Ebbene, signori, se non avete pi bisogno di me, io torno
dai miei malati...
Ma non ferm la sua trepidante macchinetta davanti a casa,
nonostante dalla strada si vedesse l'anticamera piena di malati
insonnoliti.

3.
Una coltellata perfettamente inutile.

Tutto and bene fino a Rochefort. La strada era bella. Gli uccelli
cantavano sugli alberi e il Dottorino pi di una volta si
sorprese a fischiettare.
Era contento di s. Pi che contento! Non si era appena scoperto
doti particolarissime? E per di pi tali doti gli aprivano
un campo assai vasto di godimenti fino allora insospettati.
Una telefonata... Prima, non si era mai occupato della Maison-Basse
e dei suoi inquilini... Era passato vicino a loro senza
pensarci... Una sola volta aveva rivolto la parola a Drouin, per
raccomandargli senza convinzione un comune medicinale che
avrebbe potuto comprarsi da s. Aveva parlato una volta anche
con la giovane donna...
E tuttavia in poche ore aveva scoperto tutto. Ne era convinto.
Ne era sicuro. Gli altri, il sostituto, il commissario, a maggior
ragione quel brav'uomo del sindaco, si erano arenati, e il dottore
pensava che doveva essere cos, che doveva fatalmente essere
cos in una storia poliziesca.
Perch tutti erano su una falsa strada!
Quanto a lui... In realt, su che strada era lui? Non avrebbe
saputo dirlo, ma sentiva che era su quella giusta. Si metteva
al posto di... O piuttosto...
Non aveva importanza come; fatto sta che lui ci arrivava, che
la Maison-Basse non aveva pi segreti per lui.
Si trattava soltanto di ritrovare Drouin, e non doveva esser
troppo difficile. Rochefort non  molto grande. Da quando l'arsenale
fu soppresso  quasi una citt morta, dalle vie stagnanti.
Cominci dal caff De la Paix, sulla piazza, perch non voleva
trascurare niente, ma, come aveva immaginato, Drouin non
c'era, n dentro n fuori.
Caff Du Commerce, caff Joffre, caff, De la Marine...
Il sole era pi basso nel cielo, ma il caldo ancora pesante e
il Dottorino cominciava ad averne abbastanza di bere birra.
Prese un bicchiere di vino bianco, poi un altro; era in preda
a una specie di febbre, come quella del giocatore che  sicuro
di aver avuto l'ispirazione giusta e aspetta che la pallina bianca
si fermi sul numero scelto.
Purch non faccia l'idiota... gli capit di brontolare tra s.
Fare l'idiota, nella sua mente, significava che Drouin tentasse
di andare altrove, di prendere un treno, un autobus, di continuare
a fuggire; sarebbe stato il mezzo migliore per farsi prendere.
E adesso, che fare? Era li fin dal primo pomeriggio, in uno
spazio limitato, forse un centinaio di strade, un centinaio di
caff, compresi i pi piccoli bar.
Ma guarda! Stavo per dimenticare...
Si batt la fronte. Risal sulla minuscola macchina. Senza rispetti
umani, la ferm in una via dove tutte le case con le persiane
chiuse erano segnate da grandi numeri.
Entr in ognuna di quelle case. Si sedeva, ordinava, per la
forma, un bicchierino, si difendeva dalle iniziative di quelle signore.
Cerco un mio amico con la barba che mi ha detto... Non
l'avete visto oggi pomeriggio?
Uno con la barba, no... Del resto di pomeriggio non viene
molta gente... Solo i clienti abituali...
Completamente idiota! decise. Sono completamente idiota.
Come mai non ci ho pensato prima?
E dopo i caff, i bar, i bordelli, fu la volta dei barbieri. Doveva
affrettarsi perch presto avrebbero chiuso.
Ditemi... Cerco un amico che dovevo incontrare alla stazione...
Un giovanotto alto coi calzoni grigi... So che voleva tagliarsi
la barba...
Ernest!... Hai fatto una barba oggi?
No, padrone...
Un barbiere, due, cinque, dieci barbieri. E nessuna barba!
Almeno non era pi costretto a bere, ed era una fortuna, perch
la testa cominciava a girargli.
Una barba?... Aspettate... Verso le tre, si... Perbacco, non
ho notato il colore dei sui calzoni...
Non importa... Era solo?
S... Almeno che non sia venuto con una signora... Potrebbe
essere entrata nel reparto per signore... Auguste!... Verso le tre
hai avuto una signora che...
No! Ma che importava! Non era gi abbastanza bello e inebriante,
che fosse riuscito da solo a ritrovare Drouin? Era sulla
pista ancora calda...
Non sapete dov' andato, uscendo di qui?
No! Non sapevano neanche questo! Ed ecco che un quarto
d'ora pi tardi, mentre il sole spariva dietro le case della piazza
principale, il Dottorino si sent di nuovo scoraggiato. Non sapeva
cosa ordinare al caff De la Paix, dal quale aveva iniziato
il suo giro e dove il suo giro finiva. Alcuni studenti giocavano
a carte. Una donna, sola davanti a un bicchiere di birra, gli strizz
l'occhio.
Pazienza! Un pernod...
Non aveva mai bevuto tanto in vita sua. E soprattutto non
aveva mai tanto riflettuto. E ora il tempo incalzava. Era un tormento.
Un'ora perduta e forse...
Vediamo! Che sbaglio aveva commesso? Perch, dopo aver
rintracciato le orme di Drouin dal barbiere non era pi capace
di andare avanti?
Qualcosa non quadrava nel suo ragionamento. Non c'era altra
possibilit...
Durante la sua seconda telefonata mi ha chiesto se, nel caso
che una persona ferita mi si fosse presentata, io avrei rispettato
il segreto professionale... Dunque...
Rest li, esitante, col bicchiere di pernod in mano, con lo
sguardo cos fisso che la donnina, verso la quale era inconsciamente
rivolto, credette che l'affare fosse fatto.
Dunque... Deve venire a Marsilly... Uff! Le verit pi evidenti
sono quelle a cui non si pensa... Ci sono quarantacinque
chilometri da qui a Marsilly... Non pu prendere n il treno
n l'autobus...
Una bicicletta! Ecco a che cosa non aveva pensato! Cinque
minuti pi tardi, dopo avere dimenticato con sommo stupore del
cameriere, di pagare la consumazione, era al commissariato di
polizia.
Vorrei chiedervi un'informazione...  stata rubata una bicicletta
durante il pomeriggio a Rochefort?
Una bicicletta? perch?
Niente... Un'idea, cos...
No, signore, non  stata rubata nessuna bicicletta...
Dunque Drouin era pi timido di quanto il dottore avesse
pensato, perch non c' niente di pi facile che rubare una bicicletta
o anche una macchina.
Ci sono molti negozi che vendono biciclette a Rochefort?
Non ne so niente, signore, non mi occupo di sport...
Di negozi ce n'erano otto, ma non ebbe bisogno di visitarli
tutti. Al terzo, pot lasciarsi andare di nuovo all'entusiasmo.
L'omino in ciabatte, bench un po' diffidente, gli rispose:
Non ho venduto una bicicletta ma ne ho date due in affitto...
Una bicicletta da uomo e una da donna?
Proprio cos...
Verso le quattro?
No! Alle sei...
Pensare che a quell'ora lui era gi a Rochefort e che il caso
avrebbe potuto...
Un uomo coi calzoni grigi, vero?
Forse si...
Ora si trattava di non perdere pi il filo, di profittare del
cervello mentre era cos sotto pressione. L'omino in ciabatte cercava
di spingerlo fuori, ma il dottore resist.
Scusate... Ancora una domanda... Vi avr lasciato qualcosa
per garanzia...
Non aveva abbastanza denaro con s... Mi ha lasciato il suo
orologio...
Magnifico! Insperato! Il cuore saltava nel petto del Dottorino.
Purch questo idiota di negoziante...
Volete farmelo vedere? Non abbiate alcun timore. Sono il
dottor Dollent, di Marsilly... Guardate! Ecco la mia patente...
Con uno stupido come quello si doveva andare coi guanti.
Cerco un amico che dovevo incontrare a Rochefort... Sicuramente
ha affittato le biciclette proprio per venire da me...
Avrebbe potuto prendere l'autobus!
Non ci avr pensato... Se mi fate vedere l'orologio, sar sicuro
che...
Non sarete invece un amico della piccola signora, e non
sar per gelosia che...?
Tuttavia gli fece vedere l'orologio, prudentemente, senza mai
lasciarlo con gli occhi. Un magnifico cronometro d'oro.
Vi dispiacerebbe aprire la cassa? Forse c' il nome...
Ed era vero! Gli di erano dalla sua parte! Nella cassa dell'orologio
erano incisi un nome e un cognome: Jean Larcher.
Cera anche un indirizzo: boulevard Raspail 67, Parigi.
Vi ringrazio,  proprio lui...
Bisognava pur dire qualcosa. Bisognava soprattutto filare, raggiungere
i due ciclisti che stavano andando in direzione di Marsilly.
Andavano in fretta? O piano? Questo aveva un'enorme,
una terribile importanza. Avrebbero preso la strada principale?
Poich non dovevano conoscere bene la regione, c'era qualche
possibilit che non si arrischiassero nelle vie interne vicino alla
palude.
Fu una corsa folle. Cadeva la sera. L'ombra sotto gli alberi era
pi densa. Disgraziatamente i ciclisti erano numerosi, anche i
ciclisti che andavano a coppia. Il Dottorino accese i fari. Tentava
di riconoscere le figure. Poi, preso dall'incertezza, una volta
oltrepassati i ciclisti si fermava, li aspettava per guardarli in
faccia, tanto che dovette passare per un originale.
Venti, trenta chilometri! E nessuna traccia di Drouin (o di
Jean Larcher), n della giovane donna. Era gi notte scura quando
scorse le luci di La Rochelle e fu preso dal panico.
Ora era quasi sicuro di arrivare troppo tardi. Drouin doveva
aver fretta. Non poteva agire in pieno giorno. Ma non avrebbe
neanche aspettato la notte inoltrata.
Era buio da mezz'ora. Dunque?
La piccola macchina ronzava rabbiosamente, incapace di superare
i sessantacinque all'ora. Colui che la conduceva sembrava
preso da follia; gli capitava di sollevarsi sul sedile, il che,
per, non accelerava l'andatura della macchina.
Nieul... Marsilly... La sua casa, a sinistra, col cancello, il
cortile, la luce nella stanza da pranzo, ma anche nel suo gabinetto
di consultazione.
Troppo tardi! Se c'era luce voleva dire...
Lasci di colpo la macchina davanti al cancello, dimenticando
di spegnere il motore.
Sal le scale. La porta si apr. Anna, sgomenta, gli disse:
Eccovi finalmente!... Ho telefonato dappertutto... C' una
povera signora che...
Lo so!
Di fronte allo stupore di Anna si riprese.
Voglio dire che ho immaginato, vedendo la luce...
 stata investita da una macchina a cento metri da qui, proprio
alla curva... L'ho sempre detto che quella curva...
Il dottore non ascoltava. Sapeva che ci sarebbe stato molto lavoro
per lui. Gi si stava levando la giacca e intanto spinse la
porta del suo gabinetto; richiudendola senza neanche guardare
la malata, brontol:
Che diavolo!... Non potevate aspettare una mezz'ora di pi?

4.
Il dottorino aveva ragione.

Una pallottola? chiese mentre si assicurava che le tende
fossero ben tirate e che non si potesse vedere niente dall'esterno.
La giovane donna fece segno di no con la testa. Era pallida,
certo pi di emozione che di dolore... Si teneva stretto su una
spalla il fazzoletto gi coperto di sangue.
Una coltellata?... Ma allora  una mania!...
La donna rispose con un povero sorriso:
Non aveva rivoltella... Se anche l'avesse avuta, credo che
non avrebbe potuto sparare... gli faceva paura...
Levatevi il vestito...
Senza perdere tempo, affettando di non guardarla, accese il
fornello a gas per far bollire l'acqua, prepar cotone, garza
e bende.
Ci vorranno punti di sutura?
Non so... Non ha colpito forte...
Dov'? Non ha preso il treno, almeno?
Si volse e rest un po' imbarazzato vedendola a torso nudo,
un torso magnifico: la ferita alla spalla larga due centimetri non
toglieva niente alla sua bellezza.
Vuole raggiungere Bordeaux in bicicletta prima di domattina...
C' una nave in partenza?
Cos ha letto sui giornali, oggi pomeriggio, a Rochefort. Il
Veuzit, che salpa per il Cile... Se non lo lasciano salire a bordo,
partir come passeggero clandestino... Una volta in mare...
Del resto il Veuzit non  una nave francese...
Vi faccio male?
Non molto...
Tenete il cotone sulla piaga, mentre io prendo i ferri...
Ma non era questo che lo preoccupava. Era Anna, che raggiunse
in cucina dove stava mangiando la minestra fredda.
Ascoltate, Anna... Non  venuto nessuno stasera... Capite?
Voi non avete visto quella signora... Invece, vorrei che preparaste
la camera al secondo piano... Non si sa mai.
Quando torn vide lo sguardo spaventato della sua paziente;
cap e si affrett a rassicurarla:
Non abbiate paura... Non sono andato a telefonare... Se il
nostro amico Larcher ce la fa a divorare i suoi centottanta chilometri
in bicicletta...
Voi conoscete il suo vero nome?
Perbacco!
E non ne era poco fiero. Intanto preparava le graffe.
Non abbiate paura... Non rester neanche la cicatrice...
Come avete saputo il suo vero nome?
Potrei anche, in pochi minuti, sapere tutta la sua storia...
Mi basterebbe, senza rivolgermi alla polizia, telefonare al boulevard
Raspail 67. Suppongo che troverei, all'altro capo del filo,
un padre e una madre non pi disposti a conoscere il proprio
figlio...
Loro non sanno... Credono che Jean faccia tirocinio ad Algeri...
 ingegnere...
E voi? chiese il dottore a un tratto.
Nello stesso istante le fece male; tuttavia la donna ebbe un
sorriso stirato.
Non sapete?
Su di voi assolutamente niente. Neanche il vostro nome...
E ci tenete a sapere?... Prima di tutto il mio nome... Laure...
Laure Delille, se proprio vi interessa... Ero indossatrice in
rue de la Paix...
Il dottore le fece pi male. Era seccato di non aver scoperto
tutto questo da solo...
Che altro sapete?
Mettendo le graffe, con la fronte aggrottata dall'attenzione,
il dottore rispose:
Tutto... tutto e nulla... Che eravate l'amica di Jean Larcher,
naturalmente...
Ci amiamo da un anno e mezzo...
Appunto... Quando vi siete conosciuti, lui aveva gi ucciso
un uomo...
Io non lo sapevo... Quando lo incontrai usciva e beveva
molto, certo per dimenticare... Da principio non mi piaceva
granch, lo avevo preso per un giovanotto qualsiasi in cerca
di divertimenti... Poi mi accorsi che c'era qualcosa di diverso,
che era pi serio, pi tenero... Soprattutto pi tenero... Se sapeste!...
Restate qualche minuto immobile... Potete parlare lo stesso...
Vivevamo quasi completamente insieme, a Parigi, ma lui
abitava dai suoi genitori... Suo padre  un alto funzionario ministeriale,
un uomo severo... Un giorno, Jean mi chiese se lo
amavo abbastanza per vivere in campagna con lui, quasi poveramente...
Risposi di si con entusiasmo...
Fu sei mesi fa!
S...
Cio poche settimane prima che Jo-il-Pugile venisse scarcerato...
E Jo dalla prigione gi gli scriveva per ricattarlo...
Io non sapevo niente di tutto questo... Venimmo a stabilirci
alla Maison-Basse... Vivevamo insieme... Ero felice...
Per tre mesi...
Come lo sapete?
Perch, senza volerlo, fui io a porre fine alla vostra pace...
Vi ricordate quando quel giorno vi domandai se il vostro compagno
dormiva bene?... Ecco!... Ora stendetevi su questa sdraia...
Riposatevi...  questa storia del sonnifero che mi ha fatto capire
tutto... Drouin, o meglio Jean Larcher, poich  questo il
suo nome, non aveva affatto bisogno di medicine per dormire...
Ma Jo dovette scoprire le sue tracce... Sicuramente gli scrisse
annunciandogli il suo arrivo... Oppure Larcher lo vide aggirarsi
in paese... Ebbe paura di quella visita, paura soprattutto
che voi veniste a sapere ogni cosa...
Venne a trovarmi, mi chiese la ricetta di un sonnifero che
si potesse sciogliere in un liquido... In altre parole, che potesse
essere somministrato a qualcuno a sua insaputa...
Trovai che il vermouth era amaro disse la donna. Mi
rispose che ci metteva un tonico. Certe sere insisteva per farmene
bere una quantit esagerata e la mattina dopo facevo fatica
a svegliarmi...
Le sere in cui Jo andava a trovarlo!... Dovete capire che per
quella canaglia il segreto di cui era a parte costituiva una rendita
e che contava di viverci sopra... Le visite dovevano essere
burrascose... Doveva esigere somme che il vostro amico non poteva
dargli...
Esattamente... In seguito ho capito tutto...
Per causa mia! Parlandovi del sonno di Jean vi misi la
pulce nell'orecchio...
Lo trovavo gi cambiato!
Frugaste tra le sue cose e trovaste il sonnifero. Fu facile
capire perch il vermouth aveva un sapore strano e perch dormivate
cos profondamente dopo averne bevuto... Allora sostituiste
il sonnifero, nella scatola, col bicarbonato di sodio... E
nascondeste il vero sonnifero tra la vostra biancheria...
L'hanno trovato? chiese la giovane donna con candido
stupore.
Cos avete assistito ai colloqui tra Jo e il vostro amico...
A due colloqui... Senza contare l'ultimo... Credevano che
dormissi... Io sentivo che la faccenda sarebbe finita male... Non
volevo dire a Jean che conoscevo il suo segreto... Tentai di persuaderlo
ad andarcene insieme molto lontano; ma lui amava la
nostra casetta dove eravamo tanto felici... Sperava che l'altro
finisse per stancarsi... Ieri!... Perch  stato ieri!... Ora mi sembra
che sia passato un secolo... Venne Jo... Litigarono... Jean
dichiar che non avrebbe pi dato un soldo, che il poco denaro
che possedeva se n'era andato...
L'altro sghignazzava; gli consigli di confessare tutto ai
suoi genitori che, come diceva lui, avrebbero capitolato...
Vennero alle mani... Jo trasse di tasca un coltello. Jean, che
 pi forte di quanto sembra, riusc a impadronirsene, e fu lui
a colpire...
Io sentii tutto... Una notte terribile... Gli andirivieni nel
giardino... Jean credeva che dormissi... All'alba se n' andato...
E mi ha telefonato interruppe il Dottorino perch io
venissi a svegliarvi. Credeva di aver calcato la dose. Aveva paura
per voi. Inoltre, nel caso che il cadavere fosse stato scoperto,
voi eravate fuori da ogni sospetto, per il fatto che io vi
avevo trovata sotto l'effetto di un narcotico.
And ad aprire bruscamente la porta e trov Anna che origliava.
Non disse niente, si limit ad aggrottare la fronte, torn dentro
e accese macchinalmente una sigaretta.
Voi permettete?
Se voleste darmene una...
Come medico... Ma insomma! Voi conoscete il punto di partenza
di tutto il mio ragionamento. Se Jean mi telefonava, era
perch io dovevo trovare qualcuno alla Maison-Basse. E se non
c'era nessuno...
Io me n'ero andata dietro a lui... Volevo proteggerlo, aiutarlo...
A Rochefort mi ha vista...
Ed  diventato pazzo di angoscia! Lui che aveva fatto di
tutto per non compromettervi! Ed ecco che voi non eravate pi
addormentata e che di conseguenza eravate sua complice!
Mi disse proprio cos... Mi confess tutto, mi raccont tutto...
Due anni fa aveva fatto lega con alcuni farabutti. L'avevano
indotto a partecipare a un colpo, quello della rue Fontaine;
non doveva esserci spargimento di sangue... La verit 
che fu lui a sparare, senza rendersene conto, quando scoppi
la rissa... E appena lo presero, Jo cominci a ricattarlo... Jean
doveva pagare il suo avvocato, mandargli dolciumi in prigione,
e, perfino, mantenerne l'amante...
Mi incontr... Voleva sfuggire a quell'incubo... Sospettava
che, una volta libero, Jo sarebbe diventato ancora pi esigente...
Mise insieme una piccola somma e venimmo a rintanarci qui...
Non avete fame? chiese a un tratto il dottore che aveva
lo stomaco in disordine per tutto quello che aveva bevuto...
Non ci penso... Penso a Jean, che corre sulla strada e conta
i chilometri...
Voi naturalmente gli avete proposto di partire con lui...
Non ha voluto... Dice che un uomo solo pu nascondersi,
ma una coppia  difficile che passi inosservata... Allora, perch
io fossi al sicuro, pens...
Di mettervi al riparo del segreto professionale... Vi fece
una ferita qualsiasi, affinch io fossi costretto ad accogliervi e a
nascondervi per qualche tempo...
Esattamente... Subito dopo la telefonata, si  fatto tagliare
la barba...
In rue de la Msange...
Sapete anche questo?
Il dottore non pot trattenere un sorriso di ingenuo orgoglio.
Non aveva diritto di essere fiero di s? A quella stessa ora
il sostituto, il commissario e tutta la loro cricca di quella storia
non sapevano niente, niente di niente.
E lui, il Dottorino, era li, faccia a faccia con la giovane donna
che tutti cercavano. Calcolando i chilometri e la velocit media
di un ciclista, avrebbe potuto dire esattamente quanta della
strada per Bordeaux aveva percorso fino a quel momento l'uomo
i cui connotati erano stati inviati a tutte le stazioni.
Avrebbe potuto... Sarebbe stato buffo!... mandare al solenne
commissario qualche pelo della sua barba!
E l'orologio!...
Era cos stupito di se stesso che arriv a dimenticare la sua
paziente che non sapeva dove mettere la cenere della sigaretta.
Se ne accorse e si precipit a darle un portacenere.
Grazie... Se... Tocco legno... se Jean arriva in Cile, trover
certamente di che guadagnarsi la vita... Appena avr messo insieme
il denaro necessario per il mio viaggio... anche se dovessi
viaggiare come emigrante...
Era stata troppo coraggiosa fino a quel momento. Non poteva
resistere ancora, e infatti le sue labbra si sollevarono, si piegarono
in una smorfia; e scoppi in singhiozzi.
Si nascondeva il viso. Pensava solo a Jean. Ripeteva, con voce
rotta:
 un buon ragazzo... Se sapeste!... Se lo conosceste come
lo conosco io! Lo hanno trascinato... Non ha voluto tirarsi indietro...
Poi, una volta nell'ingranaggio... Avrei voluto che sentiste
quel bruto di Jo parlargli della ghigliottina dicendogli:
Ci andrai, carino!... Andrai a mettere la tua graziosa testolina
nella lunetta!... E chi ci sar in prima fila tra la folla?... L'amico
Jo!... L'amico Jo che quella volta si divertir un bel po'...
Qui la giovane donna fu presa da una crisi di nervi e il Dottorino
dovette aprire la sua farmacia per prendere i sali.
Calmatevi, calmatevi, ve ne prego!... Vi assicuro che non
gli succeder niente... Domani a quest'ora sar gi lontano in
mare... Poich si tratta di una nave sudamericana, l'estradizione
non esiste...
 quello che Jean mi ha giurato... Ma mi domando se 
vero...
Insomma, cosa succedeva al Dottorino, che se ne stava li,
stringendo la mano umida di una donna con le spalle nude?
le parlava con quella voce tenera? E si occupava con tanta
sollecitudine di un uomo che conosceva appena?
E cosa doveva pensarne Anna in cucina?
Queste riflessioni non gli impedirono, tuttavia, di pronunciare
con la pi grande seriet:
Vedrete che lo ritroverete!
E poco manc che facesse addormentare la giovane tra le sue
braccia!
 
LA SIGNORINA IN AZZURRO.

1.
Dove il Dottorino libera una fanciulla da
una strana situazione e ne riceve una ancor
pi strana ricompensa.

 vero che pi tardi il Dottorino avrebbe ricercato, con la selvaggia
passione di un collezionista, tutte le occasioni per risolvere
degli enigmi, o pi esattamente per esercitare la strana dote
che si era scoperto; di rintracciare, cio la semplice verit umana
nelle storie in apparenza pi complicate.
Ma non era ancora arrivato a questo punto. Era passato un
solo mese da quando aveva avuto la rivelazione delle proprie
doti, a proposito del delitto della Maison-Basse, e in seguito si
era saggiamente limitato a prescriver cure alla sua clientela
campagnola.
L'estate continuava, calda e radiosa. Quella domenica lo era
ancora pi d'un altro giorno, con una minaccia di temporale
nell'aria; il Dottorino aveva spinto la sua cinque cavalli tutta
scosse e scoppiettii fino a Royan.
Vi era arrivato da appena un quarto d'ora e gi si era innamorato.
 bene aggiungere che ci gli avveniva almeno una volta al
mese, a volte pi spesso, e per lo pi l'oggetto della sua fiamma
non ne sapeva niente.
Aveva conservato a trent'anni il cuore tenero di un collegiale?
Era senza saperlo un grande timido ed era per tale timidezza
che restava scapolo?
Anche questa volta si trattava di una fanciulla. Le fanciulle
il pi fanciulle possibile, avevano il dono di turbarlo fino al
rossore, e gli mettevano la voglia di scrivere versi!
La spiaggia, alle quattro del pomeriggio, era piena di corpi
abbronzati, di calzoncini, di costumi e di accappatoi multicolori.
Nel chiosco, in mezzo ai giardini del Casin, i suonatori eseguivano
arie da operette, mentre alcune famiglie bevevano aranciate
intorno ai tavolini di vimini.
In cerca di ombra, Dollent, era entrato macchinalmente nella
sala da gioco dove una trentina di persone si agitavano presso
il tappeto verde.
Signori, fate il vostro gioco... Rien ne va plus!... Il sette!...
Il croupier esagerava dicendo con aria grave:
Signori, fate il vostro gioco!
I signori erano altrove, nella sala della roulette o del chemin
de fer. Al tavolo della houle c'erano solo alcune giovinette i cui
genitori bevevano bibite fuori, qualche giovanotto e pochi vecchi.
Fate il vostro gioco... Ancora il sette!...
Mentre cercava in tasca qualche moneta, il Dottorino scorse
la ragazza in azzurro e si pu dire che da quel momento non la
lasci pi con gli occhi. Non era una ragazza: era la ragazza
in tutta l'estensione del termine, con la freschezza, la grazia ancora
incerta, la pelle chiara e vellutata, i grandi occhi di gazzella!
Dimentic di giocare per ammirarla e il sette usc una terza
volta; la ragazza raccolse con aria negligente i gettoni che il
rastrello del croupier spingeva verso di lei.
A cosa pensava, giocando in quel modo, con tanta poca convinzione
da sembrare assente?
Anche i suoi genitori erano fuori, intorno al chiosco della
musica? Nessuno dei giovani le rivolgeva la parola.
Se ne stava l, in piedi, sola tra la gente; prendeva un gettone
o due, li spingeva sul tappeto; poi guardava altrove e pi di
una volta Dollent ebbe l'impressione che nei suoi occhi apparisse
un'espressione angosciata, cos come in fondo al cielo apparivano
minacce di temporale.
Non l'avrebbe rivista mai pi? Pazienza! Questo, per, non gli
impediva di esserne innamorato, di non pensare ad altro; per
giorni e giorni avrebbe sognato di lei andando a curare i suoi
malati nelle lontane fattorie di Marsilly.
Il cinque...
La ragazza azzecc il cinque. Pareva che anche la fortuna le
si fosse affezionata. Poi azzecc il quattro. Ed ora, tra i gettoni
bianchi da cinque franchi che teneva in mano, apparivano gettoni
rossi da venti franchi e perfino una piastra da cento franchi.
Non era eccitante chiedersi chi fosse? Figlia di grassi borghesi,
probabilmente? Provinciale? Parigina? Se rimaneva un po'
a Royan, forse il Dottorino ci sarebbe tornato e...
La ragazza si annoiava, su questo non v'era dubbio. Non si
gioca con quella indifferenza se non ci si annoia. Di fronte a
lei una grossa signora anziana le gettava un'occhiata cattiva
ogni volta che vinceva. Aveva l'aria di pensare:
Possibile che solo questa pettegola abbia fortuna?
Perch la grossa signora perdeva; giocava accanitamente, contava
e ricontava i biglietti da cento franchi che aveva davanti,
segnava ogni mossa come una frequentatrice di Montecarlo che
segue un suo metodo complicato.
Improvvisamente un tuono esplose proprio sopra al Casin, e
nello stesso tempo si rovesci un acquazzone: una vera tromba
d'acqua. I suonatori, al riparo, seguitarono a suonare. Ma la folla
si sparpagli in tutte le direzioni. Un istante dopo, la sala
era piena, la gente si pigiava urtandosi e i croupiers facevano
una gran fatica a mantenere l'ordine intorno ai tavoli.
Fate il vostro gioco... Il nove...
Il Dottorino si drizz in punta di piedi per non perdere di
vista il suo nuovo idolo che restava impassibile.
Qualcuno lo urt. Si volt di scatto per protestare, ma non lo
fece, anzi si scus: si trattava di una signora coi capelli bianchi,
una di quelle vecchine ancora graziose, col viso dolcissimo, che
si truccano in modo commovente per procurarsi un'ultima illusione.
Scusate disse il Dottorino.
La vecchina non parl, ma fece un cenno con la testa sorridendo.
Quell'incidente senza importanza era tanto pi ridicolo
in quanto, proprio in quel momento, la ragazza in azzurro guardava
dalla sua parte e il dottore avrebbe potuto, senza la vecchina,
incontrare finalmente il suo sguardo.
Fate il vostro gioco... Rien ne va plus...
Cos rapidamente come aveva incominciato a cadere, la pioggia
cess; fuori ci fu un gran silenzio, gli alberi sgocciolavano,
la folla si precipit nei giardini con la stessa fretta con cui era
entrata. Nella sala restarono solo una ventina di giocatori.
In quel momento avvenne la cosa incredibile. Esattamente un
quarto d'ora dopo la fine della pioggia. Il Dottorino si
rimprover, poi, di non aver seguito con pi attenzione il gioco della
fanciulla. Vinceva? Perdeva? Ma che importanza poteva avere,
dato che, in fondo, si trattava di somme insignificanti? Ad ogni
modo, azzecc altre due volte il quattro, poi...
Aveva cambiato di posto. Per un attimo il dottore aveva temuto
di perderla di vista. Era pronto a seguirla ovunque andasse,
per il solo piacere di contemplarla. Una cosa sola lo atterriva:
vederla raggiungere un giovane uomo, posargli la mano sul
braccio e dirgli con semplicit:
Ciao caro...
Ma no! La ragazza restava nella sala! Girava intorno al tavolo!
Ora si trovava dietro la grossa signora che giocava accanitamente
e che aveva tirato fuori altri biglietti di banca dalla borsetta
ricamata con perle false.
Jean Dollent aggrott la fronte. Aveva davvero un istinto
anormale? Sent che qualcosa si preparava. La ragazza guardava
intorno a s con aria troppo indifferente, poi...
Il dottore fu sul punto di scoppiare di rabbia. No! Questo
non era permesso! Soprattutto cos ingenuamente, cos goffamente,
cos stupidamente insomma! La grossa signora antipatica
era seduta a sinistra del croupier. Seguiva la pallina con gli
occhi.
Ma era impossibile non sentire la mano della ragazza che scivolandole
molto vicino si impadroniva di alcuni biglietti!
Il Dottorino l'avrebbe picchiata. Come pu rubare una ragazza
cos graziosa, cos fresca e con quello sguardo cos candido?
E se ci si mette in mente di rubare, signorina, almeno lo si
fa con abilit!
Ecco che cosa avrebbe voluto dirle in faccia!
Lo scandalo naturalmente scoppi. La vecchia signora fiss la
mano piena di biglietti da cento franchi e gett un grido. Il
croupier non ebbe bisogno di spostarsi per afferrare quella mano
colpevole e prenderla letteralmente in flagrante. La gente intorno
al tavolo faceva:
Oh!... Oh!...
Il croupier, senza lasciare la mano della ragazza, grid al
collega:
Per piacere chiamate l'ispettore...
Ma la cosa pi inaudita era il viso della ragazza in azzurro.
Si rendeva conto di ci che aveva fatto? Capiva in quale situazione
si era cacciata? Riusciva a pensare che si era disonorata
per niente?
Mancava poco che non sorridesse! Non aveva arrossito! Solo
sospirava, indicando col mento il polso:
Mi fate male...
Allora... Allora... Il Dottorino non si rese del tutto conto di
ci che faceva e le possibili conseguenze del suo gesto. Si fece
avanti, urtando la gente intorno. Si precipit verso il croupier,
verso l'ispettore che stava arrivando.
Signori, vi chiedo scusa...
Tutti lo guardarono stupiti e fu lui ad arrossire vedendosi
al centro dell'attenzione generale.
Tutto  avvenuto per colpa mia...  uno scherzo... Un brutto
scherzo, d'accordo...
Aveva solo pochi secondi per trovare una storia plausibile, ma
erano proprio questi i casi in cui aveva le sue trovate migliori.
Lo ascoltavano, era gi qualcosa. L'attenzione si era distolta dalla
ragazza per spostarsi su di lui.
Poco fa... Parlavo con la signorina... Parlavamo della signora
qui presente. Io dicevo che era distratta... Vi chiedo scusa, signora...
La signorina, invece, affermava che la signora aveva
molta attenzione e sangue freddo... Scommetto dissi che potreste
prenderle met del denaro che ha davanti a s senza che
lei se ne accorga...
Tutti erano sorpresi e imbarazzati, incerti se credergli o no.
Il Dottorino, nervoso, traendo dal portafoglio i suoi documenti,
li tese all'ispettore:
Dottor Jean Dollent, di Marsilly... Del resto, se voleste avere
la cortesia di condurmi dal direttore, lui mi conosce... La ragazza
ha solo fatto uno stupido gioco, a cui io, ancora pi stupidamente,
l'ho spinta...
Venite da questa parte...
I croupiers erano contenti di por fine all'incidente e di continuare
la partita. Come avvenne che tutti si dimenticarono della
ragazza? Quando arrivarono alla porta del direttore, si accorsero
che era rimasta tra i giocatori, come se tutta la storia non
l'avesse neanche riguardata.
Non dovete preoccuparvi di lei... Vedrete che il direttore...
Dollent lo conosceva davvero per averne curato il figlio pi
piccolo. Ripet la sua storiella, mostrandosi confuso, e quando
entr la grossa signora, non del tutto rimessasi dal furore che
l'aveva invasa, se la conquist scusandosi, affermando di non
capire come mai avesse potuto, soprattutto di fronte a una signora
cos distinta...
Aveva fretta di essere fuori. Aveva paura di non ritrovare la
ragazza. Non avrebbe approfittato di quel momento per sparire?
Spero mi permetterete, signora, di mandarvi una scatola di
cioccolatini, in segno di onorevole ammenda...
Il direttore, felice di evitare uno scandalo, dava man forte.
Posso assicurare che il dottor Dollent  un perfetto gentiluomo
e che  sinceramente pentito di questa bambinata...
La ragazza non c'era pi!
Naturalmente! borbott il dottore tra i denti.
Come ritrovarla, tra le migliaia di persone che si agitavano
gioiosamente tra la spiaggia e il Casin?
A questo punto divenne come un collegiale che ha perso sua
cugina. Andava e veniva in tutti i sensi, precipitandosi avanti
appena scorgeva, tra la folla, una macchia azzurra.
Niente, n al Casin, n ai giardini! Era passata quasi un'ora.
Aveva caldo. Il suo colletto era fradicio di sudore, quando, sul
viale, scorse il vestito azzurro della fanciulla, tranquillamente
seduta su una panchina.
Chi poteva credere che la ragazza non avesse.nient'altro per
la testa che ammirare il tramonto del sole! Se ne stava l, immobile
e tranquilla, con gli occhi fissi sul mare che diventava
viola. Su un'altra panchina, la vecchia signora sapientemente
truccata, quella stessa che aveva urtato Dollent, seguiva con interesse
l'andirivieni dei passanti.
Pazienza se andava incontro a sgarberie! Si precipit verso la
panchina della ragazza. Sedette e balbett goffamente:
Vi chiedo scusa di essere intervenuto, ma mi pareva inammissibile
che una ragazza come voi...
La fanciulla guard da un'altra parte e il dottore arross,
forse di collera.
So che non mi avete chiesto niente e che ai vostri occhi faccio la figura di un Don Chisciotte da strapazzo... Ci non toglie
che senza il mio intervento vi trovereste ora al posto di polizia,
e che i vostri genitori...
La ragazza continuava a guardare dall'altra parte, come una
donna per bene, a cui il primo venuto fa proposte sconvenienti.
Non si degnava neppure di rispondere! Era come parlare al
muro!
Dovete riconoscere, signorina, che non vi ho neanche chiesto
il vostro nome e che ho agito cos solo per...
Not che la ragazza muoveva il piede destro con impazienza.
Ma il dottore fissava soprattutto la sua nuca, una nuca mirabilmente
disegnata; gli sarebbe tanto piaciuto baciarne i ricci ribelli.
Ammettete che potevo aspettarmi, se non la vostra riconoscenza,
un pochino di considerazione. Mi sono reso volontariamente
ridicolo, e se la mia clientela di Marsilly viene a sapere...
Gli sembr che la ragazza sorridesse, ma non ne fu sicuro
perch vedeva di lei solo un vago profilo.
La rabbia stava per soffocarlo. Sentiva di non essere mai stato
tanto ridicolo in vita sua. La vecchia signora truccata, si alz
dall'altra panchina, avvicinandosi.
Una vecchia inglese di certo! pens Dollent guardandone
la corporatura asciutta e nervosa.
La vecchia signora si ferm di fronte alla ragazza, e disse:
Sapete bene, Lina, che vi ho sempre proibito di rivolgere
la parola ai giovanotti... Tornate a casa!...
Guard con disprezzo il Dottorino. La ragazza - dunque si
chiamava Lina! - si alz e si allontan alzando le spalle, accompagnata
da quel dragone dalle labbra dipinte.
Sua madre, sua zia? Probabilmente una governante, decise il
dottore tra s. Un'accompagnatrice, come ne hanno tutte le ragazze
che i genitori non possono seguire in vacanza.
Dov'era l'accompagnatrice durante l'incidente nella sala da
gioco? Dollent non aveva osservato la vecchietta in quel momento.
 vero che era troppo occupato dalla ragazza e dall'altra
vecchia signora, la derubata.
Ebbene, vecchio mio... Una buona lezione!...
Perch era una lezione, una lezione solenne. Se si fosse ancora
occupato di ci che non lo riguardava...
La ragazza e la governante si allontanarono sul lungomare. Le
avrebbe seguite. Diamine! Era troppo grossa.
Ma, al momento di alzarsi dalla panchina, abbass macchinalmente
lo sguardo. La panchina era fissata sulla sabbia. E, sulla
sabbia, la scarpa appuntita della ragazza aveva tracciato, mentre
lui le parlava, una sola parola:
Imbecille!
Pronto!... Marsilly?... Pronto! Siete voi, Anna?... Sono il
dottore... Vi telefono per avvertirvi che non rientro a cena...
No... E forse non verr nemmeno a dormire... Pronto!... Come
dite?... Ma si, avete detto qualcosa... Ho capito bene e non ci
perdete niente a aspettare... Parlo seriamente, mi capite, e non
mi piacciono le vostre insinuazioni... Pronto!... Se domani non
fossi rientrato... precisamente,  possibile che domani non rientri!...
telefonate al dottor Magn e ditegli che io ho un impegno
e che, se ci sono casi urgenti tra la mia clientela, sia cos
gentile di visitarli... Gli render il favore... Se ve lo chiede, ditegli
che sono trattenuto da un affare di famiglia... No!  inutile
precisare che sono a Royan...
Quando fece questa telefonata dalla cabina dell'htel Mtropole
erano le otto... L'htel Mtropole era uno di quegli alberghi
comodi, frequentati soprattutto da famiglie agiate. Dalla hall si
scorgevano tutte le piccole tavole della vasta sala da pranzo, ognuna
illuminata da una lampada col paralume di seta color salmone.
A una di esse, vi era seduta Lina con la governante.
 possibile avere una camera?
Non sul mare, signore. Da quel lato,  tutto completo. Ma
faremo in modo di ospitarvi ugualmente... Cenate qui?
Certo che cenava! E il pi vicino possibile alle due donne!
E non perch fosse innamorato! Forse lo era ancora, ma ormai
altri erano i moventi. Uno scatto si era prodotto dentro di
lui, esattamente come nell'affare della Maison-Basse. Che cosa
gli aveva fatto scoprire tutti i meccanismi del dramma di
Esnandes quando la polizia e i magistrati brancolavano nel buio?
Una prima verit, estremamente semplice: non avevano potuto
telefonargli a mezzogiorno e mezzo da quella casa perch
a quell'ora il telefono a Esnandes non funzionava.
Il resto era venuto da s, dipanandosi come una matassa.
Questa volta, era stato quasi altrettanto semplice. Cerano stati
il colpo di tuono e l'acquazzone!
Supponendo che una ragazza abbia l'intenzione di rubare
in una sala da gioco...
Come aveva fatto nell'altro caso, cercava di mettersi nei panni
dei suoi personaggi. Dunque, c' una sala dove si trovano solamente
una trentina di persone. Ci sono pertanto pochissime
probabilit di fare un gesto senza essere notati da qualcuno!
Scoppia, in compenso, un tuono provvidenziale, un improvviso
acquazzone obbliga le persone che sono di fuori a ripararsi
nella sala da gioco. Non sono giocatori. Guardano verso la porta.
Aspettano la fine della pioggia. E sono talmente serrati gli
uni contro gli altri che non si distingue pi che una massa confusa.
 in questo momento che ruberei! decide il Dottorino.
Lina invece aveva scelto, per compiere il suo atto insensato,
il momento pi calmo, il pi vuoto, cinque minuti dopo.
Perch?
Che cosa le aveva impedito di rubare quando sarebbe stato possibile?
Che cosa l'aveva spinta a farlo quando era praticamente
impossibile?
Lina mangiava senza guardarlo, in punta di forchetta, come
fanno la maggior parte delle fanciulle. Di fronte a lei, invece,
la governante dal corpo nervoso, dal mento aguzzo, divorava
l'arrosto con appetito.
Era difficile distinguere qualcosa nella confusione allegra della
sala da pranzo e tuttavia, dopo qualche minuto, il Dottorino
scorse una tavola sistemata proprio di fronte a quella della ragazza.
Contrariamente alla maggior parte dei tavoli, era occupata
da un uomo solo.
Trentacinque anni? Quaranta? si chiese Dollent con un
po' di invidia.
Gli era sempre dispiaciuto essere piccolo e magro. Lo sconosciuto,
al contrario, era alto, con un fisico d'atleta. Aveva il viso
abbronzato e si capiva: era uno di quelli che nuotano cos al
largo che, dalla spiaggia, all'ora del bagno, non si vede se non
il punto bianco o rosso della loro cuffia.
Scommetto che...
Eh, si, diamine!... Non si sbagliava. Bastava solo un po' di
pazienza per accorgersi che, quando non si credeva osservata,
Lina lanciava lunghi sguardi allo sconosciuto...
E che costui, colmo di gioia, la ricambiava con occhiate dieci
volte pi calde, abbassando poi il naso sul piatto...
Ma allora, lui Jean Dollent, cosa ci stava a fare li? Cosa poteva
essere se non un importuno, tanto pi ridicolo in quanto
non invitato da nessuno?
La cena fin, Lina e la governante scomparvero nell'ascensore.
In quanto all'uomo, fum una sigaretta nella hall, poi si diresse
verso il bar dell'albergo.
Chi ? chiese Dollent al portiere.
Non lo conoscete? Bernard Villetan, il figlio dei cuscinetti
a sfere Villetan, campione di fuori bordo. Ha appena vinto una
corsa questo pomeriggio... Viene qui tutti gli anni.
Evidentemente, quando si  figli di un ricco industriale e
campioni di fuoribordo... Che aspettava il Dottorino per andarsene
e cedergli il campo?
Vorrei farvi ancora una domanda... La ragazza... Hum!...
La ragazza in azzurro... Capite chi intendo dire...
La signorina Lina?
Il portiere strizz un occhio e chiese in tono malizioso:
Avete notato?
Diamine...
Anch'io... Solo che c' la governante. La dama di compagnia,
come dicono loro. La signorina Esther, un vero gendarme.
Se si accorgesse di qualcosa...
Chi  la signorina Lina?
Non ne so niente.  il primo anno che scende qui...  gi
un mese che  da noi... Il suo cognome... Aspettate...
Consult le sue schede.
Grgoire... Lina Grgoire, proveniente da Parigi... Sempre
industria o grosso commercio, per potersi pagare una governante
inglese...
Sapete quanti anni ha?
Lo posso vedere dalla scheda... Un momento... Diciannove
anni...
Vi ringrazio...
Cinque franchi di mancia. Forse non era molto, ma il Dottorino
non era ricco, non era figlio di un cuscinetti a sfere e non
aveva avuto governanti inglesi per passare le vacanze in uno
dei migliori alberghi di Royan.
Era triste, il Dottorino. Aveva voglia di tornarsene nella sua
casa di Marsilly, ma esitava per via di Anna, la domestica, che
si sarebbe burlata di lui e avrebbe senza dubbio esultato:
Allora, signore? Le cose non sono andate secondo i vostri
desideri?
Torn al Casin e non vide n Lina n il giovane Cuscinetti
a Sfere. Gioc cinquanta franchi e li perse, mentre il croupier
lo guardava di traverso e sorvegliava le borsette delle signore.
Rientr all'albergo per coricarsi. Gli avevano trovato una
camera quasi sotto al tetto che, in tempi normali, doveva essere
una stanza per i domestici. Chiuse la porta a chiave, apr
la finestra, spense la luce e cerc di dormire.
Dato che si ripeteva il furto non era possibile se non
nel momento della ressa provocata dal tuono e dall'acquazzone...
Teneva alla sua idea. Poich gli era riuscito una volta di seguire
testardamente un'idea fino in fondo, non c'era ragione
per...
Sfortunatamente aveva commesso un errore. Al tempo del
caso della Maison-Basse, aveva bevuto molto, senza volerlo. Questa
volta l'aveva fatto apposta, per trovare l'ispirazione. E, prima
di salire in camera, aveva preso ancora un whisky al bar, lui che
non beveva mai whisky. Questo gli dava una strana sonnolenza.
Era insieme lucido e intorpidito. Non dormiva, ma non era
nemmeno del tutto sveglio. A lungo una zanzara lo infastid.
Poi vi fu un brusio leggero, che egli non riusciva a riconoscere,
come il grattare di un topo, in qualche angolo della stanza.
Perch questa Lina aveva...
Improvvisamente si sollev di soprassalto. Era sicuro che il
topo fosse li, vicino al tavolo. Cerc l'interruttore, senza riuscire
a trovarlo. Perse qualche secondo. Alla fine, afferr la peretta,
premette il pulsante e la luce inond la stanza.
Niente! Nessun topo! La finestra sempre aperta su un cielo
pallido. Il suo orologio segnava le due del mattino. Era sicuro
di non aver dormito, di essersi al massimo appisolato. Volle bere
un bicchier d'acqua. Prima di coricarsi aveva messo la giacca
(era ordinato perch possedeva due vestiti in tutto) sulla spalliera
di una seggiola.
Sul risvolto della giacca appariva ora una macchia bianca, un
foglio di carta attaccato con uno spillo.
Qualcuno era dunque entrato nella stanza, mentre egli giaceva
sul letto ed era stato questo qualcuno a fare il rumore,
appena percettibile, di un topo che corre.
Non aveva potuto entrare dalla porta, che era chiusa a chiave
e che aveva il catenaccio tirato. Per entrare dalla finestra...
Si sporse. Era al quinto piano. Per arrivare fino a lui, sarebbe
stato necessario issarsi lungo il tubo della grondaia ed eseguire
un passaggio, a forza di braccia, spaventoso...
Sempre in camicia, il pigiama non se lo era portato, torn
verso la giacca e lesse il biglietto, scritto in lettere maiuscole:
Se vi ostinate a immischiarvi in ci che non vi riguarda, ve
ne verr disgrazia. Se, al contrario, ve ne tornate saggiamente a
casa, riceverete un bel regalo.
Come c'era da aspettarsi niente firma! La cosa pi allucinante
era che lo sconosciuto autore del biglietto aveva trovato il modo
di penetrare qualche minuto prima, senza far rumore, senza tradire
la sua presenza altro che con un brusio da topo, nella stanza
dove si trovava il Dottorino il quale, oltretutto, non dormiva!
Scorse improvvisamente un apparecchio telefonico sopra il
letto. Si ricord che c'era il telefono in tutte le camere.
Pronto! Passatemi la signorina Lina Grgoire, per favore...
La suoneria squill tre volte. Alla fine una voce addormentata
disse in modo pietoso:
Pronto!... Chi ?...
Riattacc, e chiam la governante. La voce fu pi secca, l'accento
inglese molto pronunciato.
Pronto!...
Riattacc di nuovo.
Datemi la camera del signor Bernard Villetan, per favore...
Nessuna risposta. Chiam di nuovo la telefonista e chiese del
portiere.
Pronto! Il signor Villetan non  in albergo?
Mi scusi, signore.  sempre al bar. Se volete che lo chiami...
Ma credo sia bene avvertirvi che ha festeggiato la sua vittoria
con quei signori dello Yacht Motor Club e che in questo momento...
Grazie!
Disgrazia o bel regalo?
Non ebbe esitazioni: rimase. E tutta la notte sogn di dover
rubare delle banconote poste davanti a una vecchia giocatrice,
e di studiare il modo migliore per riuscire a farlo.
Poteva dubitare che, nello stesso tempo, si stava commettendo
un delitto a pochi metri da lui?

2.
Se alcuni entrano volontariamente dalle finestre,
altri involontariamente ne escono.

Alle sei del mattino, avendo ormai aperto gli occhi da pi di
un'ora, e constatando che il suo orologio marcava il tempo con
una lentezza esasperante il Dottorino salt gi dal letto e decise:
Vado a fare un bagno!
Non aveva costume, non aveva il minimo bagaglio. Si accontent
di avvolgersi in un immenso accappatoio dell'albergo, sicuro
che avrebbe trovato un costume in affitto sulla spiaggia.
E, dato che a quell'ora sarebbe stato pi o meno solo, non si
preoccupava di trovare un costume proprio della sua misura.
Scese le scale fischiettando. La mattina era sempre allegro,
soprattutto nelle giornate come quelle quando il sole ha un
color champagne. Scavalc quasi la donna delle pulizie piegata
sugli ultimi gradini e, nel momento in cui attraversava la hall,
una voce lo chiam:
Ehi! Dollent...
Era Ricou, un collega di universit che si era stabilito a Royan.
Solenne come deve un buon medico di provincia, indossava gi,
nonostante l'ora, il collo duro a punte tonde, la giacca nera
e i pantaloni a righe.
Dove vai? chiese.
In acqua... E tu?
Sono stato chiamato un'ora fa dalla direzione dell'albergo.
Uno stupido incidente...
I piccoli occhi di Jean Dollent si fecero pi vivi. Si sarebbe
detto che il suo sguardo fosse diventato improvvisamente appuntito
come una matita ben temperata.
Racconta...
Un tale, che questa notte  rimasto troppo a lungo al bar
e ha preso la spalliera del balcone per il proprio letto. Un
miracolo che non si sia ammazzato.  cascato dal terzo piano,
e prima  rimbalzato sulla pergola. Sulla terrazza non ha emesso
un fiato, perch lo hanno trovato le donne delle pulizie, quando
sono arrivate alle cinque del mattino.
Frattura del cranio?
Niente affatto! L'ho mandato alla clinica Chevrel. Ne avr
per qualche settimana, e, quando uscir, rester acciaccato per
un bel po' di tempo.
Sai come si chiama?
Bernard Villetan, quello dei cuscinetti a sfere... Aveva vinto
non so che corsa nel pomeriggio...
Eh, si, occorre fare una confessione. Pensando al magnifico
giovanotto della vigilia, il Dottorino, pensoso, non pot fare
a meno di mormorare:
E dici che rester acciaccato per qualche tempo?
Lo conosci?
Molto poco... A proposito, com'era vestito, il tuo paziente?
Pantaloni da smoking e camicia bianca... Si era gi tolto il
colletto e la cravatta... Anche le scarpe... Era a piedi nudi...
L'amico fu ben sorpreso di vedere il Dottorino far marcia
indietro senza dire una parola e risalire le scale. Il direttore
dell'albergo lo rincorse.
Un istante, signor Dollent... Vorrei pregarvi di essere discreto...
 inutile che i nostri clienti sappiano cosa  successo
questa notte... Noi non c'entriamo per niente, naturalmente, ma
questi incidenti fanno sempre danno a un albergo...
Siete sicuro che era scalzo?
Assolutamente sicuro...
Di che cosa  fatto il pavimento del balcone?
Di cemento, come tutti i nostri balconi...
Grazie!
Se Bernard Villetan era a piedi nudi... se il pavimento del
balcone era di cemento... Vediamo! Mettersi sempre nei panni
degli altri... Si rientra in camera... Se si ha una mezza sbronza
e si vuol prendere un po' d'aria, ci si toglie a rigore lo smoking
e il colletto prima di andare sul balcone... Ma non le scarpe!...
Non le calze!...
Appena in camera, il Dottorino stacc il telefono, perch si
era dimenticato di informarsi su un dettaglio.
Scusi, direttore. Sono sempre io. Il letto era disfatto?
Non era disfatto. Dunque, il nostro Bernard, troppo bello,
troppo ben piantato e troppo ricco per essere veramente simpatico,
era intento a spogliarsi in camera sua.
... quando sent un rumore sul balcone e and a vedere!
decise il Dottorino.
A meno che... Non c'era stato, la stessa notte, qualcuno che
andava a spasso lungo i muri e che era penetrato nella stanza
di Jean Dollent? Supponiamo che questo qualcuno fosse proprio
Bernard... e che Bernard, durante i suoi esercizi acrobatici,
avesse messo un piede in fallo...
Il Dottorino si vest, senza radersi, per mancanza di rasoio.
E una barba di due giorni bastava per dargli un vago aspetto
di rifugiato politico, dato che i suoi vestiti non erano mai stirati
con eccessiva cura.
Seguiva la sua idea, molto dolcemente. Continu a seguirla
mentre faceva colazione nella hall dell'albergo, a un tavolo di
vimini. Ma li era pi difficile seguirla poich in faccia a lui
sedevano la ragazza in azzurro e la sua governante inglese. La
ragazza mangiava dei croissants che intingeva nel cioccolato. La
sua compagna dal muso aguzzo, gi imbrattato con tutti i colori
dell'arcobaleno, era impegnata in un'abbondante porzione di
uova con pancetta affumicata.
Il tempo era splendido, l'albergo ventilato e gaio. La maggior
parte dei clienti era gi pronta a riversarsi sulla spiaggia e sui
campi da tennis.
Il Dottorino ritrov la volutt di chi batte una pista, la volutt
di chi vede le persone e le cose, non come tutti le vedono,
ma da dietro le quinte.
La ragazza in azzurro non lo guard neppure una volta. La
cosa per non fu reciproca perch, durante un quarto d'ora, egli
non cess di divorarla con gli occhi, in preda a una strana impazienza.
Cosa c'era che non andava? Cosa di lei gli dava fastidio?
Sentiva un vago malessere... Vediamo! Lei era bella, pi che
bella... La trovava persino troppo bella, troppo perfettamente
fanciulla...
Ecco! La perfezione  rara, se pure esiste... Nessun bambino
assomiglia a una bella bambola, e c' sempre, nella realt, qualcosa
che stona...
Ora, in Lina, niente stonava, non una piega fuori posto nel
vestito, non una irregolarit nei tratti, non il pi piccolo disordine
nei suoi capelli bruni... Niente di niente! Le ciglia battevano...
Essa apriva i suoi grandi occhi, scopriva le pupille magnifiche
e innocenti esattamente come quelle bambole di lusso,
dalla impeccabile carnagione, alle quali egli stava pensando...
Anche quando mangiava, occupazione ben prosaica, essa conservava
la sua aria rarefatta, celeste...
Ha rubato nel momento in cui aveva la maggior probabilit
di farsi cogliere...
La vecchia inglese lo guardava. A volte, egli aveva la vaga
impressione che fosse sul punto di sorridergli...
Ditemi, portiere... Sapete cosa fanno questa signora e questa
signorina al mattino?
Di solito, dottore, si sistemano, come fanno gli altri, sotto
un ombrellone sulla spiaggia. Scorrono i giornali illustrati...
Fanno il bagno?
La governante mai... La ragazza verso le undici...
Poteva stare tranquillo. Sapeva dove ritrovarle. Nell'attesa,
entr nel bar, che era deserto: Jef, il barman, stava riassettando.
Datemi un porto, per favore...
Era colpa sua se per seguire un'inchiesta si  continuamente
obbligati a bere?
Ditemi, allora... Bernard Villetan, ieri sera... Era un po'
allegro, eh?
Un po' brillo, si... Non voleva a nessun costo andare a dormire...
All'una, i suoi amici sono andati via... Volevo chiudere
il bar, ma lui si  ostinato... Mi chiedeva senza sosta un ultimo
whisky, giurando che era proprio l'ultimo... Bisogna riconoscere
che regge magnificamente e che un altro al suo posto...
A che ora gli hanno portato una lettera?
Perch me lo chiedete?
Cos... Un'idea...
E il Dottorino sent una certa ammirazione nello sguardo del
barman.
Non ha ricevuto nessuna lettera... Ma ne ha scritta una...
Mi chiedo come avete potuto indovinare...
Bevete un bicchiere con me... Dite che ha scritto una lettera...
A che ora?
Erano almeno le due del mattino... Vedevo, dal suo modo
di bere, che qualcosa non andava... Gli chiesi:
Qualche seccatura, signor Bernard?
Perch bisogna dire che  un vecchio cliente, un signore,
che non si d delle arie perch ha quattro soldi in tasca.
 peggio di una seccatura, mi dice.
Allora, gli rispondo siete innamorato!
Esatto, e non  affatto divertente!
Tuttavia, non siete il tipo d'uomo che le donne si divertono
a tormentare...
Ho capito dal suo sguardo che era pi serio di quanto non
credessi.
Un ultimo whisky, ordin. E non parliamo pi di questa
faccenda.
L sopra prese un giornale che port sul banco. Lo lesse
come chi non vuole assolutamente pi pensare a un'idea fissa...
Un po' come si legge dal barbiere o nella sala d'aspetto del
dentista, sapete, dalla prima riga all'ultima, non importa che
cosa, anche gli avvisi...
Gli occhi del Dottorino si erano di nuovo fatti piccoli.
Un momento, Jef... Leggeva... Beveva... E tutt'a un tratto...
Datemi un altro porto...
E il barman, meravigliato:
Proprio come lui!
Cosa volete dire?
Che, tutto d'un tratto, ha sollevato il capo. Non era pi
lo stesso. Aveva un'idea. Mi guardava senza vedermi. Chiese:
Un whisky...
Non giurava pi che era l'ultimo. Non ci pensava pi. Cercava
qualcosa sui tavoli e alla fine, nervoso, chiese qualcosa per
scrivere.
Alle due del mattino?
Per lo meno... Aggiungo che non era brillante. Non era
quel che si pu chiamare ubriaco fradicio, ma aveva una bella
sbronza... Forse ce la faceva ancora a camminare diritto!... Ma
scrivere! Lo vedevo esitare... Tracciava alcune lettere troppo
grandi, e altre del tutto minuscole... Si passava la lingua sulle
labbra, come un bambino che sta facendo il compito...
E vi ha dato la lettera da impostare?
No... Se l' portata via...
 uscito dall'albergo?
Niente affatto.  salito in camera sua, dicendomi di segnare
tutto sul suo conto...
Ha preso l'ascensore?
No! Si  avventurato sulla scala... La sua camera  al terzo...
E quella della signorina in azzurro  al secondo!... Vi ricordate
quale giornale ha letto?
Che rabbia... Se foste venuto mezz'ora fa, prima che cominciassi
a riordinare... Ora tutti i giornali che ho raccolto sono
pigiati in un secchio...
Potete darmeli?
Una luce divertita pass negli occhi del barman.
Vedete, non sono pi molto freschi. Li ho raccolti alla rinfusa
insieme con i noccioli d'oliva, le bucce delle noccioline e
le cicche... Comunque, se vi pu far piacere...
C'era un po' di tutto, quotidiani francesi e inglesi, settimanali,
rotocalchi.
Cercate di ricordare, Jef... Il giornale era grande? Era a
colori?...
Aspettate... Il signor Bernard era su questo sgabello... Mi
ricordo che lo shaker era davanti a lui e che ho dovuto sollevare
il giornale per prenderlo... Era un giornale inglese... Ne sono
sicuro... Con molte pagine...
Ce ne erano tre, nel mucchio, tutti e tre spessi come riviste,
e il Dottorino prendendoli sospir.
Mettersi al posto degli altri... Bernard beve con gli amici... Si
festeggia la sua vittoria sportiva, ma egli rifiuta di andarsene a
letto quando ci vanno gli altri...  lugubre, abbattuto... In mancanza
di meglio  sul punto di fare delle confidenze al barman...
Ma, in quel momento, egli non ha affatto l'idea di scrivere
una lettera!
Per scrivere una lettera, ci vuole un motivo. Alle due del mattino
il motivo non esiste ancora.
Ora, da quel momento non parla con nessuno, nessuno gli
parla. Legge un giornale, invece, ostinatamente, come si fa dal
barbiere, stando a quel che dice il barman.
Dunque  il giornale che gli ha dato l'idea di scrivere, di scrivere
subito.
Scusi, direttore... Sono ancora io...
Questa volta il direttore dell'albergo aggrott la fronte, trovando
senza dubbio che il Dottorino stava diventando troppo
seccante.
Quando  stato scoperto il ferito, suppongo che prima di
issarlo sull'ambulanza sia stato spogliato... Voi eravate presente...
Se avesse avuto una lettera con s... Una lettera su carta
intestata dell'albergo, penso che l'avreste vista...
Non aveva nessuna lettera, afferm il direttore.
Sperava di essere lasciato in pace, ma Dollent torn alla carica.
Un'ultima cosa... Suppongo pure che voi abbiate visitato la
sua stanza?
Torno dall'averla visitata con il commissario di polizia, cui
sono stato costretto a segnalare l'incidente...
Magnifico!
Il direttore non condivideva l'entusiasmo del Dottorino.
Trovate che sia magnifico, voi? rispose, quasi aggressivo.
Voglio dire che, se vi fosse stata una lettera del genere
nella camera, voi l'avreste trovata...
Non c'era...
Ne ero certo!
Perch?
Niente... Va tutto bene, direttore... Potrei forse avere, ancora
per questa notte, una camera?
La cosa era ben lungi dall'entusiasmare l'albergatore.
... Bernard scrive una lettera al bar, dopo le due del mattino...
Risale in camera sua attraverso la scala... Lo ritrovano alle cinque
sulla terrazza e la lettera  scomparsa.
Dunque,  giunta a destinazione.
Dunque, era questa la lettera che...
A rigore, tutto ci quadrava. Ma cosa provava che la lettera
in questione non era proprio quella che uno sconosciuto aveva
portato nella camera di Dollent?
Bernard era stato informato dell'atteggiamento di costui durante
il pomeriggio... L'aveva visto all'albergo la sera, non lontano
dalla signorina in azzurro... Era geloso... Lo minacciava...
Gli prometteva per di pi un regalo se accettava di allontanarsi
e di lasciar libero il campo...
Hum!. Hum!... tossiva il Dottorino, camminando lungo
la promenade, i giornali sotto il braccio, osservando le fanciulle
e le vecchie signore sotto le tende multicolori della spiaggia. Ma
il giornale?
Quale era, in effetti, in questo caso il ruolo del giornale? Perch
proprio leggendo un quotidiano inglese di trentadue pagine,
il giovanotto aveva avuto l'idea di minacciare colui che considerava
come un rivale?
E chi gli aveva insegnato, per quanto sportivo fosse, ad arrampicarsi
per i muri, cosa che sa fare generalmente solo un ristretto
numero di specialisti che vengono chiamati, per questa ragione,
monte-en-l'dir?
Jean Dollent indossava il solito completo grigiastro, lo stesso
con cui faceva le sue visite in campagna e, senza dubbio, non si
sentiva proprio a suo agio tra la folla seminuda che riempiva
la spiaggia. Gli sembrava di sentir crescere la barba, che aveva
terribilmente fitta.
Pazienza! Non era pi l'innamorato della fanciulla in azzurro.
Era un uomo tutto preso dalla sua passione di scoprire gli enigmi
umani.
Ecco le due donne! Poco manc, tanto era preoccupato, che
non pestasse la ragazza, distesa sul ventre e completamente appiattita
sopra la sabbia dorata. Portava un costume azzurro come il
suo vestito e si lasciava abbronzare dal sole le Spalle e le gambe.
Due metri pi in l, all'ombra di un ombrellone a striscie
rosse e gialle, la governante si era sistemata su una poltrona da
spiaggia e leggeva... leggeva un giornale inglese, proprio uno
dei tre che il Dottorino aveva sotto il braccio.
Essa non lo vide avvicinarsi. Per decenza si sarebbe dovuto
sedere altrove: sulla spiaggia c'era abbastanza posto. Con un
cinismo tranquillo, invece, si sedette per terra, a tre metri appena
dalla vecchia inglese, a meno di due metri dalla ragazza.
Aveva l'aria di quelle persone che vengono a passare qualche
ora sulla spiaggia, tra un treno e l'altro, e che spiccano perch
non sono nella stessa tenuta degli altri. Per colmo, calzava scarpe
nere, quando attorno a lui era un'orgia di piedi nudi e di scarpe
di corda le une pi stravaganti delle altre.
Che pagina sta leggendo? si chiese.
E sporse la testa, con la stessa impudenza di quegli spettatori
che, a teatro, vi schiacciano una spalla per leggere, al di sopra
di questa, il programma che tenete in mano.
Quarta pagina... Bene!...
Apr il suo alla stessa pagina. Gli sarebbero occorse delle ore,
con un dizionario, per tradurre correttamente un articolo inglese.
Ma quel che lo interessava di pi, dato che Lina aveva il viso
sulla sabbia, era la fisionomia della governante.
Costei alz gli occhi. Si sente veramente uno sguardo posato
su di noi? Scorse il dottore e il suo primo riflesso fu di aggrottare
la fronte. Si sarebbe detto che stava per arrabbiarsi, che
gli avrebbe gridato che era un bel villano per venire ad accamparsi
cos vicino alla fanciulla svestita.
Egli le lesse tutti questi sentimenti sui tratti del viso, poi lei
abbass di nuovo gli occhi sul giornale. Questo le dava il tempo
di riflettere.
Alz la testa... Era gi meno adirata...
L'abbass di nuovo...
Infine abbozz un leggero sorriso, come si fa qualche volta
con persone cui non si  stati presentati ma che si sono incontrate
a pi riprese.
Il Dottorino, tutto miele, sorrise a sua volta.

3.
Che prova come la lettura della pubblicit
possa portare lontano, perfino a morte violenta.

Agli occhi del Dottorino la cosa pi straordinaria non era
tanto il dramma sordo che si svolgeva fra i tre personaggi,
una vecchia governante, una ragazza e lui stesso, quanto l'atmosfera
nella quale questo dramma avveniva.
Quante persone potevano esserci sulla spiaggia? Mille? Duemila?
Forse pi. E per tutti era una calda giornata di vacanza.
Ciascuno pensava ad abbronzarsi, a fare esercizi di cultura
fisica o a nuotare nell'acqua di un bell'azzurro turchese.
Tra i gruppi pochi metri appena, e i bambini pressoch nudi
correvano entro queste specie di corridoi, urtando i corpi stesi,
andando a riprendere la loro palla sotto le tende.
Ora, fra i tre personaggi, la partita che si giocava...
A cosa poteva condurre tutto questo? E Bernard Villetan,
che il giorno prima assordava la folla col rombo orgoglioso del
suo fuoribordo, non giaceva, avvolto di bende come una mummia,
nel letto ortopedico di una clinica?
La vecchia governante aveva sorriso e si era rituffata nella
lettura. Quanto alla ragazza in azzurro, avendo evidentemente
stabilito di essere abbastanza cotta da una parte, aveva fatto un
movimento per rivoltarsi. In questo movimento aveva avuto il
tempo di scoprire il Dottorino, cos vicino che avrebbe potuto
toccarlo stendendo un braccio, ed aveva trasalito, ma senza nessuna
voglia di sorridere.
Da dove stavano si vedeva la facciata dell'albergo, con un
balcone per camera, compreso il famoso balcone da cui il giovane
Bernard...
Che cosa stava facendo adesso, la ragazza? Decisamente aveva
la mania di scrivere sulla sabbia. Col dito tracciava delle lettere,
sorvegliando con la coda dell'occhio la governante. Sarebbe stata
un'altra ingiuria, come il giorno prima presso la panchina?
Sorridendo, il Dottorino aspettava... F...I...L...
La ragazza si arrest un istante perch l'inglese si era mossa.
Poi, paziente, ricominci: F... I.. L...
Filate!
Una strana parola, tra parentesi, per una fanciulla cos fanciulla
come lei!  vero che le fanciulle d'oggi affettano di parlare
in gergo...
Il giorno prima non era che un imbecille! Oggi gli si ordinava,
senza tanti complimenti, di filare!
E lui sorrideva. Non si mosse, il giornale inglese poggiato
sulle ginocchia. Avrebbe desiderato che passasse il venditore di
occhiali da sole, perch il riverbero della luce sulla sabbia gli
bruciava gli occhi.
Non importa! A che pagina era la vecchia signora? Pagina 8...
Cerc la pagina 8 del proprio giornale... Sempre gli stessi articoli,
in caratteri minuti, con i nomi di uomini politici sui titoli...
Filate!
Ma ecco che un avvenimento del tutto inatteso si produsse.
Una voce, che non era se non la voce della vecchia, una voce
melliflua, decisamente la voce di un'inglese di quell'et, chiese:
Parlate inglese?
Ne fu cos sorpreso, da non trovare subito una risposta.
S... No... L'ho studiato al liceo...
 molto difficile, non  vero?... Ma credo che voi leggiate
correttamente la nostra lingua... Anche la signorina Grgoire
legge l'inglese, ma lo parla con un accento orribile...
Una donna buffa, decisamente! Quasi una caricatura! Perch,
arrivata a questo punto, non confessava la sua et una volta per
tutte? Perch queste maniere fuor di moda, questo vestito ridicolo
sotto il quale si indovinava un busto, queste calze lilla e
soprattutto questo trucco aggressivo che non la dava da intendere
a nessuno?
E il sorriso, poi! Un sorriso dolciastro che non impediva alla
signorina Esther di mostrare dei lunghi denti pronti a mordere!
E tra questi denti una buona met erano d'oro.
Vi tratterrete per molto a Royan?
Non lo so ancora...
Mi vergogno di non avervi ringraziato prima... Ho saputo,
in verit, il modo cos elegante e cos spiritoso con cui ieri, al
Casin, avete posto riparo alla monelleria della signorina Grgoire...
Perch si trattava evidentemente di una monelleria...
Non  vero, signorina?
Costei si era girata e guardava duramente i due interlocutori.
Vedete come avvengono questi drammi... Io mi ero assentata
un momento...
Un'immagine si fece luce nel Dottorino, che manc poco
esclamasse:
Non  vero!
Non lo disse, ma lo pens. Adesso rivedeva la scena della
vigilia. I dettagli dimenticati tornavano. Ed era sicuro di aver
visto, al momento del fatto, la vecchia signorina svignarsela verso
la porta.
Queste ragazze d'oggi... Insomma! La lezione mi servir per
non allentare pi la mia sorveglianza... Ero soltanto dispiaciuta
di non avervi ringraziato a nome dei genitori della signorina
Grgoire...
Vivono certamente a Parigi?
Per il momento sono nell'America del Sud... Viaggiano
molto...  per questo che occorreva loro una persona di tutta
fiducia per...
Vecchia mia pensava il Dottorino ecco che tu diventi
troppo chiacchierona tutto in una volta...
La cosa pi comica era che una coppia, non lontana da loro,
vedendolo alle prese con quella caricatura, gli indirizzava delle
occhiate che volevano dire:
 una bella attacca-bottoni, la vecchia! Non riuscirete pi a
sbarazzarvene... E in realt la donna diventava insistente.
Non siete troppo al sole? Non volete mettervi all'ombra
del nostro ombrellone?
No, grazie... Veramente...
Royan  una spiaggia deliziosa... In Inghilterra non abbiamo
che...
La cosa pi difficile era pensare. Pensare in maniera forsennata,
a tutta velocit, per non farsi prendere alla sprovvista, e
nello stesso tempo mostrare un viso candido e sorridente. Soprattutto
in quanto Lina lo guardava, la fronte dura, gli occhi ancora
pi duri, dando l'impressione di essere invecchiata, in pochi
minuti, di cinque o sei anni.
Dov'era la bambola ideale di poco prima, la fanciulla rosa
e candida come se ne vede soltanto sulle cartoline?
Voi siete medico, mi hanno detto? sussurr la vecchia.
Medico condotto, s...
Dev'essere appassionante...
Perch appassionante? E per quale ragione, improvvisamente,
gli aveva in tal modo rivolto la parola? Per quale ragione sembrava
non volerlo pi lasciare, intenta a giocare un'interminabile
commedia?
Era quello che si chiedeva. Sentiva che occorreva trovare la
soluzione molto presto, che tutto dipendeva da ci. Sentiva
pure che Lina si spazientiva, lo stava maledicendo, gli faceva capire
che prima se ne andava meglio era.
Il signore desidera certamente andare a fare un bagno
disse.  l'ora in cui il mare  migliore...
Uno sguardo della vecchia la folgor.
Se volete fare un bagno, Lina, andate, ma non occupatevi
delle persone grandi...
Non era comico? Pur di non guardare dalla parte dell'albergo,
di non vedere un balcone tra tanti altri, da cui, la notte
precedente, un giovane pieno di vita e di energia...
Suppongo che non siate qui come medico, ma in vacanza?
Be', in realt... Sapete, nel nostro mestiere... Per esempio,
questa notte ho rischiato di essere svegliato per un infortunio
che  accaduto in albergo...
Le guard una dopo l'altra. La vecchia non mosse ciglio. Lina
aspettava con angoscia.
Non hanno pensato a me e hanno chiamato un mio collega
di Royan... L'uomo, d'altra parte, non  morto, il che  un vero
miracolo... Cadere dal terzo piano!...
Due bambini che correvano e che vennero quasi a sbattere
contro di lui gli impedirono di constatare l'effetto della sua
frase. Ud tuttavia l'inglese che diceva:
 spaventoso il numero di incidenti che accadono di questi
tempi... Restate ancora qualche giorno in albergo?
Una notte almeno...
In tal caso, mi domando se non sia mio dovere, a nome dei
genitori di Lina, ringraziarvi pregandovi di cenare con noi...
Non so se questo possa divertirvi...
Era decisamente impossibile avere una conversazione filata
in quella spiaggia. Un pallone rosso e blu, venuto chiss da
dove, per poco non colp in faccia la vecchia signorina, che
involontariamente serr le ginocchia per trattenerlo sul grembo.
... In grande semplicit, beninteso prosegu. Non usciamo
mai la sera, n ci vestiamo in modo particolare...
Era col piede, questa volta, che la ragazza aveva scritto sulla
sabbia:
Filate!
Lei insisteva! Ma Dollent non aveva alcuna voglia di andarsene.
Da qualche istante, era diventato molto rosso. Guard il
bambino allontanarsi col suo pallone rosso e blu. Poi guard
il terribile balcone.
Poi...
La brezza che veniva dal mare aveva girato pagina al suo
giornale. Macchinalmente, egli aveva abbassato lo sguardo.
Ora sollevava la testa. Era diventato pallido. Si sforz di
prendere un'aria allegra.
Accetto il vostro invito disse ma a una condizione. Che
voi acconsentiate a prendere tutte e due l'aperitivo con me al
bar dell'albergo... Jef prepara i cocktails alla perfezione...
Non bevo cocktails se ne usc Lina.
Tacete! ordin la dama di compagnia. Il signore  troppo
gentile, dopo quello che ha gi fatto per voi, a invitarvi,
dato soprattutto che non gli dimostrate la minima riconoscenza...
Se i vostri genitori fossero presenti...
Non vi fu come un velo sulle pupille della ragazza?
Accettiamo, signore continu la vecchia. A che ora desiderate?...
Ma, mi sembra che anche adesso... Se ne avete voglia...
Lina! Mettetevi il vestito... Vi ho sempre detto che questo
costume  indecente...
E il Dottorino, alzandosi, aveva la gola secca e le mani umide.
Mancanza di abitudine! Certo, quasi tutti i giorni giocava con
la vita degli altri. Ma era la prima volta che giocava con la sua!
E guardando la folla allegra intorno a lui, si disse per farsi
coraggio:
Non qui, in ogni caso!... In mezzo a tanta gente, non c'
pericolo!... Al contrario, se...
E ripieg il giornale per nascondere l'annuncio che aveva attirato
con tanta forza la sua attenzione.

4.
Dove il Dottorino avrebbe preferito lavorare per suo conto.

Scegliere il momento! Tutto il problema era li! Una quantit
di imbecilli, nel frattempo, lo guardavano con dolce ironia perch
portava a spasso con aria cos grave una vecchia signorina
dal trucco tanto ridicolo e insolente. Forse alcuni pensavano:
 un furbo! Fa la corte alla vecchia per avere la giovane...
Nessuno avrebbe potuto pensare che mai nella sua vita si era
sentito cos vicino a una morte violenta. E forse Bernard lo
pensava quando, la notte prima, si stava spogliando tranquillamente
in camera sua?
Scegliere il momento! E sceglierlo in modo che...
Era spaventosamente complicato. Il bar, per la sua conformazione,
vi si prestava abbastanza; il principale vantaggio che
offriva era di avere una sola porta, oltre la porticina di servizio
situata dietro il banco.
Era un'ora morta. La folla stava ancora alla spiaggia e non
arrivava per l'aperitivo che verso l'una. C'erano solo i pochi
incalliti che continuano, a Royan, come a Deauville e a Biarritz,
la vita di Parigi e che, appena alzati, curano con un cocktail
esplosivo la loro nausea.
Tre Roses, Jef... Accomodatevi, miss... Miss, non  vero?...
I suoi occhi brillavano. Si ricord del pallone rosso e blu. Era
talmente contento di s, di tutto quello che aveva scoperto e
della via cos sottile che aveva seguito il suo pensiero per pervenirvi,
che dimentic la sua angoscia.
Vorreste chiudere la finestra, Jef?... C' corrente d'aria...
Non era vero, ma la finestra era un'uscita troppo comoda,
perch questa volta non era al terzo piano ma a pianterreno.
Aveva sempre il giornale sotto il braccio. Le sue dita trovarono
facilmente pagina 8...
Vediamo, quante persone c'erano nel bar? Jef e il suo aiutante...
Un inserviente che, non avendo niente da fare, guardava
tutti con noia... Due giovani sugli alti sgabelli... Un gruppo di
tre uomini a un tavolino, uomini d'affari cui le vacanze non
impedivano di torturarsi la mente per guadagnare denaro...
Questo cocktail non  troppo secco, miss?... Scusatemi... Vorrei
chiedere alla signorina Lina...  questo il suo nome, non 
vero?... vorrei chiederle, come ricordo, di scrivermi il suo nome
su una cartolina... E vorrei che la scegliesse lei stessa... Trover
le cartoline in portineria... So di abusare, ma sono un poco maniaco...
Questo poteva essere poco furbo; solo che non aveva scelta.
Bisognava allontanarla a tutti i costi.
Lina si allontan, rassegnata, o meglio furiosa. L'inserviente
rest vicino alla porta. Jef era robusto. E avr ben avuto, nella
sua vita, qualche scontro con degli ubriachi...
Dicevo, miss, che la lettura dei giornali inglesi... Quando
dico lettura... Il mio inglese  ormai cos arrugginito... Per fortuna
ci sono le figure...
La donna aveva una mano occupata dal bicchiere di cui centellinava
il contenuto, e, improvvisamente, poco dopo aver aperto
il giornale a pagina 8, il Dottorino si comport come un pazzo
- o almeno questa fu, per un momento, l'impressione di Jef e
degli astanti...
Senza fiatare, afferr la mano sinistra della vecchia inglese,
mentre con l'altra le strinse i capelli e... li strapp di un sol
colpo.
Un attimo dopo, entrambi erano rotolati per terra. Non erano
passati dieci secondi che riecheggi un colpo d'arma da fuoco e
una pallottola si conficc nel pavimento di legno.
Il Dottorino sapeva che da solo non poteva farcela. Sapeva
anche che Jef e gli altri sarebbero intervenuti. Sapeva che c'era
una sola uscita e che quindi aveva buon gioco.
La parrucca di miss Esther giaceva sul tappeto e c'era ora alle
prese con Dollent un essere straordinariamente nervoso e muscoloso,
che non aveva pi niente a che fare con una vecchia governante.
Chiamate la polizia! grid il Dottorino, mentre colpiva
con tutta la forza il suo antagonista sul viso.
Perch si trattava di un uomo. Su questo non c'era pi il
minimo dubbio.
Il dottore ansimava ancora. La giacca gli si era strappata sulla
spalla. Aveva il viso pieno di sudore, il che faceva risaltare il
nero della barba.
Il direttore dell'albergo, che aveva messo il suo ufficio a disposizione
di quei signori, lo guardava con aria feroce, mentre
il commissario di polizia non nascondeva la sua sorpresa.
Voi affermate che questa vecchia signorina... voglio dire
quest'uomo... Insomma, questa persona...
Mi riesce difficile, signor commissario, di riassumere per voi
in pochi minuti, cos sfiatato come sono, tutto quello a cui ho
pensato per ore e ore, pezzo per pezzo, idea per idea... Ogni
cosa  cominciata dal furto al Casin... Se doveste commettere
un furto...
Vi prego, dottore, di non essere irrispettoso...
Tutti uguali, questi poliziotti! E nessuno che potesse capire
i suoi metodi particolari! Pazienza!
Affermo, per riassumere, che la persona che ha commesso
il furto, lo ha commesso per farsi prendere, cio per essere,
durante un certo periodo, sotto la protezione della polizia, quindi
per mettersi al riparo da un pericolo...
Prova ne sia, che dopo il mio accesso di donchisciottismo,
questa fanciulla mi ha dato dell'imbecille, con vostro rispetto,
signor commissario...
Mi seguite?
Non lo seguivano, ma il dottore parlava per se stesso.
Bernard Villetan  innamorato della ragazza... Non pu
mai avvicinarla a causa della governante... Si sente impazzire
per questo... Beve... Poi gli capita sotto gli occhi un giornale...
Legge un annuncio pubblicitario, e quell'annuncio gli d un'idea...
Bisogna riflettere, signori... La guardia che questa governante
monta intorno a Lina ha qualcosa di anormale... La governante
stessa sembra uscita pi da una caricatura del Punch che
dalla realt...
Ora, l'annuncio... Eccolo... Vi traduco il testo: Essa diventava
calva... Invecchiava dieci anni ogni mese... Le parrucche
Sunder...
E guardate le due figure... Prima e dopo... Prima quel viso
duro e mascolino... Dopo quei lineamenti commoventi e comici
da vecchia graziosa...
Sono sicuro, signori, che in quel momento Bernard ha capito
perch veniva allontanato dalla fanciulla che amava... Certamente
ha anche capito perch essa lo sfuggiva...
Miss Esther era un uomo... Il suo amante? Non lo so ancora...
Certo  che Bernard chiede della carta da lettere... Scrive...
Proclama la sua scoperta... Fa scivolare la sua missiva sotto la
porta di Lina...
E la lettera, naturalmente, cade tra le mani della falsa governante,
che dorme nell'appartamento...
Quella stessa notte, Bernard voler dalla finestra della sua
camera, ed  un miracolo che sia ancora vivo...
Sempre durante quella notte, io ricevo un biglietto che mi
ordina di allontanarmi...
Capite, signori?
No. Non capivano, ma la pseudo-governante gettava sul
Dottorino uno sguardo duro, che tuttavia non era esente da una
certa ammirazione.
So di immischiarmi in ci che non mi riguarda... Ne chiedo
scusa...
Il direttore scuoteva la testa, come per approvare. Prima dell'arrivo
di quel piccolo medico, ingombrante, sempre teso come
un filo elettrico, e pronto a fare scintille, si viveva tranquilli!
Riflettete!... Una ragazza ha tanta paura che preferisce la
prigione... Una falsa governante non esita a uccidere l'uomo che
ha scoperto in parte il suo segreto e ad allontanare con le minacce
un altro individuo - io stesso! - che sembra avviarsi per
la stessa strada...
Quella mattina, quando mi sistemai sulla spiaggia, l'uomo
che non posso ancora chiamare altrimenti che Esther - ridete
quanto volete! - capisce che io so qualcosa... Mi invita per stasera...
E certamente avrei avuto stanotte la stessa sorte di Bernard
Villetan...
Aggiungo che a un certo punto cadde un pallone addosso
a miss Esther che strinse le ginocchia, come un uomo, invece di
allargarle, secondo il movimento istintivo di una donna...
Ci siete ora?
Non c'erano ancora. Ma che importava? Il Dottorino sapeva!
Sapeva che non poteva ingannarsi, che il suo ragionamento non
faceva una grinza.
Ho allontanato la ragazza un momento... Avrete notato che
non  tornata e che  scomparsa...
Tutto questo non ci dice ancora, dottore, perch vi siete
occupato di...
Poteva risponder loro:
Perch, dopo il caso della Maison-Basse, mi piacciono i problemi
criminali come a un collezionista piacciono le vecchie ceramiche
o le tabacchiere antiche!
Si limit a dire:
Ho sete!
Tre giorni dopo, Scotland Yard, che aveva ricevuto le impronte
digitali della falsa miss Esther, mand un rapporto che
pu cos riassumersi:
Impronte di John O'Patrick... Per molto tempo acrobata e
prestigiatore di circo... Qui conobbe Lina Powel, di madre
francese... Lina Powel faceva, dall'et di dodici anni, la danza
delle bambole... Dopo che i genitori morirono in un incidente
ferroviario, si un, a sedici anni, con John O'Patrick...
Ecco dunque perch, guardandola, il Dottorino aveva sempre
pensato a una bambola! Non aveva et! Restava quella che era
sempre stata sulla pista e sulla scena dei music-halls...
Lasciarono ambedue il circo in seguito alla morte di un
uomo, il tedesco von Hoest, acrobata trapezista, che faceva la
corte a Lina...
... O'Patrick  fortemente sospettato di averne causato la
morte.
La coppia va in Francia. Per loro circhi e music-halls sono
ormai proibiti. O'Patrick  tanto pi geloso della sua compagna
in quanto ha vent'anni pi di lei e non  bello.
Non potendo organizzare un numero, inventa la coppia della
fanciulla con la sua governante.
Sfruttano le spiagge e le stazioni climatiche...
Fino al giorno in cui Lina incontra Bernard Villetan a Royan.
Ne ha abbastanza di quella vita. Vorrebbe liberarsene. Ma il
suo amante le dichiara che la uccider al primo tentativo.
Ne  capace. Ha gi ucciso un uomo per lei.
Allora, in un giorno di stanchezza, volendo sfuggire ad ogni
costo al suo potere, la ragazza approfitta del fatto di trovarsi al
Casin per rubare, nel modo pi goffo possibile...
In prigione finalmente sar libera...
Il Dottorino aveva ripreso il ritmo delle sue visite, dei suoi
consulti, nelle casupole e nelle fattorie del paese.
Le avventure di Royan risalivano ormai a sei giorni prima.
Teneva il microfono con mano un po' nervosa.
Pronto... Ricou... Siete voi? Si, Dollent... E il vostro malato?...
Dite che sta sempre meglio?... Si... Come?... Dove conta
di andare?... In Spagna?... Perch?...
Avuta la risposta, riattacc lentamente.
Perch aveva risposto il dottor Ricou ha ricevuto dalla
Spagna un misterioso messaggio... Qualcuno lo aspetta laggi,
non appena sar in grado di viaggiare... Un giovanotto...
Perbacco! La ragazza in azzurro!
E lui, in tutto questo...

UNA DONNA HA GRIDATO.

1.

Dove ci che si ritrova fra le canne di Bois-Bezard non ,
secondo il Dottorino, ci che si sarebbe dovuto ritrovare.

I candidati alla morte, nei tre o quattro villaggi dove il Dottorino
prestava la sua opera di medico, non gli avrebbero, a
rigore, impedito il sonno. Quelli che lo facevano alzare alle due
e passare in piedi il resto della notte erano i candidati alla vita.
Durante il solo mese di ottobre, infatti, aveva presieduto a ventitr
nascite.
Anche quel giorno si preparava a coricarsi nell'ora in cui gli
altri si alzano. Erano le sette del mattino, e lui mangiava rapidamente
un boccone prima di ficcarsi per tre o quattro ore nella
tiepida pace del proprio letto. I quei casi mangiava volentieri
in cucina, chiacchierando con Anna. Ma la donna, avendo appena
ricevuto il giornale, aveva fretta di dargli un'occhiata.
A un certo punto il dottore vide che Anna moriva dalla voglia
di parlare e che si mordeva la lingua. Nonostante la stanchezza
gli appesantisse le palpebre, cap subito di che si trattava.
Infatti da quando tre settimane prima aveva letto la deposizione
del garagista di Ecoin, gli capitava di borbottare durante
i pasti, con l'aria di non rivolgersi a nessuno:
Vedrete che quegli imbecilli non troveranno niente!
Anna sapeva cosa questo significasse. Il dottore aveva una
voglia matta di andare laggi per esercitare il suo talento di
decifratore di enigmi. Ma questa volta si trattava di andare
vicino a Nevers, a circa duecento chilometri da Marsilly, e il
Dottorino non poteva permettersi di star sempre in giro.
Hanno ritrovato il cadavere, Anna? domand, togliendo
la pelle a un bel pezzo di salsiccia.
La donna rispose con un cenno del capo.
Che et aveva la donna?
E Anna trionfante:
Tanto per cominciare, signore, non si tratta di una donna!
Vedete che non siete poi cos in gamba come immaginate di
essere. Si tratta di un uomo, e anche di un uomo ben piantato,
poich  alto un metro e novanta e pesa pi di cento chili...
Suppongo che il signore non andr a coricarsi ma che partir
subito!
Diceva questo con ironia, come per sfidarlo, ma il dottore
rispose con tono serissimo, parlando con la bocca piena:
Esattamente, Anna... Preparatemi la valigia con biancheria
di ricambio... Metteteci anche un paio di scarpe buone...
Mezz'ora pi tardi la sua minuscola macchina, che da quando
era una macchina aveva sempre avuto la vita difficile, correva
sulla strada spazzata da un freddo vento d'autunno.
Circa un mese prima, il 2 ottobre, Jrme Espardon, addetto
a un distributore di Ecoin, a cinque chilometri da Nevers sulla
via di Parigi, si era presentato alle cinque del mattino al pi
vicino posto di polizia e aveva fatto la seguente dichiarazione,
che tutti i giornali avevano pubblicato e che doveva dare del
filo da torcere a un sacco di gente:
Ieri sera, 1 ottobre, restai alzato pi a lungo del solito perch
non avevo finito i miei conti di fine mese. Alle undici mi
trovavo nel piccolo ufficio a vetri che  in fondo al garage. La
porta era chiusa, la lampada della pompa della benzina spenta;
tuttavia un po' di luce doveva filtrare attraverso la porta chiusa.
A un tratto sentii una macchina fermarsi e qualcuno bussare
alla porta. Di solito evito di servire i clienti durante la notte,
perch alcuni miei colleghi sono stati aggrediti da delinquenti.
Essendo ancora tutto vestito aprii, nondimeno, uno sportello.
La notte era molto scura perch non c'era luna e poco
prima aveva piovuto.
Un uomo corpulento, di cui non potevo distinguere i lineamenti,
mi chiese trenta litri di benzina. I fari della macchina
erano spenti, il che mi imped di fare qualsiasi constatazione.
Manovrai la pompa. Avevo il numero della macchina sotto
gli occhi e, se non feci caso alle lettere, mi fissai macchinalmente
in mente i numeri: 87,75.
Attraverso il vetro posteriore osservai anche che c'erano due
persone sedute dietro, un uomo e una donna.
Il mio cliente mi diede cento franchi; dovevo dargliene due
e venticinque di resto, ma mi disse:
Va bene cos...
Nel momento in cui l'uomo riprendeva il suo posto in macchina
e accendeva il motore, il vetro posteriore si abbass. Intravidi
una mano, una mano femminile. Una voce grid:
Aiuto!... Aiuto!...
Anche la voce era quella di una donna; ma si perd nel
fracasso della macchina che partiva, allontanandosi a grande
velocit in direzione di Parigi.
Poich la linea telefonica  chiusa di notte, non potei telefonare
al posto di polizia. Ero solo al garage, perch mia moglie
 ancora in vacanza dai suoi, in Savoia.
Inoltre, non diedi molta importanza all'incidente, pensando
che certo si trattava di uno scherzo.
Bisogna aggiungere che neanche alla gendarmeria la cosa fu
presa sul tragico. Si limitarono a telefonare al distretto per sapere
se quella notte c'era stato qualcosa di anormale nei paraggi.
Ma non venne segnalato alcun incidente, n qualcuno diede
l'allarme. Inoltre, a causa di un furto di conigli, un poliziotto
era stato di guardia sulla strada tutta la notte, all'ingresso della
cittadina di Pouilly, a venti chilometri da li. Il poliziotto aveva
notato automaticamente il numero di tutte le macchine che passavano.
Non aveva visto nessuna targa che terminasse col numero
87,75.
Dunque la macchina segnalata dall'uomo del distributore non
era andata molto lontano.
Meglio ancora, era stata ritrovata, e il venditore di benzina
aveva passato un brutto quarto d'ora. Poich beveva volentieri,
le autorit non avevano esitato ad accusarlo di essere ubriaco
quella sera e di essersi preso gioco di loro.
Infatti una sola macchina corrispondeva alla segnalazione
data; quella dell'avvocato Humbert, di Nevers.
Ed ecco ci che dichiarava sotto giuramento l'avvocato Humbert,
uomo rispettabilissimo e per giunta figlio di magistrato:
Venerd 1 ottobre, come tutti i venerd, io e mia moglie
prendemmo la macchina per andare a cena dai nostri amici
Lajarrigue, in place Gambetta. Dovevamo incontrare l anche i
Dormois e i Vercel e fare una partita di bridge fino a mezzanotte.
Tutto and come previsto. Pioveva quando arrivammo in
place Gambetta. Fermai la macchina dietro quella dei Dormois
che erano arrivati prima di noi. Quanto ai Vercel, abitano quattro
isolati pi in l e naturalmente vennero a piedi.
La partita di bridge si protrasse, come sempre, e solo un
po' prima dell'una ci separammo. Le macchine erano sempre
davanti alla porta. Io e mia moglie rientrammo e andammo a
dormire. Non notammo niente di anormale.
Eppure il povero garagista, al quale pi nessuno voleva credere,
sosteneva quanto aveva affermato.
Ho messo trenta litri di benzina in quella macchina venerd
1 ottobre alle undici di sera...
Aveva ragione. E si seppe solo due giorni pi tardi, per merito
della signora Humbert. La signora nel pomeriggio si serviva
spesso della macchina. Ricord che il 1 di ottobre si era
ripromessa di fare il pieno di benzina. Due giorni dopo, sabato,
la macchina non era stata usata, not che c'era una quantit notevole
di benzina nel serbatoio.
Tu avevi fatto il pieno? chiese a suo marito.
No? No...
Eppure...
Ed ecco come avvenne che tutti dovettero convenire che Jrme
Espardon non aveva n mentito n sognato. Qualcuno aveva
preso in prestito la macchina durante la partita di bridge, l'aveva
portata sulla via di Parigi, era stato sorpreso di trovare il serbatoio
quasi vuoto e si era fermato davanti al garage di Ecoin.
Non poteva essere andato molto lontano, poich il poliziotto
di guardia a Pouilly non lo aveva visto. Ed era rientrato a Nevers,
dove la macchina era al suo posto un po' prima dell'una.
E una donna aveva gridato al soccorso!
Era un mese che il Dottorino friggeva.
Bisogner pure che un giorno o l'altro vada a fare un giro
laggi! ripeteva quasi ogni giorno ad Anna.
Non  esagerato dire che l'inchiesta procedeva fiaccamente.
Prima di tutto, nessuno aveva sporto querela. E poi, chi ne sapeva
niente? Si trattava di un delitto? Di una rapina?
E poi a chi competeva esattamente la cosa? Alla polizia di
Nevers? Alla gendarmeria? E se competeva alla gendarmeria,
di quale distretto, di quale brigata si trattava?
Chi era quella donna che aveva aspettato l'ultimo minuto
per gridare aiuto? Perch non l'aveva fatto prima, quando il suo
compagno era fuori dalla macchina e non poteva intervenire
mettendola in moto?
Chi era quell'uomo corpulento? E l'altro uomo nell'interno
della macchina, di cui il garagista aveva scorto solo vagamente
la sagoma?
Due cacciatori riferiva il giornale percorrendo la palude
di Bois-Bezard, a dieci chilometri da Nevers, hanno scoperto
in un canneto il cadavere di un uomo dall'apparente et
di cinquant'anni circa, dalla corporatura massiccia.
Il corpo non  stato ancora identificato. Le autorit sono sul
luogo. Ci si chiede se questo ritrovamento abbia qualche rapporto
con la denuncia del garagista di Ecoin, della quale i nostri
lettori si ricorderanno.
Questa storia enigmatica potrebbe riservare grosse sorprese.
Il Dottorino andava a tutto gas, ma la sua cinque cavalli,
vecchia di otto anni, non poteva fare l'impossibile, e per di pi
raffiche di vento la scuotevano tanto da far pensare che sarebbe
finita in un fossato.
Insomma, non c'erano malati gravi per il momento. E nemmeno
parti prossimi. La serie era finita e Dollent aveva qualche
giorno di respiro. Quanto ai malati leggeri, ai mal di gola e ai
foruncoli, non avevano che da aspettare...
Una donna che grida...
Un uomo di forte corporatura...
Vorrei sapere se hanno ritrovato la rivoltella! fece all'improvviso,
a voce alta, come se fosse stato evidente che l'uomo
era stato ucciso da una pallottola.
Come? Cosa dite?
Dottor Dollent...
Siete amico o parente della vittima? La conoscevate? Avete
un incarico dall'Autorit Giudiziaria?
In un raggio da cinquanta a cento chilometri da Marsilly e da
La Rochelle, la maggior parte delle autorit lo conoscevano e
tolleravano la sua presenza. Qui si trovava in faccia a un gendarme
ostinato che conosceva solo la consegna.
Nessuno deve inoltrarsi nella palude di Bois-Bezard... A
meno che non abbia un permesso del procuratore...
Dov' il procuratore?
Sul luogo, a trecento metri da qui...
Ma come volete che gli chieda un permesso se voi non mi
permettete...
Questo non mi interessa! Eccettuata la stampa...
Ai bordi del sentiero erano ferme diverse automobili, e due
di queste portavano l'insegna di grandi quotidiani di Parigi.
Stava arrivando un'altra vettura, quasi un camion, e l'uomo che
ne discendeva era carico di apparecchi da ripresa cinematografica.
Una mano? propose il Dottorino.
Con piacere... Da che parte?
Per di qua...
Afferr uno degli apparecchi. E pass, col suo compagno che
non conosceva. Il gendarme aggrott la fronte ma non os pi
intervenire.
C'era sempre il vento. E le grandi nubi che correvano basse,
quasi a rasentare gli alberi, rapide come aeroplani. Si sentiva
l'alito freddo e umido della palude, tra il filare dei pioppi su
cui i corvi volavano... Alcuni signori vestiti di scuro andavano
e venivano, cercando di non infangarsi troppo... Nessuno faceva
attenzione a Jean Dollent. I fotografi erano all'opera e i
giornalisti si davano da fare. Un poliziotto prendeva misure e,
tra le canne, c'era un corpo disteso, coperto da un telo.
Sta per arrivare?
L'ispettore Leroy  andato ad avvertirla con le debite cautele...
Sar qui tra pochi minuti...
Siete sicuro che non ci sia errore circa la persona?
Un uomo come lui, signor procuratore, non passa inosservato...
Che cosa faceva esattamente nella vita?
Il Dottorino stava vicino ai due che parlavano e ognuno dei
due evidentemente credeva che fosse in compagnia del suo
interlocutore, tanta era la semplicit e la sicurezza con cui se ne
stava li.
Erano gi alcuni anni diceva il commissario capo che
Isidore Borchain abitava a Nevers, dove aveva comprato una
piccola casa in avenue de la Rpublique. Mi chiesi per un momento
perch si fosse stabilito nella nostra citt, mentre era originario
del Nord, di Roubaix credo, da dove viene anche sua
moglie. Mi fu data una risposta molto soddisfacente. Borchain
rappresenta - scusate, rappresentava - in Francia, una delle pi
grandi ditte americane di prodotti per dentisti... Viaggiava lui
stesso perch, a quanto pare, si tratta di articoli molto delicati...
Perci scelse una citt che si trova, pi o meno, al centro della
Francia, il che gli permetteva di tornare abbastanza spesso a
casa...
E il commissario, che stava caricando la pipa, chiese al Dottorino,
che non conosceva:
Avete del fuoco?
Cominciava sempre cos! La difficolt  di superare la prima
barriera. Poi nessuno si occupa di voi. I giornalisti vi prendono
per un poliziotto e i poliziotti per un giornalista. I magistrati
pensano che, se ci siete,  perch avete diritto di esserci, e vi
chiedono un po' di fuoco; ci manca poco che vi chiedano consiglio!
Forte di questa constatazione, il Dottorino tir fuori la sua
faccia tosta e, porgendo un fiammifero, domand:
 stata ritrovata la rivoltella?
Al suo fianco... Esattamente a un metro... Una rivoltella a
tamburo di grosso calibro...
Un movimento... Un rumore... Il rumore di una macchina...
Poi fotografi e giornalisti si precipitarono fino al bordo del sentiero...
Non capisco... Vi assicuro che non  possibile... gridava
la donna.
Dollent cap che era la signora Borchain ed ebbe tutto il
modo di osservarla mentre lottava senza energia contro la curiosit
professionale che la circondava.
Come avrebbe potuto fare qualcosa con energia? Forse il
Dottorino non aveva mai visto una donna cos donna come lei,
tanto da apparire un po' superata. Evocava i boudoirs tappezzati
di seta, le bergres a fiori, i lavori di ricamo e tutta una femminilit
profumata e tenera, che  raro incontrare oggi.
Era sulla trentina? Probabilmente. Un viso grazioso, dai lineamenti
un po' molli, con la pelle pallidissima, quella pelle di
gigli e di rose tanto vantata un tempo. Piedi piccolissimi,
finemente calzati, un vestito di seta nera, sotto una pelliccia che la
donna si stringeva addosso.
Vi ripeto che non  possibile...
Una donna come quelle che sognava il Dottorino a quindici
anni, perch rappresentava abbastanza bene l'eroina di tutti i romanzi
di un secolo fa. Gli venne in mente un'incisione in
casa dei suoi genitori: una fanciulla di quel tipo su una slitta
spinta da un gentiluomo... Aveva il cappello e il mantello di
ermellino e le sue mani affondavano freddolose in un manicotto,
mentre la slitta scivolava sul ghiaccio...
Si udirono gli scatti degli apparecchi fotografici. La giovane
donna cercava di camminare tra i cespugli, si sforzava di sorridere,
ripeteva:
Vi giuro che...
Per di qui, signora... Scusate la mia penosa insistenza...
Ahim,  assolutamente necessario...
La donna si avvicinava all'orribile telo. Solo i fotografi non
erano commossi e la mitragliavano senza tregua.
Ora il procuratore, che per suo conto non si era mai trovato
in una situazione simile, diceva untuosamente:
Abbiate coraggio...  la vita...
 piuttosto la morte! aveva voglia di rispondergli il Dottorino.
Appoggiatevi al mio braccio... Non abbiate paura di attaccarvi
a me se...
Il commissario si chin. IL telo venne sollevato. Non si ud
nulla, non pi rumore di quando un uccellino apre il becco nell'ultimo
sforzo per respirare. La donna era svenute E il procuratore
non riusciva da solo a tenerla in piedi; fu il Dottorino
ad arrivare alla riscossa, traendo di tasca una fiala.
Lasciate fare a me...  il mio mestiere... Stendetela sull'erba...
Mentre si sforzava di richiamarla in s, aveva la mente abbastanza
libera per chiedersi:
Una donna simile, come chiamer, nell'intimit, un marito
alto un metro e ottantacinque che pesa pi di cento chili e che
si chiama Isidore?
Com' vero che a volte nei momenti pi drammatici vengono
idee decisamente comiche!
Del resto ne fu informato quasi immediatamente.
Isi!. balbett la donna.
Poi, di nuovo agitata:
Non  vero!... Dovrebbe essere a Montauban... Voglio vederlo
ancora una volta, per essere sicura che...
Fu necessario portarla quasi di peso vicino al corpo e questa
volta non svenne, ma ruppe in lacrime.
Come andarono le cose in seguito? Naturalmente ci fu un
certo disordine. La messa in scena di questo tipo di cerimonie
non si pu regolare senza lasciare una larga parte, se non all'emozione,
al caso.
Certo  che il Dottorino, che non abbandonava la sua paziente
- perch la considerava oramai una sua paziente - si ritrov su
una macchina sconosciuta, in compagnia del commissario capo.
Dalla signora Borchain... Avenue de la Rpublique...
Altre macchine li seguivano. Era quasi un corteo. E passarono,
in un villaggio sorto per caso ai limiti della strada provinciale,
davanti a una rimessa, su cui Dollent lesse senza sorpresa:
JRME ESPARDON meccanico.
Il nostro Jrme era l, sulla soglia, e guardava con un certo
stupore la carovana che senza di lui...
Entrate un momento? chiese la donna con le mani agitate
da un tremito, le labbra cos aride da divenire pallide.
Se permettete... rispose il commissario.
Quanto al Dottorino, entr senza essere invitato. La casa dei
Borchain era una graziosa costruzione del diciottesimo secolo,
che, al contrario di ci che avviene in genere nelle piccole citt,
era stata completamente rimessa a nuovo. Vi si sentiva il comfort
pi moderno insieme con un gusto sicuro. Un cameriere in
giacca bianca apr la porta e fece passare gli ospiti nel grande salone
del pianterreno, dai rivestimenti di legno chiaro dorato.
Per quanto mi sforzi, signori, non posso ancora crederlo...
 cos imprevisto... Cos al di fuori di tutto ci che... che...
Joseph!... Portatemi qualcosa da bere... Servite questi signori...
Vi chiedo scusa, signori, ma sono cos turbata... Farei meglio
a chiedere a mia sorella di occuparsi di voi... Joseph!...
Parlava con volubilit, come per stordirsi, e il suo sguardo
non riusciva a fissarsi in nessuno punto.
Chiedete alla signorina Nicole di scendere... Non le dite...
La signorina Nicole  al corrente di tutto, signora...
Come? Chi glielo ha detto?
Poco fa  scesa proprio mentre mettevano il giornale nella
cassetta delle lettere... Lo ha scorso...
Che cosa ha fatto?
 risalita in camera e ha chiuso la porta a chiave...
Avvertitela.. Chiedetele... Permettete, signori, che mi tolga
il cappello e il cappotto?...
Ahi! pens il Dottorino.
Se lo lasciavano solo col commissario, questi gli avrebbe forse
rivolto delle domande e si sarebbe accorto che non aveva nessun
titolo per trovarsi l.
Ma no! Il commissario gli chiese, invece:
Che ne pensate?
Di che?
Di quella donna?
Penso... Hum...
La credete capace di avere ucciso suo marito?
Dollent non osava rispondere, non voleva compromettersi.
Tuttavia la domanda lo aveva fatto trasalire.
Io non mi lascio commuovere dal suo svenimento continu
il poliziotto.  classico! Invece noto...
Il Dottorino non seppe mai che cosa il commissario notasse,
perch la porta si apr ed entr la giovane donna vestita di
nero; aveva bellissimi capelli scuri, che facevano contrasto con
la pelle pallida.
Vieni diceva a qualcuno che stava dietro a lei. Questi
signori sono qui per...
Era sua sorella Nicole che entrava a sua volta, vestita anche
lei tutta di nero. I suoi capelli erano di un rosso ardente, quello
che viene chiamato biondo veneziano. Era pi alta, pi sottile
della sorella, con lineamenti pi disegnati, uno sguardo acuto,
e una certa rigidezza in tutta la persona, mista ad una specie
di animalesca diffidenza.
Entra, Nicole... Stavo dicendo loro che a quest'ora, non 
vero? Isi dovrebbe essere a Montauban...
 quello che penso anch'io...
 proprio quello che ci disse quando part...
Il commissario toss, visibilmente meno a suo agio in quel
salotto, dove Joseph portava delle bevande, che nel suo ufficio
profumato dal fumo della pipa.
Scusate, signore... Parlate della partenza del signor
Borchain... Vorreste dirmi quando ebbe luogo questa partenza...
Aspettate... Joseph, restate un momento... Potrete aiutarci...
La signora Borchain sospir, si tampon gli occhi e il naso
col fazzoletto di fine batista.
Ritornava dal congresso odontoiatrico di Casablanca... Viaggiava
molto, per lavoro... Quel giorno torn verso... Vediamo
un po', Joseph... Noi non lo aspettavamo... Invece di fare la
traversata per mare, come di solito, prese l'aereo... Erano circa
le tre...
Le tre e dieci, signora... Aprii io la porta al signore... Tanto
che credevo fosse il fattorino delle raccomandate, che passa
di solito a quell'ora...
E quando ripart?...
La sera stessa... Verso... Aspettate... Cenammo insieme tutti
e tre... O meglio, no... Nicole non scese perch aveva l'emicrania...
Dovete sapere che Nicole vive con noi da quando sono
morti i nostri genitori, cinque anni fa... Ha il suo appartamento
al secondo piano...  giovane... Ha solo ventitr anni... Mio Dio!
Com' difficile ricordarsi le cose... Cenammo nella stanza vicina,
poi mio marito mi accompagn in camera mia, dove mi coricai...
Part quasi subito...
Con la sua macchina?
Quando viaggiava in Francia, prendeva sempre la sua macchina.
E dove la teneva?...
Dietro la casa. Abbiamo una rimessa privata. Vi si accede
da rue des Minimes...  vero, Nicole? Mi domando, tanto i miei
ricordi sono vaghi, se sal a salutarti...
Venne ad abbracciarmi, Marthe. Aveva fretta... Voleva essere
a Marsiglia la mattina del giorno dopo, e di l cominciare
il suo giro nel Sud...
Marthe Borchain sorrise debolmente.
Ecco tutto ci che so, signori...
Sapete che avesse nemici?
Perch avrebbe dovuto avere nemici? Dei concorrenti, forse,
perch si era fatto una bellissima posizione... Ma nemici...
Scusatemi se vi faccio una domanda pi che indiscreta. Sapete
se avesse una relazione?
La risposta sembr venire dal fondo del cuore di Marthe
Borchain:
Isi?...
Poi, sorridendo di nuovo mestamente:
Mi adorava... Viveva solo per me... Sperava di poterla fare
finita al pi presto con quei giri che lo allontanavano da noi...
Insisto ancora. Potete precisare la data del suo ritorno da
Casablanca e della sua partenza?
Evidentemente non lo sapeva. Guard sua sorella, poi Joseph.
Dite, Joseph! Forse voi?...
Era il primo del mese, signora... Me ne ricordo perch quel
giorno avevo preso lo stipendio, insieme alla cuoca, e andammo
tutti e due la mattina a versarlo alla Cassa di Risparmio...
Non avete mai pi visto la macchina di vostro marito?
Mai! Poich part con la macchina...
La giovane donna si morse le labbra ricordandosi dello spettacolo
che aveva avuto sotto gli occhi nella palude di Bois-Bezard
Voglio dire che credevo...
Ho capito... Era una macchina grande?...
Una macchina americana, molto potente e molto comoda...
Mio marito era grosso... Gli piaceva star comodo... Per di pi
era sanguigno e...
Posso chiedervi, signorina, se avete a vostra volta qualche
informazione che potrebbe metterci su una pista?
La fanciulla, che non si era seduta e stava appoggiata all'alto
caminetto di marmo bianco, si limit a dire:
Nessuna!
Vostro cognato, quella sera, non vi parve particolarmente
preoccupato?
Non pi del solito...
Il Dottorino mosse le gambe sotto la sedia dai piedi dorati.
Non vi ha detto nulla che possa far supporre che se ne andasse
a malincuore?
Se ne andava sempre a malincuore!
E la fanciulla guard duramente sua sorella.
Volete dire che gli era penoso di...
Mio cognato era terribilmente geloso...
Nicole! sospir la signora Borchain.
 vero che Isi era geloso?
 vero... Come tutti gli uomini!... Come tutti gli uomini
che sono costretti ad allontanarsi di frequente... Tu sai bene
che...
Non ho detto niente di pi! disse freddamente Nicole.
Il commissario non sapeva pi che cosa chiedere. Si alz esitante.
Credo, signore, che, allo stato attuale dell'inchiesta... Scusate!
Ancora una parola... Ecco la rivoltella che...
Una volta di pi fu Nicole a rispondere, con la risolutezza
che era decisamente inerente al suo carattere:
 la sua!
La riconoscete?
La portava sempre con s. Come tutti quelli che viaggiano
molto... Una volta fu sul punto di essere aggredito durante un
viaggio, e poi...
Anche voi la riconoscete, signora Borchain?
Credo, si... Credo di avergliela vista... Sapeva che ho paura
delle armi... Non me la faceva vedere...
Probabilmente dovr interrogarvi di nuovo... Non serbatemi
rancore se.... Venite, dottore?
Si ritrovarono ambedue sul marciapiede. Il capo della polizia
borbott:
Hum!... Strana storia... Insomma!. Vedremo... Quanto a
voi, dottore, aspetto il vostro rapporto domattina, e...
Scusate! Quale rapporto?
Non siete il medico legale? Non eravate insieme ai magistrati?
Sono medico, ma non medico legale...
Ma allora?
Allora niente! sospir il Dottorino, che si aspettava una
grossa bufera. Il medico legale, a quanto ho capito,  quel tipo
con la barba che  ripartito nella macchina dei giornalisti...
A questo punto il commissario capo non trov in risposta che
un secco:
Buona sera, signore!
Buona sera, signore! ripet Dollent come un'eco.
Si era aspettato ben di peggio! Ecco che si ritrovava solo per
le vie di Nevers e, pensando alla sua governante che dubitava
del suo talento, decise:
Mia piccola Anna, ti giuro che non mi rivedrai finch non
avr decifrato l'enigma di Isidore Borchain... E, perbacco, se
qualche donna ha la cattiva idea di partorire durante questo
periodo...
Torn sui suoi passi, e, cambiando di marciapiede, and a
guardare con curiosit la casa dei Borchain, come avrebbe contemplato
una cattedrale.

2.
Dove due poliziotti fanno la guardia a modo loro al
corpo del delitto mentre il Dottorino va in cerca
di buste fantasia.

Tutto questo non ti ricorda niente, a te?
Be', un po' tutto. Il cielo che sembra una lettera a lutto,
gli alberi, il vento...
A me, mi ricorda quando ero piccolo e tutta la famiglia
andava al cimitero il giorno di Ognissanti...
Ognissanti,  dopodomani! borbott lugubremente il primo
poliziotto.
Erano infatti due poliziotti che conversavano cos, nella palude
di Bois-Bezard, seduti su un mucchio di pietre.
Insomma, che cosa stiamo a fare qui? Non c' pi niente
da sorvegliare, visto che hanno portato via il maccabeo...
Evidentemente dobbiamo sorvegliare i luoghi rispose l'altro
filosoficamente.
La verit  che non sorvegliavano proprio niente, e che se si
trovavano ancora l alle sei di una brutta sera autunnale, era
perch gli inquisitori si erano completamente dimenticati di
loro.
A proposito del maccabeo, sono molto contento che l'abbiano
portato via...
Ti faceva impressione?
Non  che mi facesse impressione, ma puzzava...
E il poliziotto dal naso sensibile si mise ad arrotolare una
sigaretta, si fiut le dita, aggrott la fronte.
Lo strano  che ho sempre quel maledetto odore nel naso.
Tu non senti niente?
Sono raffreddato...
 stupido mettersi certe idee in testa, ma ci giurerei che
perfino la mia sigaretta...
Improvvisamente spalanc gli occhi. Si alz a mezzo. Balbett
con voce afona:
Ernest!
Cosa?
Guarda... Vicino al tuo piede...
Ernest si alz a sua volta e fece bruscamente alcuni passi indietro.
Un altro maccabeo!
Infatti due dita sporgevano dalle pietre.
Vediamo di che si tratta?
Ho idea che sia meglio avvertire le autorit... Resta qui...
Vado a telefonare...
Perch non andiamo tutti e due?... Dopo tutto non potr
mica sparire!
Fu cos che alle otto di sera, alla presenza del capitano della
gendarmeria, fu tratto fuori dal mucchio di pietre un altro cadavere,
di un uomo sulla trentina, con indosso un completo
sportivo.
Stava a meno di cinquanta metri dal luogo dove avevano
trovato il corpo di Isidore Borchain. Ma se Borchain era stato
gettato semplicemente tra le canne, lo sconosciuto era stato accuratamente
ricoperto di pietre.
Era scesa la notte e il poliziotto, che non amava i maccabei,
sussurrava all'orecchio del suo compagno:
Purch non ci ordinino di fargli la guardia fino a domani...
Senza contare che cadr tanta di quell'acqua...
Il Dottorino non poteva essere a Nevers e a Bois-Bezard
nello stesso tempo, sicch non sapeva niente di quest'ultima
scoperta.
Conduceva la sua inchiesta a modo suo, in margine alle autorit
ed era tanto pi contento di s in quanto l'inchiesta stessa
l'aveva indotto a bere due pernods. Infatti per telefonare
aveva dovuto entrare in un caff. In un caff, bisogna bere.
La comunicazione con Montauban, per di pi, si era fatta aspettare.
Aveva scelto, sull'elenco, il dentista pi importante della citt.
Finalmente lo aveva al microfono.
Pronto! Signor Geroul?... Scusate se vi disturbo... Vorrei
chiedervi se, in questi ultimi tempi, avete avuto la visita del
signor Borchain, Isidore Borchain, rappresentante di...
Lo so! Lo conosco! Sono tre settimane che lo aspetto, perch
 questo il periodo in cui fa il suo giro nella nostra zona...
Avete sue notizie?...
Che volete dire?
Che ho fretta di vederlo. Sono sprovvisto di certi prodotti...
Non ricevendo una sua visita gli ho scritto due volte a Nevers
e non ho avuto risposta...
Pronto! Non togliete la comunicazione... Gli avete scritto
al suo indirizzo di Nevers, in avenue de la Rpublique?
S, come sempre...
Nel corso delle tre ultime settimane?
L'ultima lettera era di sabato scorso...
La vostra carta  intestata?
S, col mio nome e il mio indirizzo...
Vi ringrazio...
Per compensarsi, uscendo dalla cabina, ordin un secondo
pernod. Poi tutto elettrizzato, con gli occhi vivi e maliziosi, si
inoltr per le strade di Nevers, guardando le vetrine dei negozi.
La mostra di una prima cartoleria attrasse la sua attenzione,
ma, dopo aver contemplato gli inchiostri colorati, i regoli, i
compassi che figuravano in vetrina, alz le spalle e pass oltre.
Lasci il centro della citt e si trov in un sobborgo dove ebbe
finalmente l'impressione di aver trovato ci che cercava:
una bottega stretta, mezza merceria e mezza cartoleria, tutta piena
di giornali e di romanzi popolari, di maglie e di cartoline
illustrate da innamorati.
Per favore, signora... vorrei della carta da lettere fantasia.
La migliore che avete... preferibilmente colorata... Per esempio,
carta rosa...
Fu accontentato. La donna gli mostr buste di carta da lettere
di colori diversi, dal pi bel rosa al pi bel verde, per di
pi marezzata.
Ecco la migliore che c' afferm con molta seriet. Questa
 molto distinta...
Il dottore acquist la carta da lettere e cinquanta francobolli
da un soldo.
Li volete proprio da un soldo?
Assolutamente!
E fu la volta del terzo aperitivo. Dove scrivere, in una citt
sconosciuta se non in un caff? Il cameriere, da lontano, lo guardava
fare con una certa sorpresa. Su una busta rosa confetto il
dottore scrisse innanzi tutto, con inchiostro viola, l'indirizzo seguente:
SIGNORINA NICOLE
PRESSO IL SIG. ISIDORE BORCHAIN
avenue de la Rpublique 25, Nevers
Nella busta infil un foglio di carta vergine di ogni scrittura.
In compenso, invece di un francobollo da novanta centesimi,
circond la busta con diciotto francobolli da un soldo, il
che le dava uno strano aspetto.
Poi fu la volta della busta verde, circondata allo stesso modo
di francobolli, ma con l'indirizzo di Marthe Borchain.
Vedremo che cosa scapper fuori!...
Era lungi dall'aver finito la giornata, e il suo cervello lavorava
in fretta quanto le sue piccole gambe nervose. Se il commissario
capo a quell'ora era gi stato avvertito per telefono
della nuova scoperta di Bois-Bezard, il Dottorino, dal canto suo,
seguiva una sua idea, e aveva un ultimo compito da portare a
termine prima di notte.
Vicino al ponte, sulla strada di Moulins, abbord un agente
di polizia.
Ditemi, per favore, c' un guardiapesca a Nevers?
Un guardiapesca? Volete sapere se c' un guardiapesca?
Aspettate un po'... Un guardiapesca, dovreste trovarlo vicino
alla chiusa... Non  di pertinenza dell'amministrazione municipale...
Trov infatti la casetta vicino alla chiusa e un pezzo d'uomo
con un berretto da divisa che stava mungendo una capra.
Potreste dirmi, amico mio, come erano le acque il primo di
ottobre?
Come erano le acque?
S... Erano alte?... Erano basse?...
Basse, naturalmente, perch non ha pi piovuto da quest'estate!...
Cos basse che in certi punti i monelli prendevano i pesci
con le mani...
Tuttavia... scusate se vi faccio una domanda ridicola... confesso
che non m'intendo di idrografia... Sapete se lungo la
chiusa di Nevers ci sono delle buche... voi forse le chiamerete
in un altro modo... dei luoghi dove l'acqua  pi profonda...
Certamente!... Vicino al terzo pilone del ponte c' una buca
di almeno otto metri...
Il terzo pilone del ponte?... No, non va... Mi ci vuole un'altra
buca, vicino a riva...
L'uomo lo guardava con gli occhi spalancati, domandandosi
che cosa volesse fare quel tipo con una buca del genere.
Che profondit deve avere la vostra buca?
A che profondit si vede attraverso l'acqua?
Dipende se  chiara o torbida... In questo momento si vedono
i ciottoli e la sabbia a un metro, eppure ha piovuto...
Aspettate che faccia il calcolo... Tre... Tre--e due... Bene!
C', vicino a riva, in un posto accessibile alle macchine, una buca
di almeno cinque metri?
L'altro riflett, scosse la testa, sput, divenne diffidente.
Dipende da quel che volete farne...
Non voglio farne proprio niente... Cerco un'automobile...
Un'automobile? Allora, c' solo una buca abbastanza grande e
abbastanza profonda...  al quai des Tanneurs, proprio a
fianco di un grosso mucchio di mattoni...
Se vi dessi un compenso, accettereste di venire a vedere con
me? Potreste prendere una pertica e una barca... E magari anche
un rampone?...
Una pioggia violenta li investiva mentre il guardiapesca trascinava
senza convinzione il suo rampone sul fondo della fossa.
Per lui non era grave in quanto indossava un impermeabile, ma
il Dottorino non aveva portato con s un vestito di ricambio.
Ebbene?
Se dovessi affermare che  un'automobile, non potrei affermare
che  un'automobile, dato che non la vedo. Ma quanto a
dire che c' qualcosa sul fondo...
Non si potrebbe seguirne il profilo con una pertica?
La cosa fu fatta. E si ottenne la certezza pressoch assoluta
che sul fondo del fiume era precipitata un'automobile.
Come avete potuto indovinarlo? si stup la guardia, non
troppo rassicurata di fronte a quello strano ometto.
Non l'ho indovinato. Ho concluso!
Era semplice. Dal momento che Isidore Borchain non se ne
era andato con la sua automobile... Dal momento che era lui che
guidava la macchina rubata a place Gambetta...
Via! Mettersi nei panni degli altri! Borchain andava da qualche
parte con uno scopo preciso e non voleva andarci con la
propria vettura. Contava di tornare, evidentemente!
Dato che era pi che improbabile che si fosse recato a
Bois-Bezard per suicidarsi...
Invece non era tornato. Al contrario, l'auto dell'avvocato
Humbert, quella si, era tornata al suo posto!
Perch, allora, non avevano trovato la vettura di Isidore
Borchain nei dintorni?
E come far scomparire un'automobile che d fastidio, in una
citt attraversata da un fiume?
Il segretario del commissariato lo guard con occhio molto
severo. Forse il suo superiore gli aveva raccontato l'avventura
con il Dottorino.
Devo parlare con urgenza al vostro capo. Ho fatto una scoperta
importante.
Disgrazia vuole che il capo non ci sia. E se volete parlare
del secondo cadavere, arrivate troppo tardi!
Jean Dollent aggrott la fronte.
Il secondo cadavere?
Facciamo conto che io non abbia detto niente... Per parlare
col capo non avete che da tornare domattina... Sapremo allora
se  disposto a rivedervi ancora...
Secondo cadavere... Secondo cadavere... Secondo...
Due minuti pi tardi, il Dottorino era al volante della sua
macchina e riprendeva la strada per Bois-Bezard. Era contrariato.
Certo, aveva appena conseguito un buon successo con l'auto di
Isidore Borchain, ma ora questo gli sembrava di secondo piano.
Perch non aveva seguito il suo primo impulso? Infatti - nessuno
ormai lo avrebbe creduto - per poco non si era messo a
gridare, nel pomeriggio, quando si stavano impantanando nel
boschetto:
Resta adesso da trovare l'altro.
E non si trattava solo di intuizione. Era la conseguenza di un
ragionamento che forse non era ancora molto serrato, ma che
si reggeva in piedi.
Se un secondo cadavere era stato trovato, non poteva essere
che sul luogo della prima scoperta.
Il meccanico di Espardon aveva affermato:
Due uomini e una donna...
Il primo uomo, quello di pi di un quintale, era Isidore
Borchain. Bene. Questo era ormai certo.
La donna... Questo lo vedremo domani, almeno se il trucco
delle buste riuscir...
 l'altro uomo che hanno trovato decise con un piccolo
fischio che aveva qualcosa di affermativo.
Alcune ombre scure nel bosco. Era calata la notte. Si vedevano
andare e venire i piccoli cerchi biancastri delle torce elettriche
e si udivano delle voci chiamarsi.
Il Dottorino pass accanto a un gendarme che non lo riconobbe
nell'oscurit. Urt quasi il procuratore della repubblica che
era gi sul posto.
Voi!... incominci una voce furiosa. Ah!... questo... vi
prego... se  necessario vi ordino...
Era la voce del commissario capo, che si volse al procuratore.
Signor procuratore, quest'uomo, che si dice medico e che io
non conosco in alcun modo, ha avuto l'improntitudine, questo
pomeriggio, di farsi passare per medico legale e...
Scusate! Voi mi avete preso per medico legale, ma, dato che
non mi avete chiesto niente, io non ero tenuto a rispondere. Quanto
a ora, io mi sono precipitato con Ferblantine...
Chi  Ferblantine?
Un nomignolo amichevole che d a volte alla mia macchina.
Mi sono precipitato con Ferblantine per darvi notizie dell'auto.
Non era sempre cos scherzoso, ma aveva gi bevuto quattro
aperitivi.
Quale auto?
L'auto di Isidore Borchain...
L'avete trovata voi? si stup il procuratore.
Un'ora fa...  in fondo alla Loira, in una fossa che si trova
davanti al quai des Tanneurs...
L'avete vista?
Non posso averla vista, perch  a sei metri di profondit...
Allora, come?...
Non c'erano momenti che lo ripagavano di tutti i suoi dolori?
Un'idea... Mi sono detto... Ma, qual  il nome del secondo
cadavere?
L'identificazione non era stata difficile. Nelle tasche del morto
era stato trovato un portafogli contenente dei documenti intestati
a Ren Juillet, industriale di Roubaix.
Il commissario non osava pi, ormai, sbarazzarsi del Dottorino,
il cui intervento aveva destato l'ammirazione del procuratore.
Il magistrato, infatti, aveva esclamato:
O  un venditore di fumo o  un giovanotto straordinario!
Cercate di vedere che cosa c' sotto...
E per questa ragione Dollent si trovava, alle dieci di sera,
nei locali della polizia dove l'inchiesta, nonostante fosse ormai
notte, continuava.
Dalle prime parole al telefono, la polizia di Roubaix sussult,
Volete dire Juillet?... Avete ritrovato Ren Juillet?...
Informazioni su di lui ce n'erano da vendere, salvo quelle
informazioni che avrebbero potuto avere un qualche interesse.
Juillet padre possedeva un piccolo cotonificio. Suo figlio, Ren
Juillet, trentenne, celibe, lavorava con lui. Il figlio si occupava
soprattutto della parte commerciale e viaggiava molto. Aveva
un abbonamento ferroviario per tutta la Francia.
Dopo pi di tre settimane che non aveva sue notizie, il padre
aveva avvertito la polizia, ma ogni ricerca era stata inutile.
Si sapeva che avesse qualche relazione?
Nessuna...
I suoi affari potevano portarlo a Nevers?
 improbabile...
Dove  stato visto per l'ultima volta?
Ha lasciato Roubaix il 29 settembre per recarsi a Parigi, e
di l proseguire per l'est, dove non doveva restare che tre o
quattro giorni. Quando non lo ha visto rientrare e quando ha
saputo, dai suoi corrispondenti, che non era stato n a Colmar,
n a Mulhouse, Juillet padre si  rivolto alla polizia...
Che cosa ne pensate, signor commissario?
Il Dottorino affettava un profondo rispetto, che non era del
tutto privo di ironia.
Penso replic il funzionario seccamente che arriveremo
quanto prima alla soluzione di quest'enigma...
Anch'io!
E disse questo in un modo tale che il commissario lo guard
con diffidenza, persuaso che il suo interlocutore gli nascondesse
qualcosa.
Potreste dirmi per quale circostanza, voi, medico a Marsilly,
secondo le vostre dichiarazioni, vi trovate a Nevers, lontano
dalla vostra clientela che pur deve avere bisogno delle vostre
illuminate cure?
Sono venuto apposta per questa faccenda...
Eravate dunque al corrente...
Dai giornali, come tutti...
E la vostra curiosit  tale che avete abbandonato tutto
per...
Il Dottorino non pot fare a meno di sorridere, perch sentiva
che stava diventando sospetto e prevedeva il momento in
cui il commissario gli avrebbe messo le mani addosso!
... per trovare la soluzione, si, signor commissario!  una
mania che ho, da qualche mese. Altri giocano a scacchi o fanno
la raccolta dei francobolli... Ma non voglio trattenervi oltre...
Buona notte, signor commissario... A proposito...
Era gi vicino alla porta. L'aveva socchiusa. Fingeva di aver
dimenticato qualcosa.
Una domanda ancora... Se domani mattina... mettiamo verso
le nove... avessi scoperto l'assassino di Isidore Borchain...
 a voi che devo rivolgermi o direttamente all'autorit giudiziaria?
Sar nel mio ufficio tutta la mattina. Ma dubito che... hum!.
In ogni caso, se scoprite l'assassino di Borchain e di Ren Juillet...
Non scoprir quello di Juillet...
Perch?
Perch!
Decisamente, se continuava cos, si sarebbe messo contro tutti
i commissari di polizia di Francia.
 vero ammetteva sinceramente mentre stava per addormentarsi
in una piccola camera dell'htel De la Paix, che se
qualche dilettante si divertisse a venire a curare i miei malati...

3.
In cui la lettera rosa e la lettera verde sortono il loro
effetto e il Dottorino trae delle conclusioni mentre il
commissario lo guarda ferocemente.

Le sei del mattino. La fortuna, si dice,  di chi si alza presto.
Il Dottorino si rade davanti a un cattivo specchio, scende, trova
solo un guardiano notturno che gli riscalda un cattivo caff,
preferisce, allora, mandar gi un bicchiere di calvados per mettersi
in ordine lo stomaco.
Il cielo  pi chiaro. Tutte le nubi venute dall'ovest sono
partite per l'est e sopra i tetti non resta che una tela dal fondo
celeste pallido.
Quai des Tanneurs. Un baccano insolito. Stridore di ferraglie,
un motore che ansima, uomini che gridano, e i sibili di un fischietto
che certamente fanno saltare nei loro letti i bravi abitanti
del quai ancora addormentati.
Il procuratore e il commissario non hanno perduto il loro
tempo. Si direbbe che, come il Dottorino, tengano a battere un
record. Una gru  in funzione. Si scorge un battello piatto da
pontile insieme a un altro battello con una pompa per palombari.
E gi emerge la testa di rame di un palombaro, mentre gli apparecchi
fotografici lo mitragliano.
Il Dottorino crede di essere in anticipo ed  quasi in ritardo,
visto che le autorit e i giornalisti sono gi li.
E vero che adesso si tratta di Ren Juillet, grosso capitale,
forte posizione politica nel Nord; e la stampa parigina ci sguazza.
I Misteri di Nevers
In manchette! Come una volta si scriveva I Misteri di Chicago.
Ci sono degli ordini: finirla al pi presto con questa storia!
Il palombaro ha fissato delle catene all'automobile. La gru
entra in funzione e rompe una delle catene, che occorre sostituire.
Alcuni giornalisti attorniano il Dottorino, che  al suo
primo contatto con la stampa come detective.
Pare che siate stato voi a scoprire...
Fa il modesto, ma  molto contento. Lo portano in un bistrot
vicino perch racconti la storia del suo ragionamento.
Calvados!  colpa sua se il caff  cattivo? Sa bene che sbaglia,
che  un po' presto per cominciare a bere, ma lo spingono,
lo festeggiano.
Insomma, voi siete uno scientifico...
Hei!. Niente affatto... Io parto da un punto dato... Io mi
dico... Mio Dio! Come  difficile da spiegare!
Non muovetevi... Grazie...
Eccolo fotografato, come un assassino o una stella del cinema...
Qual  la vostra opinione su questa faccenda?
Tra le nove e le dieci, vi sveler tutto... L'ho annunciato
al commissario capo...
Volete sostenere che, di qui a tre ore, avrete trovato la soluzione
del mistero?
Abbassa gli occhi con falsa modestia. Non sono forse gli altri
che lo spingono? Lui non chiederebbe di meglio che lavorare
tutto solo, alla sua maniera, ma loro si ostinano a farlo parlare.
In poche parole, c'erano tre persone nell'automobile, due
uomini e una donna, e voi avete preso le mosse da li, per...
Esattamente!... Mettetevi al posto di...
Di nessuno di quegli uomini, grazie!
Volevo dire: mettetevi al posto della donna... Scusate!...
Una domanda... A che ora avviene, a Nevers, la prima distribuzione
della posta?
Alle otto e mezzo...
Vi ringrazio...
Allora alle nove sapr. Nel frattempo riuscirono, finalmente,
a sollevare l'automobile piena di melma, fino alla sommit del
braccio della gru. Fu controllato il numero. Era proprio la grossa
auto americana di Isidore Borchain, e non appena questa fu
deposta sul quai un meccanico, portato dal commissario di polizia,
si precipit dentro la vettura ancora gocciolante.
Come pensavate voi, signor commissario... Hanno messo il
motore in marcia... Il contatto non  tolto... Hanno tenuto la
frizione, dall'esterno, con l'aiuto di un oggetto qualsiasi... Poi
l'hanno lasciata e la vettura si  messa in moto,  precipitata
nel fiume...
Scusate, signor commissario...
Ancora voi?
Era il Dottorino.
Vorrei pregarvi di accompagnarmi, alle nove, per una faccenda
molto delicata... Forse il signor procuratore accetterebbe
di unirsi a noi?
I due uomini si guardarono... Si capiva che il magistrato era
pi tentato del poliziotto di mestiere.
Si deve andare lontano?
Affatto... In avenue de la Rpublique... Credo che dopo di
ci non ci saranno pi misteri...
Strada facendo, mentre i giornalisti e i fotografi lo seguivano,
non pot fare a meno di dire:
 terribile, che istrione sto diventando!
Ma era veramente colpa sua? Per due volte, nel caso della
Maison-Basse e in quello di Royan, era riuscito con tanta
maestria da non esser pi capace di dubitare di se stesso! E
ora, per di pi, quell'automobile...
Quello che stiamo facendo  molto irregolare, signor
Dollent... sospirava il procuratore. Voglio sperare che non vi
esponiate troppo e che non trasciniate la Giustizia in un'impresa
che rischierebbe di metterla in ridicolo...
Si spavent. Al punto che, se l'avesse potuto, sarebbe entrato
nel primo bistrot per bere qualcosa di caldo e farsi coraggio.
Appena saremo entrati, signor procuratore, vi dir con tutta
certezza se abbiamo avuto successo o meno...
La casa dei Borchain... La scalinata sul davanti... La pesante
porta che si apre e il maggiordomo in giacca bianca...
Dollent guard l'orologio. Erano esattamente le nove. Gli
altri due, il procuratore e il commissario, lo guardavano.
Dite, amico mio...
Era un'espressione che aveva adottato la sera prima, nella sua
conversazione con il guardiapesca, ma il maggiordomo non sembrava
commosso da questa familiarit.
Chi ritira la posta dalla cassetta?
Io.
A quest'ora l'avete gi portata alle signore?
Saranno dieci minuti...
Benissimo... benissimo... Dunque, siete sempre voi a ritirare
la posta?...
Per essere esatti, io la prendo dalla cassetta, la divido e la
consegno alle cameriere...
Vedo che questa cassetta da lettere  chiusa a chiave... Nessuno,
oltre voi, ha la chiave?
Credo che il signore ne avesse una, ma non se ne serviva
mai...
Suppongo che gettiate un'occhiata, sia pure meccanica, sulle
buste... Notate bene: non vi accuso di curiosit malsana... Ma,
quando si divide la posta,  naturale...
Che cosa volete dire?
Questa mattina, per esempio, non c' stato nulla che vi ha
colpito nell'aspetto di certe lettere?
Il procuratore e il commissario non capivano niente e guardavano
con stupore il maggiordomo che spalancava gli occhi.
Come potete sapere?
Non ha importanza! Diteci che cosa vi ha colpito. Non abbiate
paura...
Sono stato stupito di trovare una busta di un buffo verde,
con dei francobolli da un soldo incollati tutt'attorno... Era per
la signora...
 tutto?
Non vedo altro... Della pubblicit... Qualche fattura...
Siete proprio certo che sia tutto?
Ve lo assicuro, signore!
Potete introdurci in salotto e pregare la signora e la signorina
di scendere un'istante?
Stavano l come in una sagrestia, senza osare di alzare la voce,
mentre sentivano dei passi sopra le loro teste. Il procuratore
insisteva:
Prima di andare oltre, vorreste avere la cortesia di spiegarci,
dottore...
 molto semplice... Un dentista di Montauban mi ha dichiarato
ieri che ha scritto due volte a Isidore Borchain per chiedergli
il motivo del suo silenzio, dato che lo stava aspettando da
pi di un mese... Ora, nessuno ci ha parlato di queste lettere...
Dovete ammettere che  molto strano... In pi ieri mi sono informato
e mi  stato dichiarato che la posta non veniva fatta
proseguire, ma era normalmente aperta dalla signora Borchain...
Se lei ha letto le due lettere del dentista, sapeva che suo marito...
Evidentemente!
Aspettate! Ho spedito a questa casa una lettera rosa e una
lettera verde e, se ho scelto questi strani colori,  per essere sicuro
che non sfuggissero all'attenzione della persona incaricata
di aprire tutte le mattine la cassetta delle lettere e di distribuire
la corrispondenza... E se qualcuno avesse avuto l'abitudine di
venire ad aprire la cassetta prima del maggiordomo e di prendervi
una parte delle lettere?... Questa persona avrebbe fatalmente
saputo che Borchain non era a Montauban...
Il commissario cominciava a essere offeso, tanto pi che il
procuratore gli aveva lanciato uno sguardo acuto che significava:
 molto in gamba, il giovanotto! E voi, ci avreste pensato,
eh?
La signora Borchain discese per prima, in vestaglia, molto
pallida, afflitta, e si scus.
Non mi aspettavo, signori, una visita cos mattutina... Questa
notte non ho dormito... Mi riposavo e...
Siamo noi, signora, che ci scusiamo per questa intrusione,
ma le necessit dell'inchiesta, il nostro desiderio di vendicare
vostro marito...
Nicole entr a sua volta, con gli occhi pi cerchiati di quelli
di sua sorella, lo sguardo inquieto, le labbra serrate.
Che cosa vogliono ancora da noi? chiese. Continueranno
un pezzo a tormentarci cos?
Allora il Dottorino interrog con gli occhi i suoi due compagni,
che ebbero l'aria di dargli carta bianca, poi attacc:
Supponete che all'imprevisto ritorno di Isidore Borchain in
questa casa - non dimenticate che torn in aereo, invece di prendere
la nave come sempre - supponete, dicevo, che Borchain
abbia trovato un uomo, uno sconosciuto, nella camera della donna
che amava...
Voi avete visto solo il suo cadavere, ma potete immaginare
l'uomo com'era da vivo: forte, violento, sanguigno...
Vi supplico! sospir la signora Borchain.
Vi chiedo scusa, signora, ma credo sia necessario che io vada
fino in fondo... Borchain strangola il suo rivale... Perch
sono proprio tracce di strangolamento, non  vero commissario,
quelle che sono state rilevate sul secondo cadavere, quello di
Ren Juillet?... Per di pi, Borchain riconobbe l'uomo... Gli era
stato presentato molto tempo prima a Roubaix come un amico,
ma nient'altro che un amico, della donna che amava...
Vi chiedo ancora scusa, signora, e vi supplico di lasciarmi
andare fino in fondo...
Quando Borchain vi spos, vostra sorella non era ancora in
fin dei conti che una ragazzina... In seguito crebbe... E man mano
che cresceva, vostro marito la guardava con occhi diversi...
Quando, dopo la morte dei vostri genitori, venne a stabilirsi da
voi, ci che fatalmente doveva accadere, accadde...
Divenne l'amante di vostro marito... Era lei, e solo lei che
contava per lui...
Marthe Borchain guardava tutti con occhi sbarrati, mentre
Nicole sollevava le labbra in un sorriso sarcastico.
Veniamo ora al dramma... Borchain torna dal suo viaggio
prima del tempo, trova un uomo, quel Ren Juillet, nella camera
della cognata, capisce che  da molto tempo il suo amante,
fin da Roubaix. Nella collera, lo strangola...
La sera, quando sua moglie  a letto, costringe Nicole ad accompagnarlo...
Lascia la sua macchina sulla piazza o in una via
dei dintorni... Per non essere rintracciato, prende in prestito la
prima macchina che gli capita, vi sistema il cadavere a fianco
della cognata terrorizzata...
Un particolare che non aveva previsto... La macchina che
ha preso non ha quasi pi benzina... Quando se ne accorge, ha
giusto il tempo di fermarsi davanti al garage di Espardon...
Quali sono le reazioni di Nicole a questo punto?... Conoscendo
suo cognato come un violento, teme forse che la uccida
a sua volta?
Al momento della partenza (forse il cadavere, a causa di
uno scossone, la sfiora), non pu trattenere un grido di aiuto...
Ed eccoci a Bois-Bezard...
Ren Juillet viene sepolto sotto le pietre... Che scena ha
luogo tra i due amanti?
Certo  che Nicole, forse minacciata, riesce a impadronirsi
della rivoltella del cognato, lo uccide a sua volta, e abbandona il
cadavere tra le canne dello stagno...
Rimettere a posto la macchina degli Humbert...
Far sparire l'automobile di Borchain, perch la sua assenza
non desti troppo presto preoccupazione... Il fiume  vicino...
E poi il tempo passa...
Basta prendere la mattina, nella cassetta, le lettere che rivelerebbero
che Borchain non  nel Mezzogiorno, come tutti credono...
E, stamattina, di prendere una busta rosa indirizzata alla
signorina Nicole, il cui aspetto strano non lascia presagire niente
di buono...
Nicole sogghignava sempre. La signora Borchain si era presa
la testa tra le mani e mormorava spasmodicamente:
 orribile!...  orribile!... Chi avrebbe potuto crederlo?...
Il procuratore era a disagio, e improvvisamente il commissario
si alz. Avevano suonato alla porta di ingresso.
Permettete? disse. Dev'essere per me... Aspetto un messaggio
urgente e mi sono permesso...
Raramente alcune persone riunite in una stessa stanza si erano
sentite cos poco a loro agio. Il Dottorino stesso, finita la
sua tirata, esaminava tutti con inquietudine, chiedendosi se non
era andato troppo oltre.
Eppure aveva seguito il suo metodo. Era stato logico fino in
fondo. Si era messo nei panni di ognuno dei personaggi.
Ma perch, dopo che lui aveva parlato, Nicole, invece di guardarlo
con rabbia, lo schiacciava con la sua amara ironia?
Signori...
Era il commissario che tornava, dopo aver passato solo pochi
istanti nella sala d'ingresso.
Signor Procuratore, devo chiedervi un mandato di cattura
contro...
Una strana occhiata al Dottorino il quale, credendo di essersi
completamente sbagliato, ebbe voglia di sprofondare sotto
terra.
... contro la signora Isidore Borchain, nata Marthe Tillet,
accusata di avere assassinato suo marito con la rivoltella di quest'ultimo,
nella palude di Bois-Bezard...
La giovane donna alz gli occhi stupiti. Tent di protestare.
Ma il dottore ha appena provato...
Il dottore, signora,  forse un eccellente psicologo e un logico
eccellente...
Dollent ebbe voglia di ringraziarlo!
... ma non ha a sua disposizione i mezzi della polizia. Questa
storia gli dimostrer che noi abbiamo mezzi migliori di quanto
non creda. Ieri sera, venuto a conoscenza dell'identit del secondo
cadavere, quello di Ren Juillet, chiesi immediatamente
alla polizia di Roubaix di farmi avere per telefoto tutte le fotografie
di donne che fossero state trovate nella camera del giovanotto...
Eccole... Sono arrivate... Vi troverete solo la vostra immagine,
talvolta con dedica...
Voi eravate l'amante di Juillet... Voi lo ricevevate regolarmente
qui, durante le assenze di vostro marito... Il che spiega
perch il povero Juillet non si era sposato... Borchain sorprese
voi insieme con lui... E davanti a voi lo strangol... Costrinse
voi ad accompagnarlo a Bois- Bezard per sotterrare il cadavere...
Foste ancora voi, signora, che davanti al distributore di benzina
vi chiedeste se la vostra sorte sarebbe stata altrettanto drammatica
e che gridaste aiuto...
Foste voi, infine, a sparare su Borchain...
Foste voi che, di ritorno a Nevers, spingeste la sua macchina
nella Loira in un punto che conoscevate bene...
E foste voi a far sparire ogni giorno quelle lettere che vi
informavano ufficialmente sull'assenza di vostro marito dal Mezzogiorno...
Foste voi a trovare stamattina la busta rosa indirizzata a
vostra sorella...
E che, per allontanare i sospetti dalla vostra persona, faceste
sparire quella busta...
Qualcuno si alz come un diavolo spinto da una molla fuori
dalla sua scatola. Era il Dottorino che gridava:
Magnifico, commissario!
Ma il commissario, magnanimo:
Avete fatto un solo errore, dottore, ma dovete ammettere
che era grave. Credevate che fosse stata la destinataria della
lettera a sottrarla... Ora, la destinataria...
Quest'ultima, cio Nicole, si alz e sospir:
Finitela! Siete odiosi col vostro modo di lisciarvi a vicenda...
Voi sapevate tutto?
Ne avevo il sospetto... Da ieri ne ero sicura... Ma non  una
buona ragione per cominciare una discussione accademica...
Fissava sua sorella con durezza. Il Dottorino sorprese quello
sguardo. E si convinse che, in fondo a se stessa, era gelosa di
Marthe Borchain, non gi a causa di suo marito, ma a causa di
Ren Juillet...
Ho il dispiacere, signora, di dichiararvi in arresto e di
deferirvi all'autorit giudiziaria di Nevers che...
Capite ora, dottore?
Che volete dire?
Facevano colazione da soli in un piccolo ristorante in riva
al fiume, e il cielo era completamente terso.
Voi avete delle idee, questo  certo... Avete scoperto, coi
vostri mezzi, quasi tutta la verit... Ma attenzione al quasi!...
Noi siamo forse meno sottili... Non cerchiamo di spaccare un
capello in quattro... In compenso, disponiamo di un'organizzazione
che... Cos, voi non avete pensato che un giovanotto talmente
innamorato da venire regolarmente a Nevers a trovare la sua
amante senza parlarne a nessuno, doveva avere in camera sua
qualche fotografia di quella donna... Se anche vi aveste pensato,
non avreste potuto, come privato, ottenere che...
Allora il Dottorino volle riscattare i suoi piccoli peccati di
orgoglio e, davanti a un piatto di deliziose polpette di luccio,
confess:
Non ci avevo pensato...
Ci non toglie che aveva scoperto tutta la verit, mancandola
per una sorella!
Gli sarebbe servito di lezione per il futuro.
Perch ormai ce l'aveva nel sangue!
Tanto peggio per la buona Anna e per i suoi rag che avrebbero
avuto spesso il tempo di bruciarsi...


 
GLI SPOSI DEL PRIMO DICEMBRE.

1.
Di un pranzo di Natale che rassomiglia a una gara di
bugie e di un certo Tonneau d'argent che, ancor
pi, sembra un rifugio di pirati.

Pioggia e ancora pioggia, a raffiche, in grosse gocce gelate, a
secchi, a barili, una pioggia che scendeva ininterrottamente da
un cielo basso e nero, come se il mondo fosse di nuovo sul punto
di perire sotto il diluvio.
Il treno non era ancora entrato in stazione che gi si aveva
una visione dei tetti di Boulogne neri e luccicanti, delle sue
strade buie, dove comiche figure di passanti si affrettavano sotto
gli ombrelli. Erano le tre del pomeriggio ed era stato necessario
accendere i lampioni. Quanto alla Manica, apparsa un istante,
non era che una macchia nerastra anch'essa, solo rotta dalla
cresta bianca dei marosi, mentre i battelli da pesca a vapore risalivano
faticosamente la corrente del canale.
Il Dottorino, tutto intriso di malinconia, guard fuori nel
momento in cui il treno si fermava. Vide il suo amico Philippe
Lourtie che lo aspettava, con un impermeabile grigio indosso,
e si sent un peso di pi sulle spalle.
Possibile fosse il Philippe Lourtie che si era sposato tre settimane
prima, il primo dicembre? Lourtie che aveva sposato Madeleine,
cio la fanciulla amata da sempre?
Grazie di essere venuto, vecchio mio... Sapevo che potevo
contare su di te... Il tuo bagaglio  tutto qui?
Nella tua lettera mi hai chiesto di venire a passare da te la
notte di Natale e forse un giorno o due dopo... Confesso che
non ho capito bene... Se tu non avessi sottolineato due volte che
si trattava della tua felicit...
La valigia del Dottorino era leggera; il suo amico gliela prese
di mano e sospir:
Prima di andare a casa vorrei metterti al corrente... Se non
hai niente in contrario entreremo nel primo caff che ci capita...
Il cambiamento di Lourtie in cos poco tempo era tale che
Dollent, diffidente, gli chiese:
Non ti sarai messo a bere, almeno?
Non temere nulla... Tra pochi minuti saprai tutto... Cameriere?...
Per me un quarto di Vichy... E tu?...
Perbacco, non fa per niente caldo, e berrei volentieri un
grog...
Philippe Lourtie aveva ventotto anni, due meno di Jean Dollent il
Dottorino. Avevano fatto insieme gli studi di medicina
e, mentre Dollent si stabiliva in campagna nei dintorni di La
Rochelle, Philippe Lourtie si faceva a Boulogne-sur-Mer una
clientela piuttosto notevole.
Non mi guardare in quel modo...  un po' imbarazzante
trovarmi di fronte a te nelle attuali condizioni... Finora ti avevo
considerato un uomo come tutti gli altri... Poi il nostro amico
Magn me ne ha scritte tante sul tuo conto e sulle tue facolt
straordinarie... Ora,  un po' come se fossi di fronte a un giudice
o a un confessore...
Ascolta, Dollent... Tu conosci Madeleine, vero?... Comunque
conosci suo padre, il dottor Gromaire, che  il migliore specialista
di malattie nervose di Boulogne...  un nome... Un personaggio...
Madeleine gli assomiglia, nel senso che non ha niente a
che fare con certe ragazze d'oggi che pensano solo a far figura
e a divertirsi...
Donna ligia al dovere, anche lei... Una donna capace di dividere
completamente la vita di un uomo come suo padre o come me.
Io sono di Boulogne ed eravamo amici da tanto tempo...
Qualche mese fa le chiesi se voleva divenire mia moglie e lei
accett... Ci sposammo il primo dicembre e...
Il Dottorino doveva fare uno sforzo per seguire quel discorso,
tanto era preso dalla contemplazione del suo amico.
Certo, Philippe non era mai stato un mattacchione. Era un
grande lavoratore, che tutti i suoi professori - e, ci che  pi
raro, i suoi compagni - consideravano come una delle speranze
della sua generazione.
Ma, se era per indole piuttosto serio, era anche notevole per
la sua serenit, la sua calma e il suo ottimismo.
Ora, agli inizi della sua vita coniugale, appariva come un uomo
agitato, in preda ai pi neri pensieri, al punto che Dollent
si chiese se non sarebbe stato meglio spedirlo come paziente a
suo suocero.
Inutile dirti che non sono n romantico n credulo. Sono
sempre stato un razionalista, tu lo sai, forse un po' troppo! Perci
ho gi esaminato tutte le spiegazioni possibili dei fatti che
sto per raccontarti e ti confesso che non ne ho trovata nessuna
soddisfacente...
Forse, col tuo fiuto?... O piuttosto con quel sesto senso che
tu possiedi, come dice Magn...
Erano ambedue assolutamente fuori posto in quel sordido caff
nei dintorni della stazione, dove le donnette di campagna
aspettavano l'ora del treno, tirando fuori dal paniere il pacchetto
della merenda.
Un primo fatto, a cui da principio non diedi alcuna importanza...
Il nostro fidanzamento fu annunciato ufficialmente verso
la met di settembre... Da quella data in poi, cominciai a ricevere
dei biglietti anonimi che dicevano tutti, pi o meno, la
stessa cosa... Mi limitai a buttarli nel cestino, giudicandoli troppo
stupidi...
Eccone pi o meno il testo:
Peggio per voi se sposate Madeleine. Non  la fanciulla
che credete sia.
Ne hai parlato alla tua fidanzata? chiese Dollent.
No! Era veramente una cosa troppo volgare. Questa specie
di piccole vendette anonime disgustano, e consideravo Madeleine
troppo al di sopra di ogni sospetto...
Continua... Ti sposasti il primo dicembre... Nessun incidente?
Nessuno...
Tuttavia parve al Dottorino che il suo amico avesse esitato,
che nel suo sguardo fosse passata una leggera ombra.
Non potendo stare a lungo assente e sapendo, d'altra parte,
che Madeleine aveva da molto tempo il desiderio di vedere Tunisi,
prendemmo l'aereo e restammo una settimana laggi...
Senza che avvenisse nulla di particolare?
Cio, siamo stati felici come si deve esserlo in piena luna
di miele... Il paese, tu lo conosci,  pittoresco... Ci interessammo
alla vita indigena... Fu al ritorno che, bruscamente...
Poich lo sguardo del Dottorino si faceva pi acuto, Philippe
si affrett ad aggiungere:
Soprattutto, non andare a immaginare cose stravaganti... Ho
letto anch'io, da giovane, quelle storie pittoresche di malefizi,
di sortilegi ad opera di stregoni, di sette segrete e chiss che
altro... Io sono, lo ripeto, un razionalista... Se abbiamo visitato i
quartieri indigeni, se siamo andati in tutti i posti dove vanno di
solito i turisti, non c' stato il minimo appiglio...
Invece, al ritorno, la prima lettera che ricevetti diceva:
Non avete voluto ascoltarmi. Vostra moglie ha una doppia
vita. Ve lo prover presto, se non le parlerete di niente. In caso
contrario, tanto peggio per voi.
Hai continuato a non dire nulla a Madeleine?
Si rispose l'altro un po' confuso. Quando la vedrai,
capirai il mio atteggiamento. Vi sono donne che non si possono
sporcare con discorsi di questo genere...
Quel biglietto era scritto con la stessa calligrafia dei precedenti?
Nessuno era scritto a mano. Erano tutti scritti a macchina
e lo sono ancora... Non riconosco neppure le buste tra le innumerevoli
buste commerciali che ricevo ogni giorno... Tu sai che
ho comprato un grande studio medico...
E poi...
La seconda lettera dopo il nostro matrimonio era pi precisa.
Se volete convincervi della doppia vita di vostra moglie,
andate stasera verso le undici al Tonneau d'argent, una taverna
che troverete sui quais. Vostra moglie ci sar. Se anche non ci
fosse, non affrettatevi a cantar vittoria. La cosa sar solo rimandata
al giorno dopo...
Un momento! Dormite in camere separate?
L'ho voluto io. Spesso i malati mi mandano a chiamare la
notte. Madeleine  di salute delicata. Ho pensato che...
E sei andato al Tonneau d'argent?
Philippe Lourtie abbass la testa.
L'hai vista?
No! Ma...
Apr il portafogli, ne trasse una piccola fotografia mal riuscita
dove si vedeva un angolo di taverna e una giovane donna
molto nervosa che appoggiava i gomiti a un tavolo, nell'atteggiamento
di chi si spazientisce nell'attesa di un appuntamento.
 Madeleine. Osserva i suoi vicini. Quanto di pi vizioso
si pu trovare nell'ambiente marinaro, o meglio nell'ambiente
che traffica ai margini. Non parlare troppo presto. Ho fatto vedere
questa foto a un esperto... Infatti ho pensato che si trattasse
di un fotomontaggio, cio di una foto truccata... Ma non
lo .  stata scattata all'insaputa del soggetto, con un apparecchio
Leica molto potente, facile a dissimularsi e che esige pochissima
luce...
Del resto, tornai al Tonneau d'argent il giorno dopo. Chiesi
a Jim, il padrone, se la sera prima c'era stata una giovane donna
nel suo locale... Guard subito l'angolo dove la foto  stata
scattata.
Gliel'ho fatta vedere e ha riconosciuto la sua cliente...
Se non l'ho incontrata  perch a quanto pare era stata l
molto prima delle undici...
Con chi si  incontrata? chiesi.
Questo non lo so... La sera c' tanta gente...
L'avete vista altre volte?
Non potrei giurarlo... Uomini... Donne...  sempre pieno,
da noi...
Philippe chiam il cameriere, gett qualche spicciolo sul tavolo,
prese la valigia del Dottorino. Fuori, chiam un taxi che
stazionava li davanti.
Al Tonneau d'argent!
I quais erano viscidi e puzzavano di pesce perch si era in
piena stagione di aringhe e i battelli da pesca, ormeggiati gli
uni dietro gli altri, ne scaricavano vagoni interi.
Voglio che tu conosca il posto... Dopo vedrai mia moglie
e capirai il mio stupore...
Si scendeva uno scalino. La lunga sala bassa dai travi affumicati
era rischiarata da una sola finestra con piccoli vetri, cosicch
vi regnava la semioscurit. Il luogo aveva pi della taverna
inglese di bassa forza che del bistrot francese.
Dietro la cassa, Jim, che era a quanto si diceva australiano,
osservava i clienti col suo unico occhio, l'altro lo aveva perduto
chiss dove, con la diffidenza di chi conosce i suoi polli.
Il locale era quasi pieno. Pescatori si pu dire non ce ne fossero;
pullulava, invece, di quei marinai delle carboniere della
darsena e di altri individui pi inquietanti. Tutto un mondo
che vive ai margini del mare.
Non si pu bere che birra! disse Philippe. Ti rendi
conto di che posto sia. Mi sono un po' informato. Da quanto
mi hanno detto,  qui che fanno tutti i contrabbandi, tutti gli
affari loschi, tutti gli imbrogli di cui la polizia non tiene troppo
a occuparsi... La settimana scorsa un marinaio inglese, dicono
ubriaco,  caduto nella darsena ed  annegato... Si crede che
qualcuno gli abbia dato una spinta...
E tu dici che Madeleine...
In quell'angolo, a sinistra... Controlla tu stesso con la foto...
Nota che quando le ho chiesto se era uscita quella sera, mi
ha risposto di no... In altre parole, mi ha mentito, lei che io
credevo incapace di mentire... E non  tutto...
Dollent cominciava a impietosirsi di quel suo amico, penoso
a vedersi tanto il suo nervosismo era spinto agli estremi
limiti.
Ascolta: due giorni pi tardi, una lettera mi annunci:
Vedrete che vostra moglie vi chieder di andare a Rouen
mercoled
C' andata?
Cenno della testa affermativo.
Mi raccont che voleva far visita a una vecchia amica... che
avrebbe certamente passato la notte da lei...
Non l'hai seguita?
Ho tentato... Abbiamo una piccola macchina per uno. Ma
l'ho persa di vista e...
Trasse di tasca una seconda foto. Rappresentava un dancing
o quella che si chiama in genere una botte. Madeleine vi figurava
ancora una volta, seduta a un tavolo, con l'espressione sempre
ansiosa, mentre un giovanotto si piegava verso di lei.
Ecco che cosa ho ricevuto il giorno dopo... Madeleine mi ha
assicurato che non ha mai lasciato la sua amica...
Attorno a loro il fumo era denso, l'odore di alcool quasi intollerabile.
Ora conoscerai mia moglie... Non sa niente dei miei sospetti...
Non ho il coraggio di parlargliene... Nota che io continuo
a credere in lei... Niente potr farmi ammettere che non  degna
di me...
 questo il mistero che voglio penetrare ad ogni costo, che
ti supplico di aiutarmi a penetrare...
Inutile aggiungere che passo notti intere a girare e rigirare
nella testa i termini del problema...
Voglio subito scartare certe ipotesi che sono le prime a venire
in mente.
Prima di tutto, Madeleine avrebbe potuto essere trascinata
in certe avventure da un fratello o da un parente indegno... Capisci
cosa voglio dire... Casi del genere hanno fornito argomento
a molti romanzi misteriosi che ho letto tanto tempo fa. Ma non
si tratta di questo...
Le sue origini non hanno niente di torbido... Tu conosci
suo padre e anch'io lo conosco... Sua madre  morta dieci anni
fa ed era una brava donna, incapace della minima avventura.
Non hanno mai viaggiato... Non c' nulla di equivoco nel
loro passato...
Cosicch si arriva fatalmente a pensare a un caso di sdoppiamento
della personalit. Ora, mi affretto a dichiararti che io
non ci credo. Queste cose stanno molto bene nei libri. Nella
realt, non ho mai incontrato casi di questo genere, n il mio
maestro Gromaire, specialista da pi di trentacinque anni per
le malattie nervose...
Se Madeleine non ha una salute fiorente non  per questo
meno sana di corpo e di mente...
Resta da sapere perch, appena sposata, va in un posto come
il Tonneau d'argent, a mia insaputa, e in una sudicia botte di
Rouen...
Se tutto ci continua, sar io che impazzir!
Vieni!
Una casa confortevole e abbastanza grande. Philippe Lourtie,
i cui genitori erano ricchi, aveva potuto rilevare uno studio medico
rinomato a Boulogne, cosicch a meno di trent'anni aveva
gi una clientela importante.
Faceva ancora un po' di medicina generale, ma tendeva a
specializzarsi nelle malattie nervose come suo suocero, e non
v'era il minimo dubbio che un giorno ne avrebbe preso il posto.
Le cinque. Da un pezzo era calata l'oscurit.
Philippe fece entrare il Dottorino in un salotto del primo
piano, diede la valigia alla cameriera e chiam:
Madeleine!
Chi avrebbe potuto immaginare in quel momento che quella
casa viveva nel dramma? Un piacevole odore di cibi si diffondeva
nelle stanze. E poich quella sera avevano ospiti, Madeleine
usc dalla cucina dove, da buona padrona di casa, sorvegliava
gli ultimi preparativi.
Scusatemi, signor Dollent... Sono ancora in tenuta di lavoro...
Mio marito vi avr detto che abbiamo un po' di gente a
cena e devo...
Esattamente la donna che Lourtie aveva descritta, pi bella
che graziosa, attraente, anzi seducente, ma di un tipo di seduzione
sottile.
Non una di quelle donne che fanno voltare gli uomini per la
strada, ma di quelle, piuttosto, che gli uomini apprezzano sempre
di pi man mano che le conoscono e di cui poi vorrebbero
fare le compagne della loro vita.
Ma perch quel nervosismo? Che fosse davvero un malefizio?
Dollent fu sul punto di gridare a un tratto:
Ascoltatemi, ragazzi! Mi sto chiedendo a che gioco giocate!
Avete tutto per essere felici! Tutto vi sorride e voi state li a
torturarvi, a spiarvi, a soffrire uno per l'altro?... Se ci spiegassimo
una buona volta, non pensate che potremmo poi rifarci
il sangue con una bella risata?
Ma era appena uscito dal Tonneau d'argent. Aveva visto le
due fotografie, di un'autenticit indiscutibile!
Vi chiedo scusa se sparisco di nuovo, ma ho ancora degli
ordini da dare, e poi dovr vestirmi... Ora vi mostreranno la
vostra camera, signor Dollent...
Quanto a me, credo che due clienti mi aspettino gi... Permetti,
Jean?
E il Dottorino si trov per un tempo abbastanza lungo, solo
in una camera piuttosto comune, una di quelle stanze che si ammobiliano
alla meno peggio per ospitarvi gli amici.
Purch la cena non sia in smoking! sospir. Non ho
portato il mio...
Si cambi. Vag un poco per l'appartamento, soprattutto nei
due salotti, quello grande e quello piccolo; erano due salotti
borghesi, senza niente di caratteristico.
Tutto per essere felici!
Lui no! Era a terra! Ma sapeva ormai che era solo un brutto
momento da superare. Non succedeva cos ad ogni inchiesta?
Se ne sa troppo e troppo poco. Non si ha alcun filo conduttore,
alcuna base solida, nessun motivo dominante, come lui lo chiamava.
Allora, fatalmente, veniva preso dal panico.
Ho azzeccato due o tre cosette,  vero! Ma chiss che non
sia stato per caso! Chiss se trover l'ispirazione?
Che fare, solo solo, in quell'appartamento sconosciuto, mentre
la padrona di casa  affaccendata altrove e l'amico riceve
clienti al pianterreno?
Discese. Voleva vedere la sala d'aspetto. Spinse una porta e
si trov di fronte a una ragazza coi capelli ossigenati che scriveva
a macchina in un piccolo ufficio.
Scusate disse.
Entrate, signore... Suppongo che siate il dottor Dollent?...
Sapevo dal dottore della vostra visita... Io sono la signorina
Odile, la sua segretaria... Desiderate qualcosa? Il signor Philippe
non ne avr per molto... Una vecchia cliente che viene ogni settimana
ed  un po' maniaca... Che citt triste la nostra, non 
vero?
Siete di Boulogne?
S... Abitavo nella strada del signor Philippe...
Il Dottorino osserv che la ragazza non diceva mai il signor
Lourtie, come a lui sarebbe parso pi naturale.
Era gi un giovanotto quando io ero solo una ragazzina.
Ho seguito il corso di Pigier... Quando seppi che cercava una
segretaria... Ora sono gi quattro anni che lavoro con lui... Gi
da quando preparava la tesi ero io che gli battevo a macchina
la brutta copia...
Sarebbe servito a qualcosa? In mancanza di meglio, Dollent
annot in un angolo della sua memoria, come avrebbe scritto
in margine a un libro:
Signorina Odile. Graziosa, vivace, ardita. Conosce Philippe
fin dall'infanzia. In qualche modo si  imposta a lui. Tutte le
possibilit che ne sia innamorata.
E poi? Non si trattava di Odile, ma di Madeleine.
La visita medica fin. Lourtie apparve, con la fronte segnata
da una ruga profonda.
Va bene, Odile... Potete andare... Tu, se vuoi venire a bere
qualcosa nel mio studio... Che cosa bevi? Telefoner su che ci
portino una bottiglia e due bicchieri...
Ebbene, il Dottorino fu tutt'altro che seccato da questa proposta.
E da parte sua si trattava pi di superstizione che di vizio.
In tutte le inchieste aveva avuto occasione di bere, pi o meno
per caso, e cominciava a trovare quella casa un po' troppo
astemia.
La signora  servita!
Se volete venire a tavola... Vi avverto che si tratta di una
cena modesta...  cos poco che siamo sposati, e ancora non
abbiamo avuto il tempo di organizzarci...
La giovane donna sorrise al marito, ma nonostante quel sorriso
le sollevasse gli angoli delle labbra, il suo viso rest triste
e inquieto.
Come Dollent aveva previsto, gli uomini erano in smoking
e lui era il solo in giacca. Mentre prendevano posto, fece mentalmente
uno schema della tavola. Oltre Madeleine, Lourtie e
lui, c'erano:
1. Emile Gromaire, il padre di Madeleine, un uomo di circa
sessantacinque anni, coi capelli grigi, le sopracciglia spesse, 
abituato ad essere obbedito e ammirato.
Perch Gromaire, a cui non poteva essere sfuggito il nervosismo
di sua figlia e di suo genero, non cessava di ripetere:
Come sono felici! E una gioia passare qualche ora vicino a
due persone felici!
2. Signor Boutet... Un altro medico!... una vera cena collegiale!...
Il signor Boutet era predecessore di Lourtie nello studio.
A sessantanni si era ritirato e divideva il suo tempo tra Boulogne
e la Costa Azzurra, dove doveva recarsi per Capodanno.
Sono felice diceva di trovare questi ragazzi in buona
salute... Il viaggio in Tunisia ha fatto un gran bene a vostra
figlia...
Un altro che mentiva, e ancor pi mentiva quando rivolgeva
a sua moglie amorosi sorrisi, perch...
3. Signora Boutet. Non una donna ma una caricatura di donna,
lunga, nera come una prugna secca, magra, sgradevole, diffidente,
fegatosa...
Vero, Albert mormorava a suo marito che questi ragazzi
sono commoventi?
Ora quei due non erano affatto commoventi, e un pesante
imbarazzo gravava sui presenti.
4. Samuel Kling. Il Dottorino lo aveva gi incontrato. Era
un amico d'infanzia di Lourtie. Erano dello stesso anno. Avevano
scelto la stessa specializzazione, e avevano lavorato tutti e
due con Gromaire padre.
Kling osservava tutti furtivamente. Fu servita una zuppa di
gamberi. Era evidente, dalla smorfia che fece la sua bocca, che
non poteva soffrirla.
 deliziosa! esclam estasiato. Madeleine, avete una cuoca
straordinaria... Oppure sapete seguirla come nessun'altra...
Tutti mentivano!
Ma la cosa pi straordinaria, e che a lungo andare diveniva
allucinante, era che tutti sentivano il bisogno di manifestare un
buon umore artificiale, di far esplodere una gioia che non provavano
affatto.
Pareva una scena d'orgia recitata da cattivi attori in un teatrino,
quando nella parte di Nerone c' un giovanotto magro
che ha pranzato con un panino, e le cortigiane sono delle povere
ragazze sfiancate raccolte sui marciapiedi.
Il viaggio in aereo dev'essere stato delizioso, vero cara?
diceva il dottor Boutet che pareva temere gli sguardi della
moglie.
E Madeleine, che molto evidentemente pensava ad altro:
Delizioso!...
Forse, non avendo ben capito, credeva che si parlasse ancora
della zuppa di gamberi.
Quanto a Philippe, soffriva. Non osava rivolgersi a sua moglie.
Talvolta alzava gli occhi sul suocero.
Il Dottorino sorprese uno di quegli sguardi e ne fu stupito.
Guarda guarda! disse tra s. Si direbbe che il mio amico
Philippe diffida di Gromaire... Si potrebbe quasi credere che ne
sia geloso!...
 vero che un momento dopo Philippe lanci esattamente la
stessa occhiata al giovane Kling.
Geloso anche di Kling?... Ma allora  una malattia!... Per
caso questo povero Philippe non sar...
No! Non bisognava lasciarsi andare a conclusioni premature.
Tutti avevano i nervi tesi. Anche il tempo contribuiva. Per settimane
intere quella gente si aggirava nella pioggia e nel fango
e doveva tenere la luce accesa per una buona met della giornata,
talvolta per la giornata intera.
Questa aragosta all'americana... cominci il dottor Boutet.
Era un po' di tempo che sua moglie doveva essere torturata
dal bisogno di essere sgradevole, perch articol con voce acuta:
Perch lo dici?... Se l'aragosta non ti piace!...

2.
Dove il Dottorino ha il dispiacere di constatare
come sia difficile essere nel contempo investigatore
e uomo di mondo.

Era colpa sua? Il suo amico Lourtie l'aveva o non l'aveva fatto
venire da Marsilly, con un tempo da cani, per scoprire la verit?
Peggio per te, mio povero Philippe aveva quasi voglia
di dire. Non  con i guanti che si scava nell'animo umano,
e non  quando chiedete educatamente che cosa pensa, che la
gente vi dice la verit.
In fatto di verit, stava mettendo bellamente i piedi sul piatto,
come dice un detto popolare che, in definitiva, non esagera
troppo.
Se, verso la fine di questo triste pranzo di Natale, si fosse
tranquillamente tolto le scarpe e, sollevando i piedi, li avesse
messi nell'insalatiera, senza dubbio non sarebbe stato guardato
con severit maggiore di quella che si attir quando butt l
con aria innocente:
A proposito... Non so se lo avete letto nei giornali... In
America hanno arrestato tutta una banda che si occupava del
traffico degli stupefacenti... E sapete chi hanno trovato alla testa
di questa banda?... Uno dei medici pi conosciuti di New York,
che aveva una clinica personale...  col paravento di questa clinica,
appunto, che riusciva a procurarsi la droga in barba alla
polizia...
Un silenzio spesso, un silenzio da tagliarsi col coltello. Non
si sentiva che il battere della pioggia sulle persiane e un vago
rumore che doveva essere quello del mare.
Il Dottorino avrebbe dovuto fermarsi. Solo il viso della sua
vicina, l'orribile signora Boutet, era rivelatore. Ma poteva sapere,
lui che era arrivato il giorno stesso, quello che tutti sapevano
a Boulogne, e cio che essa era dedita alla morfina?
Gli sembr che Lourtie gli lanciasse uno sguardo supplicante.
Madeleine era diventata pallidissima e stava china sul piatto,
mentre la forchetta tremava visibilmente nella sua mano.
Il dottor Kling aveva sollevato la testa come un animale colpito
e guardava l'intruso con uno sguardo di sfida..
Gromaire, infine, doveva disapprovare quest'uscita, perch
sotto le spesse sopracciglie le pupille erano dure.
Diamine! Non esiste forse una vertigine della gaffe, una forza
che in certi momenti ci possiede e che ci spinge a fare ci che
sentiamo non andrebbe fatto?
Jean Dollent toss come per schiarirsi la voce e prosegu:
Considerata la posizione di Boulogne, in faccia alla costa
inglese, considerato inoltre il traffico del suo porto, non mi stupirei
se fosse uno dei centri della droga.
Sempre silenzio. Nient'altro che il rumore delle forchette e
della pioggia, ancora e eternamente la pioggia.
Era troppo tardi per tornare indietro. Il Dottorino era lanciato.
Voleva uscirne tranquillo, voleva vedere quando questa
gente avrebbe reagito, e, sogghignando, continu:
Mi domando se, anche qui,  un medico che dirige l'organizzazione...
Allora, si ud la voce aspra del dottor Gromaire:
Mi permetto di far notare al nostro giovane collega esclam
come nella nostra professione, la pi bella e la pi nobile
a mio avviso, si dispensi abbastanza eroismo perch non sia il
caso di calcare con compiacimento la mano su poche pecore
nere. Siete arrivato a Boulogne oggi pomeriggio, signor Dollent?
Posso chiedervi se la questione che sollevate  la sola cosa interessante
che avete trovato nella nostra citt?
Che rispondere? Che fare, se non accusare il colpo? Il Dottorino
non era mai stato messo a posto in modo cos netto e giocava
goffamente con una grande foglia di insalata. Credeva di
essere alla fine delle sue pene. Sperava che qualcuno venisse in
suo aiuto, spostando la conversazione su un terreno meno scottante.
Non era dovere di Lourtie, per esempio, di trarlo d'impaccio?
Invece di un aiuto trov un nuovo avversario e un avversario
forte, nella persona di Samuel Kling.
Immagino che il dottor Dollent sia arrivato col treno delle
tre? cominci con una voce che non presagiva niente di buono.
Esattamente.
Non mi stupisce allora che si interessi a storie di stupefacenti,
poich gi alle quattro, usciva da un posto tristemente
famoso che si chiama Tonneau d'Argent.
Era impossibile guardare tutti nello stesso tempo. Era gi difficile
conservare il proprio sangue freddo. Ma non sfugg a
Dollent che le palpebre di Madeleine battevano, che le sue narici
fremevano e che essa si teneva al bordo della tavola come
chi sta per svenire.
Perch Philippe ancora non interveniva? Perch lasciava credere
che il Dottorino fosse solo, al Tonneau d'Argent?
Preferirei che questa conversazione finisse! tagli corto
Gromaire, con una severit tale da far temere che stesse per
lasciare la tavola.
Fortunatamente il pranzo volgeva al termine! Gli ultimi minuti
furono penosi. Ognuno cercava qualcosa da dire. Parlavano
a fior di labbra, senza convinzione, col solo scopo di ammazzare
il tempo.
Madeleine pot infine alzarsi e annunciare con un misero sorriso;
Ci serviranno il caff in salotto... I signori potranno fumare...
Non  vero, signora Boutet?
Fumo anch'io... Perci!... '
Un certo disordine, come sempre quando ci si alza da tavola.
La giovane donna aveva pi sangue freddo di quanto il Dottorino
avesse creduto, perch riusc a passargli accanto e a mormorare:
Ve ne supplico!...
Di che cosa lo supplicava? Di tacere? Perch? Che cosa temeva?
Gromaire affettava di non occuparsi di Dollent, che and malinconicamente
ad appoggiarsi al camino. Il Dottorino non si
rese esattamente conto di come Philippe Lourtie e Kling lasciassero
la stanza, ma ne ud ben presto gli scoppi di voce dietro
una porta.
Lo studio di Philippe era a pianterreno, come il suo ufficio.
Ma c'era accanto al salotto una piccola stanza che costituiva una
specie di studio privato, intimo, e da l venivano dei suoni come
di una disputa.
Era talmente palese che ognuno tendeva l'orecchio. Impossibile
far finta di non sentire. E ognuno restava l, sospeso, con
una tazza di caff in mano...
Povera Madeleine, voleva ancora salvare le apparenze, contro
ogni verosimiglianza, ed esclam:
Che idea discutere di politica in un giorno come questo!
Ma non discutevano di politica, e la prova ne era che la sola
parola che si potesse distinguere e che fosse pronunciata a pi
riprese, era il nome di Madeleine.
Del resto la porta non tard ad aprirsi dietro a una spinta
violenta. Kling, rosso di furore, attravers il salotto senza salutare
nessuno, pass nell'ingresso, prese cappotto e cappello e si
precipit gi per le scale.
Poco dopo, il portone si apr e si richiuse con fracasso, lasciando
una specie di eco lugubre in tutta la casa.
Non so che gli  preso... spieg blandamente Philippe.
 uno strano ragazzo...
 un ragazzo di valore... rispose suo suocero.
Pu essere e anch'io lo penso... Ci non toglie che abbia
un caratteraccio... Che cosa volete bere, signora Boutet?
Chartreuse o cognac?...
Era ormai troppo tardi per salvare la situazione, e tutti avevano
fretta di andarsene al pi presto. La signora Boutet per
prima si lament di un'emicrania e se ne and con suo marito,
non senza ringraziare per quella piacevole e deliziosa serata...
Era il momento in cui, in tutte le chiese del mondo, la folla
 riunita intorno ai presepi ingenuamente decorati e in cui i
canti salgono insieme col fumo dell'incenso.
 ora che me ne vada anch'io! brontol Gromaire.
Era appena scomparso, quando Madeleine sospir:
Permettete che mi ritiri? Sono un po' stanca...
Philippe e il Dottorino restarono uno di fronte all'altro, e il
povero Dollent certo non si aspettava quanto gli capit.
L'hai fatto apposta, vero?... Ti rendi conto della situazione
in cui ci hai messi?... Se hai l'abitudine di condurre le inchieste
in questo modo, non ho di che rallegrarmi con te... Confesso
che se avessi saputo...
Non fin, ma quello che voleva dire era chiaro.
Ti avrei lasciato nel tuo buco di Marsilly e mi sarei occupato
da solo dei fatti miei!
Che rispondere? Arrabbiarsi? Rispondere drammaticamente:
Benissimo! Me ne vado! Fammi portare la mia valigia...
Ma era ridicolo. La valigia era gi vuota e i vestiti sistemati
nell'armadio; il pigiama lo aspettava sul letto della camera degli
ospiti.
Ti chiedo scusa, vecchio mio... Credevo di fare per il meglio...
Penso ancora che tutto ci non sia stato inutile...
Vuoi dire che tutto ci ti ha informato su quello che mia
moglie va a fare in quella maledetta locanda?
Non ho detto questo...
Allora?
Allora niente... Va a dormire... Riposati... Al posto tuo
prenderei un po' di bromuro...
E il Dottorino raggiunse malinconicamente la sua camera.
Si svegli, come sempre, alle sei del mattino. Che fare a
quell'ora in una casa addormentata?
Con gli occhi aperti, ud prima la donna di servizio che scendeva
e accendeva il fuoco in cucina, poi una cameriera che si
lavava rumorosamente sopra la sua testa.
Alle sette si alz, quando gi si cominciavano a percepire
altri rumori nella casa, e, una volta vestito, usc dalla camera,
esit, alz le spalle, raggiunse il pianerottolo, poi le scale, tolse
la catena alla porta d'ingresso e si trov fuori dove, tanto per
cambiare, dopo il diluvio del giorno prima cadeva una pioggia
sottile.
Cominciava appena a farsi giorno. Gente senza allegria andava
al lavoro. Le gru del porto erano in funzione. I battelli
da pesca rientravano, facevano manovra nella darsena dove uomini
in stivali e berretto incerato lanciavano pesanti ormeggi
zuppi di pioggia.
Che cosa c'era in quella storia che non andava, e perch il
Dottorino, di solito cos felice quando si trovava di fronte a un
mistero, si sentiva invece come oppresso dalla tristezza senza
una ragione precisa?
Che cosa c'era? Forse non aveva senso; non avrebbe osato
dirlo a nessuno. Quello che c'era, era qualcosa di falso!
Non avrebbe saputo precisare che cosa! Qualcosa che non
suonava chiaro.
Pensava a Madeleine... Non era forse proprio il tipo di donna
che avrebbe voluta per compagna?
Philippe lo conosceva bene, era il ragazzo pi diritto di questo
mondo...
La reputazione di Gromaire era sicura da lunga data...
Kling stesso era un soggetto brillante e il Dottorino aveva
sentito in lui una passione contenuta...
Una passione per Madeleine, avrebbe scommesso. Ma come
non vedere in questa faccenda solo una banale storia d'amore?
Madeleine era troppo pulita per appartenere a due uomini. E se
Kling le aveva dato qualche appuntamento, certo non glielo
aveva dato al Tonneau d'Argent...
Infine, perch tutti avevano reagito cos violentemente quando
aveva parlato di droga?
Lo aveva fatto per caso. Pensando a quello strano locale e
alla botte di Rouen, si era detto tra s che il solo legame possibile
tra quei due luoghi era la droga...
E aveva buttato l la sua frase, senza immaginare che gli
sarebbe ricaduta in testa cos pesantemente.
Perch Kling e Philippe avevano litigato, pronunciando parecchie
volte il nome di Madeleine?
Mio caro Jean, ora ti dico per te cosa sarebbe meglio fare,
ma so bene che non lo farai... C' un buon treno alle dieci...
Fai in tempo ad andare a prendere il tuo bagaglio e a dichiarare
al tuo amico Philippe che, decisamente, le tue qualit di detective
non sono all'altezza di una situazione cos imbrogliata...
Anna ti prender un po' in giro, vedendoti tornare cos presto,
ma almeno...
Macch! Invece, eccolo coi piedi in un fango nero pieno di
scarti di pesce, di fronte al Tonneau d'Argent. Il padrone, Jim,
stava togliendo le imposte; portava zoccoli di vernice, un maglione
blu da ciclista, e un berretto da marinaio.
Il freddo umido penetrava attraverso i vestiti. Il Dottorino
entr e si appoggi al banco dietro il quale una quantit sorprendente
di bottiglie conteneva tutti gli alcools del mondo.
Un grog, ben caldo...
Ispezion intorno a s la sala vuota, coi bicchieri sporchi del
giorno prima e tante cicche da riempirne un portaimmondizie.
Che cosa poteva dirgli quella sala?
Dite un po', padrone...
L'unico occhio fiss su di lui uno sguardo pieno di diffidenza.
Vi ricordate di me?... Sono venuto ieri con un amico... Sapete,
quello che vi ha mostrato la fotografia di una giovane
signora...
E poi?
Oh! Non temete nulla!... Non voglio chiedervi niente di
compromettente... Vorrei solo sapere se quella giovane donna
 venuta spesso qui la sera...
Jim esit e c'era da chiedersi se non fosse sul punto di prendere
il suo piccolo cliente per la collottola e deporlo sul marciapiedi.
La sua bocca molle si pieg in una smorfia che non prometteva
niente di buono, e il Dottorino non si sentiva molto
tranquillo mentre immergeva le labbra nel grog bollente.
La conoscete?
Hum... Pochissimo...
Ebbene! Io invece la conosco...
Anche queste parole le disse con tono minaccioso.
E non ci tengo a avere delle noie, capite? Finch si tratta di
marinai, di gente del nostro ambiente, va tutto bene... Io conosco
anche il signore che era con voi ieri...  un dottore... Ha
curato anche la mia prima moglie... Allora, quando vedo gente
di quel genere venire qui... E quando mi accorgo che si fanno
fotografare nel mio locale... Non posso fare a meno di chiedermi...
Un momento... Avete detto...
Il cuore del Dottorino ebbe un sobbalzo. Finalmente una piccolissima
luce nel cielo oscuro della sua inchiesta.
Si sono fatti fotografare?
Non fate l'imbecille... Non sono venuti col fotografo, il
magnesio e tutto come per un matrimonio... Ci non toglie che
una bella sera il dottore  entrato e mi ha mostrato la fotografia
di sua moglie chiedendomi se la riconoscevo... Non avevo bisogno
di riconoscerla, poich si vedeva benissimo l'angolo, laggi,
col vaso di creta che sta sul tavolo...
 gi irritante, no?... Sono quelli della buona societ che
per storie d'amore non esitano a spararsi dei colpi di rivoltella...
E non ci tengo a avere qui faccende di questo genere...
Ma quando  venuta lei a sua volta... E...
Il Dottorino sorrideva. Non pareva pi lo stesso uomo. Il
suo torpore lo aveva abbandonato, e cos pure il cattivo umore
e l'angoscia.
La signora vi ha mostrato una fotografia?
Ma certo! Quella di suo marito, perbacco! Presa pi o meno
allo stesso posto... E mi ha chiesto, come lui, se veniva spesso...
Che cosa avete risposto?
Che non mi occupo dei miei clienti...
Che cosa prendete, Jim?... Ma si!... Ci tengo a pagare una
bevuta e a brindare con voi... Dite un po'... Ci sono buoni treni
per Rouen?... No?... Non a quest'ora?... E in macchina?... Avete
il telefono?... Volete chiamarmi un taxi... Una macchina grande
se  possibile... Per fare un bel po' di strada...
Bevve un secondo grog mentre aspettava. Jim, sapendo che
gli sarebbe venuta una buona percentuale sul taxi, insist per
offrirgliene un terzo, e un quarto d'ora dopo colui che prese
posto nel taxi diretto a Rouen, era un Dottorino quasi beato.
Non pot fare a meno di sorridere pensando che Philippe e
Madeleine si sarebbero chiesti che fine aveva fatto e certo s
sarebbero rimproverati di essere stati troppo duri con lui.
Peggio per loro! Gli far bene!...
Una strada magnifica, ma lucida come uno specchio, al punto
che gli alberi vi si riflettevano. Rouen...
Dove volete scendere?
Al Monico...
Forse di sera la boite era abbastanza attraente con le sue luci
variopinte, ma di giorno era piuttosto sordida. Una porta semiaperta
con molti manifesti da ambo i lati, e un pannello pieno
di foto di ballerine pi o meno nude. Davanti alla porta una
pattumiera colma di stelle filanti e di palline di cotone. Una
donna spazzava le scale...
C' il padrone?
Il signor Jos dev'essere in sala...
Lo trov in compagnia di un elettricista che riparava un proiettore.
Era uno straniero, evidentemente!
Desiderate?
Una domanda, prima di tutto... Siete ogni sera nel vostro
cabaret?
Ma certamente. Sarebbe carina che non ci fossi... Ma questo
non mi spiega perch...
Un momento... Vorrei sapere se recentemente una giovane
donna, una giovane donna molto distinta... ha chiesto a voi o
a uno dei vostri maitres, di riconoscere una fotografia...
Inutile insistere. Il signor Jos aveva trasalito. Ora rifletteva,
chiedendosi con chi aveva a che fare.
Cio...
Una giovane donna piuttosto alta e bionda... Era seduta in
quest'angolo; presso la colonna... Vicino a lei c'era un giovane
bruno...
Eusebio...
Chi  Eusebio?
Il mio ballerino... Volle invitarla, com' suo mestiere di
fare... Lei rifiut, ma gli chiese, mostrandogli una foto...
Eusebio riconobbe la foto?
No... Era la fotografia di un uomo...  certamente venuto
qui, poich  stato fotografato al bar... Ma nessuno lo ha osservato...
Bisognerebbe interrogare tutte queste signore per sapere...
Grazie...  tutto... Arrivederla, signor Jos...
Un momento dopo il Dottorino lasciava con gioia l'atmosfera
sordida che aveva trovato dietro le quinte del piacere, per emergere
sul marciapiedi. Il suo autista lo aspettava, inquieto.
Vi  possibile riportarmi a Boulogne prima di colazione?
Se partiamo subito e non piove troppo...
Miracolo... Finch furono sull'altopiano di Artois non cadde
una goccia d'acqua e si fece perfino vedere il sole che per
quanto pallido era lo stesso piacevole alla vista.
A mezzogiorno entrarono nelle vie di Boulogne e l'acqua ricominci
a cadere dal cielo, come a un segnale.
A mezzogiorno e dieci il Dottorino entr tutto affannato in
casa dei Lourtie, si lanci su per la scala che portava al primo
piano, si ferm di botto pensando improvvisamente che...
Era stato cos felice delle sue due scoperte che non si era
accorto subito come esse non spiegassero niente, che restava
ancora da fare la parte pi difficile, la pi grave anche.
Mentre se ne stava li esitante, qualcuno si chin sulla rampa
e una voce dolce e triste disse:
Salite, dottore... Vorrei parlarvi un momento...
Era Madeleine che durante l'intera mattinata doveva aver
spiato il suo ritorno!

3.
Dove si dimostra che qualcuno ha organizzato
scientificamente una vera battaglia di nervi.

Entrate qui, dottore... Questo studio  pi mio che di mio
marito...
Era il piccolo studio dove la sera prima aveva avuto luogo la
burrascosa spiegazione tra Lourtie e il dottor Kling.
Sedetevi... Vi ho aspettato tutta la mattina... Mio marito 
all'ospedale, nonostante oggi sia festa, e non credo che rientrer
prima di una mezz'ora... Ci tenevo a vedervi prima...
Evidentemente aveva preso qualcosa per i nervi, perch era
pi calma della sera prima, ma di una calma che faceva quasi
paura tanto si sentiva che era solo opera della sua volont tesa
al massimo.
So bene che non siete obbligato a rispondermi... Ma forse
avrete piet di una donna... Forse capirete anche voi che sono
pronta a comprendere tutto?... Stavo per aggiungere ad ammettere
tutto...
Il Dottorino non batt ciglio. Si sforz di non lasciar trapelare
niente di ci che pensava.
Da quanto tempo lavorate con lui?
Pose la domanda come una persona che ne misura tutto il
peso, tutta la gravit.
Mi capite?... Vi ripeto che sono pronta a ammettere tutto...
Non ne posso pi... Se non ho parlato ancora con lui...
Non vi siete visti stamattina?
Philippe  all'ospedale da otto ore... Mi ha solo telefonato
per chiedermi se eravate rientrato... In questo caso, voleva che
andaste a raggiungerlo... Ora, non ne vale pi la pena... Allora,
dottor Dollent?... Da quanto tempo lavorate con lui?
La difficolt era di restare impassibile, di non rispondere, di
non sorridere, di aver l'aria di difendere accanitamente un pesante
segreto; il Dottorino per darsi un contegno accese una
sigaretta.
Non volete dire niente, non  vero?... Non volete tradirlo...
Ma se vi dicessi che ne so pi di quanto lui creda? Sentite! Non
fosse che la vostra visita!  naturale che un uomo innamorato,
dopo tre settimane di matrimonio inviti per alcuni giorni un
amico che prima vedeva appena una volta all'anno?
Vi chiedo scusa di avervi disturbata e vi giuro che se avessi
saputo che...
La giovane donna batt il piede con impazienza.
Non si tratta di questo, e voi lo sapete benissimo... Non 
abitudine di Philippe, che  sempre terribilmente occupato,
andare a prendere la gente alla stazione, neanche se si tratta dei
suoi migliori amici... Ora,  venuto a prendervi alle tre... Siete
arrivati qui alle cinque... Confessate, dottor Dollent, che siete
stati al Tonneau d'Argent...
Non vedo che cosa...
Cos, voi trovate naturale che due uomini della vostra condizione
sociale non abbiano niente di pi urgente da fare, quando
si incontrano dopo molti mesi, che precipitarsi in un bugigattolo
infame? Non credete, dottore, che sarebbe pi semplice
e pi elegante confessarmi tutto?... So che talvolta le tentazioni
possono essere forti... Credevo che Philippe avesse avuto dai
genitori se non un patrimonio, almeno una certa agiatezza...
Capisco ora come abbia potuto rilevare uno studio importante come
questo e...
 orribile!... Tanto pi orribile in quanto mio padre, dal
canto suo, non accetter mai il minimo compromesso... L'avete
sentito ieri, quando, non so per quale ragione, avete provato
il bisogno di alludere al vostro traffico...
Il Dottorino ripet, come liberato da un gran peso:
Al vostro traffico... Avete detto proprio: Al vostro traffico,
non  vero? E volevate alludere al traffico della droga?
Ma...
Non capiva l'improvvisa esuberanza del dottore e ne era
turbata.
Non vedo in che cosa le parole che ho pronunciato... Almeno
che voi consideriate questo commercio come lecito e non
vi rendiate conto dei danni che l'eroina...
... dei danni che l'eroina... egli ancora ripet.
Siete pazzo, dottore?...
Questi non ebbe tempo di rispondere. La giovane donna tese
l'orecchio. Impallid. Gli fece un cenno e mormor:
Zitto!... Sento dei passi in salotto...  Philippe... Riprenderemo
questa conversazione quando...
Ma il Dottorino si alz e spalanc la porta.
Entra, vecchio mio... Tua moglie ed io stavamo discutendo
problemi gravissimi... Che cosa pensi tu del commercio dell'eroina
e della cocaina?
Ancora? chiese con impazienza Philippe che era a terra,
forse per aver aspettato invano Dollent all'ospedale tutta la
mattina.
Che ne pensi?
Ci tieni proprio? Ma insomma non hai altro in testa?
Non sono io...  tua moglie...
Che vai dicendo?
Figurati... Ma aspetta...  meglio che nessuno ci disturbi...
Signora, vorreste dire alla vostra cameriera che andremo a tavola
parecchio pi tardi del solito?... In compenso se potesse portarmi
qualcosa da bere... Non mi vergogno di aggiungere: qualcosa
di piuttosto forte... Ho lavorato molto stamattina... Ho fatto
non so quanti chilometri...
Madeleine e suo marito non sapevano che pensare; non capivano
pi niente di quanto stava loro accadendo.
Elise... Servite il porto...
Scusatemi... Il porto  dolciastro... Se aveste un cognac all'acqua...
E, dopo essere stato servito:
Accetterete, signora, di rispondere a qualcuna delle mie domande?
Una volta per uno, non vi pare?... Poco fa, signora,
eravate voi a torturarmi perch parlassi e vi giuro che ho fatto
una certa fatica a non scoppiarvi a ridere in faccia...
Vedete,  difficile condurre un'inchiesta tra persone per bene,
perch le persone per bene sono fatalmente le meno abili...
Inoltre, hanno certi pudori che impediscono loro di far chiaro
su certe cose...
Vorrei... cominci Philippe con tono severo.
Tu sta zitto!... Dunque, vengo alla prima domanda: Da
quanto tempo ricevete lettere anonime?
Non fu solo Madeleine a spalancare gli occhi. Suo marito
non era meno sorpreso di lei.
Ma...
Vediamo, signora... Rispondete con franchezza... Da quando
vi fidanzaste ufficialmente, non  vero?
S... Ma... Come lo sapete?
Sono lettere battute a macchina... Fino al matrimonio, si
accontentavano senza dubbio di dichiararvi che vostro marito non
era l'uomo che voi credevate e che aveva una doppia vita...
Ella abbass il capo e il Dottorino, davanti ai suoi due interlocutori
che assomigliavano a due colpevoli, si mise a camminare
avanti e indietro.
Ecco tutto quello che c'era da stabilire!... esclam fingendosi
in collera. ... E voi credete entrambi di essere persone intelligenti!...
Per delicatezza, come dite, non avete avuto la franchezza
di comunicarvi le lettere che andavate ricevendo, neanche
di fare un'allusione... Ma come?... La moglie di Cesare non deve
essere sospettata!... Si buttano le lettere nel cestino... Si alzano
le spalle... Ci si sposa, poi, un bel giorno...
Madeleine guardava Philippe. Philippe la guardava. Ma il
Dottorino non lasci loro il tempo di sprofondarsi in quella contemplazione
reciproca.
Devo confessare subito che non sono stato pi intelligente
di voi e che non sono affatto fiero di questa inchiesta...
In compenso, abbiamo a che fare con qualcuno cos straordinariamente
duro e dotato di una psicologia cos acuta che vorrei
al pi presto possibile fargli tanto di cappello...
Per mesi e mesi voi avete disprezzato quelle lettere anonime
che non vi fornivano alcuna prova, n all'uno n all'altra.
Vi siete sposati...
Avete fatto un meraviglioso viaggio da cui siete tornati
pieni di felicit e di fiducia...
Che cosa ci vuole questa volta per dividervi, o almeno, inizialmente,
per gettare il dubbio nelle vostre anime?
Una prova!
Bisogna dare a Madeleine - scusate se vi chiamo cos per
semplificare - la prova che Philippe  indegno di lei.
Bisogna dare a Philippe la prova tangibile che Madeleine
non  la donna onesta che lui crede sia...
Il Dottorino tacque. La cameriera aveva socchiuso la porta.
Posso servire? La cuoca dice che l'arrosto...
Tanto peggio per l'arrosto! interruppe deciso il Dottorino,
come se avesse parlato ad Anna. Chiudete la porta! Venite
solo quando vi chiameremo...
Si serv da bere. Aveva i nervi tesi. Faceva il giro della piccola
stanza dieci volte in un minuto e si lasci andare fino a
gettare le cicche sul tappeto.
Compromettere due persone oneste!... Comprometterle in
modo tale che qualsiasi altra persona in buona fede non possa
pi dubitare...
Non dir che sia un capolavoro, ma vi assicuro che colui o
colei che ha escogitato questa faccenda...
Provare a Philippe che sua moglie frequenta il locale pi
losco di Boulogne...
Per ottenere questo bisogna riuscire ad attirarvela... Ma se
Philippe la vede li, se ci sono insieme, diventa possibile una spiegazione,
e la spiegazione distruggerebbe l'opera del nostro criminale...
Se invece Madeleine riceve uno scritto:
Vostro marito, che voi giudicate un medico serio, un uomo
di valore  in realt un avventuriero che vive sul traffico degli
stupefacenti... Perci frequenta una losca taverna, il Tonneau
d'Argent, dove s'incontra con i suoi complici...
Ve lo troverete il tal giorno alla tale ora... Se non c',
significa che l'appuntamento  rimandato al giorno dopo...
Il Dottorino mimava le scene come un attore.
Madeleine ci va. Non vede suo marito. Si ripromette di tornarci
l'indomani. Ma l'indomani riceve una fotografia indiscutibile,
da cui risulta che Philippe, un po' pi tardi, era proprio
al Tonneau d'Argent...
Cominciate a capire il meccanismo? Il gioco  doppio. Mentre
Madeleine aspetta suo marito nel locale, viene fotografata
anche lei...
E Philippe che  andato li per sorprenderla, ha fornito l'occasione
per farsi fotografare lui stesso.
Foto del marito e foto della moglie...
Ognuno dei due riceve quella dell'altro... Ognuno dei due
si convince...
Ma frequentare il Tonneau d'Argent non basta. Bisogna
trovare qualcos'altro...
Cos, uno dietro l'altro, come sempre, venite attirati a Rouen,
in modo di evitare che vi incontriate...
E vi fotografano...
E queste fotografie...
Come dite?... Niente?... Io dico che  diabolico! E non 
tanto diabolica l'invenzione in s, quanto la psicologia che rivela
tutta questa manovra!...
Perch, in un ambiente diverso dal vostro, con gente diversa
da voi, sicuramente il colpo non sarebbe riuscito...
Ma voi vivete un amore grande e puro... Madeleine  una
donna che nessun uomo oserebbe macchiare di un sospetto...
Philippe da parte sua  un giovane di tale onest...
Perci soffrirete ambedue in silenzio... Non oserete pi guardarvi
negli occhi... Cercherete le spiegazioni pi sorprendenti...
E intanto a poco a poco tra voi due sopravviene la diffidenza...
I nervi sono tesi...  una vera battaglia di nervi...
Salvare l'apparenza, seguitare a sorridere, a andare e venire
e intanto dire a se stessi che tutto ci che avevate considerato
come la vostra felicit, la vostra ragione d'essere,  falso,
arcifalso, finto come un brutto scenario...
Fu Madeleine ad alzarsi per prima, tutta pallida, con le labbra
bianche. Pronunci una sola parola:
Philippe!...
E Philippe, al momento di avvicinarsi a lei, forse di prenderla
tra le braccia, ebbe un'esitazione, si nascose il viso tra le mani
e scoppi in singhiozzi.
Philippe!... Ti chiedo perdono...
Il Dottorino doveva restare li? Non era meglio uscire?
Per darsi un contegno prese la bottiglia e il suo bicchiere,
apr la porta ed entr nella stanza da pranzo.
La cameriera se ne stava li rassegnata.
Ci vorr ancora molto? chiese.
Non lo so... Dipender...
E si vers da bere. Nello stesso momento si ud il campanello
della porta.
Pochi istanti dopo il dottor Gromaire entr nella stanza, guard
Dollent con una durezza che non tentava neanche di dissimulare.
Mia figlia e mio genero sono qui?
Stava per dirigersi verso lo studio, ma il Dottorino gli sbarr
il passo.
Un momento... Sono molto occupati...
Restate ancora molto a Boulogne?
Veramente, penso che partir stasera, poich il clima non
mi si addice molto... A proposito... Il nostro amico Kling...
Kling  a letto... borbott il padre di Madeleine.
Sta male?
Si  sparato una pallottola in testa...
Come?
Ma ha fallito il colpo!

4.
Dove si parla molto di gelosia.

Erano tutti a tavola, anche questa volta. Avevano aggiunto
un coperto per il signor Gromaire e Philippe e Madeleine, con
gli occhi lucenti di gioia, sembravano davvero due sposini.
Sapete che Kling ha tentato di spararsi alla testa? se ne
usc a dire il Dottorino con la sua aria pi innocente, come se
volesse ricominciare a mettere tutti in imbarazzo.
 vero? chiese Philippe trasalendo e guardando suo suocero.
 vero... Ma si  ferito solo leggermente... Kling  molto
nervoso, come tutti quelli che lavorano troppo... L'episodio di
stanotte gli ha scosso i nervi... Quando  tornato a casa...
Madeleine era arrossita in volto e guardava il piatto.
Forse  colpa mia... disse allora Philippe. Ieri, in seguito
ai discorsi di Dollent, mi ha detto cose che ho trovato spiacevoli.
Confesso che da principio credevo che fosse impazzito...
Mi ha chiesto se non mi vergognavo di disonorare l'ordine
dei medici e di ingannare una donna come Madeleine...
Lo feci entrare nel mio studio per discutere a quattr'occhi...
Gli chiesi a che cosa volesse alludere...
Ora, cosa strana e che adesso mi d da pensare, aveva visto
un rapporto tra ci che Dollent aveva detto sul traffico della cocaina
e la nostra visita al Tonneau d'Argent nel pomeriggio...
Non  la prima volta mi confid che sento parlare di
questo...
Da chi?
A questa domanda non risponder... Stasera ho creduto
che fosse vero... Mi sono indignato al pensiero che un uomo cos
poco scrupoloso ha preso in moglie una donna come Madeleine...
Silenzio intorno alla tavola. C'era, malgrado tutto, un certo
imbarazzo nell'aria, ma questa volta fu Philippe a voler andare
fino in fondo.
Gli ho dimostrato che non avevo mai trafficato con le droghe...
Allora mi ha chiesto scusa... Mi ha confessato ci che io
gi immaginavo, che amava Madeleine e che se non mi fossi
fatto avanti io, sarebbe stato lui...
Si ud a un tratto la voce acuta del Dottorino.
Credete che Kling sia stato capace di scrivere le lettere anonime?
Philippe rispose con tono sincero:
No!... Era innamorato,  vero, ma troppo sinceramente, in
modo troppo autentico, per ricorrere a certi mezzi... Prova ne sia
che dopo aver confessato il suo amore il povero ragazzo, ancora
in preda alla sua emozione, ha tentato di suicidarsi...
Posso farvi una domanda indiscreta Philippe?
Ancora il Dottorino! Pareva lo facesse apposta a cercare gli
argomenti pi scottanti!
La vostra segretaria... Odile.... Non c' mai stato niente tra
voi?... Non intendo solo da parte vostra ma da parte sua...
A quindici anni! rispose Philippe sorridendo.
Come?
Siamo stati innamorati uno dell'altro... Per circa un mese,
se i miei ricordi sono esatti... Poi prese una cotta per un violinista
che la aspettava tutte le sere davanti a casa...
Piove ancora?
Il Dottorino parlava come se avesse scoperto qualcosa.
 la stagione... rispose ironicamente Madeleine che cominciava
a riprendere gusto alla vita. Non si deve venire sulla
Manica d'inverno se si ha paura dell'acqua... Poi alzandosi:
Se prendessimo il caff di l?
Ora erano in piedi tutti e quattro. Dollent aveva l'aria di cercare
qualche cosa eppure non cercava proprio niente. Accett
una tazza di caff. Si avvicin al signor Gromaire. Gli rivolse
alcune parole; poi ambedue passarono nel piccolo studio che decisamente
era lo studio dei misteri.
Tu immagini, Philippe, chi pu avercela tanto con noi da
scriverci quelle lettere?
Philippe riflett, poi scosse la testa.
Non so... Eppure  qualcuno che ci conosce... che ci conosce
bene...
E che ha voluto separarci...
Tranne Kling...
Non  stato Kling...
O Odile!...
Vuoi scherzare! Ti ho detto che io e Odile...
Allora, mi domando proprio...
I due uomini uscirono dallo studio con aria di affettata allegria.
Il vostro Dottorino mi ha raccontato una storiella... Ma non
 tutto!... Ho un appuntamento alle tre... A proposito...
dimenticavo di dirvi... La settimana prossima parto per una crociera
nel Mediterraneo... Eh!... S... Tocca a me andarmene un po' in
giro...
Non era allegro, non era affatto allegro. E al momento di congedarsi
i suoi occhi cercarono inquieti quelli del Dottorino. Questi
fece un cenno affermativo col capo.
Prometto! pareva volesse dire.
A che scopo raccontare a Philippe e a Madeleine quanto Gromaire
gli aveva confessato?...
Aveva vissuto solo per quella figlia... All'idea che un uomo,
uno dei suoi allievi, gliela portasse via...
All'idea che sarebbero stati felici insieme, senza di lui, e che
lui stesso non sarebbe stato pi che una vecchia bestia inutile...
Aveva usato proprio queste parole: vecchia bestia inutile...
Forse il fatto che curava solo malati di nervi, che durante tutta
la vita si era trovato quasi esclusivamente a contatto con mezzi
pazzi attenuava la sua responsabilit?...
Non era cosa che riguardasse il Dottorino...
Piove sempre! sospir.
Ma a La Rochelle non piove?
Non come qui...
E improvvisamente, per evitare le domande che sentiva vicine,
esplose:
Insomma, ne ho abbastanza di questa farsa!... Che sono venuto
a fare, in conclusione?... Niente di niente!... A occuparmi
di due idioti - scusatemi, signora - che non erano capaci di sbrigare
da s i propri affari... Perch un pazzo o un maniaco si 
messo in testa di scriver loro delle lettere anonime e di mandar
fotografie...
Non me la farete pi, ragazzi miei!... Senza contare che la
cameriera ha di nuovo portato via la bottiglia...
Allora?... Non si pu bere un bicchiere in.questa casa?...
Tanto peggio per voi!... No!... Non insistete... Preferisco andare
a trovare Jim al Tonneau d'Argent...
E i due giovani sposi gli erano riconoscenti di quella commedia
che evitava loro di parlare seriamente di una cosa di cui
ora avevano vergogna.
Senza contare che sentivano confusamente che il Dottorino
aveva un segreto e che di quel segreto era meglio non parlare...
ignorarlo sempre...
Non sono spesso gli uomini pi diritti, pi integri, che si lasciano
trascinare a...?
Il dottor Gromaire camminava sui quais, con le mani dietro
la schiena, le spalle curve zuppe di pioggia: aveva definitivamente
perduto sua figlia!
 
IL MORTO CADUTO DAL CIELO.

1.
Come fu scoperto a Lavallire il cadavere di un uomo e come
questa scoperta procur al Dottorino la visita
di una ragazza autoritaria.

Dieci gocce tre volte al giorno, avete capito? urlava il Dottorino
all'ultima paziente di quel giorno.
E questa, la comare Tatin, scuoteva dolcemente la testa, sorridendo
alla maniera dei sordi. Chiss cosa aveva capito! Poco importava,
poich era una medicina innocua.
Secondo la sua abitudine, Jean Dollent apr alla donna la porticina
posteriore che dava direttamente sulla strada. Sempre secondo
la sua abitudine, and a socchiudere l'altra porta, quella
della sala d'aspetto, per assicurarsi che non ci fosse pi nessuno.
La sala d'aspetto era buia. Da principio non distinse bene la
ragazza che si alz, dirigendosi decisamente nel suo studio.
Quando la vide in piena luce, con la figura svelta chiusa in
un tailleur di gran classe, non pot fare a meno di aggrottare
la fronte, perch era la prima volta che il suo modesto studio
di medico condotto riceveva la visita di una fanciulla cos
graziosa e, al tempo stesso, elegante.
Vi prego di scusare il disordine... balbett. Ho avuto
una ventina di pazienti oggi pomeriggio e...
Se almeno avesse fatto in tempo a infilarsi un camice e darsi
una pettinata!
Intanto la sconosciuta si sedette sul bracciolo di una poltrona
dal sedile ingombro. Trasse una sigaretta da un astuccio su cui
erano impresse le sue cifre, la accese con un accendisigari d'oro
e cominci:
Il vostro sostituto  libero in questo momento?...  il dottor
Magn, non  vero?... Mi sono informata prima di venire... So
che quando un'inchiesta vi tiene occupato, gli affidate i vostri
pazienti... Ora io vorrei che veniste con me stasera stessa...
Dire che il Dottorino era stupito sarebbe dir niente. Sbalordito
 ancora un'espressione fiacca. Aveva letteralmente gli occhi
fuori della testa guardando quella signorina che non aveva
ventiquattro anni e che disponeva di lui con tanta disinvolta sicurezza.
Scusatemi, signorina... Io sono medico e non detective... Pu
darsi che mi sia capitato per caso...
E se il caso vi desse una volta di pi l'occasione di esercitare
il vostro talento? Suppongo che abbiate sentito parlare del
misterioso morto di Dion?
Dion era un villaggio a quaranta chilometri da Marsilly e a
tre o quattro chilometri da Rochefort. Il Dottorino, pur cos
appassionato di storie poliziesche, non aveva avuto il tempo di
leggere i giornali, negli ultimi giorni.
Vi chiedo scusa, ma non sono al corrente...
Allora vi racconter ci che  avvenuto a Dion e, dopo avermi
ascoltata, mi seguirete. Permettetemi prima di tutto di consegnarvi
questi duemila franchi in conto spese... Oggi sono andata
a Niort e ho venduto un anello per procurarmi questo denaro...
Ci tengo che facciate questa inchiesta per me e solo per
me...
Poveretto! non pot fare a meno di pensare il Dottorino
tentando di immaginare l'uomo che un giorno avrebbe sposato
quella ragazza. Ecco uno che, in casa sua, non avr molta voce
in capitolo!
Ma pochi istanti dopo pensava solo alla storia che gli veniva
raccontata con una sobriet, una semplicit e una chiarezza che
nei rapporti di polizia si trovano assai di rado.
Il tempo passava; Anna socchiuse la porta e chiese, gettando
un'occhiata curiosa alla ragazza che si era seduta sul bordo del
tavolo e fumava una sigaretta dietro l'altra:
Per che ora devo preparare la cena?
Lo sguardo di Dollent incontr quello della sua visitatrice.
Avrebbe tanto voluto non cedere, se non altro per farla un po'
arrabbiare. Ma non pot impedirsi di rispondere:
Non ceno a casa... Non rientrer neanche a dormire...
Poco dopo la ragazza risaliva su una lussuosa macchina che
guidava lei stessa, mentre il Dottorino metteva in moto
Ferblantine.
Era stato Cogniot, pi conosciuto a Dion sotto il nome di
Cogniot-il-Balbuziente, che sei giorni prima aveva scoperto il
cadavere. Era aprile, il primo marted di aprile. Alle sei e mezzo
del mattino Cogniot era entrato nell'orto, con gli zoccoli ai piedi
e la pipa in bocca, spingendo una carriola che aveva preso nella
rimessa. Il tempo era fresco e chiaro.
L'orto era vasto, tenuto con la stessa minuziosa cura di un
giardino pubblico. Un muro bianco coperto di spalliere rampicanti
lo circondava da tre lati. Il quarto lato era delimitato dalla
casa padronale che, per la sua imponenza, in paese tutti avevano
preso l'abitudine di chiamarla il castello.
Da una quindicina d'anni il castello era stato acquistato da
una famiglia molto ricca, i Vauquelin-Radot, che lo abitavano
per la maggior parte dell'anno.
Cogniot era il loro giardiniere. Sua moglie lavorava come fattoressa.
C'erano inoltre quattro domestici: un uomo che fungeva
da maitre e da cameriere, una cuoca e due cameriere.
Tutta questa gente per tre padroni soli! sospirava Cogniot
scuotendo la testa.
Alle sei e mezzo se ne stava tranquillo, con la mente solo al
concime che voleva spargere sulle aiuole. Un minuto pi tardi
correva verso il castello gridando aiuto; cosa che, col suo balbetto,
faceva uno strano effetto.
Cogniot aveva scoperto, tra le insalate trapiantate di fresco
lungo i muri, il cadavere di un uomo che non conosceva, che
non aveva mai visto, che non assomigliava assolutamente a nessuna
delle persone che di solito era possibile incontrare in paese.
Non soltanto l'uomo era morto, ma poco lontano da lui c'era
un grande coltello coperto di sangue e, Dio sa come, del sangue
era schizzato sul muro imbiancato a calce.
Tutto questo il Dottorino, che correva sulla via di Rochefort,
lo aveva saputo dalla ragazza, Martine Vauquelin-Radot, nipote
di Robert Vauquelin-Radot, il proprietario del castello di Dion.
Era arrivata la guardia campestre, poi il sindaco, poi la polizia
di Rochefort, e infine l'autorit giudiziaria. Durante un'intera
giornata tutti avevano calpestato le aiuole del povero Cogniot
che non aveva mai balbettato tanto in vita sua, dato che
aveva dovuto ricominciare almeno venti volte il suo racconto.
Venivo avanti cos, con la mia carriola e la mia pipa e pensavo
che era un'annata da lumache quando...
Il cadavere era stato fotografato da tutte le parti. Le foto erano
state pubblicate sui giornali, insieme con una dettagliata descrizione
dei connotati. Nessuno lo aveva visto. Nessuno lo conosceva.
Pareva fosse caduto dal cielo per morire, con una coltellata
in mezzo al cuore, in quell'orto tranquillo.
La morte, affermava il medico, risaliva alla sera prima verso
le nove.
Lo specialista dell'identit giudiziaria, che aveva esaminato il
coltello, era ancora pi categorico: non c'erano impronte digitali
sul manico, che era di legno e pertanto suscettibile di conservare
delle belle impronte.
Il morto, d'altro canto, non portava guanti.
Eppure solo un suicidio  plausibile! diceva il signor
Vauquelin-Radot. Non vedo chi sarebbe venuto a uccidere un
uomo nel mio orto...
Trovate pi spiegabile che un uomo, per giunta sconosciuto,
sia venuto proprio qui per suicidarsi con un colpo di coltello,
operazione che esige un particolare sangue freddo ed  praticamente
impossibile senza lasciare impronte?
Ma in quella storia c'erano particolari ancora pi stravaganti.
Prima di tutto il morto, la sua personalit almeno apparente,
poich nessuno lo aveva visto vivo. Doveva avere una cinquantina
d'anni. Era molto magro, malandato, col corpo logorato dagli
stravizi, dalle privazioni e dall'alcool, diceva con enfasi il
medico legale di Rochefort, che era padre di otto bambini e presidente
di una societ pro-temperanza.
Portava i lunghi capelli d'argento all'artista, e aveva una
barbetta tagliata a punta sotto la quale faceva mostra di s una
cravatta nera a fiocco, come usava una volta tra i pittori di Montmartre.
Sulla Butte, tra il Sacr-Coeur e rue Lepic non sarebbe stato
notato... Ma a Dion!. Sembrava davvero un vecchio pittore indigente,
un fotografo bohme, o un qualche disgraziato cantante
di cabaret.
Qualunque ipotesi fosse presa in considerazione, tornava sempre
fuori la stessa domanda:
Che cosa era venuto a fare a Dion?... E perch aveva scavalcato
un muro, per penetrare nell'orto del signor Vauquelin-Radot,
anche se il muretto era basso e non protetto da cocci di bottiglie?
Infine, come era arrivato fin l, senza un centesimo in tasca?
Perch erano rigorosamente vuote le tasche del suo logoro e lucido
completo nero. N tabacco, n sigarette, n portamonete. 
Nessuno di quei piccoli oggetti che anche i pi diseredati degli
uomini portano addosso. Neanche un fazzoletto!
Una cosa sola: un portafogli senza pi forma che evidentemente
si era portato appresso per anni. E quel portafogli, un
tempo certamente gonfio di carte di tutti i generi, conteneva un
solo ed unico foglio.
Che importanza attribuirgli? Bisognava credere, come credeva
il giudice istruttore, che quel foglio fosse il perno di tutta
la faccenda?
Era un messaggio, formato da lettere ritagliate da un giornale
e incollate una vicino all'altra:
Luned alle nove, dove sapete. Discrezione e mistero.
Soprattutto queste ultime parole facevano pensare a una mistificazione
o all'opera di un monello con la testa piena di idee
romanzesche. Ahim! L'uomo era morto precisamente luned
alle nove di sera!
Forse con quel messaggio gli era stato dato appuntamento, ed
era stato attirato a Dion, nell'orto del castello?
Nessuno lo aveva visto attraversare il villaggio. Eppure il
tempo era bello e, malgrado l'oscurit, parecchia gente prendeva
il fresco fino a tardi sulla soglia di casa.
Non era stata ritrovata nessuna bicicletta. Lo sconosciuto non
aveva preso l'autobus.
L'inchiesta, nell'insieme, non era stata condotta peggio di
un'altra. I vestiti erano stati esaminati con grande cura. Ma le
etichette erano state tolte, e non restava alcuna indicazione visibile
nelle scarpe scalcagnate che dovevano far passare l'acqua.
Un ispettore aveva interrogato gli impiegati della stazione di
Rochefort. Uno di loro si ricordava vagamente di aver visto un
viaggiatore che corrispondeva ai connotati descritti scendere dal
treno di Bordeaux il luned pomeriggio alle cinque. Il viaggiatore
gli aveva consegnato un biglietto di terza classe Bordeaux-
Rochefort, valido per la sola andata.
E il Dottorino sistemava in una casella della sua memoria:
Un biglietto di sola andata! Dunque l'uomo non contava
di tornare a Bordeaux, in ogni caso non a breve scadenza...
Questo era tutto. Perlomeno in quanto c'era di concreto. Ma
a questo punto cominciava il dramma. La fronte di Martine era
diventata pi dura, le sue narici soffiarono via il fumo con forza.
Dopo un breve silenzio disse:
Sono convinta dottore, che quell'uomo sia mio padre, Marcel
Vauquelin-Radot... E, se non sono ancora in grado di accusare,
sospetto mio zio Robert di averlo attirato in casa sua per
assassinarlo... Ecco perch voglio...
Aveva detto voglio, senza esitazioni.
... voglio che facciate un'inchiesta personale, per mio conto;
fuori dall'inchiesta ufficiale che  troppo influenzata da mio zio...
Mio zio  ricco... Dopo il suo matrimonio,  divenuto uno dei
grossi amministratori della Compagnia di Suez... Il suo nome e
i suoi titoli fanno impressione sui funzionari e perfino sui magistrati...
Scrive libri di storia e spera di entrare un giorno all'Accademia...
Contrariamente alla sua prima idea, il Dottorino non and a
Dion quella sera. Era troppo tardi. Aveva fame. Cominci col
cenare piacevolmente al ristorante della stazione di Rochefort.
Poi, dopo aver fissato una camera in albergo, fece ci che cos
spesso gli capitava di fare nel corso delle sue inchieste: entr
in alcuni bistrots con la ferma volont di privarsi di bevande
alcooliche, ma con una forza di carattere assai meno ferma.
Ditemi, cameriere... Eravate in servizio luned scorso?
S, signore. Volete chiedermi se per caso ho visto un tipo
con una cravatta a fiocco...  la terza volta che me lo chiedono
questa mattina...
Un po' seccante... Ma insomma!... Non si scoraggi... Al sesto
locale, tenuto da una brava donna chiacchierona, ottenne un risultato.
Ho capito cosa volete dire... Un artista, non  vero? Sono
rimasta cos sconvolta quando ho visto la sua fotografia sul
giornale... E mercoled, quando  venuto Ernest, il ragazzo delle bibite,
gli ho detto che pareva che il poveruomo sentisse cosa lo
aspettava...
Era triste, inquieto?
Non direi precisamente... No! Ma aveva degli strani occhietti...
Beveva come uno che vuol scacciare le preoccupazioni...
Ha bevuto molto?
Tre cognac doppi... Guardate! Ecco i bicchieri... Li vuotava
d'un fiato, poi guardava per terra, e gli capitava di mormorare
qualcosa a mezza voce... Purtroppo non ho capito che cosa dicesse...
Che ora era?
Quando se n' andato? Esattamente le sette e dieci. Me ne
ricordo perch ha guardato l'orologio e ha esclamato:
 ora! Se voglio arrivare alle nove...
 tutto quello che so... Credevo che la polizia venisse a interrogarmi
prima... Voi siete della polizia, non  vero?... Oh, Mi
sono trovata sempre bene con la polizia... Non faccio niente di
male... Io...
L'indomani, alle sette del mattino, il Dottorino ferm
Ferblantine davanti all'unico albergo di Dion, di fronte alla chiesa,
all'insegna dei Deux Marronniers.
Se gli avessero chiesto che cosa contava di fare, sarebbe stato
un grave imbarazzo rispondere, perch non ne aveva la minima
idea.
Erano passati sette giorni dagli avvenimenti. Era di nuovo
marted. Il corpo dello sconosciuto, dopo aver subito le ultime ingiurie
dell'autopsia, era stato sepolto nel cimitero di Rochefort,
senza che nessuno si curasse di seguire il convoglio, e la sua
tomba portava solo un numero.
I vestiti e il foglio di carta con le lettere ritagliate dovevano
trovarsi nell'archivio del tribunale.
Cosa rimaneva che potesse servir di base alle ricerche? Una
grande casa borghese di cui il Dottorino vedeva il cancello, alla
curva della strada; una casa spaziosa dalle finestre alte, con una
scalinata di cinque gradini preceduta da un piccolo parco molto
ben tenuto; a sinistra la casetta del giardiniere. L'orto era
dietro, e cos pure un secondo giardino coltivato a fiori; si capiva
che la gente del paese chiamasse quella propriet il castello.
Non mi dispiacerebbe affatto mangiare un boccone! disse
il Dottorino al padrone dell'albergo. Un pezzo di salsiccia, pane
scuro e un boccale di vino bianco, per esempio...
Vado a vedere se il pizzicagnolo  aperto, per la salsiccia...
Non vi fa niente se c' l'aglio?
Ma! C'era qualche probabilit di non incontrare la ragazza
del giorno prima, e cos mangi salsiccia all'aglio, mentre la
piazzetta, resa ombrosa non da due ma da sei castagni, viveva
la sua chiara e ingenua vita mattutina.
A un tratto, quando gi da un po' udiva delle voci senza farci
caso, trasal, sentendo qualcuno che balbettava. Era sulla porta
del fornaio, vicino all'albergo. L'uomo che balbettava, Cogniot,
era furibondo, come se la cattiva sorte l'avesse preso di
mira personalmente.
Non pu durare cos! brontolava, non senza molteplici ripetizioni
di sillabe. Perch, se vogliono prendermi in giro, io
non metter pi piede nel loro maledetto giardino...  gi abbastanza
averci trovato un uomo morto... Gioved, per tutta la giornata
cerco il mio decametro, dato che ne avevo bisogno per rettificare
i viali... Sapevo esattamente dove l'avevo lasciato. Vado
nella capanna, frugo con la mano sull'asse: niente decametro...
La sera, cammino per il secondo giardino per fare delle semine
e rischio di inciampare... Su che cosa? Sul mio decametro tutto
spiegato!... Vado per raccoglierlo domandandomi quale tanghero
lo avesse preso senza il mio permesso... E, in fondo al decametro,
per poco non casco in un buco di quasi un metro, proprio
ai piedi di un fico...
Mi arrabbio... Corro in casa e chiedo chi ha preso il decametro
e chi ha scavato il buco... Nessuno lo sa... Tutti hanno
un'aria da innocentini, e anche il maitre...
Allora stamattina...
Era indignato. Tanto da restare senza fiato, e immaginate un
balbuziente indignato fino a perdere il fiato...
Dammi un bicchiere di vino bianco, senti, Eugne!. Stamattina
vado fino al ruscello per vedere se  spuntato il crescione...
 un angolo dove non si va tutti i giorni, proprio in fondo alla
propriet... Che cosa trovo?... I paletti che mi servono per le
siepi, piantati in fila indiana a un metro l'uno dall'altro... Figuratevi!
Un po' come fanno i terrazzieri quando delimitano una
strada...
Una volta di pi corro al castello... Grido a gola spiegata...
Dico che, se non sono pi padrone del giardino e se tutti ci pasticciano
senza il mio permesso, io d le dimissioni...
E tutti prendono un'aria ancora pi scema del giorno prima...
Auguste, il maitre, mi giura che nessuno ha messo piede
in fondo al giardino...
Eppure vorrei proprio sapere che cosa significano questi
tramesti e se continuer cos...
Scusate... disse la voce chiara del dottore.
Tutti lo guardarono. Cominciavano a fare l'abitudine ai poliziotti,
nel villaggio, e probabilmente lo presero per uno di essi.
Da luned scorso eravate ritornato nei due luoghi di cui
avete parlato? Riflettete bene...
Quanto al ruscello, ne sono sicuro... In tutta la settimana
non ho mai lavorato da quella parte... Dalle parti del fico... forse
ci sono passato, ma pi alla larga...
Cos il buco poteva essere stato scavato luned sera?... E il
decametro lasciato li?... Perci i paletti piantati vicino al ruscello...
Volete dire che sarebbe stato il morto?...
E Cogniot, a cui evidentemente non piacevano i cadaveri, fece
una smorfia, muovendo le spalle come uno che sia in preda a
un malessere fisico...
Se avesse potuto andare a morire altrove, quello l... Quando
penso... Proprio nel posto dove avevo appena trapiantato l'insalata...
Si volse. Si udivano i passi di un cavallo. Il Dottorino credette
per un momento che fosse un gendarme che faceva il suo
giro, ma vide l'imbarazzo del giardiniere che si precipit dentro
il negozio del fornaio. Un istante dopo apparve un cavaliere,
un uomo tra i cinquantacinque e i sessantanni, alto, magro,
un tipo classico di vecchio gentiluomo francese di provincia.
Pass salutando vagamente con la mano il gruppo da cui il
giardiniere era sparito e quel gesto della mano era quello di un
autentico gran signore che passa in mezzo ai suoi contadini.
Vauquelin-Radot? chiese Jean Dollent.
Non lo conoscete? Fa i suoi dieci chilometri a cavallo quasi
tutte le mattine. Qualche volta la signorina lo accompagna.
Hanno due cavalli, due belle bestie...
Chi ne ha cura? Cogniot?
No... Non se ne intende abbastanza...  un soldato di cavalleria
a riposo, un ex-attendente, pap Martin, che abita in cima
alla strada e va ogni mattina e ogni sera alla scuderia...
E la scuderia dove si trova?...
Un po' pi su della casa... Non la vedete perch  oltre la
svolta... Una piccola costruzione a un piano che d direttamente
sulla strada e, dietro, su un cortile...
Cogniot fece capolino.
Eppure bisogner bene che glielo domandi al pi presto al
padrone, se  lui che si diverte a scavare buchi e a rubarmi i paletti...
Certo che gliene parler... E chiaro, anche!... Gli dir:
Signore... Signore, sono quindici anni che...
Il Dottorino non ascoltava pi. Certo, non era la prima volta
che sentiva parlare di terribili drammi familiari... Nel suo
settore di Marsilly aveva conosciuto odi feroci alimentati da meschine
questioni di interesse - talvolta un volgare muro divisorio
o lo spurgo di un fossato!
Ma come pensare che un uomo ricco e distinto, futuro membro
dell'Accademia, come quello che era appena passato a cavallo
per la sua passeggiata quotidiana, avesse freddamente attirato
suo fratello in un agguato, con mezzi tanto volgari da sembrare
infantili, con parole ridicole e perfino grossolane ritagliate
da giornali vecchi?...
E quell'assassinio a colpi di coltello, di un coltellaccio comune!...
Il manico ripulito... Il cadavere abbandonato sull'aiuola e
il sangue sul muro bianco...
Il villaggio era fresco e gaio come un giocattolo. Non mancava
neanche l'allegro rumore del martello sull'incudine del
fabbro, n il caldo odore del pane fresco che usciva dalla bottega
del fornaio.
Il castello era l'immagine stessa della casa felice, dal lusso
semplice e discreto. L'uomo che vi viveva, e che era abbastanza
ricco per condurre altrove un'esistenza ben altrimenti rumorosa,
doveva avere il senso delle gioie serene e profonde, dell'ordine
e del buon gusto.
E allora, quelle storie di paletti, di buchi ai piedi del fico e di
decametri spiegati nel giardino?...
Infine, come mai l'altro uomo, che nessuno aveva riconosciuto
e che veniva chiss da dove, avrebbe potuto essere Marcel
Vauquelin-Radot se, ufficialmente, questi era morto da cinque anni?
Con la sua sbalorditiva chiarezza, Martine aveva detto tutto
ci che sapeva, tutto ci che pensava.
Mio padre Marcel e mio zio Robert erano due fratelli soli...
Mio padre, a quanto pare, ha scialacquato la sua parte di patrimonio...
Quando nacqui io e mia madre mor di parto, mio padre
decise di andare a rifarsi una vita in colonia, e mi affid allo
zio...
Il quale era ancora ricco?
Tanto pi ricco in quanto aveva appena sposato una ragazza
il cui padre possedeva un grosso pacchetto di azioni di Suez...
Vi dico subito che non ho mai conosciuto mio padre... Ho visto
di lui solo un ritratto di quando era bambino, con suo fratello...
Io fui allevata da mio zio e da mia zia... Ero gi grande quando
mi spiegarono in grande segreto che mio padre non era precisamente
un uomo d'onore... che aveva fatto delle sciocchezze, anche
in Africa dove si era rifugiato... che alla fine, a Dakar, aveva
avuto la scelta solo tra la prigione e il manicomio. Pu darsi
che a furia di bere la sua ragione ne avesse veramente risentito...
Questo mi  stato detto... Poi, cinque anni fa, ci fu quel terribile
incidente di cui avrete sicuramente sentito parlare... Il manicomio
di Dakar and in fiamme... Tutti i suoi abitanti, tranne
due o tre - e mio padre non era tra questi! - bruciati vivi... Portai
il lutto...
E ora...
Era stata l'educazione dello zio, vera quintessenza del grande
borghese, a dare a quella ragazza un tale sangue freddo? Sapeva
guardare le cose in faccia cos come in quel momento guardava
in faccia il Dottorino.
Hanno cercato di nascondermi il cadavere nell'orto... Ci
nonostante sono riuscita ad avvicinarmi... Mio zio mi ha gettato
uno sguardo cattivo... Scorgendo il viso ho avuto uno choc...
Non pretendo di aver sentito la voce del sangue, perch sono
una ragazza moderna e non credo a molte cose...
Poi ho riflettuto... Un altro particolare mi ha colpita... Da
otto giorni, mia zia si dice malata e non lascia il suo appartamento...
La malattia l'ha presa proprio domenica, il giorno prima
dell'arrivo dello sconosciuto...
Se mio zio prevedeva qualcosa, ha potuto...
Era terribile sentire enunciare con tanta calma accuse cos
mostruose!...
Volete dire che vostro zio ha fatto ammalare sua moglie, in
un modo o nell'altro?
O che ha ottenuto che lei fingesse una malattia...
Che tipo di donna  vostra zia?
Molle... Sempre triste senza ragione... Sempre preoccupata
delle sue medicine e immersa in libri di medicina...  convinta
di essere malata di cancro e di non poter vivere a lungo... Le radiografie
sono tutte negative, ma mia zia accusa i medici di essere
d'accordo per ingannarla... Voi farete un'inchiesta, per me,
perch io devo sapere...
Seduto davanti a un tavolino dipinto di verde, fuori dal piccolo
albergo di fronte alla chiesa e ai sei castagni che avevano
le gemme di un verde tenero, il Dottorino si domandava ora se...
Non ammetteva lei stessa che suo padre non aveva mai fatto
niente di buono, che era quella che si suol definire una testa calda
ed era finito in un manicomio di Dakar?
Se il padre era pazzo, non era possibile che la figlia?...
E in questo caso, se la ragazza era pi o meno folle, non era
odiosa la parte toccata al Dottorino? Perch, in fin dei conti,
si trovava li a sospettare un uomo di aver assassinato il
fratello nelle circostanze pi ignobili.
Che cosa avrebbe risposto, se quest'uomo gli avesse rinfacciato:
Voi, un medico, non vi vergognate di accettare duemila franchi
per uno scopo simile dalla prima sconosciuta ragazza che vi
capita?
Perch era questa la verit. Per maggiore esattezza, il Dottorino
aveva cercato di restituire alla sua visitatrice i due biglietti
da mille franchi che questa aveva posato sul tavolo. Poi, al momento
di andarsene, tutto preso da ci che la ragazza gli aveva
detto, non ci aveva pi pensato. Era stata Anna a trovarli,
quando il Dottorino stava per andarsene a sua volta, e Anna stessa
aveva avuto una sfumatura di disprezzo nella voce, dicendo:
Vedo che il nuovo mestiere del signore rende... Ce ne sarebbero
volute di visite a venti franchi per...
Aveva preso una decisione. Non aveva promesso di fare un'inchiesta
in un modo o nell'altro? Ebbene! Avrebbe suonato al
cancello del castello, non appena avesse visto ripassare il cavaliere.
Avrebbe chiesto di vedere Robert Vauquelin-Radot. Si sarebbe
presentato. Gli avrebbe detto...
La verit, perbacco! Tranne, beninteso, l'iniziativa della ragazza.
Il telefono squill nel bistrot. Il padrone ci mise molto tempo
a capire. Alla fine usc fuori stupito:
Vi chiamano al telefono...
Chiamano me?  impossibile...
Ci siete solo voi qui fuori, non  vero?... Mi hanno detto:
Chiamate al telefono il signore che  seduto di fuori...
Il Dottorino si precipit al telefono.
Pronto!
Siete voi, dottore?... Vi ho visto dalla mia camera... Si!... Sono
quella che  venuta a trovarvi ieri... Sentite! Credo che mio
zio sospetti qualcosa... Quando sono rientrata si  subito accorto
che non avevo pi l'anello... Ho detto che l'avevo perduto...
Allora ha avuto un'idea di cui non l'avrei creduto capace... 
andato a verificare sul contachilometri della macchina quanti chilometri
avevo fatto...  rientrato con una faccia severa... Mi ha
ordinato di andare a letto... Poi ha aggiunto che finch questa
storia non sar finita... la parola storia  sua... mi pregava... (e
quando prega lui!...) mi pregava, dicevo, di non uscire di casa...
Vi ringrazio...
Che cosa contate di fare? Se sospetta che ci conosciamo, mi
chiedo di che cosa sar capace... Comincio ad aver paura...
Ascoltate, dottore...
Il Dottorino aggrott la fronte, immaginando il resto.
Forse sarebbe pi prudente rinunciare, o rimandare a pi
tardi questo... questa...
Eterna contraddizione umana! Mentre un momento prima Dollent
si chiedeva in che trappola si era cacciato e desiderava solo
 di uscirne, bastava ora che lo pregassero di desistere per far
nascere in lui la volont di rimanere!
Ci siete?... Avete capito?...
S...
E cosa decidete?...
La comunicazione fu interrotta bruscamente... Forse qualcuno
era entrato nella stanza? La zia sempre malata? O il cavaliere
rientrato al castello per un'altra strada?
Credo che manger qui, padrone... Che cosa avete di buono?...
Uno stufato all'agro... Sardine come antipasto, se le volete...
 tutto ci che posso offrirvi... Fareste meglio a spingervi fino a
Rochefort...
Ma ancora una volta il Dottorino si ostin. E, alle undici,
suon al cancello del castello...

2.
Del movimentato colloquio tra un signore che
non si lascia impressionare e un Dottorino che
si sente mancare la terra sotto i piedi.

A Jean Dollent era gi capitato di frequentare certa grossa
borghesia provinciale, spesso pi inaccessibile della nobilt
di un tempo. Perch, ci nonostante, la loro casa e gli stessi
Vauquelin-Radot gli davano soggezione?
Quando suon al cancello dovette aspettare a lungo, e spi
invano le tende delle finestre: nessuno si mosse. Dunque Martine
non era pi di sentinella?
Finalmente la porta si apr. Il maitre scese maestosamente i
gradini della scalinata, travers il breve spazio che lo separava
dal cancello e aggrott la fronte.
Desiderate? chiese con uno sguardo che pareva fare l'inventario
completo del Dottorino e dei suoi vestiti.
Parlare al signor Vauquelin-Radot...
Mi dispiace, ma a quest'ora il signore non riceve. Il signore
lavora. Se volete lasciarmi il vostro biglietto da visita,  probabile
che il signore vi mander a chiamare!
Vorrei che gli deste subito il mio biglietto da visita; penso
che mi ricever...
Il maitre socchiuse il cancello e, malvolentieri, permise a
quell'intruso di penetrare nell'atrio, dove regnava una dolce penombra.
Poi buss discretamente a una porta di quercia scolpita,
scomparve in una stanza, torn poco dopo con gli occhi maliziosi.
Vi avevo avvertito. Il signore  spiacente, ma non pu ricevervi...
Un momento... Volete ridarmi il mio biglietto da visita?...
E sotto il suo nome scrisse: ... che ha conosciuto Marcel
Vauquelin-Radot a Dakar. Perbacco! Forse non l'avrebbe fatto
senza l'insolenza di quel servitore, senza quell'atmosfera di solennit
che regnava sulla casa e lo schiacciava. Stava al gioco.
Riportategli questo biglietto e vedrete che...
Come volete! sembr dire il maitre. Peggio per voi!
E fu davvero peggio per il Dottorino, che si butt senza pensarci
nell'avventura pi spiacevole che gli fosse mai capitata.
Il principio tuttavia fu incoraggiante, e pens di aver segnato
un punto a suo vantaggio.
Se volete seguirmi...
La porta aperta rivel un'immensa biblioteca le cui alte finestre
davano sul giardino. Robert Vauquelin-Radot, che il Dottorino
aveva visto la mattina in tenuta da cavallo, era ora in veste
da camera di seta nera, seduto davanti a una grande scrivania,
volgendo le spalle a un camino acceso.
Il tutto era perfino irritante... Era troppo perfetto... Che
in un'epoca cos agitata ci fosse gente che poteva ancora vivere
come negli anni pi tranquilli di una volta... La cavalcata mattutina...
Il domestico col gilet a righe... Quel camino monumentale
e le migliaia di libri dalle belle rilegature... Il giardino
ben tenuto che si vedeva dalle finestre e il padrone di casa,
con i capelli di un argento sontuoso accuratamente pettinati e
una veste da camera troppo ricca...
Vauquelin-Radot non si alz per riceverlo. Lo guard venir
avanti da lontano su un immenso tappeto della Savonnerie, restando
assolutamente calmo. Una mano ben curata indic appena
con un cenno una sedia di fronte alla scrivania.
Quanti anni avete, dottore?
Dollent era venuto per interrogare e non per essere interrogato.
Perci rimase leggermente imbarazzato.
Trent'anni...
Avete fatto gli studi di medicina in Francia?
All'Universit di Bordeaux...
Dunque sono circa cinque anni che avete lasciato quella citt?...
Allora...
Gioc con aria indifferente col biglietto da visita, poi butt
li, non senza una sfumatura di disprezzo:
Mi chiedo perch avete ritenuto di dovermi mentire... 
difatti impossibile che abbiate conosciuto il mio povero fratello
a Dakar, perch nel tempo in cui avreste potuto esservi lui
era gi morto... Mi dispiace, dottore...
Si alz per sottolineare che considerava il colloquio finito,
mentre le orecchie del Dottorino diventavano color cremisi.
Vi chiedo scusa se ho fatto uso di uno stratagemma piuttosto
banale e, devo dirlo, poco elegante, per introdurmi in casa
vostra...
L'altro tagli con cura la punta di un sigaro, senza offrirne al suo interlocutore.
So di non avere alcun titolo per immischiarmi in un affare
che non mi riguarda. Tuttavia un uomo  stato ucciso e suppongo
che anche voi, come tutti, desideriate che sia fatta luce su
questo dramma...
La giustizia ha tutta la possibilit di...
Io la rispetto quanto voi, ma mi  capitato a pi riprese di
scoprire la verit mentre gli investigatori ufficiali erano incerti
o erano nelle peste. Perci mi permetto di insistere e di pregarvi...
Mi dispiace, signore!
Era un congedo bello e buono, dato questa volta in tono molto
secco, e il Dottorino, che si sentiva mancare la terra sotto i
piedi, non aveva pi altro scampo che battere in ritirata, quando
la porta si apr sotto una forte spinta: entr Martine, vestita
di chiaro con aria gioiosa ed esclam:
Guarda!... Dollent!...Come state, carissimo?
Poi, rivolta allo zio:
Non mi avevate mai detto che conoscevate il mio amico
Dollent!... Ci siamo incontrati spesso in casa di amici, lui ed io...
Abbiamo giocato a bridge e a tennis insieme... Allora, dottore,
siete venuto a salutarmi di passaggio?... Spero che resterete a
colazione con noi?
Martine!
Sempre quella calma che rendeva Vauquelin-Radot veramente
imponente.
Vi sarei grato se rientraste in camera vostra... Il dottore desidera
ritirarsi...
Anche la ragazza rest imbarazzata, il che vendic un po' il
Dottorino. Poi, al momento di uscire, lo guard come per dirgli:
Perch non mi avete dato ascolto?... Vedete a che cosa 
servito...
Ma Dollent non era alla fine delle sue pene. Appena scomparsa
la ragazza, Vauquelin-Radot disse:
Voi abitate a Marsilly, non  vero?... Mi stavo chiedendo
che cosa fosse andata a fare laggi ieri mia nipote... Alcuni amici
hanno riconosciuto la mia macchina nel villaggio... Ora Io
so... E, con tanta pi insistenza, vi prego di lasciare questa casa...
Non so che cosa Martine vi abbia raccontato... Non ve lo chiedo,
non desidero saperlo... Vi saluto, signore!
Cos dicendo premette un campanello elettrico, il cui suono si
ud lontano nella casa. Nello stesso momento, suon la campana
del cancello. Il maitre and ad aprire prima di rispondere
al richiamo del campanello...
Passi e voci nell'atrio. Si doveva trattare di visitatori di classe,
se il servitore li lasciava entrare immediatamente in casa. La
porta si apr.
Il signor giudice istruttore chiede se il signore pu riceverlo...
Fate entrare...
Dollent non sapeva quale fosse il giudice incaricato di quella
inchiesta. Ebbe un barlume di speranza e non fu deluso. Mentre
si dirigeva verso la porta, incontr un giovanottone, che, riconoscendolo,
esclam:
Dollent!... Che fate qui?... Avrei dovuto immaginare che
questa storia vi avrebbe appassionato...
Un silenzio imbarazzato. Dietro il giudice, che Dollent conosceva
da un pezzo, venivano un archivista e un ispettore di Rochefort.
Mi dispiace disturbarvi ancora una volta, signor
Vauquelin-Radot, per mettere a punto certi particolari... Vedo che conoscete il mio amico Dollent... Dunque avrete sentito parlare del suo
fiuto straordinario e suppongo...
Il signor Dollent si  introdotto qui a forza e l'ho pregato
di volersi ritirare! pronunci freddamente il padrone di casa.
L'imbarazzo divenne generale. Il giudice pens bene di insistere,
nonostante l'occhiata del suo compagno:
Eppure sarebbe stato un aiuto prezioso per l'inchiesta, e mi
domando se in queste condizioni...
Mi dispiace, signor giudice. Uno sconosciuto  stato trovato
morto nel mio giardino e la legge non mi permette di rifiutarvi
l'accesso alla mia casa, n di impedirvi di interrogare i miei domestici
e di interrogare me... Secondo la vecchia tradizione francese,
un carbonaio non  meno padrone in casa sua, e, se questo
signore si ostina, sar costretto a farlo buttar fuori dai miei domestici...
Fu il momento pi sgradevole della vita del Dottorino. Sent
il sangue affluirgli al viso, poi defluirgli al cuore, lasciandolo
pallido e senza voce.
Avrebbe potuto... Che avrebbe potuto fare? Precipitarsi contro
quell'uomo e schiaffeggiarlo? Ma, non soltanto quell'uomo era
in casa sua, e quindi nel suo diritto, ma, per di pi, poich era
di due teste pi alto di Dollent, il gesto sarebbe stato ridicolo.
Usc, inciampando nello stipite della porta. Ebbe la sgradevole
sorpresa di trovare il maitre che doveva aver sentito tutto e
gli porgeva ironicamente il cappello mormorando:
Per di qui... Se il signore vuole essere cos cortese...
Saltare in macchina? Tornare a Marsilly? Cercare di dimenticare
quell'avventura umiliante?
Ma in primo luogo Ferblantine era rimasta davanti all'albergo,
e quando si trov l Dollent sent il bisogno di entrare a
bere un bicchiere. Non ne bevve uno solo ma tre. E intanto le
sue disposizioni di spirito ebbero tempo di cambiare. Il suo sguardo
era divenuto duro.
A noi due, signor Vauquelin-Radot...!
Ma da dove intraprendere un'inchiesta da cui gli interessati
lo escludevano cos categoricamente? Aspettare che uscisse il giudice
istruttore e chiedergli le informazioni indispensabili?
Non avete dimenticato il mio stufato?
Sta cuocendo, signore... Tra un'ora... Non sentite questo profumo?...
Un uomo travers la piazza, con un'enorme borsa di cuoio al
fianco, e un berretto da uniforme in testa. Camminava trascinando
i piedi.
Louis! grid entrando. Una lettera per te... Una lettera
e una fattura... Dimmi, hai parenti a Algeri? Mi metti da parte
i francobolli per la collezione del mio ragazzo?...
Il Dottorino, che era immerso nelle sue riflessioni, alz la testa,
guard il postino dai lunghi baffi rossi, e l'espressione assorta
disparve dal suo viso, le sue pupille si strinsero e il suo sguardo
divenne acuto, acuto.
Che cosa prendete, postino?... Ne ho abbastanza di bere
da solo...

3.
Sull'utilit delle collezioni di francobolli e sui
vantaggi che all'amministrazione delle Poste siano
impiegate vecchie zitelle.

Non  che io mi annoi qui, ma  tempo che me ne vada...
Dovete sapere che ho, per cos dire, due villaggi da servire,
poich Dion ha anche una frazione a due chilometri...
Vado proprio l! esclam il Dottorino a casaccio.
Andate a Morillon? Da chi? Perch ci sono solo quattro
case...
Vado a visitare il paese, da turista... Volete un passaggio
con la mia macchina?...
Ma dovrete fermarvi qualche volta lungo la strada, perch
devo fare il mio giro...
Fu cos che Ferblantine ebbe quella mattina il compito ufficiale
di trasportare la posta da Dion a Morillon.
 bella, la collezione di vostro figlio?
Eh... Si sta facendo... Capite, noi siamo un po' alla sorgente...
Quando vedo un francobollo straniero su una lettera chiedo
che me lo regalino... Conosco tutti...  raro che me li rifiutino,
tranne il fornaio che fa la collezione anche lui...
Senza contare che il castello deve ricevere molta corrispondenza...
Molta!... I Vauquelin-Radot ci danno da fare loro soli pi
di tutto il paese messo insieme...
In una delle quattro case di Morillon c'era una drogheria con
mescita e il Dottorino prov il bisogno di dissetarsi insieme
al suo compagno.
Vedete che non c' gran che da vedere... Ora devo rientrare...
Vi riporter indietro io... Non c' molto da vedere, come dite
voi... Invece, mi divertirebbe vedere la collezione di vostro
figlio... Sono filatelico anch'io... Forse potremmo scambiarci
i francobolli di cui abbiamo il doppione...
A mezzogiorno era in casa del postino; la moglie lo aspettava
per servire la colazione.
Un bicchiere di vino bianco?... Guardate!... Ecco l'album...
Non  ancora tutto in ordine...
Un istante dopo Dollent aveva gi trovato cinque francobolli
di Dakar.
Sono recenti?
Oh! no... Per un periodo al castello ricevettero da laggi
una lettera al mese... Fu per questo che decisi di chiedere al
maitre di mettermi da parte i francobolli... Poi la corrispondenza
cess... Guardate! ecco un francobollo da Conakry che 
arrivato un po' dopo... Cinque anni fa... Me ne ricordo perch
un ex-camerata di reggimento era a Conakry in quel periodo e
mi scrisse durante la stessa settimana... Pensai: Il signor
Vauquelin-Radot ed io abbiamo conoscenze nello stesso posto...
Quando il Dottorino usc, mezz'ora pi tardi, aveva almeno
le basi dell'inchiesta.
Infatti, se la posta da Dakar era bruscamente cessata, (certo
in seguito all'incendio del manicomio), non aveva tardato a giungere
una lettera da Conakry, a qualche centinaio di chilometri
pi a sud, e poi una da Matadi, ancora pi a sud, nel Congo
belga.
Da quella lettera in poi, il giro diventava interessante a seguirsi.
Pareva che l'uomo che scriveva discendesse lungo tutta
la costa dell'Africa, a un ritmo pi o meno lento, per giungere
a citt del Capo, da dove le lettere continuarono ad arrivare durante
due anni.
Poi, niente pi Africa. Invece, un francobollo col timbro di
Amburgo, poche settimane pi tardi. Ora, da Amburgo partono
e arrivano le linee tedesche di navigazione che costeggiano
l'Africa.
Il francobollo da Amburgo risaliva a due anni prima. Poi un
francobollo belga: Anversa.
Sempre porti! Per, dopo Anversa, non c'erano pi francobolli
esteri provenienti dal castello.
Il mio stufato, padrone!
Ecco... ecco... A proposito... Quei signori della Giudiziaria
sono partiti... Credete che scopriranno qualche cosa e che
sapremo chi  il poveruomo dell'orto?
Probabilmente... Eccellente, il vostro stufato... Dite un po'...
 simpatica l'impiegata postale di Dion?... Poich immagino che
sar una donna...
Volete dire una vecchia zitella... Una vera arpia! Siccome
non ha quasi niente da fare se ne sta tutto il giorno nascosta
dietro la finestra e sa tutto quello che succede al villaggio... Mi
sono perfino chiesto se non apre le lettere, tante sono le cose
che sa...
Potreste dirmi, signorina, quanto costa un vaglia telegrafico
per Dakar?
Dipende dalla somma che volete spedire... Dakar?... Aspettate...
 molto tempo che...
La donna era barbuta, baffuta, enorme, con gli occhi maliziosi
e la curiosit sempre sveglia. Prova ne sia che chiese:
Non avete fatto colazione al castello?
No! Perch?
Perch vi ho visto entrare verso le undici...  cos raro che
abbiano invitati... Mi stupisce anche un po', da parte di gente
cos ricca, perch dopo tutto la vita non  divertente a Dion,
e se io avessi le loro rendite... Dakar... Dicevate mille franchi?
E niente di scritto sul telegramma?... Ottantadue franchi... 
pi o meno lo stesso prezzo che per Conakry...
Ah!... si... Dimenticavo che dovete aver mandato parecchi
vaglia telegrafici a Conakry...
Come lo sapete?
Il mio amico Vauquelin-Radot me l'ha detto... Aveva un
amico laggi... Un amico che non ha avuto fortuna...
Non ci dovette restare a lungo, perch gli hanno mandato
un solo vaglia telegrafico da cinquemila franchi... Me ne ricordo
perch era il primo vaglia telegrafico che spedivo in Africa...
Qui la gente usa solo i vaglia normali... Bisogna avere molta
fretta per...
Ma poi avete avuto altri vaglia, non  vero? Matadi... Poi...
Siete amico anche del signor Glis? Figuratevi che per un
momento ho creduto che fosse un signore che faceva il giro del
mondo... Avrei preferito che invece di lettere spedisse al signor
Vauquelin-Radot delle cartoline, cos avrei avuto un'idea
di quei paesi.
Sempre cinquemila franchi?
Il vaglia per Matadi era di diecimila franchi, me ne ricordo
bene... Ebbi anche parecchi fastidi, perch bisognava tradurre
in moneta belga, e tutte quelle faccende di cambio... Poi
fu la volta della moneta inglese...
Quando Glis era a citt del Capo...
Appunto! Vedo che conoscete la storia... Vi rest quasi due
anni... Si pu dire che ogni nave portasse una lettera con la sua
calligrafia, una calligrafia sorprendente, che io riconosco di lontano...
Era cos irregolare che le linee si accavallavano e si riusciva
a leggere a stento... Poi ci fu una lettera da Teneriffe,
scritta sulla carta intestata di una nave tedesca...
Guarda pensai quel signore ritorna in Europa... Io, se
mi mandassero tanto denaro ne profitterei per vedere la Cina e
il Giappone...
Perch in quel tempo non c'era ancora la guerra laggi...
Amburgo, Anversa...
Appunto... Pareva che tornasse a piccole tappe. Ci metteva
molto tempo. E i vaglia erano sempre meno forti, tranne il penultimo...
Da mille sono passati a ventimila...  il vaglia da
Anversa... Dopo, ci fu una lettera da Bruxelles, due o tre da
Parigi, e infine, appena quindici giorni fa, la lettera da Bordeaux...
Era scritta cos male che se non avessi conosciuto a
memoria l'indirizzo non avrei potuto decifrarlo...
Il signor Vauquelin-Radot ha mandato un vaglia?
No... Non ho visto pi niente... Allora, qual  l'indirizzo
del vostro amico di Dakar?
A pensarci bene, mi conviene aspettare un po'... Con quello
che costano i vaglia telegrafici!...
Che sguardo lanci, passando con Ferblantine, davanti al castello
del signor Vauquelin-Radot!
S'ingann forse credendo di vedere una mano che gli faceva
cenno tra le tende del primo piano?
Sono io!... Non v'incomodate... Dite un po', Duprez... Che
ne dite del modo in cui sono stato ricevuto?
Era andato a Rochefort. Era seduto nello studio del suo amico
Duprez, il giudice istruttore, e Duprez lo guardava un po'
sorpreso.
Mi sembrate piuttosto eccitato, amico mio!... Confesso che
non capisco ancora la vostra passione per le storie poliziesche...
Quanto a me, vi giuro che se non fosse il mio mestiere, preferirei
fare una partita a golf e...
Niente di nuovo?
Non precisamente... Strane scoperte nei giardini... Una storia
stupefacente di decametri e di buchi...
Lo so...
Ah! un'altra storia di paletti piantati come per...
So anche questo... Come per segnare uno spazio determinato,
o pi esattamente come per ritrovarlo, non  vero?... Da
far credere a un tentativo di dissotterrare nel giardino un qualche
tesoro...
Il giudice ebbe l'aria ancor pi stupita.
Ci ho pensato! ammise. Ma diffido. Noi corriamo sempre
il rischio di farci influenzare da tutta la letteratura poliziesca
che infierisce... Vi dicevo che nella regione conosco almeno
venti proprietari che immaginano un tesoro nascosto nella loro
terra e spendono cifre folli per organizzare gli scavi?...  una
malattia cronica, in campagna... Basta che un agricoltore trovi
nei suoi campi qualche vecchia moneta d'oro perch a cento
leghe intorno...
Che ne dice Vauquelin-Radot?
Che non ha mai sentito parlare di tesori n di roba di questo
genere... Che naturalmente lui non si  mai divertito a fare
buchi nel suo giardino n a sottrarre il decametro al suo giardiniere...
Non pensate che forse il giardiniere beve un po' troppo
e pu essere sua immaginazione...
 stato Vauquelin a suggerirvi questa idea...
No! Con me  cortese, niente di pi... Risponde a monosillabi...
Oggi ero alla mia terza visita sul luogo e perci al mio
terzo colloquio con lui... Devo dire che mi  parso visibilmente
stanco... Sar effetto della vostra visita?... Non ha perso nulla
della calma olimpica che gli  propria e che far di lui un
accademico eccellente... Tuttavia, sotto la sua calma mi  sembrato
di scorgere una sorda inquietudine...
Che faceva luned alle nove?
 proprio la cosa pi strana... Afferma di non ricordare...
A sentir lui, finita la cena (e la cena finisce sempre verso le otto
e mezzo) prende il fresco per qualche minuto, sul terrazzo o
in giardino...
Dopo di che rientra nello studio e consacra un'ora circa alla
correzione delle sue bozze...
Chi abita in questo periodo al mezzanino?
I domestici, nell'ala destra, abbastanza lontano dallo studio
che avete visto e che, detto tra noi,  magnifico...
E le donne?
Stanno molto spesso in un salottino al primo piano... La
ragazza legge o tiene la sua corrispondenza... La zia, sempre
stanca, sonnecchia su una poltrona...
E nessuno ha sentito niente?
Nessuno... Mi sono informato se le finestre erano aperte,
ma data la stagione non lo erano...
I Cogniot?
Erano a letto dalle otto e mezzo, perch si alzano di buon'ora...
E Martin, quello che si occupa dei cavalli?
Fa il suo ultimo giro alle otto, d da bere ai cavalli e rientra
in casa chiudendo a chiave la porta della scuderia...
Ancora una domanda, Duprez... Da che parte era voltato il
cadavere?
Aspettate... Ho qui tutto un pacco di fotografie prese dall'identit
Giudiziaria... Vedete: il corpo  voltato contro il muro...
Quella macchia scura che vedete all'altezza del petto di un
uomo  una macchia di sangue...
Il colpo  stato inferto di fronte o da dietro?
Di fronte... Con una forza non comune, secondo il medico
legale e soprattutto con rara precisione... Il cuore  stato trapassato
con un colpo solo e il sangue  schizzato in abbondanza,
formando la macchia che vedete...
Era buio, alle nove...
Certamente...
E voi non avete notato niente di anormale? Queste foto
hanno un bell'essere eccellenti, io avrei preferito vedere i luoghi...
Ora che mi ci fate pensare... E un'idea dell'ispettore...
Questa volta mi hanno assegnato per aiutarmi un giovane molto
intelligente ed educato... Questi ha notato che la pietra friabile
intonacata a calce era scalfita, all'altezza della macchia di
sangue, come se fosse stato sferrato un primo colpo che non
raggiunse la vittima.
Vi ringrazio... Naturalmente, non c' stata nessuna identificazione?
No... Come avete visto, la foto  apparsa su tutti i giornali...
A parte l'esercente di un locale di Rochefort che  venuta
stamattina a dichiarare alla polizia che un uomo dall'aria poco
rassicurante l'aveva interrogata...
Ero io!
Allora, siete al corrente... Nient'altro... Il signor
Vauquelin-Radot comincia a perdere la pazienza e mi ha fatto capire
stamattina che, se continuiamo a disturbarlo in questo modo,
far i passi necessari in alte sfere per mettere un freno a...
Quanto a voi, amico mio, non credo sia prudente da parte vostra aggirarvi
intorno al castello, come dicono loro... Dopo che siete
stato trattato in quel modo stamattina...
Avete interrogato la ragazza?
Come tutti gli altri... Non sa niente...
Stavo per dimenticare la cosa pi importante... Scusate se
vi prendo ancora qualche minuto... Le etichette dei vestiti del
morto erano state tolte, non  vero?... I vostri specialisti possono
dire se questo lavoro  stato fatto di recente?
Se intendete per recente la notte del delitto, rispondo
categoricamente di no...
Se volete parlare di qualche settimana, s...
Grazie...
Ci capite qualcosa?
Tutto, purtroppo!
Che volete dire? Perch purtroppo?
Il Dottorino ebbe un sorriso amaro.
Perch s!
Non volete raccontarmi?
Non ora! Sono anch'io legato dal segreto professionale...
Dite un po'!... E io?... E tutto quello che vi ho confidato
or ora?
E Dollent rispose senza batter ciglio:
Non  la stessa cosa!

4.
Dove il Dottorino, avendo a quanto pare preso
gusto alle umiliazioni, ha una maniera perlomeno
imprevista per trionfare.

Pronto! Vorrei parlare con la signorina Martine...
Non so se la signorina sia sveglia... Chi la desidera?
Ditele che  il suo amico.
Erano le otto del mattino. Il Dottorino si trovava all'albergo
dei Deux Marronniers, e il sole quella mattina dava alla piazza
della chiesa l'aspetto di una ceramica di Epinal.
Pronto... Siete voi, dottore?... Perch vi ostinate cos?...
Mi fate paura... Finirete per...
Pronto! Vostro zio non  uscito a cavallo stamattina... Ho
tutte le ragioni di credere che sia inquieto e piuttosto di cattivo
umore... Avete paura di lui?...
Perch?...
Quando farete ci che sto per dirvi diventer furioso... Vi
rinnegher... Passerete qualche minuto estremamente sgradevole...
Ma la verit ne vale la pena, non  vero?
Non lo so pi...
Dunque gli parlerete... Gli direte che vi ho telefonato in
questo momento... Che vi scusate di esservi rivolta a me... Che
io mi rivelo tutto diverso da quello che voi pensavate... Insomma,
che se non mi riceve e non accetta le mie condizioni, la lista
di certi vaglia telegrafici sar comunicata stamattina alla polizia...
Ma...
Se vi rifiutate di aiutarmi, andr io personalmente e...
Riattacc. Aspett mezz'ora, e per amore della verit si deve
dire che si rivel pi intemperante che mai. Al punto che il vinaio
cominci a guardare con una certa diffidenza quel cliente
che si ubriacava cos di buon'ora.
Il cancello... Le gambe del Dottorino tremavano un poco
mentre tendeva la mano verso la maniglia di cuoio che scatenava
il fragore della campana...
Esattamente come il giorno prima, il maitre apparve sulla
sommit della scalinata, ma evidentemente aveva ricevuto ordini,
perch avanz verso il cancello e lo apr, non senza un certo
malumore.
Volete annunciare...
Il signore vi attende! disse con sussiego Auguste. Per
di qui...
Lo stesso uomo, allo stesso posto, nella stessa tenuta, nel vasto
studio-biblioteca. Ma un disprezzo ancor pi accentuato e
insieme una stanchezza che si sentiva vera e che rasentava lo scoraggiamento.
Non vi invito a sedervi, dottore... Suppongo che sar presto
fatto... Quanto?
Cinquantamila.
E come mi garantite che d'ora in poi tacerete?
Dipende da quanto ci tenete a che io serbi il silenzio. Veramente
anche la somma dipender da questo...
Avete veramente conosciuto mio fratello?
No!
Avete avuto una corrispondenza con lui?
No!
Avete conosciuto qualche suo antico compagno?
No!
I tre no risuonarono con allegra chiarezza.
In tal caso non comprendo come mai voi...
Come mai ho saputo che era vostro fratello Marcel, quello
che  morto luned scorso alle nove di sera nel vostro orto?
Mio fratello era pazzo, lo sapete?
 vero... O almeno, ho tutte le ragioni di supporre che sia
vero... Prima di tutto i manicomi dello Stato non accettano facilmente
persone che abbiano la ragione ancora solida... In secondo
luogo la sua calligrafia...
Conoscete la sua calligrafia?
E il signor Vauquelin-Radot ebbe uno sguardo involontario
verso un piccolo forziere incastrato nel muro a destra del camino.
Potrei farvi l'elenco delle lettere contenute in quella cassaforte...
Da Dakar in poi... Le lettere da Dakar erano lettere indirizzate
a voi dal direttore del manicomio, per tenervi al corrente
sulla salute di vostro fratello... L'ultima doveva essere ancora
pi ufficiale perch vi annunciava la morte di quest'ultimo...
Soltanto una lettera da Conakry, di cui voi avete subito riconosciuto
la calligrafia, nonostante fosse firmata Glis...
Voi... Voi vi siete introdotto in questa casa? balbett il
castellano cos turbato da dimenticare la sua alterigia...
No davvero... Dopo Conakry, Matadi... Dopo Matadi... Volete
che vi dica le somme che avete mandato a vostro fratello,
che continuamente reclamava denaro?... Ogni volta, suppongo,
prometteva di emendarsi, di sparire per sempre, di non far pi
parlare di s...
Esattamente...
Soltanto si rimetteva a bere, forse a giocare, e la lettera
seguente era di nuovo una richiesta di denaro... Il signor Glis
non era certo meglio del signor Marcel Vauque...
Tacete!... Avete detto cinquantamila franchi... Ora vi firmo
un assegno e...
Amburgo!
Come?
Dico: Amburgo... Anversa... Parigi... Bordeaux... Continu
la serie delle richieste di denaro e dei vaglia telegrafici...
Se la facessimo finita, dottore?
No, signor Vauquelin-Radot...
Trovate che cinquantamila franchi non sono sufficienti e
certo sperate...
Infatti spero qualche cosa...
Vi avverto che...
Continuate, ve ne prego.
... che, se continuate su questo tono, chiamer il palazzo
di Giustizia di Rochefort... Che dir a quei signori...
Fatelo!
Mi sfidate?... Come volete!
E in questo come volete torn di nuovo il gran signore del
giorno prima.
Pronto! Signorina... Volete darmi il...
Il Dottorino, freddamente, pos la mano sull'apparecchio.
Non vale la pena...
Perch?
Perch voi non avete ucciso vostro fratello... Perch non
avreste potuto ucciderlo, a meno che non siate pazzo anche voi...
Perch vostro fratello era girato verso il muro, a una distanza
di neanche trenta centimetri dal muro stesso ed era impossibile
a un'altra persona di ficcargli il coltello nel petto...
Un silenzio impressionante.
Sedetevi, signor Vauquelin-Radot... Figuratevi che io non
immaginavo che il vostro orgoglio di casta arrivasse fino a...
Ma vi dar, se volete... permettete che fumi?... Vi dar,
dicevo, alcune indicazioni, che vi eviteranno forse, in seguito,
di disprezzare un medico di campagna.
Inutile dire che non si tratta dei cinquantamila franchi di
cui avete parlato poco fa...
Ieri un onest'uomo che cercava solo la verit, si present
onestamente a voi e voi lo metteste senza esitazioni alla porta...
Oggi, per entrare in questo studio, per strapparvi qualche
minuto di colloquio, ho dovuto farmi passare per un ricattatore...
Si era seduto, non sulla sedia del giorno prima, ma in una
profonda poltrona, e aveva incrociato le gambe. Era gi un piccolo
principio di vendetta.
Notate che in questa storia non siete voi che mi interessate,
ma vostro fratello. Voi avete seguito la via comune e facile...
Ricco, stimato, reso ancora pi ricco dal vostro matrimonio,
vi siete dedicato a studi storici che non richiedono alcun genio e
ne traete gloria e onori...
Vostro fratello, meno disciplinato, precipit fin dall'inizio
dell'esistenza nel disordine... In seguito a quale malattia o
a quali eccessi sia divenuto mezzo pazzo, se non pazzo del tutto,
non  il caso che io ne parli perch suppongo che non mi chiediate
un consulto medico...
Fatto sta che era un relitto e che, quando questo relitto fu
finalmente chiuso in un manicomio di Dakar, voi vi sentiste
pi tranquillo, perch non c'era pi da temere uno scandalo
che macchiasse il nome dei Vauquelin-Radot...
Ci fu quel dannato incendio... E il fatto che vostro fratello
ne usc salvo all'insaputa di tutti... E che una volta libero
vi chiese...
Una voce calma e opaca.
Sapete, dottore, che cosa mi chiese?
Denaro...
Prima un milione! E sapete sotto quale minaccia? Di venire
a riprendersi la figlia, che sapeva adottata da me e che io e mia
moglie consideravamo come la nostra bambina...
Mandaste cinquemila franchi...
Mandai piccole somme, per impedirgli di fare nuove sciocchezze...
Era sempre pi eccitato... Sentivo che era capace di
tutto... Le sue lettere, che ho qui...
Lo so...
Le leggerete... Farlo internare di nuovo? Ebbi piet... Speravo
che arrivasse ad ancorarsi in qualche luogo... Ma, al contrario,
diveniva sempre pi minaccioso, sempre pi esigente, e
continuamente parlava di riprendersi Martine...
Quando ho visto che si avvicinava...
Amburgo!
S, Amburgo... Poi Anversa...
Avete avuto paura dello scandalo...
Meno per me che per Martine... Gli offrii somme pi forti
se accettava di restare all'estero... Ma allora, poich la sua follia
andava crescendo, cominci a reclamare milioni... Le lettere sono
l...
L'avete gi detto...
Che avreste fatto al mio posto? Gli mandai ventimila franchi,
comunicandogli che non avrebbe avuto pi niente... E fu
allora...
Che si avvicin di pi... Bordeaux... E che cominci a ruminare
una vendetta... Nella sua mente voi eravate il nemico,
lo sfruttatore della famiglia, quello che aveva non soltanto
il patrimonio, ma sua figlia e per di pi la stima di tutti...
Ho studiato un po' di psichiatria, signore... Vostro fratello
cerc una vendetta, una vendetta da pazzo... Creare un dramma
tale da precipitare in esso la vostra tranquillit e il vostro
onore...
Lucidit dei pazzi... Lucidit che si applica ai minimi dettagli...
Un cadavere anonimo... Vestiti anonimi... Una strana lettera
che gli d appuntamento nel vostro orto...
Non  ancora sufficiente per attirare l'attenzione su di voi...
Complica le cose e in questo  veramente pazzo... Sicuramente
candidato alla paralisi progressiva... Arriva in anticipo e scopre
la rimessa... Porta in giardino il decametro, i paletti, una
vanga e scava un buco...
L'inchiesta sar sicuramente seguita da tutta la stampa, dato
che la storia  cos misteriosa...
Dopo di che si uccide, come ha deciso da molto tempo...
Ma si uccide in modo da far credere a un delitto... Asciuga il
manico del coltello con la giacca, appoggia il manico contro
il muro, con la lama poggiata sul petto all'altezza del cuore...
Non porta guanti... Chi potr credere che l'assenza di impronte
digitali non prova sempre l'assassinio?...
Vi odia, ripeto...  del vostro clan, del vostro mondo, ma il
vostro clan e il vostro mondo l'hanno relegato nei manicomi...
E ne fa responsabile voi e voi solo...
Ditemi, dottore...
E il Dottorino, di rimando:
Tacete!
Era la sua volta di essere categorico.
Voi avete tanta paura di uno scandalo per voi e per la vostra
famiglia che tacete e...
Credete che fosse preferibile rivelare a Martine ci che suo
padre...
E compromettere la vostra nomina all'Accademia, non 
vero?
Il signor Vaquelin-Radot abbass la testa.
Siete severo, dottore... Lo scandalo deve sempre, per quanto
 possibile, essere evitato, e non vedo come avrebbe potuto
essere preferibile...
 tutto quanto avevo da dirvi, signore... Io non sono, come
diceste cos giustamente ieri, incaricato dell'inchiesta... Sono entrato
nella vostra casa solo coll'inganno, facendomi passare per
un ricattatore, altrimenti, sempre come ieri, sarei stato certamente
messo fuori...
Che contate di fare?
Niente... Di tornare a casa...
E?...
Vauquelin-Radot esit. Non sapeva come porre la domanda.
Se incontrate il vostro amico, il giudice istruttore?...
La cosa riguarda lui, non  vero? Io non sono neanche un
testimone... Quanto all'assegno... Pi tardi, quando nessuno penser
pi a questa storia, sulla quale suppongo non si far luce,
penso che forse sarebbe giusto... che il corpo di vostro fratello...
Ho saputo che i Vauquelin-Radot hanno una tomba di famiglia
a Versailles... Quei cinquantamila franchi...
Un momento, dottore...
Vi chiedo scusa ma ho molta fretta...
Ora era l'altro che sembrava corrergli dietro; ed era il Dottorino
a sfuggirgli.
Eppure bisogna che io vi...
Maitre! chiam Dollent quando fu nell'atrio. Il mio
cappello... Il mio soprabito...
Fatemi almeno il piacere di...
Senza complimenti! Voi siete molto gentile, signor
Vauquelin-Radot... Ma i miei impegni... Sono molto occupato...
Infine lanci la frecciata che teneva in serbo, di fronte al
maitre sbalordito:
Vi saluto!
E saltell leggermente gi per i gradini verso il cancello, balz
gioioso su Ferblantine che, in via eccezionale, si mise subito in moto.




 LA PISTA DELL'UOMO DAI CAPELLI ROSSI.

1.
Dove il contabile Georges Motte ha delle buone ragioni
per credersi un uomo irresistibile e va ad un appuntamento
niente affatto banale.

Una prima volta, Anna aveva rintracciato il Dottorino in una
fattoria che aveva il telefono e dove egli curava un vecchio infermo.
Pronto, siete voi dottore?... Parla Anna... In sala d'aspetto
c' un uomo che ha molta fretta...
 ferito?
Non ho visto niente...
 malato?
Forse internamente... Ad ogni modo, non pu star fermo...
Mi ha detto di raggiungervi ad ogni costo per telefono, perch
 una questione di minuti...
Va bene! Vengo...
Ma non si affrett. Aveva una buona esperienza dei malati
che chiamano con la massima urgenza e a volte vi fanno alzare
di notte perch perdono sangue dal naso o si sono scoperti una
bollicina sulla natica.
Un'ora dopo, Anna lo richiam, questa volta in casa di un
commerciante di granaglie dove c'era un malato di morbillo.
Mi fa diventare matta a furia di agitarsi... Credo che se lo
lasciate aspettare ancora a lungo, combiner qualche guaio...
Arrivo...
E difatti, un'ora dopo, arriv tranquillamente a casa, annunciato
dal ronzio di Ferblantine. Non aveva ancora aperto la
porta del suo studio quando gli si par davanti un uomo dallo
sguardo smarrito, e il Dottorino cap come Anna ne fosse
rimasta impressionata.
Non aveva mai visto nessuno in un tale stato di nervosismo e,
solo a guardarlo ci si poteva fare un'idea del significato della
parola terrore. L'uomo era terrorizzato, nel vero senso della parola.
Nello stesso tempo era al limite della resistenza nervosa,
al punto da non riuscire pi a controllare la propria espressione
e i suoi lineamenti si contraevano come sotto l'effetto di tic
nervosi.
Siete voi? domand a bruciapelo, forse stupito di vedersi
davanti un uomo cos piccolo e semplice...
S, sono il dottor Dollent...
Siete voi quello che tutti chiamano il Dottorino, vero? E che
conduce delle inchieste...
Volete dire che...
Chiudete la porta, dottore, vi scongiuro. Siete sicuro che
nessuno ci possa sentire? E credete che la vostra domestica sia
capace di tacere, di dimenticare di avermi visto, di dimenticarmi
per sempre? Vengo da Parigi. Ho viaggiato tutta la mattina. E
la notte scorsa l'ho trascorsa errando per le strade... Non ricordo
di aver mangiato... Non so... Non ha importanza...
Dollent prese nella sua farmacia una bottiglia di cognac e ne
vers un bicchiere allo strano visitatore, sperando di
calmarlo un po'.
La mia avventura  inimmaginabile... Credo che mai sia
successa ad un uomo una cosa simile... Ieri, ero felice... Ero
un ragazzo serio, ben visto dai miei superiori, sposato, tra
breve padre di famiglia.
Un momento... Non credete che sarebbe meglio procedere
con ordine?
Anche se non fosse stato cos nervoso, l'uomo si sarebbe fatto
notare, anzitutto per la sua statura, assai superiore alla media,
ma soprattutto per i capelli di un rosso acceso e per il viso punteggiato
di macchie rosse. Gli occhi erano azzurri come miosotidi.
Con ordine, s... Cercher... Vi chiedo scusa... Siete sicuro
che nessuno ascolti dietro la porta?
S...
Per la verit, era sicuro del contrario, perch Anna, dopo
aver visto un simile fenomeno, non sarebbe stata capace di
reprimere la sua curiosit.
Con ordine... Il mio nome... Georges Motte... ventotto
anni... sposato da due anni... contabile presso una compagnia di
assicurazioni di rue Pillet-Will, vicino ai Grands Boulevards...
Vi ho gi detto che mi sono fatto costruire una casetta a
Saint-Mand e che vi abito?... A credito, naturalmente... La pago in
quindici anni... Dove eravamo?
Si vedeva chiaramente che gli tremavano le ginocchia e gli si
seccavano le labbra.
Ieri... Dio mio! Quando penso che era soltanto ieri. Che
ora ?... Le cinque?... Chiss se a quest'ora la portinaia ha scoperto...
Scoperto cosa?
Il cadavere... Non capite?... Vi chiedo scusa... Vorrei dirvi
tutto in una volta e mi confondo.. Ieri, proprio a quest'ora dato
che i nostri uffici chiudono alle cinque, ero sui Grands Boulevards...
Prima di prendere il treno per tornare a casa, ho l'abitudine
di mangiare qualcosa in un bar automatico che  all'angolo
di rue Drouot... Sapete dov'?... Sono un gran mangiatore...
Fin da piccolo...
Ero nel bar alle cinque, come gli altri giorni... Mangiavo
un sandwich guardandomi intorno, senza pensare a niente... E
all'improvviso mi accorgo che una donna mi guarda sorridendo...
Vi prego di non scambiarmi per uno di quei tipi che corrono
dietro alle donne... Finora la mia mi  bastata...
Ma quella!... Mi sono subito domandato cosa facesse in un
bar cos popolare... Immagino che andrete qualche volta al cinema...
Avete visto le grandi dive americane, le vamps, come
dicono loro...
Bene, dottore, avevo sotto gli occhi una vamp!...
Jean Dollent si domandava con una certa inquietudine se doveva
mettersi a ridere o ascoltare seriamente il suo interlocutore.
Che cosa vi ha fatto? domand, con tono neutro.
In meno di un'ora mi ha fatto dimenticare chi ero, cosa
ero... Non ricordo pi come ci siamo rivolti la parola, ma pochi
minuti dopo eravamo seduti insieme al tavolino di un grande
caff all'aperto... Faceva caldo... Non ho mai visto i Boulevards
cos belli... Credo di aver dimenticato di dirvi che aveva
un accento straniero... Di quale paese? Non lo so... Non ho il
bernoccolo delle lingue... E, bench fosse molto elegante, non
era vestita secondo la moda parigina...
Era bellissima e misteriosa... Quando mi guardava e io vedevo
schiudersi le sue labbra un po' umide, sentivo che sarei
stato capace di tutto per...
Abbiamo preso un taxi... Voleva fare con me il giro del
bois de Boulogne... Il sole al tramonto era di fuoco... Sentivo
la sua mano nella mia, il suo corpo contro il mio. Mi sono chinato
per baciarla...
Stasera ha mormorato lei.
Vi vedr stasera?
Tutta la notte, se sarete saggio...
 possibile dottore?... Credete che io sia in grado di ispirare
una passione cos improvvisa?
Povero me, in quel momento l'ho creduto!...
Non sono libera come vorrei... mi ha confidato allora la
mia compagna. C' troppa gente che si occupa di me... Bisogna
essere molto prudenti...
Cosa devo fare?
Stasera, alle otto precise, entrate nel portone numero 21 bis
di rue Bergre... Non  lontano dal luogo in cui ci siamo incontrati...
So dov'...
Spero che la portinaia non vi veda... Ma, se vi domandasse
da chi andate, rispondete: Dal signor Lavisse...
Georges Motte, finalmente, riusciva a parlare in maniera meno
convulsa e il Dottorino poteva esaminarlo con comodo.
... Ha proseguito:
E uno degli inquilini... Siccome riceve spesso, la cosa non
sar notata... Salite al sesto piano... Prendete questa chiave... 
la chiave del mio appartamento... Entrate, e, se non fossi ancora
arrivata, aspettatemi..."
Ci siete andato? domand il Dottorino corrugando la fronte.
Non vi  sembrato strano?
Ho creduto ad una passione improvvisa... Disprezzatemi...
Canzonatemi...  la verit... Ho telefonato a mia moglie, o
meglio alla lattaia che sta li vicino, perch noi non abbiamo
il telefono e le ho detto che avevo del lavoro straordinario in ufficio
e che non sarei tornato a casa a dormire...
Poi, mi sono messo a camminare per le vie di Parigi,
guardando l'ora a tutti gli orologi elettrici... Ero come
pazzo... Mi credevo il pi felice degli uomini...
Alle otto precise mi sono presentato al 27 bis di rue Bergre...
La portinaia lavorava a maglia sulla soglia, come in una
via di provincia...
Vado dal signor Lavisse!. le ho detto passando.
Mi sono accorto che mi guardava con curiosit, ma non vi
ho badato. Per le scale ho incontrato altri due inquilini che
uscivano, una giovane coppia che molto probabilmente andava
al cinema... Anche loro mi hanno guardato... Con questi capelli
rossi, sono abituato agli sguardi degli altri...
Arrivato al sesto piano, ho aperto la porta dell'appartamento...
Non ho visto nessuno... Non osavo quasi avanzare... Il coraggio
cominciava a mancarmi... Non so di che cosa avessi paura,
ma il fatto  che l'avevo...
Dopo l'anticamera, c'era un salotto ben in ordine, un curioso
salotto pieno di mobili strani, cinesi se non sbaglio...
C'erano anche molti soprammobili... E in un'altra stanza la cui
porta era aperta, ancora soprammobili e armadi a vetri...
Avete fatto il giro dell'appartamento? domand il Dottorino
che non rideva pi.
S, lo confesso... Poco per volta... Poich non arrivava nessuno,
gettavo un'occhiata qua, una l... C'erano sei stanze pi
una cucina e in ogni stanza degli strani mobili, non tutti cinesi,
ma di altri paesi, e mobili antichi, Cristi scolpiti, lanterne, armature...
Se fosse stato al pianterreno, avrei creduto di essere
nel negozio di un antiquario...
Ho fatto qualcosa di cui non mi sarei mai ritenuto capace,
perch in fondo sono un timido... C'era una bottiglia di liquore
su un tavolo, e un vassoio con dei bicchieri... Mi sono versato
da bere... Poi mi sono messo ad aspettare... Le nove... Le dieci...
Avrei preferito essere a casa mia, a Saint-Mand... Pensavo
a mia moglie che avr un bambino fra tre mesi... Mi dicevo:
Se non arriva tra dieci minuti...
Poi le concedevo altri dieci minuti... E avanti cos... All'improvviso,
ho udito un sospiro...
Un vero sospiro, come di uno che si svegli... Mi sono guardato
intorno: nessuno... Sono stato preso dal panico... Stavo per
scappare, quando mi  sembrato di sentir parlare un uomo con
voce confusa...
Non sono particolarmente coraggioso... Ma la voce veniva
dall'interno di un armadio... Ne ho aperto lo sportello e mi
domando ancora come ho fatto a non gridare...
Nell'armadio, c'era un uomo, un vecchio, tutto insanguinato,
con gli occhi aperti e la bocca semiaperta...
Quando lo sportello ha ceduto,  rotolato sul tappeto... Ho
visto nettamente la sua mano schiudersi, le dita contrarsi e poi
irrigidirsi, mentre gli occhi diventavano fissi... Ho capito che
era morto, l, davanti a me e che durante tutto il tempo in cui
avevo aspettato ignaro, aveva agonizzato...
Bevete! disse tranquillamente il Dottorino riempiendo il
suo bicchiere.
Che ne dite? Non  incredibile?
Incredibile, effettivamente...
Ho pensato soltanto a scappare... Sono uscito dall'appartamento
e non ricordo pi se ho lasciato la chiave nella serratura...
Di sotto, il portone era chiuso... Ho chiamato... Ho dovuto
chiamare a lungo... Poi si  accesa una luce... Si  aperto uno
spioncino e due grandi occhi pieni di sonno mi hanno guardato
con stupore.
Ah! siete voi... ha mormorato infine la portinaia.
Ha premuto un bottone... Uno scatto... Il portone si  aperto
e mi sono trovato per strada... Sono sicuro che un agente si 
voltato a guardarmi... Ho camminato, camminato... E pensavo...
E mi dicevo che la portinaia mi aveva visto entrare alle otto,
uscire a mezzanotte... E che avrebbe certamente dato i miei connotati...
Ero lucidissimo... Non credevo si potesse essere cos lucidi
in simili momenti... Mi ricordavo della bottiglia e del bicchiere,
sul tavolo... Certo dovevo avervi lasciato le mie impronte digitali...
E sulle maniglie delle porte, su tutti gli oggetti che avevo
toccato?...
Chi mi avrebbe creduto se avessi raccontato quella storia?...
Non sarei stato io, per tutti, l'assassino di quel vecchio signore
che non conoscevo nemmeno?
Ero come pazzo... Non c'erano pi treni per Saint-Mand,
per fortuna... Ho avuto cos il tempo di riflettere mentre
camminavo per le vie sempre pi deserte... Quanti chilometri ho percorso?
Ci sono strani casi nella vita... Proprio la mattina di quel
giorno, un collega d'ufficio aveva parlato di voi, raccontando
di non so quale inchiesta e io gli avevo detto, scusatemi:
Non mi piacciono gran che i poliziotti...
Il Dottorino non  un poliziotto... mi ha risposto.  un
solutore di enigmi, il che  molto diverso.
Stanotte queste parole mi sono tornate in mente... Sono
andato alla gare d'Orsay e mi sono informato dei treni per La
Rochelle... Ho scritto due righe a mia moglie, avvertendola che
i miei superiori mi mandavano a fare un'ispezione in provincia,
 gi successo una volta... Poi ho scritto al mio capo-ufficio che
una disgrazia in famiglia...
Insomma, eccomi qua... Non so se qualcuno mi ha notato
durante il viaggio... Non ho osato comprare i giornali...  evidente
che da un'ora all'altra la polizia seguir le tracce di un
uomo dai capelli rossi...
E quell'uomo sono io! Io, che mi gioco la testa per un'avventura
che... un'avventura che...
Una bella avventura, infatti! disse comicamente il Dottorino
grattandosi la testa. Cosa pensate di fare?
Nascondermi, finch voi non abbiate scoperto la verit...
Come vi ho detto, non sono ricco... ma ho un'assicurazione sulla
vita dalla quale posso attingere fino a diecimila franchi...
Non si tratta di questo, ma di voi.
Che idea si era fatta del mestiere del Dottorino, l'uomo dai
capelli rossi? Fatto sta che disse candidamente:
Mentre voi svolgerete la vostra inchiesta, non potrei restare
qui?... Pagando il mio mantenimento, naturalmente...
Il Dottorino riflett, poi all'improvviso dichiar:
A una sola condizione... Che stiate chiuso nella stanza che
vi assegner e che non cerchiate di uscirne... D'altronde non
vi nascondo che Anna avr l'incarico di chiudervi a chiave...Perch?
Perch s! O prendere o lasciare... Avete una vostra fotografia?
Ho quella della carta d'identit...
Datemela...
Non mi denuncerete alla polizia, dottore? Ricordatevi che
sono venuto qui di mia spontanea volont, che vi ho detto tutto,
onestamente e che...
Venite...
Sal al primo piano, fece entrare il suo ospite in una stanza
che serviva a volte per gli amici.
Vi porteranno da mangiare... E, mi raccomando, non scambiate
Anna per una vamp del cinema...
Povero ragazzo! Non sapeva pi se doveva rallegrarsi o essere
atterrito, se doveva ringraziare o andare in collera.
Quando avr notizie, ve le comunicher per telefono... Anna
porter l'apparecchio in questa stanza... Il filo  abbastanza
lungo...
La pi meravigliata fu Anna, quando egli discese e le raccomand:
Soprattutto, non bisogna lasciarlo uscire... A nessun costo...
Nemmeno se grida... Nemmeno se minaccia...
Siete sicuro, almeno, che non sia armato?
No, il Dottorino non doveva esserne tanto sicuro perch torn
nella stanza e preg il suo nuovo inquilino di mostrargli il
contenuto delle sue tasche.
Grazie... Alle undici, prendendo il treno fino a Poitiers e
acchiappando l il rapido di Bordeaux, sar a Parigi... Abbiate
pazienza...

2.
Dove il Dottorino, che appare diabolico,
riempie di stupore il commissario Lucas

Il commissario Lucas, della Polizia Giudiziaria, che Dollent
aveva avvertito telegraficamente, aspettava alla stazione, stupito
di quell'arrivo inopinato del Dottorino. Lo fu ancora di pi
di fronte alla petulanza di quest'ultimo, il quale pretese anzitutto
di rifocillarsi al buffet della stazione e manifest un appetito
stupefacente per un uomo cos piccolo.
Ditemi commissario, voi avete il diritto di entrare in un
appartamento, se ne trovate la porta aperta?
No, se non sono stato chiamato... Altrimenti mi occorrerebbe
un mandato di perquisizione che nessuno mi pu procurare
a quest'ora... E anche se lo avessi in mano, legalmente dovrei
aspettare ancora che sia l'alba...
 una noia brontol l'altro, a bocca piena. E se aveste
la certezza che nell'appartamento in questione  stato commesso
un delitto?
A rigore, potrei prendermi la responsabilit di...
Allora, andiamo!
Dove?
Al 27 bis di rue Bergre... In casa di un signore che deve
chiamarsi Lavisse...
Il collezionista?
Non so.
Esiste un Lavisse, collezionista: Etienne Lavisse, conosciuto
dagli amatori di tutto il mondo...  un vecchio esperto di oggetti
d'arte che vive solo in mezzo alle sue collezioni... In rue Bergre,
non pu essere che lui, perch so che non si  mai deciso
a vivere a pi di cinquecento metri dalla Sala delle Aste dove
passa le sue giornate...
All'improvviso, e un po' in ritardo, si rese conto della stranezza
della situazione.
A proposito... Come mai arrivate dal vostro buco di Marsilly,
per annunciarmi...
Andiamo adesso! Vi spiegher poi...
La portinaia impieg molto tempo per aprire il portone e ancora
pi tempo per indossare una sottana e uno scialle e riceverli.
Il signor Lavisse?... No, non l'ho visto oggi...  un fatto
strano, ora che ci penso, perch non  uscito nemmeno per andare
a mangiare, come sempre, al ristorante qui all'angolo...
Volete salire con noi, signora?
Veramente qui non c' l'ascensore ed  al sesto piano...
Come Georges Motte aveva detto, la chiave era rimasta nella
serratura e, quando la porta fu aperta, si pot constatare che
c'era luce in pi stanze: erano le lampade accese la notte precedente
dall'uomo dai capelli rossi, che aveva dimenticato di spegnerle.
 strano... Si direbbe...
La portinaia lanci un grido. Aveva visto per prima, sul tappeto
del salotto, il corpo inerte del suo inquilino.
Lucas non pot fare a meno di lanciare una strana occhiata
al Dottorino... Come mai...
 stato colpito selvaggiamente a coltellate... constat il
commissario, dopo aver esaminato il corpo. Ditemi, dottore,
potete stabilire approssimativamente l'ora della morte?
Dollent, senza chinarsi, scand:
La notte scorsa, a mezzanotte circa...
Poi guard la portinaia:
Voi avete qualcosa da dire, vero? Ieri alle otto precise 
venuto un uomo che andava dal signor Lavisse...
Esatto... E posso aggiungere...
Che era rosso di capelli! si divert ad esclamare il Dottorino.
 vero... L'ho detto a mio marito... Non avevo mai visto
dei capelli cos rossi... Si  trattenuto molto... Quando  sceso...
A mezzanotte...
Il signor Lavisse riceveva molto?
Di rado! E mai la sera. Andava a letto molto presto. Durante
la giornata, gli capitava di tornare a casa con dei signori
di una certa et, spesso degli stranieri che si interessavano alle
sue collezioni...
Ne sono venuti, ultimamente?
Negli ultimi tre o quattro giorni non  venuto nessuno...
E ieri, prima del rosso, nessuno ha chiesto del signor
Lavisse? Non avete notato per le scale un uomo e una donna?...
Una donna molto graziosa, molto ben vestita... del genere di
quelle che si vedono nei films...
La portinaia scosse negativamente il capo.
Sono desolato, mio caro commissario, ma sono tenuto dal
segreto professionale. Pi tardi, quando tutto sar finito...
Ci che posso dirvi  che si tratta di un caso estremamente
delicato e che sar meglio essere prudenti...
Penso che, quando avremo messo le mani su quel rosso...
Lucas non poteva certo capire il perch del leggero sorriso
che apparve sulle labbra del Dottorino.
L'indomani, l'assassinio di Etienne Lavisse provoc nel mondo
dei collezionisti l'effetto di una vera bomba e fin dalle dieci
bisogn organizzare un servizio d'ordine davanti alla casa di
rue Bergre.
Due esperti, che erano anche due amici del morto, passarono
delle ore a ispezionare l'appartamento, oggetto per oggetto, e
fu cos che il Dottorino che di oggetti d'arte non ne capiva
nulla, venne a sapere che Lavisse non aveva una passione particolare,
tranne quella della qualit. Per questa ragione poteva
comprare tanto un quadro di un pittore fiammingo che degli
smalti o un avorio giapponese.
Alle quattro del pomeriggio gli esperti finalmente poterono
dichiarare:
Mancano i dieci pezzi pi belli, i pi facili da trasportare,
quelli che hanno il maggior valore commerciale... A conti fatti,
l'ammontare del furto, se furto c' stato, raggiunge i quattro
o cinque milioni...
Il signor Lavisse era molto ricco? chiese stupito il Dottorino.
Non possedeva che la sua collezione. A parte questa, viveva
modestamente, quasi poveramente e prendeva i pasti in un ristorante
a prezzo fisso. Bisogna anche tener conto del fatto che, a
parte ci che  stato rubato, tutto quello che vedete qui rappresenta
certamente anni di ricerche e molto gusto, ma poco denaro...
Un mezzo milione appena, in tutto...
Il signor Lavisse aveva famiglia?
Era un vecchio scapolo... Ma ha una sorella che abita in
Vandea...
Lucas prese nota del nome e dell'indirizzo per avvertirla, ma
essa doveva gi essere al corrente tramite i giornali e la radio
che avevano commentato a lungo l'avvenimento.
Dollent telefon da un bistrot ad Anna, e all'apparecchio gli
rispose un'Anna di una ferocia sconosciuta.
Non vi vergognate di trattarmi cos? gridava. Io che
non vi ho mai fatto niente, se non curarvi come un figlio!... Lasciarmi
sola in casa con un assassino... Si!... So quel che dico...
Se credete che non abbia letto i giornali e che non abbia riconosciuto
l'uomo dai capelli rossi... Non ce ne devono essere
molti con i capelli di quel colore... E gli devo anche portare da
mangiare... Dei fagioli, si, tra poco o immagino...
 calmo, Anna?
Non lo so...
Cosa dice?
Non dice niente...
Sentite, Anna...
Non voglio sentire niente e, quando tornerete, mi licenzier...
Non meritate altro... E non posso sapere quello che fa, dato
che socchiudo la porta solo quel tanto necessario per posare il
piatto in terra...
Siete sicura che ci sia ancora?
S, purtroppo! Fa abbastanza rumore camminando in su e
in gi da stamattina...
In tutti i giornali si leggeva in grassetto:
La pista dell'uomo dai capelli rossi.
E c'era da prevedere che la polizia avrebbe ricevuto mucchi
di lettere anonime a proposito di tutti i rossi di Parigi e sobborghi.
Siete voi, Lucas?
Si... Dollent?... No! Assolutamente niente di nuovo... E d'altronde,
dato il vostro modo di comportarvi con me, mi domando
se non farei meglio a non darvi pi retta...
E se vi dessi i connotati di una donna che  coinvolta in
questo affare?... State a sentire... Genere vamp...
Parlo sul serio... Genere vamp del cinema... Accento straniero
piuttosto pronunciato... Molto ben vestita, in maniera un
po' eccentrica... Una di quelle donne che fanno voltare tutti gli
uomini per strada.. Vorrei sapere se non  stata notata in questi
ultimi giorni nei paraggi della Sala delle Aste e di rue Bergre...
Bene!
Grazie, arrivederci...
Un taxi lo port a Saint-Mand dove non tard a trovare la
piccola costruzione, banale ma al tempo stesso civettuola, di
Georges Motte. Suon. Una giovane donna che non riusciva a
nascondere il suo stato di avanzata gravidanza venne ad aprirgli:
aveva l'aria di non aver messo in relazione suo marito col famoso
uomo dai capelli rossi.
Vorrei parlare con Georges Motte... Eravamo soldati insieme...
Mi dispiace, ma mio marito non c' e rester assente per
alcuni giorni. La Compagnia l'ha mandato in provincia per
un'ispezione...
Non sapete dove sia?
Non con esattezza... In queste occasioni fa il giro di diverse
citt, anche nello stesso giorno... Ma accomodatevi...
L'interno era lindo, grazioso, con dei mobili che, come la
casa, dovevano essere stati comprati a rate.
Torner tra qualche giorno.
Auf!... Cominciava a sentirsi veramente stanco... Erano ore e
ore che era teso come un arco... Non aveva dormito...
E, quando fu sui Grands Boulevards, si sent vacillare, con
la testa vuota, la bocca amara.
Non ebbe la forza di cenare e and a dormire nel primo
albergo che incontr, dopo aver mangiato un sandwich nel bar
automatico all'angolo di rue Drouot.
Tutta la polizia francese era alla ricerca dell'uomo dai
capelli rossi.

3.
Dove Anna non perde la sua flemma e dove il Dottorino
scopre le tracce di una certa Betty che lo interessa
appassionatamente.

Basterebbe questo pensava il Dottorino per poter affermare
che vale la pena di vivere a Parigi: il sorgere del sole sui
grandi viali della citt.
Ma quanti parigini vedono il sorgere del sole? Per la prima
volta nella vita, il Dottorino aveva la gioia di svegliarsi proprio
sui Grands Boulevards, in quell'albergo in cui era entrato per
caso, e lo spettacolo dell'aurora che aveva sotto gli occhi, lo rendeva
allegro come un fringuello: tanto che, facendosi la barba,
si mise a cantare come un fringuello.
Cap subito che non tutti apprezzano ugualmente il fascino
dell'aurora, perch ud battere grandi colpi simultaneamente su
due pareti.
Tanto peggio per gli imbecilli: non avrebbe cantato pi.
Poteva riflettere altrettanto bene senza cantare. S, Jean
Dollent rifletteva. Contemplava la larga strada quasi vuota, dove passavano
i primi autobus e dove i taxi cominciavano a prendere il
loro posto nella stazione di servizio in una fila simile ad un
lungo serpente. Una inaffiatrice municipale sembrava voler tracciare
sull'asfalto complicati disegni. E, a duecento metri, alcune
donne lavavano abbondantemente il bar automatico in cui il
povero Georges Motte...
La scena non era difficile da immaginare. Tra poche ore, all'uscita
dagli uffici e dai laboratori, sartine, commesse, dattilografe,
impiegati si sarebbero precipitati sul bar automatico come
uno stormo di passeri affamati, pigolando come loro.
Ma poco dopo, calmati i morsi della fame, ognuno, al di sopra
del suo piatto, non avrebbe osservato gli altri visi e non avrebbe
sorriso ad un altro sorriso, a dei capelli arruffati, a un paio di
occhi... allegri?...
Meno poesia e pi ragionamento! si rimprover il Dottorino,
che finito di radersi si era seduto sul bordo della finestra.
Ci sono buone probabilit che una donna genere vamp di
film americano non passi inosservata. Se era entrata in quel
luogo voleva dire che vi cercava qualcosa o qualcuno. Perch
aveva scelto Georges Motte?
Gli occhi del Dottorino brillavano di malizia, perch aveva
l'impressione che non sarebbe passato molto tempo per poter
rispondere a quelle domande in modo esatto.
Vediamo... Prestando fede a quanto racconta Georges
Motte, Etienne Lavisse  stato colpito a coltellate prima delle
otto di sera e chiuso nell'armadio... Ora,  pi che probabile
che il delitto non sia stato premeditato... Difatti, in tal caso, 
raro che ci si serva di un coltello, e soprattutto di una specie di
pugnale trovato sul luogo stesso del delitto, visto che apparteneva
al collezionista... Il numero delle coltellate, inoltre, porta
a credere che chi ha colpito l'abbia fatto sotto l'azione della
sorpresa e della paura...
L'assassino non si  curato di accertarsi che Etienne Lavisse
fosse davvero morto.
Di modo che, per delle ore, l'interno di un armadio  stato
teatro di una silenziosa agonia...
Prima delle otto...
 alle cinque, del resto, che la vamp ha fatto la conoscenza
dell'uomo dai capelli rossi, l'ha portato al Bois, lo ha infiammato
e gli ha dato appuntamento per le otto nell'appartamento del
vecchio collezionista...
Alle cinque del pomeriggio, il poveretto era gi stato aggredito?
Dal punto di vista medico,  una cosa possibile...
Questo ragionamento e le conseguenze che se ne potevano
trarre reggevano, naturalmente, soltanto ammettendo che Motte
avesse detto la verit.
In quel preciso momento bussarono alla porta. Una cameriera
annunci:
Chiedono di voi al telefono... L'apparecchio  in fondo al
corridoio, vicino alle scale.
Siete voi, dottore?
Quella benedetta Anna, quando voleva, sapeva prendere un
tono di voce angelico che aveva il potere di esasperare il Dottorino
perch, quando lei usava quella voce, era sicuro che lo
avrebbe fatto arrabbiare.
S, sono io... Spero che non sia successo niente...
No, signore... Volevo soltanto dirvi che se n' andato...
Come?
Non sentite? Ho detto che se n' andato...
Ma come?...
Non lo so... Ho dormito nella mia stanza come sempre e
avevo messo la vostra rivoltella sul comodino... Stamattina sono
andata a portare la prima colazione... Ho socchiuso la porta...
Ho messo il piatto per terra... Poi, siccome non sentivo niente...
Non c'era pi!... Devo dirvi che preferisco cos!
Il Dottorino, invece, era diventato pallido e riattacc senza
pensare a rispondere ad Anna che gli chiedeva Dio sa cosa. Un
istante dopo ebbe ancora pi paura. Non si era ancora allontanato
di due metri quando il telefono squill. Macchinalmente,
alz il ricevitore.
Pronto...
L'htel Des Italiens... Vorrei parlare col dottor Dollent. .
Sono io...
Pronto! Qui Lucas... Immaginavo di trovarvi vicino
all'apparecchio perch ho sentito parlare sulla linea di Marsilly... Avete
telefonato a casa? Nessuna cattiva notizia, spero?
Forse che, per caso... Capita ci sia un contatto e si possa
ascoltare tutto...
Nessuna cattiva notizia, no...
Meglio cos... Ho qualche informazione da darvi... Se non
vi dispiace lo faccio per telefono per guadagnare tempo, perch
ho una giornata piena di impegni...
Anzitutto  accertato che quel giorno Etienne Lavisse se n'
andato dalla Sala delle Aste verso le quattro... Pronto? Mi sentite?...
Ho pensato che vi avrebbe interessato saperlo, perch, di
solito, se ne andava molto pi tardi... A chi ha notato questo
anticipo, egli ha confidato di non sentirsi bene e di avere intenzione
di coricarsi...
Non era malato, ma aveva lo stomaco delicato e, dato che
la giornata era stata calda...
Grazie... disse il Dottorino senza entusiasmo.
Un'altra informazione, certamente pi importante. Volete
prendere nota di un nome? Jean-Claude Marmont... Fatto?... 
il nipote della vittima, figlio unico di sua sorella che abita in
Vandea ed  arrivata stamattina a Parigi... Jean-Claude Marmont
ha ventiquattro anni... Si occupa vagamente di cinema... Pronto!
Mi sentite?...  stato secondo assistente di un regista... Frequenta
i bar degli Champs-Elyses e, si dice, le bische...
Ricco?
La madre sta bene... Ha una grande casa di campagna nei
dintorni di Luon... Gli mandava del denaro, ma non in maniera
proporzionata alle necessit di un giovanotto.
Suo zio?
Da pi di un anno rifiutava di vederlo... Lo aveva sfruttato
troppo spesso.
Tutto qui? ,
Non vi sembra che basti? Vi offro, come prima colazione,
due importanti informazioni e voi protestate... Se ci tenete, posso
darvi l'elenco di tutti i rossi che ci sono stati segnalati... Siamo
arrivati a diciotto... Ed  mio dovere spedire degli ispettori in
diciotto direzioni...
Grazie...
Sentite, dottore, mi sembra che...
Che cosa?
C' qualcosa che non va?... Avete avuto anche voi troppo
caldo?
Non mi avete dato l'indirizzo di Jean-Claude Marmont...
hotel De Berry, rue de Berry...
Ci and senza nessuna convinzione. Fatalmente, la polizia lo
aveva preceduto e aveva saputo dal personale tutto quello che
si poteva sapere. Tuttavia entr e si diresse verso il portiere.
Scusate se vi disturbo... Vorrei chiedervi una piccola informazione...
(un biglietto da cento franchi piegato in quattro pass
dalla mano di Dollent in quella del portiere)... Vorrei sapere
se Jean-Claude Marmont, che abita qui in albergo, ha ricevuto
in questi ultimi tempi la visita di un uomo con i capelli rossi...
Il portiere guard un po' meravigliato il biglietto che aveva
in mano, poi il suo interlocutore.
 strano... disse.
Che cosa  strano?
Voi non siete della polizia, altrimenti...
Indic il biglietto, insinuando che gli ispettori della Polizia
Giudiziaria non hanno l'abitudine di spendere denaro per le
informazioni richieste.
Un'ora fa  venuto un brigadiere che conosco e mi ha rivolto
la stessa domanda.
Cosa gli avete risposto?
Di no!
 vero?
 l'assoluta verit...
Non vi ha domandato nient'altro?
No... Mi  sembrato che avesse fretta...
E se vi rivolgessi un'altra domanda... (che fu accompagnata
da un altro biglietto da cento franchi) ... Se vi domandassi
che genere di donne riceve Jean-Claude Marmont?... Perch
immagino che un ragazzo della sua et...
Non potrei darvi molte informazioni. Posso dirvi solo che
l'ultima si chiamava Betty... Miss Betty...
Veniva spesso?
 venuta soltanto due volte, ma telefonava...  per questo
che conosco il suo nome...
Una bella ragazza, con l'accento straniero, che somiglia a
una diva del cinema?
 esattamente quello che vi avrei detto se mi aveste domandato
di descriverla...  partita...
Come lo sapete?
Lo so perch l'altro ieri, il signor Marmont, a cui capita
ogni tanto di chiedermi in prestito qualche spicciolo,  sceso
correndo verso le sei di sera... Aveva appena ricevuto una telefonata...
Albert mi ha detto dammi svelto qualche soldo... devo
accompagnare la mia amica al treno...
E non sapete a quale stazione si sia diretto?
Non lo so...  tornato verso mezzanotte... Dopo, non 
uscito quasi mai... Credo che, stamattina, abbia ricevuto una telefonata
dalla madre...
Il Dottorino aveva gi raggiunto l'angolo tra la rue de Berry
e gli Champs-Elises, con un'aria preoccupata, scontenta, quando
fece dietro-front, spinse di nuovo la porta girevole dell'albergo.
Dite, Albert... Non avete mai visto questa Betty in compagnia
di un altro uomo?
No signore... L'ho vista soltanto due volte e tutte e due le
volte era col signor Marmont...
Non avete mai sentito parlare di un amico o di un...
Volete parlare di suo fratello?... Mi ha telefonato una
volta...
Sono il fratello di miss Betty... Volete dire al signor Marmont,
quando torna, di raggiungerci dove sa?...
Entrarono due fattorini con dei bagagli. Una signora tutta in
nero era entrata nella porta girevole ed era chiaro che arrivava
dalla provincia. Aveva gli occhi rossi e aveva in mano un fazzoletto.
La camera di mio figlio, per piacere... Jean-Claude Marmont...
Un giovanotto usc dall'ascensore. Evidentemente era stato in
vedetta alla finestra. Anche lui era triste, anzi accasciato. I suoi
occhi erano ancora pi rossi di quelli della madre che abbracci
a lungo mormorando:
Povera mamma... Chi avrebbe pensato... Vieni...
Il portiere e il Dottorino si guardarono... Poi Jean Dollent
sospir, fece un gesto con cui sembrava volersi togliere un peso
dalle spalle e usc.
Pochi minuti dopo era seduto a un tavolino del Select dove,
malgrado l'ora, aveva ordinato un bicchierino di acquavite.
Datemi anche la guida Botun...
Due bicchierini di acquavite... tre bicchierini...
Vediamo... Esperti in oggetti d'arte... Samuel... Jrme
Lvy... Guillaume Benoit...
Scelse, per la verit, l'indirizzo pi vicino. Era vicino all'Elyse,
una palazzina piena di mobili antichi, di rivestimenti in legno,
di sculture che la gente veniva a comprare da ogni parte
del mondo.
Il signor Guillaume Benoit?... No, non sono un compratore
e vi prego di scusarmi... Vorrei soltanto che mi deste qualche
informazione... Il commissario Lucas mi ha detto che siete la
gentilezza in persona...
Non era affatto vero, ma pazienza.
Vi occupate anche voi del caso Lavisse?...
Perch dite anche?
Perch stamattina  venuto un ispettore...
Per chiedervi che cosa?
Se gli oggetti rubati in casa del mio disgraziato collega...
Perch lo consideravamo tutti un collega e ci capitava spesso
di andargli a chiedere consiglio... Se gli oggetti rubati,
dicevo, erano facilmente vendibili...
E voi avete risposto?
Che era quasi impossibile smerciarli in Europa, dove sono
troppo conosciuti e dove  stato dato subito l'allarme ai commercianti
e agli amatori...
Perch precisate in Europa?
Perch in America, dove il mercato  molto pi vasto che
da noi e dove il denaro circola di pi,  pi facile trovare
un amatore che non badi troppo alle origini di un pezzo raro...
Posso rivolgervi un'altra domanda?... Immagino che conosciate
l'appartamento del signor Lavisse?...
Ci sono andato diverse volte per far visita al mio vecchio
amico...
Una persona estranea alla vostra professione, o, se preferite,
un mediocre amatore poteva essere in grado, in pochissimo
tempo, di scoprire, tra tutto quello che c'era nell'appartamento di
Lavisse, i vari pezzi di grande valore?
Il viso dell'antiquario si rabbui.
Non lo credo e mi colpisce che mi rivolgiate questa domanda...
Ieri, alla Sala delle Aste ne abbiamo discusso tra noi...
Per esempio, c'era uno smeraldo scolpito che  un pezzo unico
e vale a dir poco quattrocentomila franchi, ma che un non iniziato
avrebbe scambiato per una pietra senza valore... La stessa
cosa vale per un reliquiario del quindicesimo secolo che pochi ladri avrebbero preferito alle tabacchiere in oro dell'epoca napoleonica che
si trovavano nella stessa vetrina... Posso chiedervi per conto di
chi svolgete l'inchiesta?... Probabilmente per la compagnia di
assicurazione?... Ma mi sembra che gli ultimi acquisti del nostro
povero Lavisse non fossero assicurati...
Il Dottorino se ne and senza dir n s, n no e dopo un po'
si dispose ad affrontare il compito pi faticoso e insieme pi
scoraggiante della sua giornata.



4.
Dove si tratta di visitare minutamente una casa di
sei piani, pianerottolo per pianerottolo, famiglia per
famiglia, abitante per abitante, e dove si parla di nuovo
di un uomo dai capelli rossi.


Lucas, ancora pi grave, pi pensieroso del Dottorino, cercava
quest'ultimo dalle dieci del mattino ed era gi l'una. Aveva
telefonato un po' dappertutto e, non sapendo pi che fare,
prima di andare a colazione, si rec in rue Bergre e domand
alla portinaia:
Non avete visto la persona che era con me ieri?
Un signore bruno, piccolo e nervoso?...  qui da pi di
un'ora... Dev'essere arrivato al terzo...
Al terzo che cosa?
Al terzo piano...  un tipo che ha pazienza e che non teme
di seccare il prossimo. Bussa a tutte le porte... Interroga tutti,
anche i bambini di sei anni, anche i vecchi che non si muovono
dalla loro poltrona.,.
Era vero... Ma anche questa volta il Dottorino non era arrivato
per primo. Quando si era presentato alla porta del sarto
per signora al primo piano a sinistra, (vi regnava una semioscurit
e uno sgradevole odore di lana) gli era stato fatto notare:
Il vostro collega  gi venuto stamattina...
A che pr dire che non apparteneva alla polizia?
Volete sapere anche se abbiamo incontrato per le scale l'uomo
della fotografia?
Ah! Capisco... Il mio collega vi ha mostrato una fotografia...
La fotografia di un uomo dai capelli rossi, vero?...
No... Un giovanotto magro, con i capelli lunghi...
Jean-Claude Marmont! Cos la polizia ufficiale non trascurava
nessuna pista e un ispettore cercava gi di stabilire se
Jean-Claude Marmont, di cui si era procurato una fotografia,
non fosse stato nella casa il giorno del delitto!
Dopo la visita del mio collega, abbiamo avuto altre informazioni...
Quello che vorrei sapere  se, tra le quattro e le cinque,
non avete incontrato estranei per le scale...
Era lungo e scoraggiante! Alcuni tacevano, diffidenti, e bisognava
strappare loro le parole una ad una. Altri, invece, avrebbero
raccontato tutti i loro affari e soprattutto quelli dei vicini!
Bisogna dedicarsi ad un'inchiesta di questo genere per rendersi
conto di ci che una casa parigina contiene di vite umane
e di quanto queste vite siano diverse le une dalle altre.
Il sarto... Il dentista del primo piano a destra... L'ufficiale in
pensione del secondo piano e sua figlia sposata ad uno uscito
dal politecnico... La signora sola che... che...
Col suo ricettario in mano, Jean Dollent annotava ogni tanto
qualcosa, domandava, ringraziava, si scusava, salutava e suonava
alla porta vicina.
Usciva dal penultimo appartamento, al quarto piano a sinistra
(pellicce all'ingrosso, importazione diretta dalla Russia), quando
si trov faccia a faccia con Lucas.
Perch sembr che tra i due uomini avvenisse uno scontro e
che tutta la loro cordialit fosse scomparsa? Si misurarono con
lo sguardo. Gli occhi del commissario Lucas, cos limpidi di
solito, erano duri, il suo atteggiamento compassato; e si vide
il Dottorino tossire per darsi un contegno, abbassare la testa.
Sono due ore che vi cerco, signor Dollent... Non sarete
stupito, immagino, se vi dico che ho qualche spiegazione da chiedervi?
Andiamo! sospir il Dottorino chiudendo il suo ricettario.
Mi sembra che possiamo parlare meglio nel vostro ufficio...
Per strada, arrischi:
Se prendessimo un aperitivo?... Fa un caldo, in quella casa...
Ne bevve due. Lucas lo osservava, aspett il momento favorevole
per dire:
Stamattina, al telefono, vi ho parlato di diciotto uomini con
i capelli rossi... Ho il piacere di annunciarvi che ne abbiamo
un diciannovesimo... E, pensate un po', questo l'ho fatto arrestare...
Non mi domandate il perch?
Non mi interessa.
Ma io ve lo dir ugualmente... L'ho fatto arrestare perch
 la gendarmeria di Nieul, a tre chilometri da Marsilly, che l'ha
notato stamattina, mentre si nascondeva in un boschetto... Il
bosco della Richardire... Lo conoscerete, voi che siete del luogo...
La coincidenza mi  sembrata per lo meno strana... Non
pensate che si imponga una spiegazione e che...
Forse... Ma solo dopo che avremo un po' lavorato... sospir
il Dottorino.
Erano in un taxi e avevano dato all'autista l'indirizzo del quai
des Orfvres. Lucas, esacerbato, si lamentava amaramente.
Sono molto deluso, dottore... E l'aggettivo  troppo blando
per ci che provo... Ammiravo, come altri miei colleghi, i
vostri metodi originali... In un caso precedente, vi avevo dato
per cos dire carta bianca... Nel corso di questa inchiesta ho represso
la mia curiosit, mi sono fidato di voi, a rischio di prendere
su di me gravi responsabilit... Ho fatto di pi: stamattina
vi ho dato per telefono tutte le informazioni che possedevo...
Eppure, confesso che avevo un dubbio... Il caso ha voluto
che nel momento in cui vi chiamavo, voi foste in conversazione
con Marsilly... Non ho sentito niente, ma la cosa mi ha colpito...
Quando, alle dieci circa, la gendarmeria della Rochelle ci ha
avvisato che un uomo con i capelli rossi...
Lo so... Lo so...
Non avete altro da rispondermi?
Chi paga il taxi? disse il Dottorino scendendo dalla
macchina davanti al portone della Polizia Giudiziaria. Aspettate...
Ho degli spiccioli...
Ed ambedue s'infilarono nel portone.

V.
Dove il Dottorino e il commissario Lucas collaborano mostrandosi
i denti, mentre l'uomo dai capelli rossi dalla prigione della
Rochelle, scrive a sua moglie per chiederle perdono

L'ufficio di Lucas. Le finestre spalancate sulla Senna nel sole,
tanto sole, da esserne intontiti.
 molto seccante, commissario, che siate arrivato con un'ora
di anticipo, perch tra un'ora, credo che sarei stato in grado
di darvi un resoconto completo... Adesso, prima di rispondere alle
vostre domande, sono costretto a chiedervi un po' di pazienza...
Bisogner anche che mi permettiate, se volete arrestare l'assassino
del signor Lavisse, di continuare l'inchiesta da questo ufficio...
Mentre Lucas trasaliva, stupito per tanta audacia, il Dottorino,
sedendosi in una poltrona di velluto cremisi e accendendo
una sigaretta, cominci gravemente:
Sorvolo per il momento sulle insinuazioni pi o meno sgradevoli
che avete fatto e credo che non ve ne serber rancore...
Vi confesso che sono molto esitante, che mi trovo in qualche
modo di fronte a un caso di coscienza...
Voglio chiedere consiglio a voi...
Vi  mai capitato, commissario, nel corso di un'inchiesta,
di avere la certezza di aver ragione, di seguire la pista giusta,
di camminare verso la verit?... Parlo, notate bene, di una certezza
morale e non di una certezza materiale...
Vi pongo la domanda in altro modo... Vi  mai capitato,
mentre tutti si lanciavano su una pista, di indugiare, di sentire
che la verit era altrove, di ostinarvi?...
E, in tale caso, vi  capitato di prendere le vostre responsabilit
contro tutti?
Il povero Lucas si domandava dove volesse arrivare il suo interlocutore
e non osava spingersi troppo avanti.
Vi  mai capitato, infine, calcolando che ci fossero,
mettiamo, trenta probabilit su cento di sbagliare, di andare
avanti, nonostante tutto?
Di frequente... Se non si andasse avanti con un settanta
per cento...
 quello che volevo sentirvi dire... Eppure, siete un funzionario!...
Correte un bel rischio!...
Rischiamo il biasimo di tutti e a volte qualcosa di pi...
In tal caso, commissario, volete avere la gentilezza di chiamare
al telefono la Compagnia Transatlantica?
Il Dottorino non bluffava, non si divertiva. Anzi, grosse
gocce di sudore gli imperlavano la fronte.
Pronto... s... qui  la Polizia Giudiziaria...
E rivolto a Dollent:
Cosa domando?
Se  partita una nave per l'America l'altro ieri e a che ora...
E a che ora il treno transatlantico  partito dalla gare
Saint-Lazare...
Pronto... Volete dirmi...
Ecco l'informazione che volevate... Il Normandie ha lasciato
Le Havre la notte dell'altro ieri con la marea notturna,
cio all'una del mattino... Il treno transatlantico, che porta i
passeggeri a Le Havre,  partito dalla gare Saint-Lazare alle
dieci e mezza...
Quando arriva il Normandie a New York?
Tra due giorni...
Avete modo di comunicare da qui con la nave?
Per telefono... Si comunica di giorno e di notte con il Normandie
e con i suoi passeggeri col telefono senza fili... Ogni
cabina ha il telefono...
E se mi sbaglio? domand macchinalmente il Dottorino
non rivolto al commissario ma a se stesso.
Lucas lo esaminava gi meno ferocemente, ma con maggiore
inquietudine. Quel dilettante non l'avrebbe trascinato in un'avventura
disastrosa?
D'un tratto il Dottorino alz la testa.
Mi fate la cortesia di fare un'altra telefonata?... Questa
volta alla Rochelle... Alle carceri...
Ma...
Chiedete cosa fa Georges Motte che  stato arrestato stamattina...
Se ha scritto, che non lascino partire la sua lettera...
Fu uno dei pi bei successi del Dottorino, soprattutto perch
fu un successo dovuto alla pura psicologia.
Allora?
Il guardiano mi ha detto che  tutto intento a scrivere una
lunga lettera alla moglie...
Vi siete raccomandato che non la impostino?
S, fino a nuovo ordine!
E il Dottorino, con gesto negligente, prese il suo blocco di
tasca, dispose dei foglietti sul tavolo.
Suppongo che le dichiarazioni che mi sono state fatte da
gente che mi prendeva per un ispettore non valgano niente...
Perci bisogner...
Alz la testa, colpito da un'idea...
Sentite, commissario... Se il Normandie ha il telefono senza
fili, avr certamente anche la radio... La quale, tra poco, non
mancher di annunciare l'arresto del vostro rosso...
 probabile, se non l'ha gi fatto...
In questo caso... vi chiedo... vi supplico di rischiare qualcosa...
Chiamate subito il Normandie... Sono sicuro che in prima
classe c' una giovane donna e suo fratello...
Come si chiamano?
La donna si chiama, di nome, Betty...  un tipo da cinema...
Il fratello, se non mi sbaglio, non deve essere affatto suo fratello,
ma poco importa...
Non avete altri connotati?
No, tranne che il fratello ha i capelli neri e dei baffetti dello
stesso colore...
Lucas alz il ricevitore del telefono con scarso entusiasmo.
Vi ringrazio commissario... Il mio maggior desiderio, adesso,
 di non procurarvi delle noie.. Se faceste portare dei sandwiches,
staremmo tranquilli e potrei esporvi... Vedete, ho talmente
fiducia nel mio ragionamento che poggia su basi cos
solide.
Con grande stupore del Dottorino, ebbero la comunicazione
con il Normandie ancor prima di aver finito i loro sandwiches.
In altre parole comunicarono con un piroscafo in navigazione
pi presto che con Marsilly!
Il commissario di bordo ha promesso di fare il necessario...
Ci richiamer tra un'ora...
Grazie... Vedete, quello che mi ha colpito  stato che l'uomo
fosse rosso di capelli... Non so se vi ricordate di un caso
che ha fatto molto rumore due anni fa... Se non sbaglio, ve
ne siete occupato proprio voi... Un cadavere era stato gettato
sul bordo della strada da una macchina color melanzana... Per
quindici giorni, furono segnalate venti o trenta macchine di quel
colore e la polizia si trov come non mai nei pasticci...
Ne so qualcosa!
Se Georges Motte non fosse stato rosso di capelli, non avrei
creduto una sola parola di quanto mi ha raccontato e ve l'avrei
consegnato... Perch, avendo commesso un delitto, poteva benissimo
venirmi a trovare per dimostrare la sua innocenza... Sapendo
che le sue impronte erano rimaste nell'appartamento,
raccontandomi una storia si attribuiva il merito della sincerit...
Ma ha i capelli rossi, rossi come pochi uomini li hanno...
 provato, per giunta, che si  trattenuto per ore nell'appartamento
con un moribondo dietro lo sportello di un armadio...
E che ha sparso, come a bella posta, le sue impronte digitali
dappertutto!
Notate che questo potrebbe essere il segno di un'abilit
suprema...
Ma...
Ma c' anzitutto il fatto che la donna descritta da lui esiste
realmente ed  stata recentemente l'amante di Jean-Claude Marmont,
il nipote di Lavisse...
E c' il fatto che erano le cinque quando questa donna...
Capirete tutto, commissario... Non so chi sia Betty... Non
so chi sia il fratello o sedicente fratello... Ma ho buone ragioni
per credere che siano avventurieri molto ingegnosi...
Frequentano i luoghi di divertimento... Fanno la conoscenza
di Jean-Claude Marmont che si spaccia per cineasta...
Jean-Claude, che ha bisogno di denaro, parla con amarezza
di suo zio che, da maniaco, ammucchia ricchezze inutili e si
rifiuta di vedere il nipote...
Lo interrogano... Ottengono da lui tutte le informazioni
utili... Non so dire se sia stato complice o no...
Certo  che si tratta soltanto di rubare...
Abbiamo in proposito due testimonianze di bambini, una
ragazzina di nove anni e un maschietto di otto... Abitano in rue
Bergre... Hanno l'abitudine di giocare per le scale...
Il giorno del delitto, un po' dopo le quattro, hanno visto
salire al quinto piano un signore bruno che  entrato, aprendo
con la chiave, nell'appartamento del signor Lavisse...
Ora, questi bambini avevano gi visto lo stesso uomo qualche
giorno prima, alla stessa ora, ma non era entrato... Si era
limitato a suonare alla porta, mentre non c'era nessuno...
Il suo scopo, quella volta, era di prendere l'impronta della
serratura!.
Pronto, vi parliamo dal Normandie...
Il Dottorino ebbe abbastanza forza di carattere per restare nella
sua poltrona e guardare il commissario che diceva:
S... Come? Siryex?... E siete sicuro che sia bruno con dei
baffetti scuri?... Sua sorella?... S... Bene! date ordine alla polizia
di bordo di perquisire i loro bagagli... Confermer tra poco
per telegramma... Grazie... S... Arrivederci...
Il Dottorino non aspett spiegazioni e prosegu:
Il nostro uomo, fratello o falso fratello di Betty, fa il colpo.
 ben informato. Sa che Lavisse non torna mai a casa prima
delle sei e che la sera stessa c' un piroscafo in partenza per l'America...
Per disgrazia sua e del collezionista, questi, che ha dei
disturbi di stomaco, torna prima del solito e trova in casa sua
uno sconosciuto...
Il ladro colpisce, ficca il corpo in un armadio, raggiunge
Betty in un caff dei dintorni...
Non sono ancora le cinque... Hanno il bottino... Ma tra
non molto il corpo sar scoperto... Sar dato l'allarme... Saranno
bloccati i porti, le strade, le navi, le frontiere...
Non sono ancora le cinque e i Grands Boulevards sono in
piena animazione...
Bisogna metterli su una pista falsa! dichiara Betty. Una
pista falsa che li tenga a bada finch siamo sbarcati a New-
York...
Aveva forse letto la storia dell'auto color melanzana?... Il
vero assassino  bruno... Ci vuole un tipo pi caratteristico...
Un uomo di cui sia facile seguire le tracce... Un uomo che,
per molto tempo, non possa liberarsi dai sospetti...
Betty entra, da sola, in un bar... Scorge un uomo con i
capelli rossi, di un rosso acceso...
 lui che terr in ballo la polizia mentre la coppia sbarcher
tranquillamente negli Stati Uniti col gruzzolo... L'uomo 
ingenuo ed  tanto meglio... Una passeggiata al Bois basta per
farlo innamorare follemente..
Andr perci all'appuntamento che gli  stato dato all'ora
in cui la portiera, ogni sera d'estate,  sulla soglia di casa!
Aspetter... Lascer le sue impronte dappertutto... Se ne
andr di notte, quando il portone sar chiuso, in modo che la
portiera lo veda un'altra volta...
Nel frattempo, i colpevoli...
Treno transatlantico... Normandie...
Ma Jean-Claude Marmont?
Complice, credo... Non dell'assassinio, ma del furto, nel
senso che ne ha dato l'idea... La prova  che Betty gli telefona
e che lui la accompagna alla stazione col sedicente fratello...
Scommetterei che, in quel momento, la coppia non gli confessa
che  stato necessario uccidere lo zio... Gli promette la sua parte...
Gli d certamente un acconto, per comprometterlo ed obbligarlo
a tacere...
 soltanto l'indomani, attraverso i giornali, che viene a sapere
di essere complice di un assassinio ed ecco perch, poco
fa, era pi sconvolto della madre...
Ci fu un silenzio. Il Dottorino appariva stanco e spiava continuamente
l'apparecchio telefonico che si ostinava a tacere.
Non  che un ragionamento, vero? mormor con un sorriso
forzato, come per scusarsi. Notate che se io ho ragione,
quella donna  davvero geniale... Perch, mentre eravate tutti
sulle tracce dell'uomo dai capelli rossi...
Il commissario, seccato, rimase immobile.
Credete che la polizia di bordo?...
Sono uomini che escono da qui e sono stati scelti tra i migliori...
Mi avete detto poco fa che questo Motte  sposato e
che la moglie aspetta un bambino?
Il commissario aveva dei rimorsi... Difatti chiam l'agenzia
Havas.
Il mio comunicato di poco fa? Non  ancora partito? Allora,
vi prego di sopprimerlo... Annunciate invece che sono
imminenti due arresti sensazionali...
Non restava che aspettare, davanti a un telefono muto. Fu la
cosa pi lunga e pi dura. Specialmente per il Dottorino che,
alla fine, non ne poteva pi dalla sete e avrebbe bevuto qualunque
cosa per calmarsi.
Finalmente, alle cinque del pomeriggio, squill il telefono.
S... Ah!... Come dite?... S, mandatele per telefotografia...
Naturalmente... Protestano ancora!... Ah! S!... La conferma telegrafica...
Senz'altro... Grazie...
Non era sconcertante pensare che la voce veniva da una nave
attualmente in alto mare e udire, come rumore di fondo, non
quello delle onde ma quello dell'orchestra di un t danzante
sul Normandie?
Allora, commissario?
Il commissario Lucas alz gli occhi e diede al suo viso un'espressione
severa...
Allora, dottore... Avete...
Un silenzio che dur un'eternit...
Avete giocato col settanta per cento e avete vinto...
Come?
Gli oggetti rubati, che prendono poco posto, sono stati scoperti
in una valigia a doppio fondo... Questa valigia si trovava
nella cabina di Alfred Siryex, il quale, a bordo,  accompagnato
da sua sorella Betty Siryex, di nazionalit turca... Tra pochi minuti,
riceveremo per telefotografia le loro impronte digitali e
sapremo...
Ho detto al capo che siete stato voi... Vuole vedervi... 
la prima volta, dopo otto anni, che prendiamo" Fred Stern, il
grande specialista americano, in flagrante delitto... Sua sorella,
che non  sua sorella ma la sua amante, protesta invano, ma...
Il Dottorino si lasciava guidare docilmente. Sorrideva. Ascoltava
scuotendo la testa le congratulazioni del direttore della Polizia
Giudiziaria e, da qualche minuto, Lucas lo osservava ansiosamente...
Sentite, dottore...
Il Dottorino seguitava a sorridere in maniera talmente artificiale
che...
Dottore!
Lasciatemi dormire sospir questi... Avevo tanta paura...
Ero cos poco sicuro di... Quando siete andato all'identit
Giudiziaria e...
Aveva la lingua cos legata che riusciva a stento ad articolare
le parole.
Allora sono sceso... al bistrot all'angolo... e non ricordo
pi... sei... sette... credo sette bicchierini di acquavite...
Era troppo ubriaco per parlare in maniera comprensibile.
Settanta gradini... No!... Settanta probabilit su cento...
Ah!... S... I gradini erano...
Dorm per due ore nella poltrona cremisi dell'ufficio di Lucas
e si svegli un po' intontito.
Sapete che avete condotto in porto la pi bella inchiesta
della vostra carriera? gli dissero quando si svegli.
Io?
E poi:
Dov' il mio rosso?... Spero bene che non abbia confessato
niente a sua moglie!... Poveretto, per una volta che... E lei,
che aspetta un bambino!... Pensate che mi aveva offerto i diecimila
franchi della sua assicurazione sulla vita... A proposito,
commissario... Ho sete... Non so come mai, ma ho una tale sete...
Se andassimo a bere una birra?


 
L'AMMIRAGLIO  SCOMPARSO.

1.
Dove subito si constata che l'Ammiraglio non  un
vero ammiraglio e dove si impara che un uomo pu
scomparire in pieno giorno, nel bel mezzo di una strada,
senza lasciare tracce.

I fatti sono fatti e nessun ragionamento della terra potr mai
far niente contro di essi. Gli abitanti della piccola citt avevano
un bel ripetere, a proposito della scomparsa dell'Ammiraglio:
 impossibile!
Restava ugualmente vero che l'Ammiraglio era scomparso in
pieno giorno, in mezzo alla strada, e, per cos dire, di fronte
a tutti. E l'Ammiraglio non era uno di quei tipi magrolini capaci
di arrampicarsi per una grondaia o di passare per uno spiraglio,
ma un pezzo d'uomo sui novanta chili, dal ventre rispettabile.
Sarebbe pericoloso nominare la citt a causa delle suscettibilit
locali, ma si pu dire che era una di quelle cittadine soleggiate
della Provenza, poste nel quadrilatero Avignon, Aix, Marseille,
Nimes.
Una di quelle citt in cui tutti si conoscono e in cui, quando
qualcuno col panama in testa si avventura sul marciapiede infuocato,
dietro le persiane si sente mormorare:
Guarda! Ecco il signor Taboulet che va a prendere la moglie
alla stazione. Fortuna che ha un cappello alto che nasconde
tutto quello che gli spunta sulla fronte...
Delle case bianche. Delle imposte verdi. Una passeggiata ombreggiata
da platani. Davanti alle porte, delle tendine per non
far entrare le mosche...
L'avvenimento si verific mercoled 25 giugno, quando il
caldo aveva raggiunto la sua punta massima perch da un mese
non soffiava pi il maestrale ed alcuni sfoggiavano perfino il
casco coloniale.
Alle cinque precise del pomeriggio, come ogni giorno, l'Ammiraglio
si allontan dal ristorante A la meilleure brandade, posto
proprio all'angolo della strada nazionale con rue Jules-Ferry.
Bisogna sapere che la strada nazionale passa un po' al di
fuori del centro della citt, nella parte alta. La rue Jules-Ferry
 in discesa e porta alla passeggiata, dove si trovano la posta e la Banca di Francia.
A sessantotto anni, l'Ammiraglio era ancora vegeto. Aveva il
colorito florido, la barba morbida come seta e, contrariamente
agli uomini d'oggi, non aveva affatto vergogna del suo ventre
che portava invece con una certa fierezza. Forse perch aveva
le cosce grosse, camminava con le gambe un po' scostate, a piccoli
passi pieni di maest.
Guarda! Ecco Mario... aveva esclamato un giorno un parigino
che gli passava vicino in compagnia di belle donne.
L'Ammiraglio non si era offeso. Anzi!
Scommetti che  Tartarin? aveva azzardato un ragazzino
che non era della citt.
E anche questa volta l'Ammiraglio non si era offeso. Non era
Mario, non era Tartarin e non era nemmeno ammiraglio. Ma,
quando era giovane, aveva navigato molto come aiutante-cuoco
a bordo dei piroscafi e, da allora, seguitava a portare un berretto
da ufficiale di marina.
Era stato lui a fondare il ristorante A la meilleure brandade.
Poi, a pi di sessantanni, l'aveva ceduto alla nipote che aveva
sposato un uomo del nord, nato a Lione, e viveva con loro.
Alle cinque, dunque, l'Ammiraglio scendeva a piccoli passi
per rue Jules-Ferry. La strada non misura pi di trecento metri
e, su ci che accadde in meno di dieci minuti, si hanno, evidentemente,
soltanto delle testimonianze piuttosto vaghe.
Erano le cinque in punto - ho guardato l'orologio del negozio
- quando l'Ammiraglio  passato... afferm il signor
Pichon, cappellaio, il cui negozio, in rue Jules-Ferry, era a fianco
del ristorante.
Dunque nessun errore era possibile riguardo all'inizio di quella
strana passeggiata, perch nessuno ha mai messo in dubbio
la parola del signor Pichon ex-assessore e consigliere municipale,
presidente del comitato delle feste cittadine. E poi?... Tre
case pi gi c' la tabaccheria tenuta dalla vecchia Tatine, che
 nello stesso tempo merceria e rivendita di giornali. Quel giorno,
poich Tatine soffriva dei suoi soliti reumatismi, era Polyte,
suo nipote, che serviva in bottega.
L'Ammiraglio  entrato pochi minuti dopo le cinque, come
gli altri giorni. Ha preso il giornale e un pacchetto di sigarette
e ha detto:
Bel tempo, figliolo! Mi ricorda Madagascar...
Perch sia la pioggia, che il vento e il caldo ricordavano
sempre all'ex-cuoco qualche paese lontano.
In fondo alla via, proprio dove comincia la passeggiata, una
partita a bocce era in pieno svolgimento. Era questa, d'altronde,
la mta dell'Ammiraglio che, gli altri giorni, andava a
piazzarsi senza dire niente vicino ai giocatori, in attesa di una
contestazione di cui sarebbe stato fatalmente l'arbitro.
Vicino al gioco di bocce c'era l'orologio elettrico della
posta, di modo che ognuno aveva, per cos dire, l'ora davanti agli occhi. Ora, il signor Lartigue, il commerciante di pesce, che aveva buttato il
pallino e lo trovava troppo lontano, mentre il suo avversario
sosteneva che il colpo era regolare, alz la testa verso rue
Jules-Ferry.
Peccato che l'Ammiraglio sia ancora troppo lontano! not.
Cos, per lo meno quattro persone videro l'Ammiraglio, panciutello,
che si trovava in quel momento a met strada, esattamente
di fronte al terzo fanale.
Erano le cinque e cinque. La partita continu. Il signor
Lartigue, che era brontolone non si sa quanto, tir di nuovo
un colpo discutibile, cerc l'Ammiraglio con gli occhi e disse,
stupito:
Ma guarda!  scomparso...
In realt, la rue Jules-Ferry era deserta, met in ombra, met
al sole, e, letteralmente, non c'era un cane in giro.
Bisogna notare che nessuna strada o vicolo sbocca sulla rue
Jules-Ferry.
L'Ammiraglio non era arrivato in fondo alla strada.
E non era nemmeno tornato indietro!
Quando il Dottorino scese dall'auto di fronte al La meilleure
brandade, era coperto di sudore, di polvere, di olio e di grasso,
perch aveva avuto seri guai con Ferblantine che non era pi
di primo pelo.
Nella sala del ristorante non vide che una piccola cameriera
dagli occhi neri di andalusa che gli sembr lo guardasse con
ardita ironia.
Si pu avere una camera?
Vado a chiamare il signor Jean...
Era il padrone, che apparve in giacca e berretto bianchi. Un
giovanottone di trenta-trentacinque anni, magro, con un'aria poco
allegra.
Desiderate una stanza? Vi fermate alcuni giorni?
Il Dottorino replic aggressivamente:
Come fate a sapere se mi fermer alcuni giorni?
Non so niente... Dicevo cos, per dire... Volete salire subito
nella vostra camera per rinfrescarvi un po'?
La cameriera, che si chiamava Nine, lo accompagn al primo
piano e al Dottorino sembr che seguitasse ad avere un'aria ironica
che non gli piaceva per niente.
Non aveva fatto male ad abbandonare un'altra volta la sua
clientela di Marsilly per raccogliere una sfida piuttosto ridicola?
Perch nessuno l'aveva chiamato. Era stato messo al corrente
di quella faccenda soltanto dai giornali che non ne avevano detto
gran che. Per, nella posta di due giorni prima, aveva trovato
una lettera anonima che diceva:
Scommetto che, per quanto furbo vi crediate, non sarete capace
di ritrovare l'Ammiraglio.
Strano albergo! C'era da chiedersi di cosa vivessero i padroni,
perch non c'era ombra di clienti. Tuttavia otto tavoli erano apparecchiati
per la cena, come se dovesse arrivare gente.
A destra della sala del ristorante c'era una sala pi piccola,
un bar, ma anche qui non c'era ombra di consumatori.
Alla cassa, infine, c'era la signora Angle, come la chiamava
Nine, cio la moglie del padrone, la nipote dell'Ammiraglio.
Si pu bere qualcosa?
Il signor Jean in persona lo and a servire.
Un pastis?... Non so se  di vostro gusto, ma questo  autentico...
Alla vostra salute...
Il signor Jean si era versato a sua volta un pastis e, d'autorit,
bevve col suo cliente sconosciuto.
Il liquido opalino non lo rese pi allegro del solito e sospir,
guardando, sul marciapiede, il recinto con i tavolini ombreggiato
da un tendone color arancio e circondato da oleandri piantati
nei barili dipinti di verde.
Avete sempre tutta questa gente? scherz il Dottorino
che sentiva il bisogno di vendicarsi del caldo e dei vari guai
che gli aveva dato Ferblantine.
A volte di meno... replic il signor Jean senza scomporsi.
A volte di pi... Un tempo le cose andavano bene... Le auto
non correvano tanto ed erano continuamente in panne... Adesso
filano a cento all'ora e non pensano pi a fermarsi...
 molto che gestite l'albergo?
Dal tempo del mio matrimonio, sei anni fa...
Dollent aggrott la fronte, interessato dallo sguardo che il
suo interlocutore aveva lanciato, da lontano, alla giovane donna
che sedeva alla cassa.
Guarda! Guarda! pens. Ecco un signore che non ha
l'aria di essere molto contento del suo matrimonio.
Insomma disse siete pentito di esservi stabilito qui...
Sono pentito e non sono pentito... Mettete in pi le noie
che abbiamo da una settimana a questa parte... Non avete letto,
nei giornali?...
No...
Il vecchio, che viveva con noi,  scomparso... Sono andato
ad avvertire la polizia... Non mi crederete, ma non mi hanno
preso sul serio e a mala pena hanno finto di aprire un'inchiesta.
Signor Jean mi ha dichiarato il commissario secondo
le statistiche, in Francia scompaiono ogni anno trentamila persone...
Prima o poi si finisce col ritrovarle... Almeno i nove
decimi... Capite che se la polizia dovesse occuparsi di queste
trentamila persone che non si trovano pi al loro posto e che
se ne vanno senza avvertire nessuno...
Vostro zio non stava bene, qui?
Come un pasci, signore!
Perch lo diceva con tono lugubre?
Contrariamente a quanto si potrebbe insinuare - ci sono
sempre le male lingue! - era stato lui a fare un buon affare...
Perch, quando sua nipote mi ha sposato, il signor Fignol che
tutti chiamavano l'Ammiraglio, era quasi rovinato... Solo che
questo la gente non lo sapeva... Aveva fatto degli strani investimenti
che dovevano fruttargli il trenta per cento e che gli
hanno mangiato tutto il capitale... L'azienda era ipotecata...
io l'ho rilevata e mi sono impegnato ad assistere e mantenere
il vecchio fino alla sua morte... Gli davo anche un po' di spiccioli
per le sigarette e le partite a carte...
Non aveva entrate personali?
Credete che per un uomo della sua et, senza pi vizi, non
siano sufficienti venti franchi la settimana? Un altro pastis? Tocca
a me... Insomma, adesso  scomparso e non  tutto, c' un
seguito...
Quale seguito?
Non siete del paese, vero? Altrimenti sapreste... In meno
di una settimana, l'albergo  stato svaligiato due volte... E che
non mi si parli della banda dei marsigliesi che sembra saccheggi
la regione... Come potevano, i marsigliesi, conoscere cos bene
la casa?... Tanto che hanno potuto entrare, andare e venire, aprire
porte e armadi senza che nessuno li sentisse...
Hanno rubato molta roba?
Tutti gli effetti di mio zio... Dei vecchi vestiti, delle valige
usate che non valevano pi quattro soldi, una borsa in cui teneva
la corrispondenza e che so ancora...
E la seconda volta?
 stato la seconda volta... La prima, non hanno rubato
niente... Si sono limitati a mettere sossopra la stanza... L per l ho creduto che la polizia si fosse decisa a prendere
sul serio il caso... Ma no! Al contrario!
Vedete mi hanno risposto che vostro zio non  morto,
dato che  tornato a prendere le sue cose...
Tenete conto poi che l'Ammiraglio, con i suoi novanta
chili, non poteva salire le scale senza far scricchiolare tutti i
gradini! Notate anche che, a quanto ho visto, i ladri sono entrati
per una finestra del primo piano arrampicandosi lungo un
pergolato...
Allora signore, io vi dichiaro - e non so nemmeno chi siate
- che se dobbiamo pagare tutto quello che paghiamo di tasse
per avere una polizia cos inefficiente, non vale pi la pena di
essere contribuenti francesi e... Alla salute...
Io affermo, signore, che l'Ammiraglio  stato assassinato,
perch, se fosse vivo, si finirebbe per ritrovarlo, tanto pi che
la rue Jules-Ferry non  lunga e tutti quelli che vi abitano
sono gente conosciuta...
Non potrebbe essere stato portato via in macchina?
In macchina! esclam l'altro guardandolo con commiserazione.
Credete - ma forse siete di Parigi? - che ci sia traffico
di macchine tutto il giorno, in rue Jules-Ferry?... Tranne il
fornaio al mattino, e l'agente di assicurazioni che abita al
32 e che ha la sua auto... No, signore!... Nessuna macchina 
passata quella sera...
Jean! chiam una voce di donna.
Il Dottorino si volt verso la cassa e vide Angle, la moglie
del padrone, che appariva veramente terrorizzata. Accanto a
lei, aspettava un ragazzino dall'aria sveglia.
Permettete?  mia moglie che mi chiama di nuovo! Non
pu mai fare a meno di me. Se potesse legarmi con una catena...
Si diresse verso la cassa senza entusiasmo, parl con la moglie
sottovoce, poi prese in mano la busta che gli veniva porta.
Ma insomma!... Cosa aspetti a dare qualcosa a questo ragazzino,
perch se ne vada?
Senza pi occuparsi della moglie, torn verso il Dottorino.
Bel pasticcio brontol. E adesso, niente meno, mio zio
avrebbe avuto l'idea di scrivermi... Ma il pi curioso  che 
proprio la sua scrittura...
Cari Jean e Angle,
Non preoccupatevi per me. Sono andato in campagna. Torner
tra qualche giorno.
Marius Fignol.
 stato quel ragazzino a portare la lettera?
S.  il figlio del postino. Facendo lo spoglio della corrispondenza,
questi ha riconosciuto la calligrafia dell'Ammiraglio
e ha mandato subito suo figlio per guadagnare tempo...
Com' il timbro postale?
La lettera  stata impostata qui, all'ufficio sulla passeggiata...
Da un po' di tempo il Dottorino osservava Jean con insistenza
poi il suo sguardo si rivolgeva alla cassa. Ma non era Angle
che osservava in quel modo, bens un calamaio dove si vedevano
delle sbavature di inchiostro violetto.
Sentite un po'... disse estraendo a sua volta una lettera di
tasca.
Che cosa?
Perch mi avete fatto venire qui?
Io?
Si, voi... Confessate che siete stato voi a spedirmi questo biglietto
e che, se mi avete raccontato tutto quello che mi avete
raccontato,  perch sapevate benissimo chi sono...
L'albergatore esitava ancora. Era arrossito. Prese il bicchiere
con mano tremante.
Non capisco cosa volete dire...
Leggete!... Volete farmi vedere un saggio della vostra calligrafia,
o preferite che faccia intervenire un esperto?...
No... Non  il caso... Vi chiedo scusa, dottore... Desideravo
che vi occupaste di questo caso, perch ho sentito parlare
molto di voi... Ho pensato che se vi avessi raccontato le cose
cos come sono, non avreste accettato...
Gir la testa e confess:
Mi sono detto anche che un uomo celebre come voi mi
avrebbe chiesto chiss quanto... Non sono ricco. Allora...
Allora avete trovato il modo di ottenere gratis la mia collaborazione...
Naturalmente non vi metter in conto n la camera n i
pasti... E nemmeno i bicchieri... Potete bere quanto volete...
E se ritroverete il mio povero zio, riuscir a procurarmi uno
o due biglietti da mille...
Bene... Un avaro! Era chiaro! Non solo un avaro, ma un avaro
abbastanza astuto e macchinoso per escogitare la faccenda
della lettera anonima.
Restate,  vero?... Vi chiedo scusa per quello che ho fatto...
Ero atterrito...
Mi permettete di scambiare qualche parola con vostra moglie?
Lo sguardo del signor Jean parve oscurarsi.


2.
Di una famiglia in cui l'accordo non sembra perfetto
e dei piccoli furti dell'Ammiraglio.

Preferisco che mi lasciate solo con lei, signor Jean... Immagino
che a quest'ora avrete da fare in cucina...
Il Dottorino aveva appoggiato i gomiti alla cassa e guardava
da vicino Angle che appariva molto giovane ma non pi allegra
del signor Jean.
Questa lettera  stata scritta da vostro marito, vero?
S...
Era impaurita, cercava di capire.
Mi ha fatto venire qui con questo sistema perch mi occupi
di vostro zio... Ci vi sorprende?...
Io... io non so...
Immagino che andaste d'accordo voi tre?
Sapeva gi che era vero il contrario. Bastava guardarla!
S, andavamo d'accordo! sospir.
Tranne quando litigavate...
Loro litigavano ogni tanto...
Perch?
Anzitutto, perch mio zio non aveva simpatia per i lionesi
e sosteneva che mio marito aveva un cattivo accento, il che, nel
Mezzogiorno, non  una buona cosa per i clienti... Ma non 
colpa di Jean se ha quell'accento!... Poi c'era la storia del merluzzo,
in cui mio marito non metteva abbastanza aglio... Poi
un'infinit di piccole cose...
Vostro marito, dal canto suo, doveva rimproverare all'Ammiraglio
di costargli troppo... Non  cos?
Forse un po'...
Ci sono state tra di loro scene violente?
Non violente... Scene... Soprattutto a causa della cassa...
Si volt per assicurarsi che Jean non stesse ascoltando
attraverso lo spiraglio della porta della cucina.
Prima sono stata io a prendere la sfuriata... Durante la settimana
non viene quasi nessuno, ma la domenica ci capita di
servire venti o trenta persone... Incassiamo un bel po' di denaro...
Ne mancava spesso?
Come lo sapete?... Ne mancava quasi tutte le domeniche ed
era sempre un biglietto da cento franchi... In un primo momento,
mio marito, che  terribilmente geloso, ha creduto che prendessi
io quel denaro per darlo ad un amante... Io che sto sempre
chiusa qui dentro!... Anche se volessi...
Un profondo sospiro. Decisamente non era una coppia felice!
Forse alla piccola signora Angle non sarebbe dispiaciuto consolarsi
con un bel giovanotto del paese.
Una sera, ha sorpreso mio zio che infilava la mano nel
cassetto...
Immagino la scena!
Il mio povero zio non os rispondere! Lui, che  rispettato
da tutti in citt, era vergognoso come un bambino colto in fallo
e non diceva niente...
Non sapete cosa ne facesse del denaro?... Vi faccio una
domanda delicata... L'Ammiraglio era ancora abbastanza vegeto
per correre dietro alle donne? Capite cosa voglio dire?
Oh! no... Aveva smesso da molto tempo... Mangiare, bere,
giocare alla manille e guardare la partita di bocce, s... Ma
per il resto...
La lettera che avete ricevuto  scritta con la sua calligrafia?...
Siete certa che non sia stata imitata?...
Non avrebbero potuto imitarla cos bene...
In quel momento, Nine, la cameriera, apr la radio con l'aiuto
della quale, certamente, si sperava di attirare dei clienti. Ma
Angle aggrott la fronte. L'apparecchio, difatti, non emetteva
che suoni cacofonici e sibili.
Nine! Vi ho gi detto di non aprire la radio finch non sar
stata aggiustata... L'elettricista non  ancora venuto?
Sospir, con aria stanca. In quella casa, tutti apparivano oppressi
dalla stanchezza!
Sono quindici giorni che l'elettricista deve venire ad aggiustare
l'apparecchio radio e ancora non si  visto... Per, tutti
i pomeriggi va a giocare a bocce sulla passeggiata. Nine! Servite
ai tavolini all'aperto...
Una coppia in tandem si era seduta fuori e la donna aveva
preso un colpo di sole che dava al suo viso un colore vivo di
pomodoro maturo.
Due limonate!
Ditemi, signora... Dopo la scomparsa dell'Ammiraglio non
 pi mancato denaro nella cassa?
No... Dopo no...
Vostro zio non aveva amici in rue Jules-Ferry?
No, a parte il signor Bfigue, il farmacista... Ma sono gi
tre settimane che  in una clinica di Marsiglia in seguito a un
incidente d'auto...
Perci l'Ammiraglio non aveva nessuna ragione di entrare
in una delle case di rue Jules-Ferry?
Tranne che nella tabaccheria... Non faceva che entrare e
uscire... Sapeva di essere atteso sulla passeggiata... Verso le
cinque e mezza, tutti i giorni, c' la grande partita, quella dei
campioni... Ed era mio zio che arbitrava... Era segretario della
Societ delle bocce dei giovani...
Continuava a guardarsi intorno, inquieta. Suo marito, stanco
di aspettare, emerse dalla cucina surriscaldata asciugandosi il
viso con un tovagliolo.
Vi ha rivelato cose interessanti? Sapete cosa mi sconcerta di
pi? Ci penso da quando sono andato ai fornelli. A proposito,
stasera mangerete una cheppia farcita... Ci che pi mi sconcerta
 questa lettera... Si direbbe che l'assassino vi abbia visto
arrivare o che sapesse che sareste venuto, e abbia cercato di
farvi andar via... Se mio zio fosse veramente in campagna -
dove non andava mai! - la lettera, che  stata impostata oggi,
come avrebbe potuto essere messa nella cassetta postale della
passeggiata? Eh?... Cosa mi rispondete?
Si volt di scatto. Qualcuno entrando, si era seduto vicino a
un ventilatore, e si capiva che era solito sedersi proprio li.
Ah! Siete voi, commissario?... Sosterrete ancora che mi sono
messo in testa delle strane idee vero?
Il commissario aveva un abito di alpag, un cappello di paglia
e fumava una lunga pipa dalla canna sottile.
Non ho ancora detto niente... E prima di tutto vorrei bere
un pastis fresco... Ma di quello buono... quello che  sotto
il banco...
In altre parole, il pastis proibito dalla legge.
 vero che avete ricevuto una lettera dall'Ammiraglio?
Come lo sapete?
Non  il nostro mestiere, sapere tutto?... Anche le cose che
gli altri ancora ignorano... Per esempio, che hanno trovato gli
abiti e le valige dell'Ammiraglio nel fiume...
Angle trasal.
Mio zio  annegato?
Non ho parlato di vostro zio, ma degli indumenti e delle
valige che sono scomparsi dalla sua stanza alcuni giorni dopo
di lui...
E l'abito che indossava?
Non l'hanno ancora trovato... replic cinicamente il commissario
di polizia. Evidentemente lo ha ancora addosso...
Soltanto, vi avverto... Ho trent'anni di carriera... Tra due anni
andr in pensione... Bene! Deve ancora nascere chi mi prender
in giro...
Una minaccia? Cos sembrava. A chi era rivolta? Era quello
che il Dottorino si sforzava di indovinare, ma senza riuscirci.
Non vedo perch vi si dovrebbe prendere in giro! sospir
Jean.
Il dottor Dollent prefer andare a prendere aria, tanto pi che
l'orologio segnava le cinque, cio l'ora in cui, una settimana
prima, l'Ammiraglio si era allontanato di casa.
Il marciapiede che percorse era in pieno sole. Guard per un
istante l'enorme gibus rosso sospeso per aria che serviva come
insegna al cappellaio; e scorse nella bottega un uomo piccolo e
con la barbetta a cui non poteva sfuggire niente di ci che
avveniva fuori.
Poi c'erano tre palazzine. Poi la piccola vetrina della merceria
dove si vendevano tabacchi e giornali. Entr.
Un pacchetto di Gitane...
Per contrasto con l'esterno, c'era buio come in una cantina.
Il ragazzo tese il braccio e prese un pacchetto giallo. Intorno a
lui, tutto era come doveva essere: giornali illustrati, quotidiani
disposti su fili di ferro, scatole contenenti cotoni da ricamo, gomitoli
di lana, il banco con i tabacchi, i francobolli, i biglietti
della lotteria nazionale e, in un angolo, caramelle e altri dolciumi
a buon prezzo per i bambini.
Vi devo ancora trenta centesimi...
Il ragazzo frug nel cassetto, pos le monete sul banco.
Cinque case pi in l, una piastra di rame: Assicurazioni.
E, a fianco, l'insegna di un ufficiale giudiziario.
C'era da credere che tutti dormissero in quella strada!
Una vetrina nera, un boccale verde a destra, uno giallo a
sinistra e una porta in centro: la farmacia Bfigue.
Era aperta nonostante l'incidente occorso al signor Bfigue,
che era ancora a Marsiglia. E ne uscivano brani di musica trasmessa
dalla radio.
Sulla soglia, un giovanotto di una ventina d'anni, con gli
occhiali cerchiati di tartaruga, appariva molto fiero del suo camice
bianco che gli dava vagamente l'aria di un medico da clinica
privata.
Nella via non c'era un angolo, uno steccato, un terreno vuoto.
C'erano delle altre case, la botteguccia di un calzolaio intento
al suo lavoro, una drogheria che vendeva anche legumi.
Infine, a cento metri dalla passeggiata, dove, nell'azzurro dell'ombra,
spiccavano le camicie bianche dei giocatori di bocce,
un edificio un po' pi importante: Distilleria provenzale....
Cinque minuti dopo il Dottorino, fumando sigarette su sigarette,
aveva l'aria di seguire con grave attenzione la partita di
bocce di cui non capiva niente.
Il mercoled scorso l'Ammiraglio non era arrivato fin l! Rue
Jules-Ferry non era lunga, eppure non ne aveva raggiunto il
fondo!
Non c'era un punto in cui nascondersi! Era impossibile passare
inosservati, specialmente per un uomo conosciuto in tutta
la citt.
E ci nonostante...
Con le sue zone di luce splendente e le sue zone di ombra
quasi violetta, con i tronchi chiari dei platani e il leggero stormire
delle foglie, il bianco delle camicie e quella specie di vita
al rallentatore imposta dal caldo, la piccola citt, vista dal luogo
in cui era, appariva come una scena della Carmn.


3.
Dove, tra tanti innamorati, il Dottorino comincia a
sentirsi solo, ma dove, poco dopo, egli viene sommerso
dalle confidenze.

La finestra dava sul cortile, che era chiaro e allegro con vasi
pieni di fiori dai colori accesi e al primo sorgere dell'aurora si
sentivano cantare gli uccelli tra i rami di un tiglio che si
scorgeva dietro la casa.
Ma quella mattina il Dottorino non si interessava alla natura.
Un altro spettacolo lo aveva attratto. Mentre scendeva dal letto,
si era aperta una finestra quasi di fronte alla sua che aveva rivelato
una camera in disordine, un letto disfatto e, soprattutto,
Nine, la piccola cameriera, che attendeva alla sua toilette.
Quasi nello stesso momento, il signor Jean era sceso nel cortile,
ancora in vestaglia, con i piedi nudi nelle pantofole: aveva
gettato qualche manciata di grano alle galline e alle tortore ed
era rimasto l, con le mani in tasca e l'aria di aspettare qualcosa...
Questo qualcosa era Nine che, a sua volta, era scesa dalla sua
stanza. La sent macinare il caff, riattizzare il fuoco poi la vide
traversare in fretta il cortile, con una brocca in mano ed entrare
in una specie di rimessa.
Un momento dopo, il signor Jean, come se non avesse niente
di meglio da fare, si infilava a sua volta nella rimessa.
Il Dottorino sorrise e rimase al suo posto d'osservazione.
Nine usc per prima, spettinata, accesa in volto pi del normale, reggendo
in mano la brocca piena di vino bianco. L'albergatore
invece, si ferm nella rimessa ancora qualche minuto e, per darsi
un contegno, usc con qualche ciocco tra le braccia.
Nel frattempo, in un'altra camera, Angle si vestiva, ma il
Dottorino la distingueva male perch non aveva aperto la finestra.
Dei passi per le scale... Bussarono alla porta...
Avanti...
Era Nine che portava un vassoio con la prima colazione.
Non ho mica chiamato... protest Dollent. Come sapevate
che ero alzato?
La ragazza sorrise, maliziosamente.
Vi ho visto dietro le tende... Allora ho pensato che fosse il
momento migliore per parlarvi senza che la padrona ci ascolti...
Strana ragazza, focosa, sfacciata, che aveva ancora i capelli in
disordine e da cui sembrava emanasse il profumo dell'amore.
Sotto il grembiule di tela, doveva essere appena vestita o forse
affatto, e il Dottorino si volt sospirando.
Che et avete? domand mettendo lo zucchero nel caff.
Diciotto anni... Ma non  di me che si tratta,  di quella
brava donna...
Come?
Quella che si sta vestendo qui di fronte... Ecco, da qui, la
vedo mentre si mette la cipria sul suo muso di donnola... Volevo
mettervi in guardia, perch con le sue arie di santarella  capace
di imbrogliarvi... A vederla, sempre calma e come rassegnata
si metterebbe una mano sul fuoco per la sua virt... Ma invece,
anche prima di sposarsi era di quelle che corrono dietro agli
uomini e gli andavano bene tutti, anche quelli sposati.
Era difficile non sorridere evocando la scena della rimessa
alla quale il Dottorino aveva assistito da poco!
Credo sia per questo che lo zio ha dato subito il consenso
al suo matrimonio... Poveretto, aveva paura che un giorno o l'altro
fosse troppo tardi... Capite?... Ed  bugiarda come un epitaffio.
L'avete vista... L'anno scorso si trattava del salumiere
della rue Haute... Quest'anno si tratta dell'aiuto-farmacista...
Quello della farmacia Bfigue?
Quello, si, un cattivo soggetto che tutti chiamano Tony e
sta sempre con Polyte, il ragazzo della tabaccheria... Bene, lei,
che  una donna sposata ed  a capo di un'impresa come questa,
non si vergogna di correre dietro a Tony... Perch  lei che gli
corre dietro!... Basta niente per vederla correre alla farmacia a
comprare un cachet o delle pasticche contro il mal di gola...
Suo marito lo sa?
Certo che lo sa...  per questo che dormono separati... Se
non fosse per l'albergo, avrebbero divorziato gi da molto
tempo...
E da molto tempo voi sareste la moglie del padrone, vero?
La ragazza non batt ciglio. Per un istante si domand perch
fosse cos categorico. Poi guard attraverso la finestra, vide la
porta ancora socchiusa della rimessa e sorrise.
Ci avete visti?... Non c' niente di male in questo... Dato
che  stata lei a cominciare... Vi dir di pi... Sono sicura che
non era soltanto il vecchio Ammiraglio a prendere del denaro
dalla cassa... Ne prendeva, questo  certo... L'ho visto molte
volte con i miei occhi... Ma quanti ne doveva sgraffignare anche
la padrona, per pagare le cravatte e le scarpe di daino bianco
al suo amico!... Sentite, se non sapessi che l'Ammiraglio non
aveva pi un soldo, non stenterei a credere...
Che sia stata la padrona e il suo farmacista a farlo scomparire?
Ssss... Ecco che scende... bisogna che me ne vada... Quanto
a quello che vi ho raccontato, fatene l'uso che credete...
E il Dottorino rimase solo, in un raggio di sole, davanti al
suo caff e latte.
E cos, il signor Jean era l'amante di Nine e sembrava desideroso
di sposarla!
Angle era l'amante dell'aiuto-farmacista, dopo esserlo stata
di molti altri. Intravedeva anche lei la prospettiva di un matrimonio?
Che parte aveva avuto, in quell'imbroglio, l'Ammiraglio scomparso?
Quale interesse poteva avere una delle due coppie alla
sua morte?
Non aveva pi un soldo e si era ridotto, come un ragazzo
discolo, a sgraffignare biglietti da cento franchi dalla cassa! N
il ristorante, n la casa erano pi suoi.
Non aveva nemmeno pi un filo di autorit e veniva trattato
come un pensionante fastidioso.
Il signor Jean era avaro al punto di averlo fatto scomparire
per non continuare a mantenerlo per degli anni e per risparmiare
quel po' di denaro che gli elargiva ogni settimana?
Era questo che piaceva tanto al Dottorino: ventiquattr'ore prima
non sapeva niente di quella casa che ora si metteva a vivere
sotto i suoi occhi permettendogli di scrutarne ogni angolo, di
indovinarne gli intrighi e i pi piccoli segreti.
La sera prima, in un bistrot, vicino alla passeggiata, dopo
la partita di bocce il commerciante di pesce con cui Dollent
aveva fatto conoscenza offrendogli l'aperitivo, gli aveva dichiarato:
Quel signor Jean, non vale niente... Non  nemmeno uno
di qui!
In bocca sua, ci equivaleva quasi a una condanna!
Finita la colazione, scese e trov il padrone che stava mettendo
in ordine la sala del caff. Non era pi allegro del giorno
prima. Lavorava senza entusiasmo, con l'aria di un uomo che
ha una pena segreta.
Non avete avuto la visita dei ladri, stanotte?
Il signor Jean si accert che la moglie non potesse udirlo.
Che vi ha raccontato la piccola? domand allora. Non
bisogna badare troppo a quello che dice...  giovane, capite?...
Si immagina chiss che...
Parlando, osservava il viso del Dottorino che frenava la sua
voglia di sorridere.
Per non state tanto male in sua compagnia, vero?
Non vale la pena parlarne... Sapete come vanno queste
cose... Sono prive d'importanza...
E i rapporti di vostra moglie con l'aiuto-farmacista?
Lo sapevo che avrebbe vuotato il sacco... Non voglio sostenere
che sia falso, ma non ci sono prove... Lo vede volentieri...
 una faccenda che non ha nessun rapporto con la scomparsa
dello zio... Ma guardate cosa hanno combinato...
E mostr al Dottorino un giornale locale in cui la fotografia
di Dollent era esposta su due colonne in prima pagina. La foto
era stata presa il giorno prima mentre assisteva alla partita di
bocce.
Un celebre investigatore alla ricerca dell'Ammiraglio.
Notate insistette il signor Jean che a loro non ho parlato
di niente...  inaudito come in questa citt le notizie siano
note a tutti... E nel frattempo il nostro povero zio... Detto tra
noi, dottore, cosa ne pensate?...  morto o non  morto?
Dollent si volt e vide Angle che era entrata senza far rumore
e li stava ascoltando.
Vi risponder stasera... disse. Bisogna che vada a comprarmi
le sigarette e che passi dalla farmacia a prendere un
cachet... Ho l'emicrania...
Io annunci il signor Jean vado a fare la spesa... Che
ne direste di un buon pesce in salsa a mezzogiorno?
Dottore!...
Stava per uscire, come aveva annunciato, ma questa volta fu
Angle che lo chiam. Il marito se n'era andato. In cucina, si
vedeva Nine intenta a lavare i vetri della finestra.
Che vi hanno detto quei due?
Niente... Mi hanno parlato del pi e del meno...
Di me, vero?... Ambedue mi odiano... Al punto che qualche
volta mi domando se non sono io che avrebbero voluto far
scomparire...
Decisamente, se quella casa era in certe ore la casa dell'amore,
era anche la casa dell'odio.
Mio marito mi ha sposato soltanto perch ha creduto che
mio zio fosse pi ricco di quanto era in realt... Quando ha
capito che, oltre il ristorante, non c'era denaro,  diventato furioso
e quasi voleva sostenere di essere stato ingannato... Quanto
a quella ragazza,  molto tempo che le gira intorno.
Esit, lo guard di sottecchi.
Scommetto che vi hanno parlato di Tony... Se hanno detto
che c' qualcosa tra noi, hanno mentito... Tony  un bravo ragazzo
che mi ama... Ma, dato che sono ancora sposata, mi rispetta
troppo per tentare nemmeno di baciarmi... D'altronde, gli
altri due sarebbero troppo contenti!... Ci darebbe loro l'occasione
di chiedere il divorzio per colpa mia e mi metterebbero
alla porta senza un soldo...
Auf!. Il Dottorino cominciava ad averne abbastanza di
quella bella famiglia e dei pasticci pi o meno sporchi che sembravano
formare parte integrante con l'andamento della casa.
Pensate che avevano tutto l'interesse a sbarazzarsi di me,
dottore... Mio zio forse li impacciava...
Di grazia! Aveva bisogno di aria e di sole, di ritemprarsi
nella vita vera! Usc. Fu subito avvolto dalla tiepida atmosfera
del mattino e dei rumori familiari, rassicuranti di una piccola
citt. La sua prima visita fu per la tabaccheria, dove trov, dietro
il banco, Polyte che non si era ancora lavato e pettinato.
Aveva un brutto colore e gli occhi cerchiati del ragazzo che
non va a letto presto e a cui  familiare la sregolatezza.
Allora, a quanto pare, siete voi che state cercando il
vecchio! disse non senza ironia indicando il giornale del mattino.
Cerco... rispose modestamente il Dottorino. Lo conoscevate
bene, vero? Veniva qui tutti i giorni....
Sono io che non c'ero tutti i giorni... Se credete che sia un
mestiere da uomo vendere francobolli, dieci soldi di tabacco da
naso, nastri e biglietti della lotteria... Se mia zia non fosse malata...
Cosa volete? Sigarette, come ieri?
S... immagino che vostra zia stia nel retro-bottega?
 di sopra, nella sua stanza... Ha le gambe troppo gonfie
per salire e scendere le scale...
Si annoier, tutto il giorno...
Legge romanzi d'amore...  pazzesco il numero di romanzi
d'amore che riescono a divorare le zitelle... Si vede che immagina
di essere lei l'eroina...
Chiudete presto?
Alle otto... Dopo, non c' pi un cane per la via.
Non avrete distrazioni, la sera, in una piccola citt come
questa...
Vado ad Avignone in moto con un amico...
Tony?
S... Ha una vecchia moto... Io mi metto dietro...
E via, verso la gran vita! scherz il Dottorino.
Stava per uscire, ma poi cambi parere e torn indietro.
Sentite... Con voi si pu parlare pi francamente che con
la famiglia... Non credete che l'Ammiraglio avesse un vizio?
Polyte si gratt la testa ripetendo pensierosamente:
Un vizio?
Mi domando che uso potesse fare del denaro che aveva...
Perch, certe settimane, spendeva duecento e anche trecento
franchi... Dato che non beveva e non era pi in et da correre
dietro alle donne...
 strano... mormor Polyte... Siete sicuro che spendesse
tanto?... Sentite!... Forse giocava al P.M.U.?...
Il cappellaio era sulla soglia della sua bottega, proprio sotto
al gibus gigantesco che gli serviva da insegna, e salut il Dottorino
con l'evidente desiderio di avviare una conversazione. Tutta
la citt lo conosceva, ormai, grazie al giornale che aveva pubblicato
la sua fotografia in prima pagina.
Bella giornata, vero?... Tra poco far caldo... Cos state
cercando il nostro bravo Ammiraglio?... Non volete mettervi
all'ombra un momento?...
C'erano state inchieste in cui la maggiore fatica per il Dottorino
era stata quella di far parlare la gente. In quella inchiesta,
invece, prevedeva che avrebbe molto faticato per farla tacere.
Quante persone ancora lo avrebbero bloccato prima che
fosse arrivato in fondo alla via?
Un bicchiere di vino bianco, dottore?... Perch siete medico,
vero?... C' qualcosa che non avrei confidato a nessuno
tranne che a voi, perch qui sono tutte male lingue!... L'Ammiraglio
ed io eravamo vecchi amici... L'inverno, quando era cattivo
tempo, entrava qui e chiacchieravamo, come stiamo facendo
adesso...
Ce l'hanno con me perch non ho pi soldi mi disse una
volta, parlando di chi immaginate. Ma, un giorno o l'altro,
potrebbero avere una sorpresa... Allora faranno le moine al
vecchio zio, invece di stare a guardare quello che mette nel
suo piatto o versa nel suo bicchiere...
Ecco cosa mi ha detto, dottore... Ho pensato che aspettasse
un'eredit... o che avesse degli interessi nelle colonie, di cui
parlava sempre...
In quel momento, il Dottorino vide Polyte che passava, ancora
in vestaglia e spettinato. Si chin per vedere dove andava
e lo vide entrare in fretta nella farmacia.
Dollent ascolt ancora un po' le confidenze del cappellaio,
poi continu a scendere la via incontrando Polyte che rientrava
nel suo negozio e gli rivolse un saluto familiare.
Il Dottorino, come aveva fatto l'altro, entr nella farmacia
del signor Bfigue dove l'aiuto-farmacista sembrava aspettarlo.
Che ne pensate di tutta questa storia, dottore? Non  una
brutta cosa che, in una piccola citt come la nostra non si possa
vivere tranquilli?
Come Polyte, aveva il viso color della carta straccia, il che
non stupiva, sapendo che passavano parte della notte ad Avignone.
Abitate qui in casa? domand il Dottorino.
No... La sera, chiudo e, in assenza del signor Bfigue che
la signora Bfigue ha raggiunto a Marsiglia, la casa rimane
vuota... Ho una camera un po' pi in gi, in casa del calzolaio
che avrete notato passando...
L'Ammiraglio entrava spesso nella farmacia?... Aveva l'abitudine
di prendere delle medicine?
Mai... Se ne infischiava, senza offendervi, dei medici e dei
venditori di purghe, come era solito dire... E in assenza del
signor Bfigue non l'ho mai visto varcare questa soglia...
Non era il caso di nascondersi, n di circondarsi di mistero.
Entr dal calzolaio.
So cosa avete intenzione di chiedermi... Il commissario mio
amico mi ha gi posto la stessa domanda... No, non mi ricordo
di aver visto passare l'Ammiraglio mercoled scorso... La maggior
parte delle volte, alzo la testa quando passa sul marciapiedi,
perch so che  la sua ora... Per mi capita anche di essere troppo
occupato...
La stanza di Tony  al pianterreno? Ha un'uscita privata?
Guardate... Non avete che da attraversare la cucina...  la
stanza a sinistra... Bisogna passare per la bottega per entrare e
uscire...
La stanza era vuota, in disordine, e la moglie del calzolaio
era intenta a rivoltare, in una nube di polvere leggera, il materasso
del letto.
Non c'era che tornare alla sola verit assoluta: mercoled 25
giugno alle cinque, l'Ammiraglio era uscito dalla Meilleure
brandade e si era avviato, come ogni giorno, per la via
Jules-Ferry.
Il cappellaio l'aveva visto passare. L'Ammiraglio era entrato
nella tabaccheria e Polyte l'aveva servito.
Poi anche il farmacista l'aveva visto passare. Dall'estremit
della via, d'altronde, i giocatori di bocce avevano visto l'Ammiraglio
all'altezza della farmacia.
Tutto qui!
E l'Ammiraglio, che sembrava non avere necessit, aveva l'abitudine
di prendere del denaro dalla cassa!
Il Dottorino non immaginava, attraversando la passeggiata
con le mani in tasca e affrontando con aria spavalda la curiosit
di tutti, che si andava preparando una seconda scomparsa.


 4.
Come la rue Jules-Ferry sembra voler battere il record
delle scomparse misteriose e come il Dottorino, indifferente
al resto del mondo, rimane immobile davanti
ad un annuncio ufficiale.

No, signore! aveva sospirato con aria disgustata il padrone
del bar che prendeva le scommesse per il P.M.U. Non
solo il vostro Ammiraglio era troppo ingenuo per giocare alle
corse, ma oltretutto non metteva piede qui perch era un uomo
della citt alta...
L'una! Adesso il Dottorino era seduto nella sala da pranzo
dove non c'erano, oltre lui, che quattro avventori, una coppia
con due bambini.
Stai dritto... Non mangiare con le dita... Ti proibisco di
prendere la carne del tuo fratellino...
La solita litania... Faceva caldo, il pranzo era discreto e il
vino dava alla testa...
Ogni tanto, il signor Jean infilava la testa sormontata dal
berrettone bianco nello spiraglio della porta che dava sulla cucina.
Nine, in abito nero e grembiule bianco, camminava muovendo
le anche, e ricordava al dottore la scena del mattino. Angle,
seduta alla cassa, aveva gli occhi rossi, come se avesse
pianto.
In quale preciso momento accadde il fatto? A dire la verit
il dottore non la vide alzarsi n uscire dalla sala. Guardava pi
volentieri Nine, e...
Era l'ora in cui, in ogni citt del Mezzogiorno che si rispetti,
tutte le persiane sono chiuse sulle strade infuocate, l'ora in cui
sembra di vedere salire il vapore dal suolo.
Prendete il caff, dottore?
Ma s... Ma s...
Era anche deciso a fare la siesta, come tutti. Non si aspettava,
mentre sorseggiava il caff, di veder comparire il signor Jean
e chiedere alla cameriera:
Dov' la signora?
Tanto meno si aspettava il trambusto che sarebbe seguito!
Angle difatti, era a sua volta scomparsa. Invano vennero
frugate tutte le stanze della casa. Invano si cerc nelle strade vicine.
Non solo era scomparsa, ma non aveva portato niente con
s, n un cappello, n la borsetta...
Il cappellaio dormiva gi sotto il fico del suo cortiletto. Il
negozio dei tabacchi era chiuso e Polyte rispose dalla finestra
del primo piano. Le imposte della farmacia non erano chiuse,
ma un cartoncino sulla porta diceva che il locale non si sarebbe
riaperto che alle due e mezza.
Attraverso il vetro, si vedeva, nel retrobottega, Tony che
mangiava tranquillamente leggendo un giornale. Scorgendo qualcuno,
si alz, stupito, attravers la farmacia, socchiuse la porta.
Cosa c'?
Non avete visto mia moglie? domand il signor Jean.
Vostra moglie?... E perch dovrei aver visto vostra moglie,
io? Ne ho abbastanza di sentir parlare sempre di vostra moglie!...
Sembrava che i due uomini stessero per venire alle mani, ma
poi non ne fecero niente: l'uno rientr nel suo antro in cui regnava
una fresca semioscurit; l'altro si avvi di nuovo verso
la passeggiata trascinando con s il Dottorino.
Non avete visto mia moglie?
C'era qualcuno, al ristorante, che pensava ancora a servire la
famiglia con i due bambini?
Certamente no. Abbordavano la gente per strada:
Non avete visto mia moglie?...
Nessuno l'aveva vista, eppure era proprio sparita, come lo
zio Ammiraglio.
Sentite dottore, pensate che...
Il signor Jean si volt, stupito di non vedere nessuno vicino
a s, e vide il Dottorino fermo davanti a un vecchio manifesto,
nella vetrina di un tabaccaio di rue aux Ours.
Penso... cominci Dollent, con la fronte corrugata.
E, d'un tratto, innervosendosi:
Penso che bisogna fare presto, perbacco!... Vostra moglie...
Vostra moglie... Ditemi presto dov' il commissariato...
Si agitava come un burattino Non camminava: correva. Ogni
tanto pronunciava frasi spezzate, sottovoce.
Se per caso l'hanno trovato...  ancora lontano?...
La prima strada a sinistra... Mi domando... Fortunatamente
il commissario abita al piano di sopra... Star facendo la siesta,
ma lo sveglieremo...
Le cose andarono come aveva previsto il signor Jean.
Cosa volete? Come vi salta in mente di svegliare la gente
a quest'ora?... Ah!... siete voi signor poliziotto?... Avete trovato
il nostro Ammiraglio?...
S...
Eh?... Come?...
Insomma... Credo che lo ritroveremo... Ma bisogna far
presto... Perch mi domando se sar ancora vivo... Venite con
degli uomini... Tre, quattro... cinque uomini... Tutti gli uomini
disponibili...
Non ne ho che quattro in tutto e uno di loro  in congedo...
Non importa... Venite...
Si mise alla testa del piccolo gruppo in direzione del ristorante
A la Meilleure brandade.
Il manifesto ufficiale davanti al quale si era fermato annunciava:
Lotteria Nazionale. Partita dello Yachting.
Oggi 25 giugno. Estrazione alle ore tre.
L'estrazione aveva luogo a Dieppe.
Dove andiamo? domandava, inquieto, il commissario.
Non mi direte che l'Ammiraglio  nascosto in casa sua?
Ma no! Prova ne fu che il Dottorino pass davanti al ristorante
senza fermarsi; si ferm invece un istante di fronte al
tabaccaio:
Lasciate un uomo qui... Che impedisca a chiunque di uscire...
E continu a percorrere la rue Jules-Ferry.

5.
Come un uomo ebbe salva la vita
per aver smarrito un pezzo di carta.

Attraverso i vetri della farmacia chiusa, si vedeva
l'aiuto-farmacista, nella seconda stanza, che leggeva ancora il giornale
davanti alla tavola non sparecchiata.
O l'Ammiraglio e sua nipote sono l dentro disse allora
il Dottorino febbrilmente o mi coprir di ridicolo e faccio
voto di non dedicarmi pi alla minima inchiesta.
Diffidente, il commissario buss al vetro. Tony si avvicin,
con aria meravigliata, cerc la maniglia della porta che rimise
a posto e domand:
Cosa c' ancora?
Vorrei dare un'occhiata alla casa...
Il giovanotto diede una brutta occhiata al signor Jean, un'occhiata
che significava:
Sei stato ancora tu a raccontare delle storie, vero?
Ma, ad alta voce, Tony disse:
Visitate tutto quello che volete... La casa non  mia... Per
vi arrangerete voi col padrone quando torner, e credo che non
la far passare sotto silenzio...
Il commissario aveva gi cominciato coscienziosamente la visita
dei diversi locali, mentre Tony, guardandosi intorno con
aria sprezzante, rimaneva nella farmacia fingendo di rimettere a
posto dei barattoli.
Il Dottorino ebbe un attimo di esitazione poi alz le spalle.
Lui risolveva degli enigmi, come amava ripetere, ma non era
un poliziotto. Il suo mestiere perci non era di...
Peggio per il commissario che non prendeva precauzioni sufficienti!
E questa porta, che cos', secondo voi?
Si trovavano in una cantina fatta a volta e avevano raggiunto
un'ultima porta munita di una solida serratura.
Credo intervenne il Dottorino che sia lo stanzino in
cui il farmacista chiude i prodotti pericolosi, come ad esempio le
fiasche di acido solforico...
Ci manca la chiave... Brigadiere... Andate a domandare all'aiuto-farmacista se ha la chiave di questo ripostiglio...
Il Dottorino prevedeva il seguito. Il giovanotto era gi filato
via silenziosamente, fino alla casa del calzolaio, dove aveva messo
in marcia la pi rumorosa delle motociclette e si era lanciato
sulla strada nazionale.
Fate venire un fabbro, brigadiere... L'uomo avremo tempo
per riacciuffarlo... Ma mi sembra che qualcuno si muova, l
dentro...
Qualcuno si muoveva, difatti, perch pochi minuti dopo, forzata
la serratura, apparvero due essere umani: l'Ammiraglio, con
le mani e le gambe legate, un bavaglio sulla bocca, ma gli occhi
vivi e Angle che sembrava svenuta.
Credete che sia morta?
Portatela nel cortile...
Non era n legata, n imbavagliata, ma un odore caratteristico
rivel al dottore che era stata cloroformizzata.
Ci capite qualcosa, voi?
S! rispose il dottore semplicemente.
Non vorrete sostenere che sapevate cosa avremmo trovato qui?
S!
Allora, vorreste farci credere che in ventiquattro ore, soltanto
bevendo dei pastis con Tizio e Caio, avete...
Davvero s, commissario... Potevo sbagliarmi... Vi avevo
avvertito... Ma c'erano tali probabilit che il mio ragionamento
fosse giusto!... Vedete, quello che, volgarmente parlando, mi ha
messo la pulce nell'orecchio,  che l'apparecchio radio della
Meilleure Brandade fosse guasto...
 sempre un piacere riportare un trionfo, ma quel piacere
sarebbe stato di un'altra qualit se Dollent avesse avuto intorno
a s delle persone in grado di apprezzare, persone come il commissario
Lucas, per esempio!
Erano tutti riuniti nella sala del bar della Meilleure Brandade
e l'Ammiraglio aveva bevuto tanti bicchierini per rimettersi che
adesso era tutto insonnolito. Angle, ormai rinvenuta, era ancora
pallida ed evitava di guardare la gente in faccia.
C'era anche Polyte. L'agente gli era saltato addosso nel momento
in cui, sentendo la moto dell'amico, aveva cercato di precipitarsi
fuori buttando per terra il rappresentante dell'autorit.
Nine, dal canto suo, se ne stava in ultima fila, e lanciava
sguardi supplichevoli al Dottorino.
Cercate anzitutto di indovinare diceva questi cosa pu
procurarsi con cento franchi un uomo di una certa et che non
ha pi passioni. Non gioca! Non beve! Non si interessa pi a
quello che si  soliti chiamare il bel sesso. Tuttavia, egli sente
il bisogno di prendere dalla cassa, regolarmente, dei biglietti da
cento franchi...
Notate che quest'uomo si  rovinato facendo delle speculazioni
audaci...
Notate anche che annuncia al suo amico cappellaio che un
giorno o l'altro potrebbe essere di nuovo ricco...
La risposta  semplice: L'Ammiraglio, sapendo che non
avrebbe mai potuto diventare ricco in altro modo, comprava
regolarmente, all'insaputa dei nipoti, dei biglietti della Lotteria
nazionale...
Li comprava alla rivendita di tabacchi pi vicina, insieme
alle sigarette, e li nascondeva chiss dove...
Perch Nine gli rivolgeva dei cenni imperiosi? E cosa volevano
dire quei cenni?
Prosegu:
Ora, quel mercoled, giorno dell'estrazione, la radio non
funzionava nel ristorante...
Per di pi, da qualche settimana, non era la vecchia merciaia
e tabaccaia che serviva al banco, ma quel cattivo soggetto
di suo nipote che non ha mai fatto niente di buono...
Era stato lui a vendere il biglietto all'Ammiraglio...
A casa sua, la radio funzionava...
Alle cinque, egli sapeva che l'Ammiraglio aveva vinto un
premio notevole... Di quanto Polyte?
Un milione! borbott questi, a malincuore, fissando le sue
manette.
Un milione... L'idea di impadronirsi di quel milione...
L'Ammiraglio non sa ancora niente... Entra come il solito...
Domanda, certamente sapendo che in casa c' un apparecchio
radio:
Non ho vinto niente?
 impossibile agire in quella bottega stretta, troppo vicina
al ristorante, senza contare che la merciaia, dal primo piano,
potrebbe sentire tutto.
Non so risponde Polyte. Non ho potuto ascoltare la
trasmissione... Ma il mio amico Tony, la sta ascoltando... Se
volete andarglielo a chiedere da parte mia..
I due giovanotti, che passano insieme la maggior parte delle
notti nei locali equivoci di Avignone e di Marsiglia, si sono
messi d'accordo...
L'Ammiraglio entra...
Per di qui... Ho l'elenco nel retro-bottega...
Nel momento in cui si china sul foglio di carta, l'Ammiraglio
viene cloroformizzato...
I due giovinastri sperano che abbia il biglietto con s... In
tal caso, tutto andrebbe liscio... Lo ucciderebbero... Lo farebbero
sparire definitivamente... Andrebbero a riscuotere il milione
a Parigi e passerebbero la frontiera con una somma che consentirebbe
loro di fare la gran vita per un po' di tempo...
Ma accade che il biglietto non si trova nelle tasche del
vecchio...
Allora lo chiudono nella cantina... lo interrogano... lo terrorizzano...
E lui rifiuta di svelare il suo segreto...
Ecco la ragione dei due furti...
Ritrovare un pezzo di carta che vale un milione...
L'Ammiraglio, in quel momento, rialz la testa e guard con
sfida il nipote. Nine, dal canto suo, ricominci a far cenni al
Dottorino. Ma questi prosegu.
Ecco, signore e signori la lotta che si  svolta per circa una
settimana in una cantina... Da una parte, un vecchio deciso a
tacere... evidentemente capendo che se si fossero impadroniti
del biglietto, i due compari non avrebbero potuto fare altro che
ucciderlo...
Poi, si sono spaventati... Sono senza dubbio dei cattivi soggetti,
ma dilettanti, e i dilettanti sono sempre malaccorti... Per
porre fine all'inchiesta, hanno creduto bene di far scrivere
al loro prigioniero una lettera in cui annunciava di essere andato
in campagna... Hanno voluto anche sbarazzarsi delle valige rubate
e degli indumenti presi nella stanza, gettandoli nel fiume
che li ha restituiti subito dopo...
Dei piccoli delinquenti senza talento...
E ancora non si erano procurati il biglietto!...
Sentiva pesare su di s lo sguardo di Angle e quello del
signor Jean.
Una donna, in seguito alle conversazioni avvenute tra lei
e me, ha indovinato tutto... Ha indovinato anche prima di me...
Si  precipitata alla farmacia... Voleva impedire un delitto,
obbligare Polyte a lasciare libero suo zio... Perch questa donna
 la signora Angle...
Potrei aggiungere...
No! Prefer tacere. Era inutile spiegare che la gente non 
mai tanto buona o tanto cattiva come si crede. Angle era forse
capace di avere un amante, ma non di lasciargli uccidere il
proprio zio!
Tony, dal canto suo, era capace di farle la corte, ma incapace,
per i suoi begli occhi, di rinunciare alla ricchezza.
L'ha cloroformizzata per prendere tempo! afferm il Dottorino,
riassumendo audacemente la storia. E il biglietto, il
famoso biglietto, del valore di un milione, restava introvabile...
I nostri due cattivi soggetti intanto, per farla finita, stavano
per essere costretti ad uccidere due persone, senza riceverne il
minimo vantaggio...
Ecco dunque, signore, qual era la situazione alle due del
pomeriggio, quando mi sono fermato davanti ad un manifesto
che annunciava l'ultima estrazione della Lotteria nazionale...
Dei negozianti poco solerti l'avevano lasciato in vetrina ed
 grazie a questa negligenza...
Tutti si volsero verso l'Ammiraglio, che borbottava sordamente
qualcosa e fin per dire:
Il pi bello  che non riesco a ricordarmi... Un milione!...
Pensare che un milione andr perduto se...
Si prese la testa tra le mani.
Di solito, nascondevo i biglietti sopra l'armadio... Questa
volta... Cosa pu essere successo questa volta?...
Nine richiamava disperatamente l'attenzione del Dottorino
che fin per voltarsi verso di lei. Sembrava una scolara che alzi
il dito per chiedere al professore di uscire un momento.
Posso salire un attimo nella mia stanza? domand la ragazza.
A condizione che io vi accompagni...
Venite pure, se volete...
Salirono le scale in silenzio. Il letto era ancora disfatto. Nine
prese un libro da sotto il materasso.
Credo che sia qui disse. Ho visto qualcosa di simile a
un biglietto della Lotteria nazionale e non vi ho fatto attenzione...
Gli andava vicino, civettuola.
Devo confessarvi una cosa... L'Ammiraglio portava sempre
dei libri... come devo dire?... dei libri molto leggeri... E io ogni
tanto me ne portavo uno nella mia stanza per leggere la sera...
Quando, poco fa, avete parlato di un biglietto di lotteria, mi
sono ricordata dell'ultimo libro preso a prestito... Guardate!...
C' ancora... L'Ammiraglio deve avercelo messo come segnalibro
e poi esserselo dimenticato...
Era vero! Il milione era li, sotto forma di un volgare e mal
stampato pezzo di carta!
L'aiuto-farmacista fu arrestato dalla gendarmeria di
Carcassonne e la cosa pi strana fu che non avrebbe certamente attirato
l'attenzione se non fosse stato per eccesso di velocit in motocicletta.
L'Ammiraglio riscosse il suo milione.
E il Dottorino fu molto malvisto nella casa in cui al momento
del dramma, ognuno si era dato tanta premura di fargli delle
confidenze.
Il signor Jean, difatti, si mostrava all'improvviso un marito
e un genero modello...
La moglie gli sorrideva e sorrideva ancora di pi a suo zio...
Nine non era pi che una camerierina che faceva coscienziosamente
il suo lavoro e, se raggiungeva ancora il padrone nella
rimessa, lo faceva con maggiore discrezione.
Chi, ormai, avrebbe rubato soldi dalla cassa?
Perfino la merciaia aveva ripreso il suo posto alla cassa, nonostante
le gambe gonfie. Ci fu un grande banchetto alla Meilleure
brandade per festeggiare il novello milionario.
C'erano ,i giocatori di bocce, il cappellaio e tutta la citt alta...
Ma nessuno insist per trattenere il Dottorino che si allontan
malinconicamente con Ferblantine. Lo ringraziarono appena
e a malincuore.
Sapeva troppe cose... Era diventato molesto...
Sapete cerc di spiegare il signor Jean in momenti simili...
Quando si vive sui nervi... si esagera... si parla a vanvera...
Il banchetto ebbe luogo quando Dollent era gi lontano. E
l'eroe della festa, oltre il neo-milionario, fu il commissario
di polizia.
Poich abbiamo la fortuna di avere a capo della polizia
della nostra citt un uomo la cui perspicacia, il cui fiuto...
il cui sangue freddo... il cui valore professionale...
Non si pu pretendere tutto, le gioie intime e le
soddisfazioni della popolarit!
Niente malattie gravi? si limit a domandare Jean Dollent
ad Anna riprendendo possesso della sua casa di Marsilly e della
sua clientela.
Due parti di notte...
Meno male che non c'ero!
Era tornato a casa abbronzato dal sole di quel benedetto Mezzogiorno!


 
IL CAMPANELLO D'ALLARME.

1.
Dove il caso si diverte a dare a Etienne Chaput tutte
le caratteristiche esteriori del suo personaggio e nel
quale, secondo quel medesimo Chaput, una giovane
donna si comporta in maniera eccentrica.

Il Dottorino, nel caso del campanello d'allarme fu, pi di
ogni volta, vicino a quello che si dice un delitto perfetto,
e che  cos caro a tutti coloro che si occupano di criminologia.
Questa faccenda, tuttavia, era incominciata con un andazzo da
operetta e, mentre Etienne Chaput parlava senza sapere dove
mettere le sue corte e molli mani, grasse di sudore, Jean Dollent
pi di una volta stent assai a mantenersi serio. Era cos perfettamente
uguale al personaggio di cui recitava la parte!... Non
era ancora mai capitato al Dottorino di avere davanti a s un
esemplare cos perfetto di ci che chiamiamo il testimone falso:
un viso molliccio, come le mani, come tutto il corpo, tanto da
credere che se si fosse scaldato un altro po' Etienne Chaput
avrebbe incominciato a fondersi. L'uomo era oltretutto fabbricante
di ceri! Tutto congiurava contro di lui, gli occhi lagrimosi
sottolineati da grosse borse, la pappagorgia, le guance flaccide
e la pancia compressa in un panciotto attraversato dalla grossa
catena dell'orologio... Insomma, riassumeva alla perfezione il
borghese antipatico e prudente, avaro e falsamente pudico, vile
e vizioso come ancora viene presentato in qualche teatrino di
provincia. E quale avventura gli era capitata? Proprio quella che
armonizzava con il suo aspetto: pendeva su di lui l'accusa di
essersi abbandonato, nella notte dal 12 al 13 ottobre, ad effusioni
un po' troppo ardite verso una viaggiatrice nel rapido
Parigi-Marsiglia delle otto e quarantacinque.
Se mi conosceste, dottore, capireste quanto una simile imputazione
sia assurda... Nessuno ha una vita pi limpida e rettilinea
della mia. Sposato trentadue anni fa, non c' mai stato il
pi piccolo screzio tra me e mia moglie e noi abitiamo da sempre
lo stesso appartamento in rue du Chemin Vert... Il proprietario
e i vicini vi confermeranno che siamo una coppia perfetta...
La mia fabbrica di ceri si trova in rue d'Alsia dove vado
tutte le mattine e tutti i pomeriggi... Non pu sfuggirvi che con
una clientela come la nostra, una condotta esemplare  d'obbligo...
Visto che vendiamo all'ingrosso a tutte le congregazioni
religiose e riforniamo la maggior parte dei conventi... E proprio
per un affare di ceri quella sera andavo a Marsiglia in previsione
del pellegrinaggio a Notre Dame de la Garde. Avevo preso
una cuccetta di seconda dato che gli affari non sono molto proficui
in questo momento... Mia moglie era venuta ad accompagnarmi
alla stazione con Boby...
 vostro figlio?
Oh! No,  il cane... Purtroppo il Cielo non ci ha concesso
di avere figli e adoriamo gli animali... Vi giuro dottore, su tutto
quello che ho di pi caro al mondo...
Sulla testa di Boby?
Ma si trattenne, poich l'espressione del suo interlocutore diventava
drammatica. Egli si asciugava il sudore, respirava con
difficolt, forse soffriva d'asma...
Vi giuro che le cose sono andate proprio come ora vi racconter...
Prima della partenza del treno ho approfittato del
fatto di essere solo nello scompartimento per togliermi le scarpe
e mettere le pantofole... Poi mi sono tolto il colletto, la cravatta,
la giacca e ho indossato la vestaglia che porto sempre con me
in viaggio...
Come doveva essere stato appetitoso quello spogliarello!
Speravo di restare solo nello scompartimento poich c'era
poca gente sul treno... Purtroppo, invece, una giovane signora
che da un po' di tempo sembrava cercar posto, ha aperto la
porta e mi ha chiesto se la cuccetta di fronte alla mia era libera...
Una graziosa signora? domand il Dottorino.
Graziosa, si... bench io non sia certo un conoscitore di bellezza
femminile... Aveva capelli biondissimi, forse tinti, non
so... Una pelliccia...
Delle valige?
Non ricordo... Aspettate... Aveva una valigetta chiara, s...
Il treno  partito quasi subito e la viaggiatrice si  tolta anche
lei le scarpe poi la pelliccia e il cappello... Appena si  sdraiata
sulla cuccetta ho notato che mancava di modestia...
Che cosa intendete per modestia?
Che mancava di pudore, se preferite... Poteva benissimo
coricarsi senza farmi vedere le gambe come invece ha fatto e io,
indignato, mi sono voltato dall'altra parte...
Vi siete addormentato subito?
No... Ho il sonno difficile... Faceva molto caldo nello scompartimento...
 passato il controllore e ha bucato i nostri biglietti...
Prima di andarsene ha abbassato la luce ma si vedeva
bene lo stesso...
Eravate sempre voltato dall'altra parte?...
No... Non posso restare coricato a lungo sul fianco destro...
Chiudevo gli occhi... Li aprivo... La mia vicina, stesa sulla cuccetta
fumava una sigaretta dietro l'altra e questo mi dava fastidio
perch io non fumo... Non pareva aver voglia di dormire...
Ho osservato che guardava spesso l'ora al suo orologio da polso...
Il grassone sospir, accavall le gambe poi le distese, respir
profondamente con un piccolo fischio.
Io non so da quanto tempo eravamo in viaggio, mi ero gi
assopito due o tre volte... Quello che so  che avevo gli occhi
aperti... La signora si era seduta sulla sua cuccetta e teneva gli
occhi fissi sulle lancette dell'orologio... Poi tutt'a un tratto, senza
neppure guardarmi, si  alzata in piedi e ha tirato con tutte le
sue forze il campanello d'allarme...
In un primo tempo ho creduto di dormire e di stare sognando...
Ma il treno ha incominciato a rallentare... i freni a
stridere... delle persone correvano nel corridoio...
Mi ero anch'io alzato in piedi e non avevo ancora trovato
il modo di esprimere il mio stupore, che gi la porta si apriva ed
entrava il controllore.
Che cosa succede? Chi ha suonato?
Io, signor controllore... esclam quella donna con un sangue
freddo assoluto... Ho avuto paura... Figuratevi che quest'individuo
approfittando del mio sonno si  gettato su di me con
intenzioni inconfondibili... e...
Il Dottorino riusc a trattenere una clamorosa risata: il
fabbricante di ceri, con gli occhi sbarrati, la bocca semiaperta per
l'indignazione, forniva uno spettacolo di comicit ineguagliabile.
Vi giuro, dottore, che mi sono pizzicato per assicurarmi di
essere sveglio... Io, che non avevo mai lasciato la mia cuccetta!...
Io che non avevo nemmeno rivolto la parola a quella donna...
Io che...
Ho cercato di protestare ma ho visto che nessuno mi credeva...
Mi guardavano anzi con ribrezzo... Sbalorditi per la fermata
del treno, tutti i visitatori erano nei corridoi e facevano
ressa per vedermi... Ho creduto che volessero linciarmi tanto mi
trattavano con disprezzo e con collera...
Tuttavia il treno ripart... Ho vagamente udito la conversazione
tra la donna e il capotreno.
A che stazione scendete, signora?
A Laroche-Migenne... Vado da mia sorella che mi aspetta.
Ci arriveremo tra qualche minuto... Avrete la cortesia di
ripetere quanto mi avete detto ora al commissario notturno e di
firmare la denuncia: qual  il vostro nome?
Marthe Donville, 177 rue Brey, Parigi...
Il capotreno mi guard con tanto disprezzo che mi sentii
quasi svenire.
Quanto a voi, datemi il vostro nome e indirizzo. Avete
un biglietto per Marsiglia?... Quando arriveremo mi seguirete
dal commissario che decider il da farsi...
Ecco, dottore, l'avventura che mi  capitata... Ho detto tutto,
con scrupolo... Non ho esagerato niente... Non avevo mai visto
quella donna prima e non la rivedr mai pi perch l'indirizzo
che aveva lasciato  falso...
Come lo sapete?
A Marsiglia, si sono accontentati di istruire un processo verbale
e mi hanno lasciato andare per i miei affari... Ho riflettuto...
Mi sono torturato il cervello per cercare di capire... E allora mi
sono detto che quella donna, se non era una pazza, aveva agito
cos per ricattarmi... Vi ho rivelato, dottore, la natura un po'
particolare della mia industria e non vi  certo difficile capire
che uno scandalo di tale portata mi chiuderebbe ogni porta...
Non sarebbe soltanto il disonore, ma la rovina... Quanto a
quella povera donna di mia moglie, io credo che se mi credesse
capace di un simile gesto, potrebbe morirne...
Cos mi sono messo a cercare quella donna per supplicarla
di ritirare la denuncia... Sono andato in rue Brey, all'indirizzo
che aveva lasciato... Ora, la rue Brey  una via molto breve,
dietro l'Etoile e non ha un numero 177... Ho tuttavia chiesto
in tutte le portinerie, nel caso che avessi frainteso il numero...
Ero pronto, se necessario, a offrire del danaro, anche una
forte somma... Ma sono passati esattamente dieci giorni, dottore...
E ancora non so niente della mia sedicente vittima... Sono
per stato chiamato dal commissario del mio quartiere... Mi ha
fatto alcune domande. E quando ho chiesto a che punto stavano
le cose, mi hanno risposto che l'affare seguiva il suo corso...
Vivo sotto questa spada di Damocle. Da un minuto all'altro
aspetto l'imputazione ufficiale che scatener lo scandalo...  possibile,
dottore, che un'esistenza intemerata e laboriosa sia distrutta
per i maneggi di una sciocca o di un'intrigante... E a chi
posso rivolgermi? La polizia  convinta che la favola di quella
donna sia vera... Ho pensato a voi... Dovevo venire al vescovado
della Rochelle gi da molto tempo e ora ne approfitto per farvi
visita e per parlarvi, per supplicarvi di aiutarmi...
Sudava, si asciugava il sudore, ansimava. Quando and via,
il Dottorino si guard per un attimo con malessere la mano che
aveva stretto quella umida e molliccia di Etienne Chaput.
Era possibile avere fino a quel punto le physique du rle?
O bisognava credere che un abile fisionomista avesse scelto il
fabbricante di ceri per fargli poi recitare, sul rapido Parigi-Marsiglia,
nella notte dal 12 al 13 ottobre, la parte equivoca che
aveva giocato? Con l'inverno, cominciavano le bronchiti e le
polmoniti, ma il Dottorino, che non faceva inchieste da parecchi
mesi, telefon una volta di pi al suo collega Magn per affidargli
i clienti. Avrebbe voluto andare a Parigi e prendere lo
stesso treno di Etienne Chaput, il rapido 19; ma, per ci che
fiutava, bastava la sua vecchia Ferblantine coi suoi cinque cavalli,
che lo portarono, senza troppe scosse, a Laroche-Migenne. L
venne a sapere che Laroche-Migenne  in qualche maniera il
nodo di tutto il traffico del P.L.M. e negli uffici della stazione
fu iniziato a un vocabolario nuovo per lui.
Si parlava con familiarit del 19, come di una persona in
carne e ossa; poi, quando ebbe chiesto dov'era quel famoso 19
alle 22,31, l'ora in cui qualcuno aveva tirato il segnale l'allarme,
gli venne risposto laconicamente:
Al chilometro 139... Un po' prima del passaggio a livello
di Czy...
Scusatemi se insisto... Cos dice l'orario... Ma siete sicuri
che non vi siano mai ritardi?
Mai nel tratto Parigi-Laroche... Qualche ritardo pu averlo
dopo Digione...
Quei signori dovevano considerarlo un poliziotto: furono molto
cortesi e andarono addirittura a prendergli la cartella del
treno 19 nella notte dal 12 al 13.
Ecco qui... Tutto era normale. Il treno seguiva esattamente
il suo orario quando, alle 22 e 31, ha squillato il campanello
d'allarme... Il convoglio si  fermato pochi secondi dopo, cio a
trecento metri circa dal punto in cui era stato messo in azione
l'allarme...  questo che volete sapere?... Nel momento in cui
si  fermato la testa del 19 si trovava all'altezza del passaggio
a livello di Czy.
Il Dottorino annot tutto scrupolosamente, come un alunno
coscienzioso. Poi si diresse verso la parte della stazione in cui
erano i viaggiatori e si dedic ad una lunga inchiesta presso gli
impiegati. Fu per lui un'occasione in pi per constatare come
le informazioni pi semplici siano le pi difficili da ottenere.
Gli ci vollero quasi due ore per venire a sapere:
1 che Marthe Donville aveva ripetuto parola per parola al
commissario speciale della stazione ci che aveva detto sul treno
al controllore;
2 che era effettivamente biondissima, probabilmente ossigenata
e di un'eleganza media;
3 che la sua pelliccia, secondo il parere del commissario,
era di coniglio e non doveva valere pi di millecinquecento o
duemila franchi;
4 che effettivamente essa portava una valigetta di fibra, di
colore chiaro, come se ne vendono in tutti i negozi di articoli
da viaggio e in tutti i bazar;
5 che non sembrava desiderosa di sporgere querela, ma che,
dietro insistenza del commissario, aveva firmato la sua deposizione
con una calligrafia piuttosto rozza;
6 che poi si era diretta verso l'uscita...
Il Dottorino interrog l'impiegato che, quella notte, prendeva
i biglietti dei viaggiatori. Egli aveva notato la giovane donna,
perch non c' molta gente che scende a Laroche-Migenne, dove
 pi frequente che si cambi di treno.
C'era qualcuno ad aspettarla?
Non ho visto nessuno... Pioveva a dirotto... Davanti alla
stazione c'era soltanto una vecchia carrozza da piazza che  ferma
li ogni sera fino a mezzanotte... Ma la persona in questione
non vi  salita... Non si  diretta nemmeno verso l'albergo
sulla piazza... Ha voltato a destra, camminando in fretta, con
l'aria di chi conosce la citt.
Nessuno l'aveva rivista e invano Dollent, come un autentico
ispettore di polizia, fece il giro degli alberghi di Laroche, in cui
nessuna giovane signora era scesa quella notte e in cui nessuno,
quindici giorni prima, era stato inscritto sotto il nome di Marthe
Donville.
Bisognava credere che la viaggiatrice non avesse mentito e
fosse veramente andata in casa della sorella? Costei, se era sposata,
portava un altro nome e diventava impossibile rintracciarla.
Ma perch aveva dato un falso indirizzo a Parigi?
Il Dottorino era a quel punto delle sue riflessioni ed era appena
entrato in un caff per bere un grog, quando trasal: aveva
riconosciuto uno dei consumatori intento a leggere il giornale.
Altri non era se non il suo fabbricante di ceri, il signor Etienne
Chaput, che non manifest alcun imbarazzo e si diresse verso
di lui, con la mano molle tesa.
Ieri sera ho pensato che forse potrei esservi d'aiuto e, dato
che in questo momento gli affari sono calmi, ho preso il treno...
Sapevo che vi avrei certamente trovato qui... Ebbene, dottore,
avete gi trovato qualcosa?...
Si sforzava di sorridere, il che rendeva il suo viso ancora pi
flaccido.


2.
Nel quale il Dottorino, pazientemente, risale una pista
come un nuotatore risale la corrente e nel quale comincia
ad avere l'impressione che ci si beffi di lui.

Non voglio importunarvi con la mia presenza! protest
Etienne Chaput. Se volete, mi fermer qui... Non avrete che
da farmi un cenno quando avrete bisogno di me... In non mi
occuper di niente. Del resto ho portato con me il libro delle
fatture e approfitter del tempo libero per mettere a posto certi
conti...
Si era sistemato in un albergo medio, La Cloche d'Or, e il Dottorino
fin dalle otto del mattino si era messo a caccia di notizie.
Il tempo era grigio, umido. Gli alberi avevano perduto gi
la maggior parte delle foglie e per le strade il fango era alto.
Poich nessuna strada costeggiava i binari della ferrovia, il
Dottorino fu obbligato a percorrere delle vie traverse, alla ricerca
del chilometro 139. Ma, prima di trovarlo, interrog il
casellante di Czy.
Vi ricordate della notte in cui il rapido 19 si  fermato
all'altezza del vostro passaggio a livello?... Potreste dirmi se,
nel momento in cui il rapido si  fermato, c'era un'auto ferma
nei dintorni?
Non c'era nessuna auto! afferm il brav'uomo senza esitazione.
La notte, con i fari, non si pu non notarle. E tanto
pi l'avrei notata, dato che le sbarre sono rimaste chiuse pi
a lungo del solito...
Non avete visto nessuno scendere dal treno?
Sapete, da qui, non distinguevo che la locomotiva... Un
frenatore ha dovuto correre lungo il treno per illuminarlo con
una lampada...
Sarebbe stato troppo bello, naturalmente! Aveva davvero
sperato che il casellante gli dichiarasse:
Si, c'era una potente auto che aspettava vicino al passaggio
a livello... Ho visto un'ombra sgattaiolare lungo il treno... L'uomo
 salito a bordo dell'auto che, appena il passaggio a livello
 stato aperto, si  lanciata per la strada ad un'andatura folle...
Il chilometro 139  lontano da qui?
Circa all'altezza del boschetto che vedete a destra. Ma non
 permesso di camminare lungo i binari della ferrovia e perci
dovete andare a piedi attraverso le piante...
Ed  appunto ci che egli fece. Era decisissimo a seguitare la
propria inchiesta con pazienza, a cercare con cura i pi piccoli
dettagli prima di affrontare qualunque ipotesi.
Lasci dunque Ferblantine sulla strada e si avvi per uno
stretto sentiero nel quale dei rovi bagnati lo intralciavano nel
cammino, mentre attorno a lui stava lo squallido scenario che
accompagna i binari delle ferrovie: pali telegrafici, massicciata
annerita, e radi cespugli misti a erbacce, come in un terreno
abbandonato.
Era da almeno un quarto d'ora che avanzava in tal modo e le
sue scarpe cominciavano a riempirsi d'acqua, quando il paesaggio
cambi bruscamente. Un ruscello d'acqua viva scorreva alla
sua destra e doveva essere pieno di gamberi. Dei salici lo costeggiavano.
Un prato saliva dolcemente e vi pascolavano vacche
nere e bianche mentre il tetto di una fattoria si profilava nel
cielo nuvoloso. Poi, d'un tratto, si trov su una strada, non una
strada asfaltata, ma una buona strada di campagna, ben tenuta.
Attraverso gli alberi, il Dottorino ebbe l'impressione di scorgere
un'altalena e affrett il passo. Scoperse, subito dopo, la bella facciata
di una casa che nel frontone recava la reclame di un aperitivo,
mentre panche dipinte in verde fiancheggiavano la porta.
Au rendez-vous des fins pcheurs, diceva un'insegna nella
quale spiccava, grossolanamente disegnata, una trota salmonata,
come certo non ve n'erano nel ruscello.
C' qualcuno? grid. C' il padrone?
Rimase di stucco vedendo una splendida ragazza uscire da
una porta. Era grande, ben fatta, con un casco di capelli bruni,
un petto solido e delle anche armoniose. Intenta alle faccende
di casa, si asciug le mani nel grembiule.
Che cosa c'?
Vorrei bere un mezzo litro di vino bianco. Inoltre l'odore
della vostra cucina mi sembra tanto gradevole che, col vostro
permesso, farei volentieri colazione qui.
Lon? chiam la donna voltandosi. Vieni un momento...
Lei non lo serviva. Restava li esitante e un uomo magro,
di cattivo umore, apparve a sua volta ed esamin l'ospite con
un'occhiata ironica.
Questo signore vorrebbe mangiare qui.
Lon guard la strada, non vide un'automobile, chiese senza
tanti complimenti:
Come siete venuto fin qui?
A piedi rispose tranquillamente Jean Dollent. Il paesaggio
 delizioso e sto andando a passeggio... Ho chiesto alla
signorina...
Signora!  mia moglie...
... Alla signora, di servirmi un mezzo litro di vino bianco...
Va a prenderlo in cantina disse l'uomo a sua moglie...
Immagino che in questa stagione non abbiate molti clienti...
Nessuna risposta, ma uno sguardo di sbieco che non lasciava
il viso del Dottorino.
Un mio amico a Parigi mi ha detto: se vai nei dintorni di
Czy, vai a mangiare Au rendez-vous des fins pcheurs...  la
migliore trattoria del posto...
Il vostro amico vi ha detto cos? domand l'uomo con
una punta di sarcasmo.
Credo che sia venuto qui ultimamente... Dev'essere stato...
vediamo... una decina di giorni fa... Forse il 12 ottobre...
Allora  il signore che ha mangiato in quell'angolo... fece
Lon prendendo il mezzo litro di vino dalle mani di sua moglie.
Ti ricordi Germaine?.. Era un uomo piccolo e grasso, vero?...
Con dei calzoni da golf e un colorito molto acceso...
Proprio lui! approv il Dottorino. Adesso non mi ricordo
se  venuto in macchina oppure se...
In macchina... Una grossa automobile americana grigia...
Non  vero Germaine?...
Da quel momento il Dottorino cominci a sentirsi poco a suo
agio. Non poteva definire ci che lo infastidiva, ma aveva l'impressione
che strane occhiate corressero tra il padrone e sua
moglie.
Per di pi la faccenda andava troppo liscia; gli rispondevano
con troppa cortesia e anche con troppa esattezza.
Posso perfino dirvi quello che ha mangiato il vostro amico:
ha cominciato con del salmone freddo... ci era avanzato dal
giorno prima... poi una frittata coi funghi... con quest'acqua 
pieno di funghi qui attorno...
Perch prendeva un tono quasi minaccioso nel dire:
...  pieno di funghi qui attorno?
E perch sua moglie che aveva sicuramente da fare, restava
li con le mani incrociate sul petto, appoggiandosi ora sull'una
ora sull'altra gamba?
Non ha dormito da voi?
No... aspettava un amico...
E verso che ora  venuto il suo amico?
L'uomo e la donna si scambiarono un'occhiata. E fu la donna
a rispondere:
Verso le dieci e mezza, forse le undici...
Era in automobile anche lui?
No... a piedi... era fradicio d'acqua... aveva freddo... ha
bevuto tre bicchieri di rum uno sull'altro poi sono andati via
insieme chiedendomi la strada migliore per Luchon...
Luchon, alla frontiera spagnola?
Appunto... Andavano tutti e due in Spagna a quanto si
capiva...
Quello che  venuto a piedi aveva delle valigie?
Soltanto una borsa, come gli uomini d'affari si portano
dietro in viaggio...
Il Dottorino stava all'erta, e le sue orecchie erano diventate
violette. Forse mai, come in quel momento, ebbe l'impressione
di essere preso in giro. Ma che poteva fare? Aveva posto delle
domande e gli era stato risposto. Come poteva sapere se inventavano
una storia qualunque per salvare la situazione o se le
loro risposte erano veritiere?
Siete venuto qui per riposarvi?
Si, per qualche giorno...
In questo caso, se volete una camera...
Non lo so ancora... ma forse si... A proposito, venendo via
di qui, l'auto grigia doveva attraversare il passaggio a livello
di Czy?
Niente affatto, lo aveva esattamente alle spalle... Quanto
alla colazione, faremo tutto il possibile per accontentarvi...
Vi avverto per che mangerete meno bene del vostro amico
perch non abbiamo pi salmone... Che ne direste di qualche
gambero per cominciare e poi di una buona fetta di carne in umido?...
C' ancora del formaggio, Germaine?
Mentre il padrone stava parlando, il Dottorino, che era decisamente
in vena di esattezza, notava:
1 il padrone dell'albergo non aveva nulla in comune con
uno di quei proprietari di trattoria attorno a place de la Rpublique
o alla Bastiglia.  vero che molti di questi gentlemen
finiscono la loro carriera in campagna dove non sdegnano di
diventare albergatori;
2 Germaine, meno ancora di lui, era un tipo di ragazza di
campagna e non si stentava ad immaginarla con un bell'abito
vivace, i tacchi alti, il viso truccato, piuttosto che con quel grembiule
da serva;
3 l'uno e l'altra avevano dato pi volte l'impressione di
aspettarsi la visita del Dottorino e che ogni loro risposta fosse
stata preparata prima con cura...
Finalmente c'era un particolare che lo spaventava un po': la
casa pi vicina all'albergo era una fattoria di cui si scorgeva il
tetto a pi di seicento metri; nessuno sapeva dov'era il Dottorino,
neppure Etienne Chaput, il fabbricante di ceri. Di modo
che, se egli spariva...
Ebbe un brivido di freddo per la schiena e gli venne in mente
quasi senza ragione un'antica favola che aveva sentito raccontare
da bambino, una storia di gente in viaggio che penetra in una
locanda spagnola e la locanda non  altro che un covo di banditi...
Non erano proprio loro che poco prima avevano parlato della
Spagna?
Il padrone sorrideva...
Ancora un po' di vino bianco?  del posto... Piaceva molto
al vostro amico... Anzi, come si chiamava?... Robert?... No!
Te ne ricordi Germaine?
Era un invito al Dottorino che non si diede neppure la pena
di rispondere. L'altro continuava, con ironia ormai flagrante:
Un bravo ometto... E goloso! Uno di quelli che amano la
vita!... Mi chiedo che fine avr fatto...
Era un avvertimento? Lon giocava col suo cliente come il
gatto col topo?
Ci aveva promesso di mandarci delle cartoline... Ma forse
voi avrete sue notizie... Cerco sempre di ricordarmi il nome...
Vediamo... Etienne?...
Un breve sguardo, estremamente acuto.
Etienne?... No... Forse Germain... Alla vostra salute... Dovresti
cominciare ad occuparti della colazione, Germaine... Nel
frattempo, io terr compagnia al signore... A meno che non
preferisca fare un giretto per farsi venire l'appetito?...
Cosa significava questo? Forse che, dopo averlo minacciato,
gli faceva sapere che era ancora in tempo ad andarsene?
O tutti questi sottintesi non esistevano che nella testa di
Jean Dollent?
Non accade a volte che le apparenze ci ingannino, che la nostra
immaginazione si lasci trascinare su una falsa strada e che
scambiamo per un covo pericoloso il pi semplice e il pi modesto
dei luoghi?
Al sangue la carne? grid Germaine dalla cucina.
No! Il Dottorino non voleva lasciarsi impressionare, eppure
quella parola sangue...
Gli stava per venire la pelle d'oca, come a una ragazzina?

3.
Nel quale il Dottorino gioca tranquillamente alla
belote ma nel quale un fante di quadri non basta
a cacciar via il suo malessere.

I gamberi erano perfetti, la carne saporita e tenera. D'altra
parte, fedele in questo alla tradizione degli alberghi di campagna,
il padrone non si allontanava un istante dal suo cliente e
non gli dava respiro. Perch non aveva niente da fare? O doveva
invece cercare un senso segreto in ognuna delle sue frasi?
Cosa strana, il Dottorino, pur essendo abituato alla campagna
e alla solitudine, non aveva mai provato come quel giorno l'angoscia
dell'isolamento. Il cielo di un grigio di piombo, gli alberi
spogli che sgocciolavano, erano forse in parte la causa del suo
stato d'animo.
Dietro quegli alberi, a cento metri appena, c'era la linea nera,
implacabile della massicciata della ferrovia, con la sua sfilata di
fili telegrafici e i corvi volteggianti.
Ci si fanno delle strane idee...
Il padrone parlava a piccole frasi, con l'aria di chi non ha
niente da dire e cerca semplicemente di non lasciar cadere la
conversazione.
Quando poco fa siete entrato ho pensato che voleste raggiungere
il vostro amico...
Una breve occhiata in tralice.
Ecco uno, mi sono detto, che prender il treno delle 2 e 17
per salire a Lyon sulla coincidenza di Luchon...
Bisognava cogliere in questa frase un avvertimento? Ma non
era fuori del mondo dopotutto! A cinque o seicento metri c'era
un passaggio a livello e un casellante con moglie e figli...
Press'a poco alla stessa distanza, dalla parte della collina, una fattoria
e delle bestie...
... Guardate un po' come  facile sbagliarsi seguitava
l'uomo, per niente smontato dal silenzio del suo cliente che
mangiava con appetito. Mi avete detto che avreste dormito qui,
non  vero? Germaine vi preparer la nostra camera migliore...
Sentirete che quiete, in questa campagna... Forse non avvertirete
neppure il passaggio dei treni...
Jean Dollent trasal. Gli sembrava di aver sentito dei passi
fuori, tuttavia nessuno entrava nell'albergo. Anzi, non sentiva
nessun rumore neanche dalla parte della cucina.
Volete del formaggio?... No?... Che cosa pensate di fare
questo pomeriggio?... Secondo me piover... Quando il cielo si
guasta da questa parte,  brutto segno... In ogni caso, se non
avete niente di meglio da fare, potremo sempre giocare una
belote a tre...
Devo andare a Laroche...
Ah! dovete andare a Laroche...  vero! Dimenticavo che
avete un'auto... L'avete lasciata al passaggio a livello, non
 vero?... Speriamo che i ragazzini del casellante, che sono dei veri
diavoli, non si siano divertiti a...
Dollent non ebbe pi dubbi. Tutto ci era detto con intenzione
e fece un po' di fatica a continuare a mangiare con apparente
serenit. E fu ancora pi inquieto, quando vide Germaine
tornare poco dopo nella cucina con le scarpe sporche di fango.
Era stata lei a uscire. Calcol che aveva avuto il tempo di andare
fino al passaggio a livello e di tornare.
Stava bevendo il caff quando squill il telefono e not con
piacere che non c'era cabina telefonica e che l'apparecchio a
muro si trovava in quella stessa stanza. Fu il padrone a rispondere.
Lo chiamavano da lontano poich trascorse qualche istante
prima che il suo interlocutore lo sentisse.
Pronto... s... Sono io... S... S... Evidentemente...
Perch mentre rispondeva a monosillabi guardava il Dottorino?
Lo faceva macchinalmente, come avrebbe guardato ogni
altra cosa? Non manifestava nessuno stupore, nessuna emozione,
dava sempre pi l'impressione di un uomo risoluto, sicuro di
se stesso, che sa esattamente dove va.
Si... Siamo intesi... Germaine ti manda un bacio...
E, riattaccando, mormor verso il suo cliente:
 mia cognata che domanda nostre notizie...
Dollent fu sul punto di farsi scappare un:
Si chiama Marthe, non  vero?
Ma si trattenne e seguit a bere a piccoli sorsi il calvados
che aveva chiesto.
Quella giornata gli richiamava alla memoria un ricordo d'infanzia.
Nella casa dei suoi genitori c'erano delle strane caraffe
il cui fondo veniva riempito di miele. Le mosche vi entravano,
toccavano il miele e da allora passavano delle ore a dibattersi
prima di venire definitivamente inghiottite.
Mai un'inchiesta gli aveva dato una simile impressione di
sorda angoscia. Mai, tentando di risolvere il problema di un
crimine si era sentito minimamente in pericolo. Qui vedeva, o
piuttosto sentiva, una minaccia incombere da ogni parte.
Faccio un salto a Laroche esclam, accendendo una sigaretta.
Volete che regoli adesso il conto?
Aggiunse, ironico a sua volta:
Se per caso non dovessi tornare...
Non  proprio il caso! Voi tornerete!
Vi dispiace se salgo un momento in camera per lavarmi le
mani?
Germaine! Accompagna il signore al numero 3.
Non aveva nessun bisogno di lavarsi le mani, ma aveva deciso
di prendere le sue precauzioni, anche a rischio di passare per
sciocco, se per caso si ingannasse.
Su un foglio di carta strappato dal suo ricettario, scrisse:
Signor commissario, se non mi trover alle quattro nel
vostro ufficio, vi prego di mandarmi un taxi all'albergo del Fins
pcheurs che si trova un po' pi lontano, lungo la ferrovia,
del passaggio a livello di Czy.
Se alle sei non aveste ancora ricevuto mie notizie, penso
che fareste bene ad avvertire la gendarmeria che faccia una puntata
nel luogo che vi ho indicato.
Il mio nome  Jean Dollent. Un colpo di telefono al commissario
Lucas alla Polizia Giudiziaria, vi confermer che potete
avere piena fiducia in me. Sarebbe forse bene, infine, far pedinare
un certo Etienne Chaput che  sceso all'albergo della
Cloche d'Or.
Credetemi signor commissario...
E, su un altro biglietto:
Con la preghiera di far pervenire d'urgenza, con ogni mezzo
questa lettera all'indirizzo indicato. Aggiungo cento franchi per
chi la porter.  una questione di vita o di morte.
Uscite anche voi? esclam stupito il Dottorino quando,
ridisceso nella stanza da pranzo, vi trov il padrone col cappello
e l'impermeabile.
Vi accompagno fino al passaggio a livello. Quattro passi
mi faranno bene alla digestione.
Quando arrivarono Ferblantine era ancora li, a un lato della
strada, dove Dollent l'aveva lasciata.
Ma sar sempre fermo questo macinino fece l'albergatore.
Sempre, no rispose il Dottorino mentre saliva. A tra
poco, rientrer in serata...
Buona passeggiata!...
Ma premette invano il bottone della messa in moto: il motore
non partiva. Scese a vedere e non trov niente di anormale.
Avevano scaricato la batteria? Avevano tagliato un filo in un
posto difficile da scovare?
Volete una mano? propose l'ironico albergatore.
Grazie... Credo che il guasto sia serio...
Tuttavia apr la borsa degli arnesi, li sparpagli sul terreno.
Diffidava del casellante che vedeva sulla porta. Aspettava qualche
altra cosa e questa volta non fu deluso perch dopo pochi
minuti un'altra auto varc il passaggio a livello. La curva la
obblig a rallentare. Il dottore si precipit sulla strada, salt sul
predellino.
Sono fermo! grid. Siate cos cortese da avvertire un
garage...
Nello stesso tempo, lasci cadere il suo biglietto sulle ginocchia
del guidatore, all'apparenza un viaggiatore di commercio.
Ecco fatto!... Direi che non mi resta che rinunciare alla mia
passeggiata a Laroche e rientrare da voi... Mi avete proposto
una belote a tre e se la vostra offerta  ancora valida non mi
dispiacerebbe ammazzare un po' il tempo...
Perdeva il Dottorino o vinceva? Gi parecchie volte aveva
commesso degli errori e anche adesso stava dimenticando di dichiarare
i quattro fanti.
Ogni tanto si voltava verso un antico orologio le cui lancette
avanzavano a sbalzi e la cui pendola di rame captava ad ogni
battito un raggio di luce.
Metteteli gi i vostri quattro fanti...
E, mentre giocava, cercava di riflettere.
Su un punto non c'erano dubbi: il padrone, che sua moglie
chiamava Lon, sapeva perfettamente perch egli era l e glielo
aveva fatto capire.
Ma non gli aveva fatto anche capire che sarebbe stato meglio
per lui andare dalla parte di Luchon e della frontiera spagnola?
E questo non significava che l'aria dei dintorni di Czy era poco
propizia ai curiosi?
Il guasto di Ferblantine era stato evidentemente provocato
da Germaine, quando la donna si era allontanata mentre egli
stava pranzando.
Volevano impedirgli di tornare a Laroche? E perch?
E che senso aveva la telefonata che Lon aveva ricevuto da
sua cognata?
Sanno che sono sulla pista! pensava. Probabilmente sanno
anche chi sono, in ogni caso mi prendono per un poliziotto.
Si direbbe che cercano di guadagnare tempo. Per uccidermi pi
tardi, col favore delle tenebre?
Non era armato. Non girava mai con la pistola, anzi, aveva
una certa paura delle armi da fuoco. Lon era pi alto e pi
forte di lui. Inoltre, avrebbe avuto il vantaggio della sorpresa,
al momento di attaccarlo.
Le tre e mezza... Di tanto in tanto, Lon si alzava, andava a
prendere una bottiglia di calvados in uno scaffale e riempiva
i bicchierini...
Poi tutti e tre tesero le orecchie sentendo il rumore di un'auto.
Era il taxi mandato dal commissario di polizia? La macchina
camminava lentamente, pareva che lo facesse apposta. Pass ancora
pi piano davanti all'albergo. Era un taxi, ma che portava
gi qualcuno. Infatti, incollato al vetro, si poteva scorgere il
molle e antipatico viso del signor Chaput, fabbricante di ceri.
L'auto non si ferm, ma non and neppure lontano e svolt
al primo incrocio, poich erano passati soltanto pochi minuti
quando la videro in senso inverso sulla strada sempre avanzando
lentamente e con quel grosso viso che spiava. Pareva che volesse
rendersi conto di ci che avveniva nell'albergo.
Le carte! fece Lon per richiamare il dottore al gioco.
Era calmo, finse di non avere notato l'automobile ma quando
essa ripass ancora aggrott la fronte... Ma che cosa vuole
quell'elefante?... Dichiaro cinquanta... Sembra che si diverta
a passare e ripassare tutto il pomeriggio... A te Germaine... Sono
buoni i miei cinquanta?...
Adesso i nervi salivano un po' a fior di pelle. Quell'auto
finiva con l'irritarli quanto un moscone che nel mese di agosto
ronzi in un camera senza sapere dove si poser. Si fermer una
buona volta?
Ci fu un'interruzione nel ritmo dei passaggi. Questa interruzione
coincise con una telefonata ricevuta da Lon. Ma questa
volta, mentre rispondeva, i suoi occhi divennero duri, il suo
volto prese un'espressione assai poco compatibile con un onesto
locandiere. Lasciava cadere dei monosillabi come delle minacce.
S... Bene... S... Bene... S...
Torn a sedersi.
A chi toccano adesso le carte?
Non aveva ancora distribuito le carte che il telefono squill
di nuovo. Lon sembr innervosirsi ulteriormente, ma il Dottorino
ebbe l'impressione che questa volta recitasse una commedia.
Chiedono del dottor Dollent disse.
Siete sicuro che chiedono di me?
Purch siate voi il dottor Dollent.
Il Dottorino afferr il microfono e riconobbe di primo acchito
la voce incerta, quasi vischiosa del fabbricante di ceri.
Pronto... Ho creduto di far bene a telefonarvi perch non
mi piace molto l'aspetto di quell'albergo... Volevo dirvi dottore...
Pronto... Credo che sia meglio di non occuparsi pi di
quella faccenda... Ci ho ripensato... Ho avuto certe notizie... 
chiaro che compenser il vostro disturbo... Non avevamo fissato
in anticipo l'onorario della vostra collaborazione, ma se volete
raggiungermi in citt vi far avere diecimila franchi... pronto...
non mi rispondete? Pronto...
Pronto ripet il Dottorino. Non sapeva che cosa rispondere
cos su due piedi.
Vi prego di non voler spingere pi a fondo le cose. Ho
avuto torto io... La polizia mi avverte che la denuncia non sar
mantenuta, anzi, che non sar presa in considerazione perch
chi denuncia ha dato un indirizzo falso... In pratica non c' pi
denunciante e in questo caso  superfluo di...
Dollent ancora non muoveva un muscolo e il suo sguardo
errava sospeso e incerto sulla coppia che aspettava con le carte
in mano.
Mi hanno detto che la vostra macchina era in panne... Cio
io l'ho vista accanto al passaggio a livello e ho chiesto informazioni...
cos ho saputo che eravate all'albergo... Se volete vi
mander un taxi e...
Sar meglio che veniate voi a prendermi decise il Dottorino.
Poi, per tagliar corto alle spiegazioni ingarbugliate di quel
brav'uomo, riattacc.
La matta di picche?... Prendo! fece tornando al suo posto,
con le carte in mano.

4.
Dove la belote a tre diventa una belote a
quattro e dove per il Dottorino sedotto dal calvados
prende una sbronza solenne.

Cos tutto andava per il meglio e chiunque si fosse trovato
nella stanza non avrebbe potuto notarvi alcunch di anormale,
se non il fatto che il signor Etienne Chaput, deciso a fermarsi
per un po' all'albergo, butta via del denaro trattenendovi il taxi.
Entr come un brav'uomo che ha sete e, fatto un piccolo cenno
verso i giocatori, sedette nell'angolo opposto.
Un bicchiere di birra! rispose a Germaine che gli aveva
chiesto che cosa volesse prendere.
Si asciug il sudore; tent di fare al Dottorino dei cenni che
volevano dire:
Ecco... Non avete che da uscire con me e salire sul mio
taxi...
Ora, a proposito di questo taxi, avvenne qualcosa di perlomeno
ambiguo. Il padrone dell'albergo, ad un certo momento
usc, si avvicin all'autista, gli diede un biglietto da cento franchi,
gli disse qualche parola e si vide l'auto partire verso la
citt.
Ma il fatto pi curioso fu questo, che il grosso Etienne
Chaput non disse neanche una parola di protesta. Rest nel suo
angolo con gli occhi sbarrati e con un sudorino di angoscia sulla
fronte.
Il Dottorino, invece, sorrideva.
Accetterebbe il signore di fare da quarto? gli disse con
tono amabile. La belote a quattro  molto pi appassionante
della belote a tre e...
Gioco talmente male, se sapeste...
E soprattutto era cos emozionato che, qualche minuto pi
tardi, le carte gli tremavano nella mano.
Sarebbe lo stesso per voi lasciare la bottiglia sul tavolo,
padrone?... Questo calvados  eccellente... Da anni non ne bevo
di simile... Alla vostra salute signore e signori...
Le quattro e dieci... Le quattro e mezza... La pioggia... Il
cielo che diventava pi grigio e la notte che ormai scendeva...
Dobbiamo pensare che quell'atmosfera rendesse ormai triste
il Dottorino che ricorreva di continuo alla bottiglia di calvados,
al punto che gli altri cominciavano a guardarlo con inquietudine.
L'occhio diventava in lui pi vivo, la voce pi eccitata
e si agitava come un diavolo facendo frizzi non sempre di ottimo
gusto. Ed era proprio con Etienne Chaput che se la prendeva.
Era su di lui che sprizzava veleno, sempre pi aggressivo.
Sapete a che cosa mi fa pensare questa nostra piccola
compagnia? esclam dopo aver bevuto gi molto. A tre della
mala che stanno per spellare un pollo... Perch il nostro amico,
bisogna dirlo, ha proprio tutto del pollo... Se guadagna
molto, sono convinto che tutti i suoi soldi finiscono nelle mani
di quelle belle ragazze che la sanno lunga... e che lo convinceranno
di amarlo per la sua bella faccia...
Intanto Etienne Chaput fece la sua dichiarazione, con aria
cupa, sentiva di essere caduto in trappola.
Ma che cosa poteva fare? Non era come prigioniero? Fuori
non c'era neanche una macchina. La strada era deserta, lucida,
non si vedevano che gli alberi e la massicciata della ferrovia...
Le lancette avanzavano sul livido quadrante dell'orologio. Le
quattro e mezza... Le cinque... Il Dottorino, in un ritorno improvviso
di energia afferr la bottiglia del calvados.
I vostri bicchieri sono ridicolmente piccoli, signora
Germaine, e io, quando un vino mi piace, non so resistere...
Si attacc alla bottiglia e bevve tanto di quell'alcool da impallidire
e tossire per un'ora. Poi tent ancora di afferrare le
carte ma non riusciva pi a distinguerle chiaramente.
Una tazza di caff? propose Lon.
Del caff?... Del caff a me?... Del calvados...
Questa volta gli impedirono di prendere la bottiglia. Si alz
per riprenderla ma rotol per terra. Emise una sciocca risata,
si rialz a stento.
Voglio dormire... disse allora, con la bocca tutta impastata.
Dov' la mia camera? Portatemi la mia stanza subito o
non sto qui dentro un minuto di pi...
Il padrone lo sorresse e lo aiut a salire i gradini fino al primo
piano, lo coric tutto vestito sul letto, e rest per qualche
momento ad ascoltare il suo rauco respiro di ubriaco.
Senza muoversi dal letto il Dottorino si lev le scarpe, poi,
con infinite precauzioni, attravers la stanza fino al lavabo. Aveva
gi notato che nei soffitti, sotto quelle che sembravano travi,
non c'era che il leggero spessore del legno del pavimento e sentiva
sotto di s un mormorio di voci.
Ma era ubriaco, ubriaco come non lo era mai stato. Con gente
del calibro di Lon, sarebbe stato inutile fare finta di bere ed
egli aveva veramente ingurgitato pi di mezzo litro d'alcool.
Un minuto dopo, proprio come faceva qualche volta quando
era studente, si ficc un dito in gola e rigett quel che aveva
bevuto. Ma era tutto sudato, gli occhi fuori delle orbite, la lingua
impastata.
Si sdrai per terra, incoll l'occhio al pavimento proprio sopra
il tavolo della belote.
Sent la voce di Leon che diceva frenando appena la collera:
Ma sei pazzo a metterci tra i piedi un tipo come quello...
Non siamo mica sul rapido 19 ed  pi difficile far sparire un
cadavere...
Sei sicuro che dorma? domand Germaine.
 ubriaco fradicio, ma va a vedere se vuoi.
Dollent ebbe il tempo di coricarsi sul letto e far finta di
russare sonoramente. Sent che la donna si chinava su di lui e
cap che era forte quanto Lon se non di pi, poich prese la
precauzione di tastargli le tasche.
Si chiese perfino... Per caso non le era mica saltato in testa
di farlo fuori subito?
Doveva star bene attento a non socchiudere gli occhi, a non
fare il pi piccolo movimento. Oltretutto la donna portandogli
via il portafoglio gli fece il solletico e mai il Dottorino aveva
faticato tanto a star fermo. Finalmente, qualche minuto pi
tardi, la donna si allontan chiudendo la porta a chiave dal
di fuori, prima di scendere le scale.
Quanto a lui si precipit di nuovo sul pavimento.

5.
Etienne Chaput era vile, come lasciava capire il suo fisico;
era moralmente viscido, come la sua pelle; e per di pi, era
avido.
Lo si sentiva dire:
Non  colpa mia... Quando avete fatto il colpo e mi avete
messo da parte...
Non ti abbiamo messo da parte, babbeo... Ti abbiamo mandato
dieci bei biglietti... Di formato grande...
In altre parole, biglietti da mille franchi, esattamente la
somma che, poco prima, al telefono, il fabbricante di ceri aveva offerto
al Dottorino per non occuparsi pi della faccenda.
Mi avete mandato dieci biglietti,  vero... Ma sapete bene
che il colpo vi ha fruttato quasi un milione...
E poi?
E poi c' che non  giusto... E non  nemmeno quello che
Marthe mi aveva promesso...
Cosa ti aveva promesso mia sorella, zuccone? disse Germaine
con voce volgare. Prima di tutto  lei che ha avuto
torto a immischiarti in quest'affare... Quando verr glielo dir...
Mi aveva promesso che avremmo diviso...
Diviso che cosa?
Il denaro ricavato dal colpo...
Quale colpo?
Quello che dovevate fare quando il treno fosse fermo... Mi
ha parlato di un sacco postale e di non so che altro... Aveva
bisogno di qualcuno che l'aiutasse a far fermare il treno...
Ha pensato a me perch ci vedevamo ogni settimana... Ero un
po' io che la mantenevo...
Davvero? Quanto le davi?
Duecento franchi ogni volta... La vedevo il mercoled in
una birreria dei Boulevards...
Perci, annot mentalmente il Dottorino, Etienne Chaput, in
realt, non era al corrente di niente... Come molti uomini del
suo genere, si incontrava furtivamente ogni settimana con quella
ragazza in una birreria dei Boulevards... Non doveva essere
il solo ad approfittare dei suoi favori...
Ma, avendo bisogno per la sua commedia sul treno, di un uomo
dall'apparenza decorosa, Marthe aveva scelto lui...
Doveva aver fiutato da molto tempo che l'onest del fabbricante
di ceri non avrebbe resistito all'attrattiva di un grosso
guadagno.
Tuttavia, essa non gli aveva rivelato tutta la verit. Non gli
aveva parlato che di un furto di valori postali, mentre...
Tutto il resto, se il commissario fosse stato presente, il Dottorino
avrebbe potuto raccontarlo senza l'aiuto di nessuno, ma
preferiva ascoltare quello che veniva detto di sotto, in
quell'albergo decisamente altrettanto allucinante che la
locanda spagnola delle letture della sua infanzia.
... mi ha giurato che non rischiavo niente... e che poi
avremmo diviso un grosso bottino... Sono parole sue...
E va bene, razza d'idiota, te lo dir io cosa rischi... Rischi
la testa, capito?... Cos imparerai a voler giocare d'astuzia
con me...
Bisogna essere pazzi per ricorrere a un poliziotto privato
e...
Volevo soltanto che ritrovasse la vostra pista... Non sapevo
niente... Avevo il dubbio che ci fosse qualcosa da queste
parti, ma non potevo condurre un'inchiesta da solo... Volevo
ritrovarvi per reclamare la mia parte...  giusto, dato che
ero associato...
Hai detto associato!... Capisci Germaine?... Quando le persone
per bene - come dicono loro - si mettono a fare i mascalzoni
si comportano in modo inimmaginabile... Il signore ci voleva
ricattare!... E il signore, non osando rivolgersi alla polizia,
va a trovare un medico che fa delle inchieste private...
L'hai visto il dottore?...  bellino, si!... Il signore ce lo
manda tra i piedi come si mette un cane da caccia su una pista... Poi, quando avr trovato la pista, lo richiamer e gli dir:
C' stato un errore... Mi sono sbagliato... Ecco dieci o
ventimila franchi per il vostro disturbo...
Non  cos, eh?... Brutta faccia, osi dire che non  cos?...
E la brutta faccia rispose umilmente ma ostinatamente:
Volevo la mia parte...
Bene, l'avrai la tua parte... Ma non quella che credi...
I sacchi postali, erano una frottola inventata da Marthe per
farti muovere...
Si trattava di far fuori un tipo, un inglese che doveva prendere
il rapido 19 e imbarcarsi a Marsiglia per le Indie...
Noi sapevamo che aveva con s un mucchio di sterline...
Allora, qualcuno  salito con lui a Parigi...
Qualcuno che non era altri che lui, il Dottorino l'avrebbe
giurato! Perch se, in principio, aveva creduto che si trattasse
di una banda numerosa e organizzata, adesso era convinto che
la banda si riducesse a tre persone: Lon e le due sorelle, Marthe
e Germaine.
E Dollent non poteva far a meno di avere una certa ammirazione
per l'albergatore improvvisato, perch, senza niente in
mano aveva...
E il suo biglietto era stato consegnato alla polizia? L'automobilista
non l'aveva buttato via? Il commissario non aveva creduto
a una mistificazione? Erano quasi le sei e il taxi richiesto
non era ancora arrivato...
Un po' prima Montereau, l dove il treno attraversa la Senna,
l'inglese  stato lanciato attraverso il finestrino e ha fatto un
bel tuffo con un peso ai piedi...
Il Dottorino avrebbe giurato di sentire il respiro rantolante
del fabbricante di ceri.
A quel punto, capisci, si trattava solo di scendere con i documenti
prima di una grande stazione...  per questo che abbiamo
fatto fermare il treno... L'uomo... Insomma, quello che...
Siete voi?
Se te lo domandano, ti consiglio di rispondere che non ne
sai niente...  tutto qui!... Ti abbiamo mandato diecimila franchi
e sei stato ben pagato... Adesso potrai offrirti fino alla fine
dei tuoi giorni delle belle ragazze come Marthe, due o tre volte
la settimana...
Cera da chiedersi se tutto ci avveniva nel mondo della
realt. Eppure, dietro le finestre la pioggia cadeva, gli alberi
stormivano al soffio del vento, ogni tanto passava un treno...
Io non sapevo... gemette il signor Chaput.
Che cosa non sapevi?... Che un uomo ci avrebbe rimesso
la pelle?... Cominci a sentirti male, vero?... E tra poco ti
sentirai ancora peggio...
Ah! ci hai messo tra i piedi il tuo dottore...
Bene! adesso bisogna che ce ne liberi... E vediamo come
te la caverai...
Dandogli un bel po' di soldi... propose l'altro.
Credi che siano tutti come te?... Nient'affatto!. Basta con
queste sciocchezze... Salirai nella sua stanza...  il tre... Il numero
 dipinto sulla porta... Ti daremo un coltello o una rivoltella,
come preferisci, o anche un'accetta... Qui si pu gridare
finch si vuole, non importa... Dopo, farai un buco in terra, in
un punto qualunque...
Non posso...
Come?...
Vi supplico... Non sono un assassino... Non sarei mai capace...
Ma sei capace di togliere le castagne dal fuoco, vero?...
Andiamo, biondino bello... Se non ci disgustassi tanto, ti daremmo
una mano... Ma  divertente guardarti fare da solo...
Non potete costringermi ad uccidere un uomo... Se mi concedeste
di parlargli solo cinque minuti... Il denaro che occorrer
lo metter di tasca mia... Non sono ricco...  molto tempo
che i ceri...
Sarebbe il momento di accenderne uno, non  vero?... Andiamo...
Se aspetti che si svegli, potrebbero essere guai... Vuoi
un bicchiere di calvados?... No?... Allora?
Il Dottorino era nauseato. L'altro pregava, supplicava. Doveva
essersi gettato in ginocchio, a giudicare dai rumori che si potevano
percepire dal primo piano.
Vi giuro che non sono capace... Basta la vista del sangue...
Allora, prendi un martello...
Erano le sei meno dieci. Il Dottorino aveva gi dato un'occhiata
alla finestra ed era deciso, in caso di bisogno, a rischiare
un salto di cinque metri sulla terrazza, a rischio di rompersi un
piede.
Ti sei deciso?
Se  necessario...
Dollent poteva credere di aver toccato cos il fondo della bassezza
e della vilt umane. Di sotto, dovevano mettere un martello
o un qualunque arnese tra le mani del grasso Etienne Chaput
che certamente tremava tutto.
Tuttavia, per colmare la misura, prima di avviarsi verso le
scale, si ferm un attimo.
Se lo faccio, divideremo? domand.
La finestra era gi aperta. Facendo un salto lungo, Dollent
aveva calcolato che avrebbe potuto cadere sulla terra molle. Aspettava,
curioso di vedere il viso del fabbricante di ceri, quando
avrebbe aperto la porta.
Questa soddisfazione non gli fu data. Sent prima il suono
di un campanello. Era quello di una bicicletta che scendeva il
pendio e, un momento dopo, tre biciclette prendevano di corsa
la curva e si fermavano davanti all'albergo: ne scesero tre gendarmi
di cui, nell'oscurit, si scorgevano i galloni argentati.
Non lasciate uscire nessuno! grid Dollent, dalla finestra.
Era furioso come non lo era mai stato, furioso di aver scoperto
un esemplare umano che gli dava la nausea e che gli avrebbe
tolto per un po' di tempo il suo ottimismo.
Avrebbe voluto che la porta si aprisse per poter saltare lui
stesso addosso a Etienne Chaput e...
Non sapeva cosa gli avrebbe fatto... Forse sarebbe stato capace
di rompergli la faccia?...
Correvano, nella casa. Porte si aprivano e si chiudevano con
fracasso. Si sentiva chiamare... Ci fu un colpo d'arma da fuoco...
Si decise a saltare, per sapere qualcosa, perch nessuno si occupava
pi di lui. Un gendarme, nella stanza da pranzo, teneva
il fabbricante di ceri sotto la minaccia della sua rivoltella e l'altro,
pi vile che mai, piangeva a calde lacrime spergiurando che...
Avrebbe giurato tutto quello che volevano. La vista del Dottorino
gli ridiede speranza.
La prova che io sono innocente  che il signor Dollent, che
sono andato a trovare per scolparmi...
Ti far cacciare in prigione il pi a lungo possibile tagli
corto Dollent.
Ma...
Ancora un colpo di rivoltella, dietro, dalla parte del giardino.
Poi un brigadiere che tornava con Germaine. E costei, per
nulla abbattuta, aveva un lieve sorriso a fior di labbra.
E cos, non siete ubriaco?... In questo caso la colpa  mia...
Eppure vi ho fatto abbastanza il solletico per...
Cos, l'aveva fatto apposta! Ed era per il sangue freddo del
Dottorino...
Impossibile arrestare l'altro... dichiar il terzo gendarme.
E scappato nel bosco... Bisogna telefonare alla brigata... Mi
ha sparato addosso e per un pelo non mi ha preso... Ho sentito
la pallottola fischiare vicino al mio berretto...
L'auto del commissario di polizia si ferm davanti alla porta.
Che cosa succede?... Ho incontrato il taxi che vi avevo mandato
e che si  fermato per un guasto...
Meglio cos...
E perch?
Perch altrimenti non sapremmo quasi nulla... Vi avrei raccontato
la storia, ma senza prove, senza essere sicuro di aver
ragione...
Il pi straordinario, in questa faccenda, fu che il Dottorino allung
il collo verso la bottiglia del calvados. Non aveva lo stomaco
vuoto? Fino a poco fa ne aveva bevuto, d'accordo, ma per
dovere. E adesso voleva assaporarlo.
Permettete?...
Germaine lo guardava con ammirazione e, poich anch'egli
aveva quasi dell'ammirazione per lei, ne era molto orgoglioso.
Figuratevi, commissario, che ci troviamo davanti a un delitto
pressoch perfetto... Senza quell'otre gonfio di pessimo
grasso, io credo che si potrebbe parlare senz'altro di un delitto
perfetto... O meglio, non se ne parlerebbe affatto perch i delitti
perfetti non riusciamo a scoprirli mai... Voi avreste saputo
che un certo lord inglese era scomparso, ma non vi sarebbe
stato possibile connettere quella scomparsa a un certo incidente
capitato sul treno, durante il quale una giovane donna aveva
tirato il segnale d'allarme per mettere fine alle assiduit di un
viscido personaggio...
Il commissario, naturalmente, non capiva niente in tutto questo
discorso. Jean Dollent, con i nervi finalmente distesi, parlava
per sua soddisfazione personale e anche un poco per Germaine
che lo ascoltava con interesse e che era perfettamente
in grado di capire.
Dubito, per quanto ne so, che riuscirete a mettere le mani
sull'assassino del lord inglese... Ma davanti a voi avete un altro
assassino... Un assassino per paura... per vigliaccheria... Il
signor Etienne Chaput, fabbricante in ceri e falso satiro all'occasione.
Il gendarme aveva gi telefonato alla brigata. In meno di
un'ora il paese sarebbe stato circondato per agguantare Lon.
Vedrete che non riuscirete a trovarlo... Un tipo capace di
un delitto quasi perfetto... Ma avete l'altro... Ed  forse meglio
perch tanto pi gli daranno addosso, cosa che gli auguro di
tutto cuore...
Venite commissario...
Se volete che ceniamo insieme al ristorante della stazione di
Laroche-Migenne, per esempio, vi racconter tutta la storia...
Nel momento in cui stava per uscire, lo videro precipitarsi
verso un angolo della stanza. C'era per terra un martello. Lo
raccolse, mormor...
Permettete che lo porti via?...
?...
Come ricordo!  con questo che quel signore doveva farmi
la pelle mentre dormivo e capirete che...
Fu il primo pezzo della sua panoplia, il principio di una collezione!



IL CASTELLO DELL'ARSENICO.

1.
Nel quale il Dottorino domanda gentilmente a
un tale se  un assassino ed  ricevuto con perfetta
cortesia.

Esit un attimo, non di pi, si alz sulla punta dei piedi, perch,
data la sua statura, il campanello era messo troppo in alto.
Immediatamente due diverse specie di rumori entrarono in conflitto
tra loro: in primo luogo il campanello, che il Dottorino
aveva premuto e che da solo produceva in qualche angolo del
castello, il suono di un vero e proprio carillon, dall'altra parte
l'abbaiare di una moltitudine di cani.
E non per modo di dire; si trattava di una vera e propria moltitudine,
per quanto sia lecito chiamare cos una quarantina di
cagnetti brutti e rabbiosi, senza razza ma tutti simili gli uni agli
altri con la sola differenza dell'et.
Anche essi provenivano da qualche angolo del castello e correvano
verso il cancello attraversando ci che un tempo era stato
un parco, del quale restava un viluppo di cespugli ai piedi
di alcuni grandi alberi.
Il Dottorino sapeva di essere osservato, non solo dal castello,
ma dalle case del villaggio in cui ci si chiedeva come mai in un
momento simile, qualcuno osasse suonare a quel cancello.
Era un villaggio posto su una radura nella foresta d'Orlans,
ma la radura, come un vecchio abito, era troppo stretta per il castello
e per quella manciata di case. La foresta straripava, soffocando
quel gruppo di case dove pareva che il sole penetrasse
a stento.
Qualche tetto d'ardesia. Una drogheria, un albergo, delle case
basse. Poi il castello, troppo grande, troppo vecchio, mal ridotto,
che aveva l'aria di un tipo, diventato povero di recente,
dagli abiti sbrindellati ma di buon taglio.
Il Dottorino era in dubbio se scatenare di nuovo il fracasso
del campanello, mentre tutti i cagnetti, mostrando i denti, si
gettavano a grappoli sul cancello!
Una tenda al pianterreno si mosse... Una pallida figura apparve
per un istante dietro i vetri del primo piano...
Finalmente venne qualcuno... Una giovane donna, o ragazza,
sui venticinque anni, una domestica cortese, dall'aspetto attraente,
che non ci si aspettava di trovare in un luogo simile.
Che cosa volete? domand cacciando via i cani che acchiappava
per la collottola e gettava dietro di s.
Vorrei parlare col signor Mordaut...
Avete un appuntamento?
No.
Siete del Tribunale?
No... Ma se aveste la cortesia di dargli il mio biglietto da
visita...
La donna si allontan. I cani ricominciarono il loro concerto.
Dopo un po' ritorn in compagnia di un'altra domestica, di una
cinquantina d'anni e con un viso diffidente.
Cosa volete dal signor Mordaut?
Allora, il Dottorino, disperando di varcare quella soglia troppo
ben custodita, decise di giocare tutto per tutto.
 per quella faccenda degli avvelenamenti disse col pi
affabile dei sorrisi, come se stesse offrendo un confetto.
La figura era riapparsa dietro i vetri del primo piano. Era il
signor Mordaut?
Entrate...  vostra la macchina?... Mettetela dentro, perch
di fuori i ragazzini la prenderebbero a sassate...
Buongiorno, signore... Vi chiedo scusa per essere entrato
quasi di forza in casa vostra, tanto pi che non mi avete mai sentito
nominare, non  vero?...
No, mai disse con aria tetra il signor Mordaut scuotendo
la testa.
Come altri si dedicano alla grafologia o alla radiostesia, cos
io mi sono appassionato ai problemi umani, agli enigmi, se preferite,
come sono inizialmente i delitti.
La parte pi ingrata restava ancora da fare o meglio da dire.
Era l, seduto in un salotto, e quel salotto rappresentava
tutta un'epoca, o pi esattamente era l'avanzo di dieci epoche diverse,
accumulate in quel luogo come per caso dagli anni, dai secoli.
Analogamente all'aspetto esterno del castello, era triste e polveroso,
scolorito, passato, misero. Cos era anche il signor Mordaut,
con la sua lunga giacca che faceva pensare a una redingote,
con le due guance scavate coperte da una corta barba di un grigio
sporco, che pareva lichene.
Vi ascolto...
Avanti! Ormai non poteva pi fermarsi!
Mi hanno estremamente colpito, signore, le voci che corrono
da un certo tempo riguardo a questo castello e riguardo a
voi. Ho saputo che anche la Giustizia aveva dovuto occuparsene
e aveva ordinato l'esumazione di tre cadaveri. Preferisco quindi
dichiararvi in tutta franchezza: sono qui per scoprire la verit,
cio per sapere se avete avvelenato la vostra zia Emilie
Duplantet, successivamente vostra moglie, da ragazza Felicie Maloir,
finalmente vostra nipote Solange Duplantet...
Era davvero la prima volta che rivolgeva a qualcuno un discorso
simile, ci che lo inquietava soprattutto perch la distanza
che lo separava dalla strada e dal villaggio era grande, vi erano
molte porte di mezzo! Quanto al suo interlocutore, non aveva
mosso un solo muscolo della faccia. Faceva dondolare in cima
a un lungo cordoncino nero un occhialino di antico modello
e, per descrivere l'espressione del suo volto, non si poteva
che ripetere che era triste, triste, triste!
Trasudava tristezza! Era lui la tristezza in carne ed ossa, incarnava
tutta la tristezza del mondo!
Avete avuto ragione a parlarmi con franchezza! Posso offrirvi
qualcosa?
Involontariamente, il Dottorino trasal. Perch  preoccupante
quando un tale, accusato pi o meno apertamente di tre
avvelenamenti, vi offre da bere.
Non abbiate timori di sorta... io berr prima di voi... Ho
ancora un vecchio vin cotto che facevamo al castello prima della
fillossera. Siete stato al villaggio?
Mi sono fermato un attimo all'albergo per fissare una stanza
per stanotte...
 inutile signore... signor come?...
Jean Dollent...
Sar molto onorato, signor Dollent, se vorrete essere mio
ospite...
Nel frattempo stappava una bottiglia polverosa, di forma insolita,
e il Dottorino bevve quasi tranquillamente uno dei migliori
vini cotti che avesse mai bevuto.
Vi fermerete qui quanto vorrete... Prenderete i vostri pasti
alla mia tavola... Circolerete in piena libert in tutto il castello
e risponder alle vostre domande con assoluta franchezza... Permettete?
Tir un cordone e un campanello dal suono smorzato suon
in un punto della casa, poi la vecchia che aveva aperto il cancello
a Dollent si present.
Ernestine, mettete un coperto di pi... Farete anche preparare
per il signore la camera verde... Deve sentirsi come a
casa capite?... perci soddisferete tutte le sue curiosit...
Rimasto solo con Dollent, sospir:
Forse siete stupito per questa accoglienza? Forse vi sembrer
anormale! Sappiate, signor Dollent, che viene un momento
in cui si accetta qualsiasi speranza di salvezza. Se una cartomante,
un fachiro o un dervis, una zingara o uno di quei
radiostesisti di cui parlavate poco fa offrisse di aiutarmi, lo faciliterei
allo stesso modo...
Parlava lentamente, con voce stanca, fissando il tappeto logoro,
pulendo macchinalmente, con cura esagerata, le lenti dell'occhialino
che non metteva mai davanti agli occhi.
Sono un uomo che la sfortuna ha perseguitato fin dalla
nascita... Se esistessero dei concorsi, dei campionati di sfortuna,
sono sicuro che mi toccherebbe il primo premio... Qualunque
cosa io faccia, si ritorce contro di me... Ogni mio gesto, ogni
mia parola, mi reca danno... Sono nato per accumulare le disgrazie,
non soltanto sulla mia testa, ma su tutti quelli che mi
circondano.
I miei nonni erano molto ricchi... Mio nonno Mordaut 
l'uomo che ha costruito la maggior parte del quartiere Haussmann
a Parigi accumulando milioni...
Ora, il giorno in cui sono nato, egli si  impiccato, a causa
di uno scandalo nel quale era coinvolto insieme ad alcuni uomini
politici...
Mia madre, per l'emozione,  stata presa da una febbre
puerperale ed  morta in tre giorni...
Mio padre ha cercato di risalire la corrente... Di tutta la
ricchezza accumulata non rimaneva che questo castello... Avevo
cinque anni quando ci sono venuto... Giocando, nella torre, ho
appiccato il fuoco a tutta un'ala che  stata distrutta e che conteneva
gli oggetti di valore...
Era troppo! Si stava scivolando nel ridicolo!
A dieci anni, avevo un'amichetta della mia et a cui volevo
molto bene, Gisle, la figlia dell'albergatore di allora. A quell'epoca
c'era ancora acqua nei fossati. Un giorno che pescavamo
dei ranocchi con uno straccio rosso,  scivolata ed  annegata
sotto i miei occhi...
Potrei continuare a lungo l'elenco delle mie disgrazie...
Scusate! interruppe il Dottorino. Mi sembra finora che
queste sventure abbiano colpito pi gli altri che voi...
Credete dunque che non sia proprio questo il male pi
grande? Otto anni fa, mia zia Duplantet, rimasta vedova,  venuta
a vivere con noi e sei mesi pi tardi si  spenta per una
crisi cardiaca...
Si  supposto che vostra zia sia stata lentamente avvelenata
con l'arsenico...  vero che aveva contratto un'assicurazione sulla
vita a vostro favore e che voi avete incassato una grossa cifra?
Centomila franchi... appena sufficienti a restaurare la torre
a sud che cadeva a pezzi... Tre anni dopo, mia moglie...
Moriva a sua volta e sempre per una crisi di cuore... Anch'essa
aveva contratto un'assicurazione sulla vita che vi ha procurato...
Che mi ha procurato le accuse che voi conoscete e una
somma di duecentomila franchi...
Sospirava, guardando fissamente l'occhialetto dalle lenti luccicanti.
Finalmente termin il Dottorino quindici giorni fa vostra
nipote, Solange Duplantet, divenuta orfana, si  spenta nel
castello, a ventotto anni, per una malattia di cuore, lasciandovi
la fortuna dei Duplantet, ossia quasi mezzo milione...
In terre ed immobili! rettific lo strano castellano...
Questa volta la gente ha cominciato a parlare. Lettere
anonime sono giunte al Tribunale ed  stata aperta un'inchiesta...
Questi signori sono venuti gi tre volte e non hanno trovato
nulla... Altre due volte sono stato chiamato a Orlans per
essere interrogato ed essere messo a confronto con i loro testimoni...
Credo che se mi azzardassi ad andare nel villaggio, sarei
linciato...
Poich sono state trovate delle tracce di arsenico nei tre
cadaveri...
Sembra che se ne trovino sempre...
Il Dottorino era li per questo! Venendo era passato per Parigi.
Aveva visto il suo amico, il commissario Lucas, e Lucas gli
aveva detto:
Sono convinto che non si scoprir niente. I casi di avvelenamento
sono i pi misteriosi. Ce ne sono pochi o molti? Non
possiamo neppure rispondere a colpo sicuro, tuttavia  certamente
tra essi che vi  la maggior parte dei delitti rimasti impuniti.
Vedrete che si trover dell'arsenico nei visceri o in ci che
resta... Su questo gli esperti discuteranno senza fine, gli uni
sostenendo che c' sempre una certa dose di arsenico nei cadaveri,
gli altri gi inclini a riconoscere che si tratta di avvelenamento...
Se il caso finisce alle Assise, i giurati, stanchi e scoraggiati
da queste dotte disquisizioni, e da tanti pareri contraddittori,
preferiranno pronunciare un verdetto negativo...
 su un terreno come questo che uno come voi potrebbe,
con un po' di fortuna...
Cos era sul posto. Fiutava l'aria, si impregnava di quell'ambiente
disperatamente grigio.
Posso chiedervi perch avete tanti cani? E tutti della stessa
razza, se cos possiamo chiamarla?
Il signor Mordaut apparve sbalordito dalla domanda.
Tanti cani? ripet... Ah! si... Tom e Mirza!... Figuratevi
che mio padre aveva due cani a cui era molto affezionato... questi
cani, Tom e Mirza, hanno avuto dei piccoli... I piccoli hanno
avuto a loro volta altri piccoli... Dopo che la mia piccola amica
si  annegata sotto i miei occhi, non ho mai voluto che venissero
annegati dei cuccioli o dei gattini...
Quelli che avete visto sono i discendenti di Tom e Mirza...
non so quanti ce ne siano... non ce ne occupiamo quasi pi...
vivono nel parco e a poco a poco tornano selvaggi...
Un'idea parve colpirlo, e lo rese pensoso.
 strano mormor. Sono le sole creature che prosperino
intorno a me, non ci avevo mai pensato...
Avete un figlio?
Hector, si. Ve ne avranno parlato, credo... In seguito a una
malattia infatti, Hector  cresciuto, ma il suo cervello non si 
sviluppato... Vive nel castello... A ventidue anni ha l'intelligenza
di un bambino di nove... per non  cattivo...
La persona che mi ha fatto entrare e che avete chiamata
Ernestine  al vostro servizio da molto tempo?
Da sempre...  la figlia dei giardinieri di mio padre... Loro
sono morti, lei  rimasta...
Non si  mai sposata?
Mai...
E la ragazza?...
Rose?... fece Mordaut con un leggero sorriso.  una
nipote di Ernestine, sono quasi dieci anni che vive al castello
come cameriera... Quando  arrivata, era una ragazzetta di sedici
anni...
Non avete altre persone di servizio?...
No... Non sono abbastanza ricco... Da vent'anni posseggo
la stessa auto e la gente si volta al suo passaggio... Vivo tra i
libri, tra le poche cose che mi piacciono...
Andate spesso a Parigi?
Quasi mai... Che cosa farei a Parigi?... Non sono abbastanza
ricco da concedermi dei piaceri... Non sono abbastanza povero
da accettare un posto di impiegato... E sono sicuro che se facessi
qualche speculazione non farei che perdere... Con la mia fortuna!...
Vi erano dei momenti in cui, ascoltando quella voce bassa e
monotona, si aveva l'impressione di vivere in un'immensa campana
di vetro.
Tutte le persone che vivevano in quella casa, compresa Rose
dalle belle forme, erano chiuse in se stesse? Si poteva immaginare
che a volte uno scoppio di risa, un'autentica esplosione di
gioia risuonasse in quelle stanze, o nei corridoi?
Il Dottorino trasal. Aveva udito un rumore familiare, quello
del motore di Ferblantine che veniva messo in moto.
Guard con durezza il suo ospite.
Toccano la mia automobile... disse.
E non era lontano dal pensare che...
Ah! Si! Guardate un po'... Siete appena arrivato... Parlavamo
cos tranquillamente... Vediamo se Hector...
Si diresse con un sospiro verso una finestra che apr. E videro
un ragazzone seduto al volante di Ferblantine occupato a far stridere
orribilmente il cambio.
Hector!... Vuoi scendere?...
Per tutta risposta Hector fece al padre una boccaccia.
Hector... Se non lasci stare l'auto del signore...
Il signor Mordaut si precipit fuori. Il Dottorino lo segu.
E pot cos assistere a una scena insieme penosa e grottesca. Il
padre tentava di strappare il figlio dal sedile. Ma Hector lo
superava di tutta la testa ed era molto robusto.
Voglio metterla in moto... si ostinava.
Se non scendi immediatamente...
Ti avverto che non mi lascer pi prendere a scudisciate.
Ernestine era sulla porta di cucina con le mani ai fianchi e
seguiva le peripezie della lotta senza commuoversi.
Si apr un'altra porta. Rose, che aveva indossato un grembiule
bianco per servire a tavola, e che cos sembrava ancora pi graziosa,
si precipit verso l'automobile.
Lasciatelo... disse al signor Mordaut. Sapete che con voi
si ostiner... Via, signor Hector, non volete mica rompere l'auto
del dottore...
 un dottore? fece il giovanotto diffidente. Per chi 
venuto?
Scendete, fate il bravo...
Aveva dell'autorit su di lui. Pareva che, soltanto a sentire
la sua voce, quella povera creatura per met folle si calmasse.
Hector lasci le leve di Ferblantine ed esamin curiosamente
Jean Dollent.
Per chi  venuto?... E ancora il cancro di Ernestine?
Proprio per quello, si...  venuto per il cancro di Ernestine.
Ferblantine fu messa al sicuro nel garage dove gi
parcheggiava l'antica vettura del signor Mordaut; questi port
il Dottorino con s nel giardino.
State bene attento perch Ernestine non ha il cancro... ma
ne parla tutto il tempo... Da quando sua sorella, che era la
madre di Rose,  morta di un cancro, essa giura e spergiura di
averne uno anche lei... Per non sa mica dove lo ha... a volte
dice che  nella schiena, a volte invece nel petto, oppure nel
ventre... E non fa che consultare i medici e si arrabbia perch
non le trovano niente... Se vi parla della sua malattia, vi consiglio...
Ma Ernestine era proprio davanti a loro, furibonda.
Volete andare a sedervi a tavola, si o no?... Il pranzo non
pu mica aspettare all'infinito...
Cos, tre donne, oltre alle due domestiche, erano vissute in
quella casa. E tutte e tre, a et differenti, erano morte per una
malattia di cuore, che generalmente viene diagnosticata nei casi
di avvelenamento per arsenico, o almeno in quei casi di lenti
avvelenamenti!
Di quegli avvelenamenti che impegnano l'assassino giorno
per giorno a instillare un po' di morte nelle sue vittime...
E questo per dei mesi...
A tavola, c'era una caraffa di vino e una d'acqua. Quanto al
cibo, era banale se non povero. Qualche sardina, qualche ravanello,
come nei ristoranti di second'ordine, poi un rag, un
pezzo di formaggio gi secco e due biscotti a testa.
Il Dottorino, che stava pensando alle tre donne, lasci trasparire
una leggera inquietudine?
Comunque il signor Mordaut gli disse con tristezza:
Non abbiate paura... Manger per primo io da ognuno dei
vostri piatti. E cos per le bevande... Per me tutto questo non
ha pi nessuna importanza...
Dovete sapere, dottore, che anch'io ho una malattia di cuore...
Da tre mesi, sento gli stessi sintomi che hanno avvertito
mia zia, mia moglie agli inizi del loro male...
Ci voleva davvero molto appetito per metter mano ai piatti!
Jean Dollent non avrebbe fatto meglio ad andarsene a dormire
e mangiare nel suo albergo?
Hector, beato lui, mangiava a quattro palmenti, come un ragazzo
maleducato, e non era molto allegro contemplare quel
grosso giovanotto di ventidue anni dal furbo sguardo di fanciullo.
Cosa pensate di fare questo pomeriggio, dottore? Posso ancora
esservi utile?...
Mi piacerebbe molto andare e venire da solo... visiter i
campi... Far, se credete, qualche domanda alla servit.
Cominci di l. Si diresse in cucina dove trov Ernestine che
lavava i piatti.
Che cosa vi ha raccontato? domand con diffidenza contadina.
Vi ha parlato del mio cancro?
S...
Vi ha detto che non  vero: e avr giurato di avere una
malattia di cuore... Ebbene, io sono sicura che  perfettamente
il contrario... Non ha mai avuto una malattia di cuore... Quando
si lamenta, si vede benissimo che non sta male... Intanto non
suda come le povere signore...
Avevano dei sudori?
S, la sera... E anche quando facevano il pi piccolo sforzo...
Verso la fine, dicevano di avere le vertigini e non c'erano mai
abbastanza coperte sul letto per tenerle calde... Tremavano, anche
con due borse d'acqua calda... E lui, ha l'aria di uno che
trema?
Parlava senza smettere di lavorare ed era sana e robusta. Ai
suoi tempi doveva essere stata una bella ragazza, florida, come
adesso era sua nipote Rose. Non abbassava gli occhi: guardava
la gente in faccia e ci teneva alla sua franchezza.
Volevo chiedervi, dottore... Si pu attaccare il cancro a
qualcuno con l'arsenico o con altri veleni?
Preferiva tenersi sulle generali, perch gli pareva pi opportuno
lasciare la vecchia serva ai suoi timori.
Che cosa vi sentite?
Sento dei dolori, come se qualcuno mi infilasse una punta,
soprattutto nelle reni... A volte anche tra le scapole.
Non doveva sorridere per non farsela nemica.
Perch ebbe l'idea di rispondere?
Se volete vi visiter...
Se si fosse trattato di Rose, poteva capirlo, ma Ernestine, che
aveva passato i cinquanta... Che idea volerla guardare svestita!
Appena ho finito di lavare i piatti rispose Ernestine con
precipitazione. Guardate, sono tre piatti e le posate... Tra cinque
minuti ho finito...
Forse...? No! Non voleva crederci. Aveva incontrato delle
clienti di quell'et che non avevano ancora ceduto le armi e per
le quali il medico sembrava avere un fascino particolare. Ce
n'era una, a Marsilly, che veniva da lui tutte le settimane, accusando
sempre qualche dolore e provocando sempre il bisogno
di spogliarsi.
Ma Ernestine?...
E in quel castello cos malinconico!...
Ecco... ho finito... Dar da mangiare ai cani quando scenderemo...
E al secondo... Venite, vi far strada... Non avete bisogno
della vostra borsa?...
La scala era in una delle torri. Raggiunsero il secondo piano,
nel quale sette o otto camere davano su un lungo corridoio. Non
c'erano tappeti per terra; vecchie stampe e quadri senza valore
pendevano ancora dai muri, di sghimbescio, coperti di polvere.
Ernestine spinse una porta. Ed egli fu assai stupito di trovarsi
in una stanza pulita, non priva di grazia. Era la camera di una
contadina agiata, dalla mente ordinata. Un gran letto di mogano,
di stile antiquato, coperto da una trapunta immacolata. Un tavolo
rotondo lucido. Una stufa. Una poltrona e uno sgabello
per i piedi, poi, in un angolo, un secrtaire da signora nello
stile di Luigi 16 con una graziosa serratura in bronzo dorato.
Non badate al disordine...
Non c'era il minimo disordine, non un granello di polvere.
Quando si vive in casa d'altri, non si prova lo stesso piacere
che a casa propria... Vi assicuro che se avessi una piccola casa
in campagna, lontano da questa maledetta foresta... Voltatevi,
dottore, mentre mi spoglio...
Si vergognava un po'. Era quasi un abuso di fiducia! Sapeva
che la donna non aveva un cancro. E allora, perch quella visita
leggermente equivoca?
Ecco, potete voltarvi...
Aveva una carnagione bianchissima, quasi da giovanetta e,
bench si fosse ingrassata con l'et, le sue forme erano rimaste
armoniose.
Qui, dottore, toccate...
Picchiavano alla porta.
Chi ? domand Ernestine, aggressiva.
Sono io rispose la voce di Rose. Che cosa fai?
Se te lo chiedono, rispondi che non sai niente.
Il dottore  da te?
Che te ne importa?
Lo cerco per fargli vedere la sua camera...
Gliela farai vedere tra un po'...
Borbott poi tra i denti:
Piccola vipera!... Se potesse, guarderebbe dal buco della
serratura. Fortuna che ho pensato a chiudere dall'interno... Sentite,
ci sta spiando...! Ha fatto finta di andarsene ed  tornata
piano piano... Questa  la vita qui dentro!... Passano il tempo
a spiare e quando non  l'uno vuol dire che  l'altro... Si crede
di essere soli e all'improvviso si scopre che c' qualcuno con
noi che non abbiamo neppure sentito arrivare... Anche il padrone
si diverte a fare questo giochetto!... E suo figlio che si
arrampicherebbe sulle grondaie, pur di spaventare gli altri!...
Non parlate troppo forte! Non sarebbe bene che ci ascoltasse...
Toccate... Non sentite un gonfiore?
Se credi che non senta tutto! esclam, con ironia, la voce
di Rose nel corridoio...
Vi auguro buon divertimento, a tutti e due...
E questa volta sembr che se ne andasse davvero.

2.
Nel quale uno spogliarello  seguito da un secondo
spogliarello e dove un terzo spogliarello mette il
Dottorino sulle tracce dell'arsenico.

Non trovate niente?
La visita durava da un quarto d'ora e ogni volta che il Dottorino
accennava a finirla, Ernestine lo richiamava all'ordine.
Non mi avete misurato la pressione...
Per assicurarsi che sapesse di che stava parlando, le domand:
Quanto avevate l'ultima volta?
Minima 9, massima 14... Col Pachot...
Ora, sono pochissimi i malati, specie in campagna, che sanno
se per misurare la pressione si adopera il Pachot o un altro
apparecchio.
In verit, cara la mia donna scherz il Dottorino vi
trovo assai informata in fatto di medicina...
Diavolo! rispose la salute non possiamo mica comprarla
al mercato... E, se voglio vivere centodue anni come la mia
nonna...
Avete letto dei libri di medicina?
Certamente! Ne ho fatto venire uno il mese scorso da Parigi...
Mi domando se non farei bene a fare un'analisi del sangue,
per sapere che tasso di urea...
Ne conosceva altri come lei, morbosamente ossessionati dalla
propria salute; per, nel castello dell'arsenico, le pi piccole
stranezze prendevano un valore particolare. Non aveva nessuna
voglia di sorridere. La guardava vestirsi e pensava che quella
donna era tagliata per vivere ancora molti anni se...
Nei vostri libri, si parla di veleni,  vero?
Sicuro... E non vi nascondo che ho letto tutto quello che
ne dicono... Quando si sono viste tre persone morire in quella
maniera, uno sta attento!... Specie trovandosi nella loro stessa
condizione!
Che cosa volete dire?
Non si era lasciata sfuggire quelle parole per caso. Quella
donna non faceva nulla per caso o per distrazione; rifletteva
accuratamente su ogni cosa.
Che cosa hanno scoperto, quando la zia Duplantet  morta?
Che aveva fatto un'assicurazione sulla vita in favore di M.
Mordaut... E quando  morta sua moglie?... Un'altra assicurazione
sulla vita! Be', anche io sono assicurata sulla vita...
In favore di vostra nipote, immagino.
No. In favore del signor Mordaut... E non per una piccola
somma: per centomila franchi.
A Jean Dollent cadevano le braccia.
Il vostro padrone vi ha assicurato per centomila franchi?
E da quanto tempo?
Da quindici anni... Molto tempo prima della morte della
zia... Non potevo avere nessun sospetto...
Prima della morte della zia... Queste parole vennero incasellate
nella memoria del Dottorino.
Capite che, in queste condizioni, mi domando se verr presto
il mio turno...
Con quale pretesto vi ha assicurata?
Con nessun pretesto... Mi ha detto semplicemente che il
rappresentante di una compagnia di assicurazioni era stato a trovarlo,
che si trattava di una cosa interessante, che non mi sarebbe
costata niente e che infine, se mi fosse capitata una disgrazia,
almeno qualcuno ne avrebbe approfittato...
Avevate quarantanni, allora?
Trent'otto...
Stavate qui da molto tempo?
Da sempre, quasi...
Quando era giovane, il vostro padrone era gi cos triste,
cos... spento...?
L'ho sempre visto cos...
Ed era cos chiuso? Non sapete se avesse qualche avventura?
Nessuna...
Conoscete tutti i suoi fatti e gesti, non  vero? Siete sicura
che non avesse un'amante in paese?
Sicurissima! Non esce mai! E, se venisse una donna qui,
qualcuno la vedrebbe...
C' per una possibilit... Vostra nipote, Rose,  giovane
e graziosa... Voi pensate che...
Lo guard bene in faccia prima di rispondergli.
Rose non  tipo da... E neanche lui... Perch lo interessa
solo il danaro... Passa il tempo a fare l'inventario di ci che
contiene il castello e, a volte, per giorni interi cerca un oggetto
qualsiasi senza valore, un vaso o un portacenere scomparsi...
Questa  la sua passione!...
Da parecchio ormai si era rivestita e aveva ripreso il suo
aspetto di cuoca arcigna. Pareva sollevata. Il suo sguardo diceva
chiaramente:
Adesso ne sapete quanto me... Non avevo il diritto di tacere...
Strana casa, in verit. Costruita per alloggiare una ventina di
persone, con camere a non finire, angoli e nascondigli, scale
inaspettate, non ospitava pi, ormai, che quattro persone, oltre
l'orribile muta di cani dal pelo rosso.
Ora, quei quattro esseri, invece di raggrupparsi non foss'altro
per darsi la sensazione della vita, sembravano aver fatto il
possibile per isolarsi ognuno per suo conto.
La stanza di Ernestine era proprio in fondo al corridoio del
secondo piano, nell'ala sinistra. Quando il Dottorino si mise in
cerca di quella di Rose, apr invano tutte le porte allo stesso
piano. Le camere non erano occupate ed avevano un cattivo odore
di muffa.
Dovette cercare al primo piano. L trov senza fatica la camera
del signor Mordaut. Sentendo del rumore, buss.
Vorrei che mi indicaste la camera della vostra domestica
Rose disse.
L'ha cambiata due o tre volte... Credo che adesso sia sopra
l'antica aranciera... Quando sarete in fondo al corridoio, voltate
a sinistra...  la seconda o la terza porta...
E vostro figlio?
Lo tengo vicino a me... Occupa la stanza della sua povera
mamma e sono costretto, per prudenza, a chiuderlo dentro tutte
le notti... La vostra inchiesta fa progressi, dottore?... La vecchia
Ernestine vi ha dato delle informazioni interessanti?...  una
donna onesta, credo... ma come molte persone del suo tipo, a
cui si lascia troppa autorit, ha tendenza ad abusarne...
Pronunciava tutte queste frasi con lo stesso tono lugubre.
Se avete bisogno di me, sono sempre a vostra disposizione...
Sapete cosa stavo facendo adesso?... Entrate se ne avete voglia...
 la mia camera... C' un po' di disordine... Ero occupato, quando
avete bussato, a ordinare in un album le fotografie di tre
donne che sono morte in questo castello... Ecco mia zia Emilie...
Ecco mia moglie alcuni giorni prima del nostro matrimonio...
Questa  di quando era bambina...
Non  mai stata bella, vero? Ma era dolce, timida... Ricamava
tutto il giorno... Usciva soltanto per andare in chiesa...
Non si annoiava mai... Quando l'ho sposata aveva trent'anni...
Era la figlia di un ricco proprietario della provincia, ma, poich
usciva poco, non l'avevano mai chiesta in matrimonio...
Avrei dovuto sapere che porto disgrazia...
Dollent non poteva sopportare a lungo la conversazione con
quell'uomo triste e depresso e si diresse verso la camera di Rose.
Aveva fatto un rapido calcolo: Rose era da quasi un anno
in quella casa quando zia Emilie era morta con l'arsenico o per
una malattia di cuore.
Era possibile immaginare un'avvelenatrice di sedici anni?
Ascolt alla porta, non intese niente e gir piano la maniglia.
Ebbe un'impressione sgradevolissima. Credeva di entrare silenziosamente
in una camera vuota e all'improvviso si vide davanti
la ragazza che lo guardava tranquillamente.
Ebbene, entrate... disse con impazienza Rose. Che cosa
aspettate?...
Evidentemente aveva immaginato che sarebbe venuto, e aveva
preparato la scena! La camera era stata appena messa in ordine
e il Dottorino not che c'erano delle carte bruciate nel
caminetto.
Allora, dopo mia zia,  venuto il mio turno? scherz la
ragazza. Devo spogliarmi anch'io?
Dollent aggrott la fronte. Era stata lei a dargli l'idea.
Non mi dispiacerebbe visitarvi! Si parla tanto di arsenico
in questo castello che sarebbe interessante accertarsi che non ne
state prendendo a piccole dosi...
Con sprezzante disinvoltura, Rose si era gi tolta il vestito e
scopriva un seno rigoglioso, una carne altrettanto bianca, ma
pi fresca e soda di quella della zia.
Coraggio! esclam. Volete che mi tolga anche il resto?
Giacch ci siete, fate pure...
Chinatevi... Bene... Respirate... Tossite... Stendetevi adesso...
Sapete, preferisco avvertirvi subito che sono sana come un
luccio...
Perch proprio un luccio? Non riusc mai a capire perch
quell'animale, nella mente di Rose, rappresentasse pi di ogni
altro la salute perfetta.
Avete ragione... Potete rivestirvi... Il signor Mordaut mi
ha dato l'autorizzazione di interrogare gli abitanti della casa...
Se permettete...
Vi ascolto... So gi cosa mi domanderete... dato che uscite
dalla stanza di mia zia... Confessate che vi ha raccontato che
vado a letto col padrone...
Andava e veniva, piena di vita, attraverso la stanza, che era
una delle pi allegre della casa e che, eccezionalmente, aveva
alle finestre tendine a colori vivaci.
La mia povera zia non pensa che a questo!... Siccome non ha
mai avuto n un marito n un amante questo pensiero la ossessiona...
Quando parla della gente del villaggio, lo fa soltanto
per immaginare i loro rapporti amorosi... Ecco! Per esempio,
adesso, deve essere convinta che vi stia facendo o che voi mi
stiate facendo delle proposte... Per lei, nel momento in cui un
uomo e una donna sono insieme...
Ho notato che Hector vi guarda in una maniera che...
Povero ragazzo!  vero che mi gira un po' intorno... In
principio mi faceva un po' paura, perch  piuttosto violento...
Ma ben presto ho capito che non oserebbe nemmeno baciarmi...
Dollent guard le ceneri nel caminetto e mormor pi lentamente:
Non avete un innamorato o un fidanzato?
Ho l'et giusta, non vi pare?
Si pu conoscere il suo nome?
Se lo trovate... Dato che siete qui per cercare, cercate!...
Adesso bisogna che scenda perch  il giorno della pulizia del
rame... Restate qui?
Perch no? Perch non comportarsi cinicamente come lei?
S, resto, se non avete niente in contrario...
Rose ne fu indispettita, ma usc, ed egli la sent avviarsi per
le scale. Ignorava che si pu leggere ci che  scritto sulla carta
carbonizzata? Non si era preoccupata di disperdere sufficientemente
le ceneri e c'era, fra l'altro, una busta che essendo di
carta pi grossa, era rimasta quasi intera. Da una parte, si distingueva
ancora la parola Fermo, il che lasciava supporre
che Rose ricevesse le sue lettere Fermo posta.
Dall'altra parte, il mittente aveva scritto il suo indirizzo di
cui rimaneva: ... REGGIMENTO DI FANTERIA COLONIALE...
e sotto: Costa d'Avorio.
Quasi certamente, Rose aveva un innamorato, un fidanzato o
un amante che faceva parte delle truppe coloniali ed era di
guarnigione sulla Costa d'Avorio.
Vi disturbo di nuovo, signor Mordaut, mentre siete occupato
col vostro album di fotografie... Stamattina mi avete detto
che vi accade di provare dei malesseri... Come medico, vorrei
accertarmene ed accertarmi soprattutto che non si tratti di
lento avvelenamento...
Rassegnato, il castellano abbozz un sorriso amaro e, come le
due domestiche, cominci a svestirsi.
 gi molto tempo sospir che mi aspetto di subire la
sorte di mia moglie e di mia zia... Quando ho visto morire anche
Solange Duplantet...
Lasci ricadere le braccia con stanchezza. Contrariamente a
ci che si sarebbe potuto pensare vedendolo vestito, era di costituzione
robusta e aveva un torace pi sviluppato della media
degli uomini, molto peloso, con la pelle bianca di chi vive sempre
al chiuso.
Volete che mi stenda? Che resti in piedi? Avete visitato le
mie domestiche?
Non sono colpite, n l'una n l'altra... Ma... Non muovetevi...
Respirate normalmente... Chinatevi un po' in avanti...
Questa volta, la visita dur pi di un'ora e il Dottorino diventava
sempre pi grave.
Non voglio affermare niente prima di consultarmi con dei
colleghi pi esperti di me... Tuttavia, i malesseri che provate
potrebbero essere causati da un avvelenamento di arsenico...
Ve lo dicevo!...
Non si indignava! Non si spaventava nemmeno!
Una domanda, signor Mordaut... Perch avete assicurato
sulla vita Ernestine?
Ve ne ha parlato?...  molto semplice... Un giorno  venuto
qui un agente di assicurazioni... Era un ragazzo abile, capace
di trovare degli eccellenti argomenti... Mi ha fatto notare
che eravamo in molti in casa, e quasi tutti di una certa et...
Ricordo bene il suo ragionamento...
Qualcuno, fatalmente, morir per primo diceva. Sar
triste, certamente... Ma perch questa morte non dovrebbe servirvi
a restaurare il castello?... Assicurando tutta la vostra famiglia...
Scusate! interruppe il Dottorino. Anche Hector  assicurato?
La compagnia non assicura gli anormali... Dunque, mi sono
lasciato convincere... E per aumentare le possibilit, ho assicurato
anche Ernestine, nonostante la sua ottima salute...
Ancora una domanda. Vi siete assicurato anche voi?
Questa idea sembr colpire il signor Mordaut per la prima
volta.
No disse pensosamente.
Perch?
S, perch?... La verit  che non ci avevo mai pensato...
Evidentemente non sono che un sordido egoista... Nella mia
mente, ero necessariamente io che dovevo sopravvivere...
E difatti siete sopravvissuto!
Egli abbass la testa, disse timidamente:
Per quanto tempo?
Bisognava considerarlo uno straccio d'uomo e compiangerlo?
Bisognava invece prendere tutti i suoi atteggiamenti, tutto il
suo modo di fare, come il massimo dell'abilit?
Perch aveva lasciato, senza esitazioni, il campo libero al Dottorino?
Perch gli aveva parlato dei sintomi che aveva?
Un uomo capace di avvelenare tre donne, tra cui sua moglie,
non era anche capace, per salvare la testa, di inghiottire una
quantit di veleno insufficiente a dare la morte?
Jean Dollent, allontanandosi da quella stanza, si ricord delle
parole del commissario Lucas.
Di assassini diceva l'uomo della Polizia Giudiziaria ce
n' di tutti i generi: giovani, vecchi, miti e violenti, allegri e
tristi... Si uccide per una quantit di ragioni, l'amore, la gelosia,
la collera, l'invidia, la cupidigia... In breve, si tratta di tutti i
peccati capitali...
Ma gli avvelenatori sono quasi tutti di una stessa specie...
Se si osserva la lista degli avvelenatori e avvelenatrici celebri, cosa
si nota? Non ce n' uno di carattere gaio... nemmeno uno
ha condotto, prima del delitto, una vita normale...
Alla base c' sempre una passione, una passione intima abbastanza
violenta per dominare gli altri sentimenti, per ispirare
quella crudelt atroce che consiste nel guardare la propria vittima
morire poco a poco...
Una passione fisica... E, in questo caso, bisognava piuttosto
parlare di un vizio, perch non si trattava di amore...
O l'avarizia pi sordida...
Ci sono stati avvelenatori che hanno dormito per anni su
un pagliericcio da mendicante che conteneva una fortuna...
Pass un'ora. Il Dottorino, oppresso da una sorta di disgusto
che soltanto la sua curiosit rendeva sopportabile, errava per il
castello e per il parco, dove i cani non gli facevano pi la guerra.
Era vicino al cancello e si domandava se non era meglio spingersi
fino al villaggio, se non altro per cambiare aria, quando
sent un tramestio che veniva dalla casa e un urlo di Ernestine.
Si precipit, dovette fare in parte il giro del castello. Non lontano
dalla cucina, c'era una specie di granaio che conteneva ancora
della paglia e degli arnesi per arare.
In quel granaio, Hector era steso, morto, con gli occhi vitrei,
il viso convulso, e il Dottorino non ebbe bisogno di chinarsi per
dichiarare:
Arsenico a dose alta...
Vicino al cadavere, buttata sulla paglia, una bottiglia scura che
recava la scritta: Rum della Giamaica.
Il signor Mordaut, si volt lentamente con una strana luce
negli occhi. Ernestine piangeva. Rose, un po' in disparte, con
l'aria di chi rimane impressionato dalla vista della morte, teneva
la testa bassa.

3.
Nel quale pu sembrare che tutti gli ospiti del castello
l'abbiano scampata bella e nel quale la polizia procede
ad un arresto.

Una mezz'ora dopo, mentre ancora si aspettava la gendarmeria
avvertita per telefono, il Dottorino, con la fronte coperta di
sudor freddo, cominciava a chiedersi se sarebbe arrivato in
fondo a quell'inchiesta.
Difatti aveva chiarito, almeno in parte, la storia della bottiglia
di rum.
Non vi ricordate della conversazione che ho avuto col signore
alla fine della colazione? diceva Ernestine. Eppure eravate
presente! Mi ha domandato cosa avrei preparato per cena...
Io ho risposto: una minestra di fagioli e cavolfiori...
Era esatto. Il Dottorino aveva vagamente sentito qualcosa del
genere, ma non vi aveva fatto attenzione.
Il signore ha replicato che non bastava dato che voi avreste
mangiato con lui e mi ha detto di aggiungere una frittata
al rum...
Anche questo era vero!
Scusate! esclam Dollent. Quando vi capita di aver bisogno
di rum, dove lo prendete?
Nell'armadio della stanza da pranzo... Dove sono tutte le
bottiglie di liquore e gli aperitivi...
Avete voi la chiave?
La chiedo quando  necessario...
L'avete chiesta per prendere il rum?
Poco dopo che siete uscito dalla mia camera...
La bottiglia era cominciata?
S... Ma era molto tempo che non se ne beveva di quel
rum!... Forse l'inverno scorso  servito per un grog o due...
Cosa avete fatto, poi?
Ho restituito la chiave al signore... Sono andata in cucina
e ho pulito la verdura per la minestra...
Dov'era il rum?
Sul camino... Ne avrei avuto bisogno soltanto nel momento
di preparare la frittata...
Non  entrato nessuno in cucina?... Non avete visto il signor
Hector girare li intorno?...
No...
E voi non siete uscita?
Solo pochi minuti per portare da mangiare ai cani...
Quando siete tornata, il rum era ancora al suo posto?
Non l'ho notato...
Hector aveva l'abitudine di portar via le bevande?
Capitava ogni tanto... E non soltanto per le bevande!... Era
golosissimo... Rubava tutto quello che trovava e andava a mangiarselo
in un angolo, come un cagnolino...
Cosa sarebbe successo se Hector...
Ernestine avrebbe preparato la frittata... Avrebbero notato
un sapore anormale?... Non avrebbero attribuito l'amaro al
rum?...
Chi avrebbe evitato di mangiare quella frittata?
Quella frittata preparata in cucina...
Servita da Rose...
Mentre il signor Mordaut, Hector e il Dottorino si trovavano
nella stanza da pranzo...
Non si cen al castello, quella sera. La gendarmeria era ancora
sul posto e due gendarmi, al cancello, facevano fatica a respingere
la gente del villaggio che lanciava grida minacciose.
Erano arrivati la polizia d'Orlans e i magistrati. Tutte le finestre
erano illuminate, cosa che non doveva succedere da molto
tempo e cos il castello riacquistava un po' del suo antico splendore.
Frugavano dappertutto. I poliziotti smuovevano mobili e cassetti,
sgarbatamente, perch l'indignazione era al colmo.
Nel salone maleodorante, il signor Mordaut, livido, con gli
occhi stralunati, cercava di capire le domande dei poliziotti che
parlavano tutti insieme e nascondevano a stento il loro desiderio
di malmenarlo.
Quando la porta si apr ed egli usc, aveva le manette ai polsi
e fu condotto in una stanza vicina dove lo chiusero con due
guardie.
Il giudice istruttore d'Orlans non aveva nascosto la sua impazienza
vedendo il Dottorino gi sul posto e installato nella
casa.
Non vi accontentate pi di svolgere inchieste sui crimini!
not sarcasticamente. Adesso li precedete...
Credo anzi di essere stato la causa di questo...
Come?
Pi esattamente dell'incidente che  avvenuto... Perch non
c' dubbio che si tratti di un incidente... Nessuno poteva prevedere
che Hector, che seguiva soltanto la sua fantasia, sarebbe
passato per la cucina in assenza di Ernestine e si sarebbe impadronito
della bottiglia di rum...
Il giudice lo guard, stupito.
Ma, allora, avevate delle probabilit di passarci anche voi?
E improbabile...
Come?
Forse mi sbaglio e chiedo scusa... Ma credo che il mio ragionamento
stia in piedi... Supponete che la frittata fosse stata
servita... Tutti ne avrebbero mangiato, tranne l'assassino, non
vi sembra?... A meno di sostenere che costui volesse suicidarsi
trascinando tutti nella tomba. Ora, generalmente, quella specie
di assassini,  vile...
Torno alla mia idea...
Tutti sarebbero morti, tranne l'assassino...
Non vi sembra inverosimile che una persona che  riuscita
gi a commettere tre delitti in dieci anni si comporti in una
maniera tanto stupida?
Perch significa firmare il delitto!...  una confessione!...
Il giudice, perplesso, rifletteva.
Sicch, secondo voi, si tratterebbe di un incidente?
So che  difficile da spiegare, eppure io credo, si, credo che
Hector non fosse affatto preso di mira oggi... Credo che nessuno
dovesse morire oggi... Credo che, per l'assassino, ci che 
successo costituisca una vera catastrofe... E per questo che vorrei
tanto poter ricostruire minuto per minuto gli avvenimenti
di questo pomeriggio...

4.
Nel quale il Dottorino non possiede che le sue
basi solide per arrivare a un risultato.

Quante volte aveva ripetuto queste parole:
Una base solida, una sola, e, se non si va fuori strada, se
non si lascia il filo, si arriva automaticamente alla verit...
Se avesse appartenuto alla Polizia Giudiziaria, i suoi colleghi
lo avrebbero certamente chiamato signor Base Solida!
O anche Signor Nella Pelle, a causa di un'altra locuzione favorita:
Mettersi nella pelle dei personaggi...
Gli ripugnava, questa volta, di mettersi nella pelle degli ospiti
del castello dai cani rossi che, rinchiusi per ordine della polizia,
mugolavano senza tregua.
Le basi solide... Vediamo...
1 Il signor Mordaut non poneva nessun ostacolo all'inchiesta
del Dottorino e insisteva per trattenerlo al castello;
2 Ernestine, era solida, robusta, e contava di vivere centodue
anni come sua nonna; faceva di tutto perch ci si avverasse ed
era ossessionata dallo spettro della malattia;
3 Ernestine affermava che sua nipote non era l'amante del
signor Mordaut;
4 Anche Rose era sana come un luccio e aveva un innamorato
o un amante nelle truppe coloniali;
5 Rose sosteneva, a sua volta, di non essere l'amante del padrone;
6 Il signor Mordaut aveva un inizio di avvelenamento lento
da arsenico;
7 Ernestine, come due delle tre donne morte, aveva un'assicurazione
sulla vita a favore del castellano.
Volete che vi dica francamente la mia opinione?
Adesso era Ernestine che, nel salotto male illuminato, rispondeva
ai poliziotti.
Il dottore che  qui vi confermer che a me non piace parlare
male degli altri... Anche nel pomeriggio mi ha interrogato
e io non ho voluto essere cattiva, tanto pi che non avevo prove...
Tuttavia eravamo in quattro qui ad aver potuto avvelenare
quelle povere signore... Il signor Hector non conta pi perch
 morto... Restiamo cos in tre... Be'! io vi dico che il mio padrone
era diventato quasi pazzo... Quando ha capito di essere
in trappola ha preferito farla finita... Ma, essendo un anormale,
un uomo che non faceva nulla come gli altri, ha voluto che non
restasse niente dietro di lui di quella che era stata la sua casa...
Senza il povero signor Hector che ha bevuto il rum, noi
adesso saremmo tutti morti, compreso il dottore...
Questa idea faceva rabbrividire Dollent ogni volta che ci pensava.
Pensare che l'indomani quella casa sarebbe stata popolata
di cadaveri...
E che probabilmente non li avrebbero scoperti subito, poich
da tanto tempo nessuno veniva pi al castello...
Chiss se i cani affamati...
Non avete niente da dire chiedeva il giudice istruttore a
Rose che fissava il pavimento.
Niente...
Non avete notato nulla di anormale?
Rose gett un'occhiata verso il Dottorino ed esit. Che cosa
significava? Che cosa esitava a confessare?
Se qualcuno ha notato qualcosa di anormale nel castello,
questi  il dottore...
Se qualcuno ha notato...
Se qualcuno...
Dollent era diventato rosso in viso. A che cosa alludeva la
ragazza?
Come poteva sapere che egli aveva notato?...
Spiegatevi con chiarezza fece il magistrato.
Non so niente... Ho voluto solo dire: il dottore, che  un
uomo che se ne intende, ha fatto un'inchiesta molto seria... Se
non ha notato nulla vuol dire che...
Non fin la frase.
Vuol dire che cosa?
Niente... Credevo che chi ha fatto la fatica di visitare tutti...
Ah! Si, perbacco, aveva ragione! Perch non ci aveva pensato
prima?
Signor giudice balbett avvicinandosi alla porta vorrei
parlarvi un momento da solo...
Il colloquio avvenne nel corridoio, male illuminato come le
altre stanze.
La mia opinione ... Spero che siate autorizzato a farlo...
Abbiamo ancora tempo... Se un commissario va in automobile...
Il suo lavoro era finito. La molla era scattata. E, come sempre,
all'improvviso.
Degli elementi sparsi... Piccoli punti luminosi nella nebbia...
Poi, d'un tratto...
E adesso sapeva perch aveva impiegato tanto tempo! Nella
casa dei veleni, non aveva osato bere nulla per rinvigorire la
sua intelligenza.


 5.
Meditazioni a due voci davanti a un coniglio in
salsa di funghi, accompagnato da un generoso
vino bianco.

I due uomini, il giudice e il Dottorino, non avevano trovato
altro modo di sfuggire alla curiosit generale, che chiedendo di
cenare nella sala dei banchetti al primo piano dell'albergo.
Avevano ordinato, dopo una frittata, non al rum, ma di verdura,
un coniglio in salsa di funghi che accompagnavano, pi
spesso il Dottorino, con una bottiglia di vino bianco. E intanto
parlavano.
Finch non avremo la risposta del notaio, tutto quello che
vi posso dire, signor giudice, non  che pura ipotesi. Ora la giustizia,
che voi rappresentate, ha orrore delle ipotesi... Ed 
forse per questo che si inganna cos spesso!
Protesto e...
Vuotate il bicchiere... Che cosa vi ha colpito durante i vostri
interrogatori?... Niente... Ancora qualche fungo?... Peggio
per voi, sono squisiti... Bene, io sono rimasto colpito dal fatto
che un uomo che assicura tutti sulla vita, non assicuri se stesso...
Supponete che quest'ultimo sia un assassino... Supponete che la
sua intenzione sia di incassare le assicurazioni... Che cosa far
per mettersi al sicuro? Prima di tutto far un'assicurazione sulla
propria vita per giustificare e rendere plausibili i suoi atti...
Gli assassini, caro dottore, come avete detto spesso, sono
quasi sempre degli imbecilli...
S, ma degli imbecilli complicati!... Imbecilli che prendono
dieci precauzioni invece di una... E sono queste precauzioni che
spesso li fanno arrestare...
Cos, il signor Mordaut non ha un'assicurazione personale...
Non ha neppure una famiglia ormai... Da qualche tempo anch'egli
manifesta, come le vittime precedenti, dei sintomi di
avvelenamento. Allora io chiedo: chi, alla sua morte ne erediter
la fortuna?... Per questo vi ho pregato di mandare un commissario
dal notaio che...
Il padrone dell'albergo entr chiedendo se il coniglio era buono
e se volevano assaggiare un eccellente formaggio dei dintorni
di Orlans.
Ascoltatemi bene, signor giudice... La persona che avr l'eredit
del signor Mordaut sar quasi fatalmente l'assassino...
Emilie Duplantet muore... Chi beneficia di questa morte, in
apparenza?... Il signor Mordaut... Il giorno che la polizia decider
di aprire un'inchiesta, accuser lui... Ma, in caso contrario,
chi ne raccoglier il beneficio, se non colui che erediter
dal signor Mordaut?
Anche sua moglie muore... Evidentemente non era lei la
colpevole del primo delitto... Era semplicemente un numero
della serie...
Cos il gruzzolo cresce... E un po' quello che i giocatori
chiamano la martingala... Soltanto questa  una martingala mortale...
Solange Duplantet arriva al castello... Lo zio  il suo erede...
Anche la sua morte accrescer la fortuna, e lei muore...
Sembra inverosimile sospir il giudice istruttore assaporando
il formaggio alla crema.
Tutti i delitti sembrano inverosimili a coloro che non sono
dei criminali... Dove eravamo arrivati?... Chi eredita fino a
qui? Il signor Mordaut... E dopo di lui, il figlio... E dopo suo
figlio?...
Soltanto il testamento ce lo pu dire...
Nell'attesa, devo chiarire ancora un punto... L'assassino aveva
necessariamente in casa una grossa provvista di arsenico...
Io ero arrivato... Conducevo l'inchiesta attivamente...
Vi ascolto...
E io, rifletto... Mordaut, a mezzogiorno, parla per caso di
frittata al rum... Quale mezzo migliore, per gettare i sospetti
su di lui, avvelenare quel rum?... Salvo a dire in seguito che
aveva uno strano odore... Perch sono sicuro che' il rum non
sarebbe stato versato nella frittata... Ve ne ho gi parlato...
Cos, ecco l'arsenico fuori delle mani di chi lo possedeva...
Se, per di pi, Hector che ha l'abitudine di girare intorno
alla cucina, affamato com', potesse...
Credetemi, signor giudice... La persona che ha commesso
tutti questi assassinii...
?
Aspettate... Volete che vi dica chi , a mio giudizio, l'erede
di Mordaut?... La Rose...
Perci...
Non correte... E lasciatemi fare un po' di romanzo, se  lecito
usare questa parola, finch il vostro commissario torner
con delle notizie precise... Ricordatevi di ci che mi ha ricordato
Rose poco fa... Ho visitato tutti... Non ho notato niente?...
Si! Da un punto di vista medico ho fatto un'osservazione...
E cio che Ernestine non  affatto una zitella, ma tutto, nella
sua persona, fa pensare a una donna in tutta l'estensione della
parola...
Giurerei che, quando era giovane, Mordaut ne ha fatto la
sua amante... Come tutti coloro che non hanno vita sociale, esteriore,
la passione lo ha travolto... Era uomo da non vivere che
per la sessualit...
Gli anni sono passati... Lui si  sposato per sistemare un
po' i suoi affari ed Ernestine non si  opposta...
Per ha ucciso sua moglie poco per volta, come aveva ucciso
la zia, la cui morte fruttava denaro...
Essa era pi che la moglie di Mordaut... Era la sua erede...
Sapeva che tutto quello che andava nelle mani di Mordaut un
giorno sarebbe stato suo...
Giurerei che fu lei e non un agente di assicurazioni a suggerire
quella serie di assicurazioni sulla vita...
Ed ha avuto l'idea geniale di farne fare una a suo nome,
per potersi mettere un giorno tra le vittime...
Non capite, signor giudice? Il fatto  che non vivete come
me in campagna e non conoscete certi progetti a lunga scadenza...
Diventer vecchia... Poco importa di perdere venti, trentanni
vicino a Mordaut... Dopo sar libera, sar ricca, avr la
casa dei suoi sogni e vivr a lungo, come sua nonna... Per questo
ha paura di essere ammalata... Perch non vuole lavorare
inutilmente... E cos bisogna che il gruzzolo sia abbastanza cospicuo...
Emilie Duplantet, la signora Mordaut, Solange Duplantet...
Che rischio corre lei? Non verr sospettata perch non ha il beneficio
apparente di questi delitti...
Nessuno sa che lei ha ottenuto dal suo amante un testamento che
la nomina, in mancanza di eredi diretti, la sua erede universale...
Cos lei uccide senza pericolo...
Se succede qualche guaio andr lui in prigione, lui verr
condannato.
Ernestine comincia per a perdere la sua sicurezza il giorno
in cui avverte l'influenza di sua nipote che, contro la sua volont,
ha introdotto nella casa.
Perch Rose  pi giovane, pi fresca e Mordaut...
 disgustoso tagli corto il giudice.
 la vita!... La sua passione per Ernestine si trasforma in
una passione per la nipote di lei... Rose ha un innamorato o
un amante?... In realt importa ben poco... Perch lei  della
razza di sua zia, aspetter qualche anno... aspetter l'eredit
che il signor Mordaut le ha promesso... Rose non ha bisogno
di uccidere!... Ha qualche sospetto sui delitti?... Le basta di
ignorarli... Perch in ultima analisi sar lei a beneficiarne... Perch
lei...
 stato abbastanza lungo, signor giudice sospir il commissario
che non aveva pranzato e che lanciava occhiate fameliche
verso i resti del pasto. Dunque, l'erede universale ,
tranne l'aliquota riservata al figlio, la signorina Rose Saupiquet...
Gli occhi del Dottorino brillavano.
Non c' un altro testamento? chiese il giudice.
S, ce n' stato un altro... L'erede era la signorina Ernestine
Saupiquet... Ma questo testamento  stato cambiato circa otto
anni fa...
La signorina Ernestine lo sapeva?
No... La modifica  stata fatta col massimo segreto...
Il Dottorino si lasci sfuggire una risata ironica.  vero che
aveva bevuto pi di una bottiglia di un vino bianco cos secco
che sapeva di polvere da sparo.
E allora, signor giudice? ci siete arrivato? Ernestine non sapeva
nulla del nuovo testamento... Era sicura che un giorno o
l'altro i suoi delitti le sarebbero stati utili... Bisognava per
uccidere lo stesso Mordaut quando avesse raccolto un gruzzolo
sufficiente...
E Rose?
Legalmente non  di sicuro complice... Tuttavia mi chiedo
se non avesse indovinato i calcoli di sua zia... Era dopotutto un
gioco abbastanza facile quello di lasciar fare sua zia perch in
realt era lei che ne avrebbe ricevuto il beneficio, e il suo amante
della fanteria coloniale.. Pensateci sopra giudice...
Diventava un po' screanzato, come sempre, quando aveva bevuto.
Interessi sordidi... Donne capaci di tutto per il danaro... E
lui: un povero sciocco, sventurato, dominato dalla passione; un
uomo che non sapeva fare a meno di quelle docili creature, e
che, in realt, era messo nel sacco da tutt'e due, preso in trappola
senza saper pi dove sbattere la testa...
Concedetemi che ci sono degli individui, come quel Mordaut, che
sembrano fatti apposta per indurre in tentazione i criminali...
Avevano portato un'altra bottiglia, per il commissario, s'intende.
Ma fu il Dottorino a servirsi per primo e dopo aver schioccato
la lingua a dichiarare:
Lo sapete chi mi ha messo la pulce nell'orecchio?...  stata
Ernestine nel farsi garante della virt di sua nipote... Poich,
dubitarne sarebbe stato un dubitare della virt di Mordaut e se
avessi dubitato di questa sarei arrivato fatalmente a sospettare...
Insomma, l'abbiamo interrotta nel bel mezzo del suo lavoro...
Hector, essa lo ha ucciso per caso, per sbarazzarsi del veleno
e mettere nei guai Mordaut che aveva ordinato davanti a
me la frittata al rum...
Restava poi Rose...
E poi Mordaut...
E poi una bella, luminosa casa in campagna e quarantanni
da viverci secondo un vecchio sogno...
Il Dottorino si vers ancora da bere e concluse:
Perch c' ancora della gente, caro giudice, soprattutto in
provincia, che fa sogni a lunga scadenza... Ed  per questo che
tiene tanto a invecchiare bene!



 L'UOMO DALLE PANTOFOLE.

1.
Di un signore che ha la mania di comprare delle
pantofole e di un altro che si interessa al reparto
giocattoli.

Arrivava verso le sei e un quarto, grassottello, la fronte sempre
sudata che si asciugava con un fazzoletto colorato facendo
una prima volta il giro del reparto.
Si era in uno dei grandi magazzini vicino all'Opra. A quell'ora,
una marea umana si riversava sui marciapiedi e le macchine,
nella strada, avanzavano lentamente, dieci a dieci.
Nel grande magazzino, gli ascensori funzionavano senza tregua,
tutti si agitavano, urtavano i vicini, esigevano di essere serviti
prima della chiusura.
Soltanto quell'uomo placido, con l'aspetto di un modesto pensionato,
non prendeva parte all'agitazione generale e sembrava
ignorare che il negozio chiudeva alle sei e mezza.
Il reparto pantofole non era lontano dalla porta C. Egli si
sedeva e Gaby, la commessa, sospirava con aria rassegnata.
Cosa volete oggi? domandava cercando di salvare almeno
le apparenze della correttezza commerciale.
Era l'ora in cui normalmente si metteva la cipria e il rossetto
e non l'ora di provare delle pantofole a un maniaco.
Vorrei un articolo morbido, sul tono avana.
Come ieri allora?
No... Quelle di ieri hanno una suola troppo grossa...
Era una settimana intera che continuava questa storia, e ogni
giorno si svolgeva allo stesso modo. Il cliente guardava Gaby
con molta dolcezza, come un innamorato timido. Si toglieva la
scarpa sinistra, mentre la commessa portava delle scatole.
Queste vi piacciono?
Sono un po' chiare... Non ne avete di pi scure?
E Gaby sapeva - come lo sapevano le sue colleghe - che la
commedia sarebbe andata avanti fino all'ultimo minuto. Avrebbe
provato, dieci, venti paia di pantofole prima di sceglierne
uno e, al suono del campanello, si sarebbe diretto verso la cassa,
col pacchetto sotto il braccio.
Gaby aveva provato a usare un trucco per scoraggiarlo.
Antoinette, del reparto valigeria, era stata incaricata di venire
a dirle ad alta voce davanti al cliente delle pantofole:
Guarda, sta passando il tuo fidanzato...
E aveva aggiunto di sua iniziativa:
 sempre cos geloso?
L'uomo non aveva battuto ciglio. Era l'immagine della placidit,
della pazienza, della dolcezza. Un altro trucco, pi crudele,
non aveva dato miglior risultato: Gaby non aveva esitato
a provargli, usando ripetutamente il calzascarpe, delle pantofole
troppo piccole, e lui si era limitato a fare delle smorfie di
dolore.
Sarebbe venuto per settimane, mesi, forse per anni a comprare
tutti i giorni un paio di pantofole, e invariabilmente pochi minuti
prima della chiusura?
Gaby, adesso, aveva le lacrime agli occhi. Guardava il posto
che occupava di solito il suo innamorato e spiegava al Dottorino:
Era l'altro ieri... Non sapevo pi che pantofole portargli...
Avevo una cliente petulante, con un bambino, che aspettava...
Mi sono chinata per prendere delle pantofole sotto quel banco
l... Senza alzare la testa, ho preso il piede del mio cliente...
Avevo una pantofola blu nell'altra mano...
Non so perch ho avuto una strana sensazione... Ho alzato
la testa... Ho creduto che si fosse addormentato, perch aveva
il mento sul petto...
L'ho un po' scosso e per poco non mi  caduto addosso...
 crollato, floscio, come un sacco di sabbia... Ho lanciato
un grido...  accorsa gente... L'ispettore ha detto:
Aria!... Aria!...  certamente una crisi cardiaca...
Perch ci capita di assistere a incidenti del genere...
Ma no! Togliendogli il colletto e la cravatta, abbiamo visto
del sangue sulla camicia e abbiamo constatato che era stato colpito
al petto da una pallottola...
Qui, signore, si!... In pieno negozio!... In mezzo alla folla!...
E nessuno ha sentito niente!
Era gi morto mentre cercavo di provargli la pantofola!...
Sono rimasta cos colpita che ho chiesto di cambiare reparto...
Ogni volta che vedo quella sedia...
Quando il Dottorino era arrivato a Parigi, la mattina stessa,
il commissario Lucas aveva gi terminato una prima inchiesta.
Aveva accompagnato Dollent al secondo piano del grande magazzino
e si era fermato al reparto giocattoli.
Questo reparto era a fianco della balaustra e dominava una
parte del pianterreno, tra cui il reparto pantofole.
 da qui che hanno sparato... Vedete la sedia che occupava
la vittima... L'assassino era a questo posto... Ho interrogato
tutti i commessi... Si ricordano di un uomo ancora giovane che
si  aggirato a lungo per il reparto... Uno dei commessi gli ha
domandato se desiderava qualcosa ed egli ha risposto: Aspetto
mia moglie.
Erano circa le sei e un quarto... Lo sconosciuto sembrava
interessarsi alle panoplie... Ha preso in mano diversi modelli
di pistole del genere Eureka...
Capite adesso il meccanismo del delitto?... Doveva avere in
tasca o in un pacchetto, o anche in una borsa, una pistola ad
aria compressa, in ogni caso un'arma di grande precisione, forse
munita di silenziatore...
Per uccidere qualcuno a questa distanza, una rivoltella, anche
di grosso calibro, non basta... Una carabina sarebbe stata
ingombrante... Ma ci sono pistole da bersaglio che uccidono un
uomo a cinquanta metri e pi...
L'assassino maneggia innocentemente dei giocattoli...  naturale,
dato il reparto in cui ... Fa finta di prendere di mira
qualcosa e nessuno si meraviglia...
Il campanello che annuncia la chiusura ha un suono forte...
In quel momento, nel gran magazzino il chiasso  al colmo...
Nessuno sente il leggero rumore di un'arma ad aria compressa
o di una pistola col silenziatore...
Il direttore  fuori di s... Vuole che si faccia il possibile
e l'impossibile per scoprire il colpevole...  per questo che ci
ha domandato se conoscevamo un poliziotto privato capace di
condurre un'inchiesta parallelamente a quella della Polizia Giudiziaria...
Ho dato il vostro indirizzo... Vedete, dottore, che non sono
geloso dei vostri allori...
Buona fortuna!
Il direttore era giovane... Andava su e gi nervosamente per
il suo ufficio e gettava ogni tanto un'occhiata non molto soddisfatta
su Jean Dollent, il cui aspetto era molto semplice. Perch
per ispirare fiducia il Dottorino non si decideva una buona
volta a crearsi un'originalit qualsiasi, ad adottare un tic, una
mania, a portare il monocolo o a fumare sigarette bizzarre? Con
i suoi trent'anni, la bassa statura, i vestiti sempre un po' stretti,
aveva quasi l'aria di uno studente!
Ascoltatemi bene... La polizia sembra credere a un delitto
commesso da un professionista... Me lo auguro... Tuttavia, non
capisco perch un professionista se la sia presa con quel pover'uomo
che aveva tutta l'apparenza di un maniaco.
Quello che temo di pi, vedete,  che si tratti del delitto
di un pazzo... Saprete certamente che i grandi magazzini, come
le redazioni dei giornali e alcuni edifici pubblici, hanno la
prerogativa di attirare i pazzi...
Se  cos, se colui che ha sparato dal reparto dei giocattoli
 un pazzo, quasi certamente vorr ricominciare... I pazzi agiscono
a ripetizione...
Ora, malgrado tutte le precauzioni che possiamo prendere,
ci  difficile impedire che un tale gesto si ripeta...
Gi la cronaca apparsa sui giornali ci ha di sicuro danneggiati...
Ieri, la vendita, al reparto pantofole e nei reparti vicini 
stata quasi nulla: sono venuti soltanto dei curiosi che sono passati
senza avvicinarsi troppo...
Fate la vostra indagine... Io non so quali siano i vostri metodi...
Dicono che non ne abbiate... Eccovi un lasciapassare che
vi consentir di visitare liberamente i magazzini e di interrogare
il personale...
Vi metter ora in contatto con la signorina Alice della gioielleria..
Ieri sera mi ha fatto una dichiarazione che vi ripeter...
Io diffido delle deposizioni delle donne... So con quanta facilit
lavori la loro fantasia...
Suon il campanello.
Fate entrare la signorina Alice.
Era una ragazza alta e pallida, di quelle, come diceva il direttore,
con la fantasia sbrigliata; doveva leggere un gran numero
di romanzi e fare il tifo per le stelle del cinema.
Volete ripetere al signore...
Era turbata. Per un momento parl con una estrema volubilit.
Ecco... quando ho visto le fotografie sui giornali... perch
il delitto  avvenuto nel mio giorno di vacanza... Ieri, ho visto
la fotografia di quel poveretto sui giornali e l'ho immediatamente
riconosciuto... Prima di fare la corte a Gaby, lui... a me...
Che cosa volete dire? Vi ha fatto delle proposte?
No... Ma per diversi giorni... Anzi, dovrei riuscire a ricordarmi
esattamente per quanti giorni...  venuto nel mio reparto...
Alle sei e un quarto?
Fra le cinque e le sei... Succede spesso che i clienti vengano
per noi, e ce ne accorgiamo subito perch fanno piccole compere
senza importanza... Capite?... Lui  venuto con la catena
di un orologio... voleva un fermaglio... ne ha provati una decina
e poi ha finito con l'acquistarne uno... L'indomani  tornato...
Non aveva pi il fermaglio... Mi ha detto che l'aveva
rotto ma non l'ho creduto perch l'articolo era buono... Ha discusso
a lungo. Non si decideva... E poi ha finito per comprarne
un altro...
 tornato l'indomani? Sempre alla stessa ora?
S... Per quindici giorni  venuto alla stessa ora e ogni
volta ha comprato un fermaglio...
Ditemi, signorina Alice, non avete pensato che potesse essere
un ladro?
S, e l'ho osservato attentamente... Ho anche chiesto all'ispettore
di non perderlo di vista mentre lo servivo...
E...?
No!
Ditemi ancora... Dove si trova il vostro reparto?...
Be', s,...  al primo piano... Proprio sopra al reparto pantofole...
e sotto il reparto giocattoli... Questo mi ha colpito ieri
quando ho letto i giornali e ho chiesto di parlare col direttore...
Qualche attimo dopo, uscita la signorina Alice, il direttore
diceva al Dottorino:
Diffido, come vi ho detto... Tuttavia ho messo al corrente
la polizia di questa deposizione e ho chiesto che si conducesse,
con discrezione, un'indagine sulla commessa... In realt, da parecchie
settimane, sparivano dal suo reparto oggetti di valore...
Non  normale?
Noi calcoliamo una percentuale di furti presso a poco costante,
tranne naturalmente le feste, durante le quali gli specialisti
fanno la parte del leone... Ma il valore e il numero degli
oggetti spariti in questi ultimi tempi nella gioielleria  assai
elevato... E...
Dava le vertigini uscire dall'ufficio del direttore, l in alto,
e piegarsi su quell'immensa navata, pi vasta di qualunque cattedrale,
dalla quale saliva il continuo frastuono della folla.
In che modo il Dottorino avrebbe potuto...
Alz le spalle, prese un ascensore, usc in rue de la Chausse-
d'Antin e, freddamente, come si inghiotte una pillola o un
cachet, vuot due bicchieri di cognac.
Poi si diresse verso rue Notre-Dame de-Lorette e cerc il 67.
Stava per bussare alla portineria quando, dal finestrino scorse il
commissario Lucas che stava interrogando la portiera.
Perch il morto era stato identificato. Si chiamava Justin Galmet, aveva 48 anni, era disoccupato, e domiciliato da vent'anni
in rue Notre-Dame de-Lorette.

2.
Intorno ai singolari acquisti dell'uomo dalle pantofole
e al suo passato non meno singolare.

Volete interrogarla anche voi? propose Lucas, aprendo la
porta della portineria. Altrimenti, potete accompagnarmi di
sopra, nell'appartamento di Galmet...
Lass, si trovarono nella cornice tradizionale del piccolo-borghese
parigino, anzi, pi esattamente, del piccolo-borghese di
Montmartre. L'edificio era vecchio, le vernici scure, con odori
di cucina provenienti da tutte le porte, voci, grida di bambini,
e l'eco delle radio accese.
Al quarto piano sul cortile, c'era un alloggio di tre stanze,
ammobiliato con vecchi mobili provinciali e, davanti alla
finestra su cui erano due vasi di geranio, un canarino nella sua
gabbia.
Nessuno verr a disturbarci disse Lucas. La portiera
afferma che Justin Galmet non riceveva mai. Era un irriducibile
scapolo e l'uomo pi ordinato del mondo.
Una volta la settimana la portiera veniva a fare le pulizie,
a fondo, come dice lei, ma credo che esageri...
Gli altri giorni, Justin Galmet si rifaceva il letto da solo,
cucinava da s la prima colazione e il pranzo, usciva verso le
due del pomeriggio e tornava verso le nove quasi sempre carico
di pacchetti...
Cenava in un ristorante all'angolo di rue Lepic dove ho gi
telefonato... Lo conoscevano... Sedeva sempre a una tavola vicino
alla finestra... Era molto ghiotto. Ordinava spesso delle specialit...
Mangiava lentamente, leggendo i giornali della sera, beveva
il caff, poi un cognac e rincasava tranquillamente...
E ora, un particolare sorprendente...
Lucas fece una pausa spiando la reazione del Dottorino.
Ho rintracciato il nome di Justin Galmet nei nostri archivi...
Lo abbiamo schedato, ma non come criminale, come ufficiale
di polizia... Ha preso servizio da noi venticinque anni fa e vi
 rimasto per quattro anni in qualit di ispettore, poi si  dimesso
dichiarando di avere avuto una piccola eredit che gli
permetteva di vivere di rendita...
Ho interrogato alcuni dei nostri che lo hanno conosciuto...
Anche allora era un uomo chiuso, solitario... Gli piaceva poco
lavorare; preferiva restare per ore a bere un mezzo litro, da
solo a un tavolo di caff, e gi in quel tempo gli piaceva
mangiar molto e bene...
Insomma, il tipo dello scapolo impenitente...
Volete ora che diamo un'occhiata all'appartamento?...
Dire che era pulito sarebbe stato eccessivo, ma visto che l'inquilino
dell'appartamento faceva tutto da solo, ci si poteva
aspettare di peggio. Jean Dollent cominci col dar da mangiare
e da bere al canarino: dalla finestra aperta scorse il consueto
scenario dei tetti di Parigi dorati dal sole.
Nel frattempo Lucas, che aveva aperto un armadio vecchio e
grande, chiam il suo compagno.
Guardate un po'! Ecco tutti i suoi acquisti ancora impacchettati...
Vi dispiace aiutarmi a scartarli?...
Era un'operazione davvero stravagante! Trovarono infatti non
soltanto le sei paia di pantofole, ma oggetti anche pi inattesi:
piatti di maiolica, tagli di seta artificiale, spazzolini da denti,
pettini, flaconi di lozione per capelli; un pacchetto conteneva
delle pipe, mentre la portiera aveva affermato che quell'inquilino
non fumava mai.
Sulla maggior parte degli involti c'era ancora l'etichetta.
Cosa ne pensate, dottore?
Penso che questo non pu essere il frutto di piccoli furti...
Intanto si tratta di cose di poco valore... E poi, tutti questi oggetti
sono impacchettati con cura, nella carta dei negozi dove
sono stati comprati; alcuni hanno ancora il biglietto di controllo
attraverso lo spago...
Allora credete che il nostro Justin fosse un maniaco, che
faceva la corte alle commesse e che, per avvicinarle, comprava
questi piccoli oggetti? Una tattica, a lungo andare, costosa... Soltanto
le pantofole costituiscono una spesa giornaliera di cinquanta
o sessanta franchi... E il nostro uomo era ben lungi dall'avere
un alto tenore di vita... Volete che vi dica il fondo di ci che
penso?
Per non diventate superbo... Adesso io conosco i vostri
metodi... So quali sono le cose che potete fare meglio voi e
quelle che invece possiamo fare meglio noi. Be', in questo caso
siete voi il pi adatto...
Noi siamo fuori dalla vita normale... Justin Galmet non ha
punti di contatto con le vittime di cui ci occupiamo di solito...
Quanto all'assassino mi sgomenta la calma audacia del suo
gesto, la sicurezza di s che rivela...
Il Dottorino invece di ringraziare per il complimento, sospir.
Non siete entusiasta?
E lui, lugubre:
Non lo sono mai, finch non ho trovato un solido punto
di appoggio... Ora, ho un bel cercare...
Se avete bisogno di me...
Vorrei soltanto che faceste verificare nei negozi da cui proviene
questa merce, se Justin Galmet  invariabilmente tornato
molti giorni di seguito, rivolgendosi sempre alla stessa commessa...
Fortunatamente non aveva il senso del ridicolo. Gli importava
poco che le commesse dei reparti vicini, evidentemente insospettite,
dimenticassero i loro clienti per guardarlo da lontano dandosi
di gomito o trattenendo a stento il riso.
Per dir la verit, aveva mangiato molto bene e poi, dopo il
caff e un bicchierino, si era offerto anche alcuni aperitivi in
previsione del pranzo successivo.
Insomma, cosa gli si chiedeva di fare? Era morto un uomo
di cui nessuno sapeva niente. Impossibile trovare un uomo pi
scialbo, e al tempo stesso misterioso, di Justin Galmet. Non un
amico! Non una relazione! Sembrava vivere nella pi olimpica
delle solitudini! Eppure, qualcuno l'aveva ucciso. Perci qualcuno
aveva avuto interesse ad ucciderlo! Una sola base solida,
come usava dire il Dottorino. Regolarmente, in negozi diversi,
Justin Galmet comprava ogni giorno alla stessa ora, dalla
stessa commessa, un oggetto qualunque, di cui poi non sapeva
cosa fare e che nascondeva ancora impacchettato nel suo immenso
armadio.
Le sei e un quarto. E Dollent era l, sulla sedia abituale del
morto. Si era tolto la scarpa sinistra. Aveva raccomandato a
Gaby che, per l'emozione, si muoveva goffamente:
Fate esattamente ci che facevate col vostro cliente...
Devo provarvi delle pantofole?
Provatemi delle pantofole... nello stesso modo in cui le
provavate a lui...
Con un timido sorriso, essa arrischi:
Vi devo anche fare male?
Dunque... Cosa vedeva dal suo posto?... Guardando per aria,
vedeva una parte del reparto gioielleria, al primo piano... E
Alice, che l'aveva riconosciuto, veniva ogni tanto a guardarlo
dalla ringhiera...
Proprio sopra c'erano i giocattoli e, tra questi, una bella panoplia
con due pistole... Ma quelle non erano pericolose, perch
non sparavano che frecce!...
Pi in alto, non si scorgevano che le ringhiere dorate degli
altri piani...
Guarda! C' musica... not il Dottorino facendo nello
stesso tempo una smorfia perch gli stavano provando una pantofola
troppo piccola. Ditemi... C' sempre la musica?...
Non me ne parlate!...  la cosa a cui  pi difficile abituarsi...
Il grammofono va dalla mattina alla sera... E tanto tanto
quando suona dei ballabili!... Ma, a quest'ora, per incoraggiare
i clienti ad affrettarsi, non suona che marce a passi doppi... Devo
continuare?...
Pianterreno... Davanti a lui, un reparto di saldi... Venne a
sapere che la merce cambiava ogni settimana e c'erano perci le
occasioni della settimana...
A sinistra una cassa, sormontata dal numero 89...
Poi, subito dietro, una porta dorata, e il marciapiede nero di
folla...
Cominci a chiedere:
Perch c' pi folla in questo punto che...
Ma trov la risposta vedendo l'ingresso di un mtro...
Ve ne ho gi provate sei paia...
E a lui?
A volte sette... Una volta nove...
Da che cosa dipendeva?
Non so...
Perch non dipendeva dalle pantofole, dato che Justin Galmet
non solo non le adoperava ma non apriva nemmeno il pacchetto
che le conteneva!
Un pensiero lo fece sorridere... Aveva abbassato gli occhi...
Forse?... Ma no!... Non si uccide un uomo per questo!... E bisognava
supporre nella vittima un grande candore... Perch naturalmente,
chinandosi per provare le pantofole, Gaby, senza volere,
apriva un po' la scollatura scoprendo l'inizio del seno...
Ma prima di venire al reparto pantofole, Justin era andato
alla gioielleria, dove Alice non aveva nessuna ragione di chinarsi...
Altrove,. aveva comprato oggetti diversi...
Bisogna che vi decidiate disse all'improvviso la commessa.
 l'ora della chiusura...
E difatti, un campanello fortissimo riemp l'immensa navata
delle sue imperiose vibrazioni. La gente si precipitava verso le
uscite, le commesse e i commessi si affaccendavano, gli ispettori
correndo come cani da pastore, ripetevano:
Andiamo! Presto, signore e signori...
Alla cassa numero 89, si regolavano gli ultimi acquisti. La
cassiera lasci andare un momento una grossa busta gialla per
incassare del denaro...
Prendete queste?
O queste o delle altre...
Voleva che l'esperimento fosse completo.
... mettersi nella pelle del...
E la domanda era lancinante. Justin Galmet, che non poteva
pi rispondere ormai, cosa guardava nei giorni scorsi?
Gaby, dopo avergli rimesso la scarpa sinistra, gli diceva:
Per di qua...
Stava per chiederle perch lo conducesse dalla parte opposta
all'uscita, ma poi cap. La cassiera dell'89 usciva dal suo box,
con la busta gialla in mano. Sopra la cassa, un cartello portava
la parola chiuso.
Per di qua... Non c' che la cassa principale...
Il Dottorino aveva la vista acuta ma seguiva a fatica la sua
commessa attraverso la folla che fendeva controcorrente.
Si volt. Cerc di guardare ancora. Gli sembr di riconoscere,
diretta verso un ascensore, la cassiera dell'89 che aveva
ancora in mano la busta gialla.
Gli misero in mano un pacchetto. Gaby lo guardava con l'aria
di chiedergli se aveva scoperto qualcosa. Alz le spalle e dovette
frugarsi nelle tasche per trovare il denaro.
Tornerete domani? domand Gaby eccitata.
Forse... S...
Quando fu fuori si sent cos imbarazzato dal pacchetto delle
pantofole che, approfittando della folla, si chin e lo lasci lungo
il bordo del marciapiede.
Pronto! Siete voi, dottore?.. Parla Lucas... Abbiamo trovato
il conto in banca del nostro uomo... Era alla succursale del Credito
Lionese del suo quartiere... Generalmente, vi versava circa
cinquecento franchi la settimana... A lunghi intervalli, poi, faceva
dei versamenti di molte migliaia di franchi... Ma in ventanni
di questi versamenti ne avr fatti una decina in tutto... Pronto!
Siete ancora all'apparecchio?
Continuate...
Da tre mesi i versamenti sono aumentati... Ventimila franchi
la settimana scorsa... Dodicimila la settimana precedente...
Sette o ottomila la settimana prima, non ho la cifra sotto gli occhi...
I mesi precedenti, da quattro a cinquemila franchi la settimana...
Perbacco! Mi sembra che tutto ci rappresenti un bel gruzzolo!
Rappresenta soprattutto una forte sproporzione... In vent'anni,
appena duecentomila franchi... Perch ci sono stati dei
prelevamenti...
In tre mesi, invece, quasi centocinquantamila franchi...
E non  tutto... Si  presentato un tizio alla Polizia Giudiziaria...
 un mediatore... Una decina di giorni fa, ha ricevuto,
nel suo ufficio di faubourg Saint-Martin, la visita di Justin
Galmet che gli ha domandato se aveva una casetta da vendere in
campagna, possibilmente sulle sponde della Loira.
Erano in trattative per una graziosa casa da duecentomila
franchi nei dintorni di Clry... L'atto di vendita doveva essere
firmato la settimana prossima...
Justin Galmet  andato a visitarla?
S... Marted scorso...  andato sul luogo in taxi con notevole
spesa, evidentemente... Era accompagnato da una donna
giovanissima... che osservava il luogo come se avesse dovuto
abitarci...
Tenete la sorpresa per ultima?
Come avete fatto a indovinare?
Non importa... Andate avanti... Gaby?
Bruciate di impazienza...  anche pi inaspettato... Eppure
ne ho la certezza... Mentre voi uscivate col vostro pacchetto,
poco fa, ero all'uscita del personale col mediatore... Non ha
avuto esitazioni, tanto pi che aveva gi riconosciuto da lontano
il cappotto color mostarda...
Allora...
La signorina Alice... Quella della gioielleria... Sentite dottore...
Non vorrei darvi un dispiacere, n deludervi... Ma comincio
a credere che, contrariamente a ci che vi ho dichiarato
stamattina, si tratti di un caso pi per noi che per voi... Dato
che questa Alice era... Capite?... Vedrete che ci troveremo di
fronte a un poliziotto che  diventato un ladro... Pronto!... Non
rispondete?... Siete offeso?...
Io?...
Dite qualcosa, perbacco! Sono ancora in ufficio. Prima di
andare a letto, volete venire a bere un glass con me?
No!
Siete furioso?
No!
Ora era Lucas che non sapeva pi che dire e temeva di aver
umiliato il Dottorino.
Andiamo! Vi rifarete un'altra volta... Volete divertirvi?...
Domani, alle nove, ho convocato Alice... Non so ancora se bisogner
usare la maniera forte, ma penso che sar interessante...
Buonasera...
Verrete?
Forse! Buonasera... Ho sonno...
Ed era vero perch, come gli accadeva ogni volta che si dedicava
ad un'inchiesta, il Dottorino aveva bevuto troppo.

3.
Nel quale la storia della signorina Alice e dei suoi
fratellini diventa cos commovente che il commissario
Lucas finge di soffiarsi il naso.

Fu per puro caso che il Dottorino sal nel vagone del mtro in
cui Alice aveva gi preso posto! Era l'ora dell'apertura dei negozi
e delle banche. Il vagone era gremito e la ragazza non vide il
dottore che pot osservarla a piacere.
Sarei curioso si diceva di sapere cosa pu pensare una
ragazza come quella, che ha mentito alla polizia e che all'improvviso
 convocata al Quai des Orfvres...
Non doveva essere piacevole! Contrariamente alla sua collega
Gaby, una ragazza vivace, Alice era pi un tipo malinconico,
una di quelle ragazze che non sono pi brutte di altre, che esaminandole
attentamente hanno anzi dei bei lineamenti, ma che
prendono la vita troppo sul serio e finiscono col diventare noiose.
Quella mattina, Alice aveva gli occhi rossi. Con un carattere
come il suo, era capace di aver pianto tutta la notte. Si era messa
male la cipria e aveva i capelli spettinati.
Abitava in un piccolo appartamento dalle parti di rue Lamarck.
Aveva pensato a fermarsi in un bar per bere un caff
e mangiare qualcosa?
Non vorrei finire col commuovermi... brontol il Dottorino
scendendo dal mtro al Pont-Neuf.
Il tempo era magnifico. C'era da desiderare che il mattino
non finisse mai, con quel sole spumeggiante come champagne
e quella leggera nebbia che saliva dalla Senna. Alice camminava
in fretta, senza voltarsi. Davanti al lugubre portone della Polizia
Giudiziaria ebbe un attimo di esitazione, si avvicin all'agente
e fin per avviarsi verso la scala polverosa.
Dollent la rivide di sopra nella sala d'aspetto a vetri ed entr
nella stanza di Lucas che lo aspettava.
Sentite, commissario, ieri avete parlato di maniera forte...
Non siate troppo severo con lei, vi prego! Ha gi un'aria cos
abbattuta...
Fate entrare la ragazza che sta aspettando! disse Lucas
con voce tonante.
Era di buonumore, quella mattina. Tutta la primavera della
terra entrava dalle finestre spalancate e, cosa rara, si era messo
una cravatta fantasia, azzurra a piccoli pois bianchi. Faceva la
parte dell'orco, ma con una scintilla di allegria nello sguardo.
Sedetevi, signorina Alice... Non vi nascondo che il vostro
caso  grave, molto grave e che ci che avete fatto potrebbe
costarvi caro...
Gli occhi della ragazza gi si riempivano di lacrime ed essa
si premeva sulle palpebre il fazzoletto appallottolato...
Ieri, quando siete stata interrogata, non avete detto tutto
alla polizia... In sostanza, avete reso una falsa testimonianza,
che  condannata secondo l'articolo... l'articolo... non ricordo
pi adesso quale articolo del codice...
Io... io pensavo...
Che cosa pensavate?
Che non avreste mai scoperto la nostra... la nostra relazione...
Ero talmente sconvolta per ci che  successo...
Da quando conoscevate Justin Galmet?
Da... Da tre settimane circa...
E ci nonostante eravate gi la sua amante?
Oh! no, signor commissario... Ve lo giuro sulla testa dei
miei fratellini...
Sulla testa di chi?
Dei miei fratellini... Dovete sapere che sono orfana con
due fratellini... Vanno ancora a scuola tutti e due... Il pi piccolo
va all'asilo...
Non vedo che rapporto possa esserci tra i vostri fratellini
e Justin Galmet...
Ora capirete... Se fosse stato solo per me, non gli avrei
dato certo retta... Non era un uomo della mia et e non era di
mio gusto...
Scusate! Cominciamo dal principio...  ai grandi magazzini
che avete conosciuto Galmet?
Al mio reparto, si... Veniva tutti i giorni a comprare un
fermaglio per la catena dell'orologio... Era molto rispettoso...
Se non fosse stato cos rispettoso non lo avrei nemmeno ascoltato...
Adesso, non so pi, ma sono sicura che era un uomo
serio...
Il terzo o quarto giorno mi ha chiesto con voce timida:
Signorina, siete libera?
E io gli ho risposto che avevo i miei due fratellini e perci
non avrei mai potuto sposarmi.
Il Dottorino osserv il commissario che, suo malgrado prendeva
un'aria paterna e faceva fatica a fare la voce grossa.
Insomma, il terzo o il quarto giorno, quest'uomo di cui
non sapevate niente, vi ha fatto delle proposte?...
 difficile da spiegare... Non era come gli altri... Era molto
dolce... Mi ha confessato di essere solo nella vita, di essere stato
sempre solo...
E questo sempre provando dei fermagli?
No! Mi ha invitato a fare colazione con lui in un piccolo
ristorante della Chause-d'Antin... Mi ha confidato che la sua
vita sarebbe cambiata, che era sul punto di ereditare...
Un'occhiata acuta tra il commissario e Jean Dollent. Decisamente,
Justin Galmet aveva la mania delle eredit! Non aveva
annunciato la stessa cosa anni addietro quando aveva lasciato la
Polizia Giudiziaria?
Voleva stabilirsi in campagna, di preferenza sulle sponde
della Loira... Mi ha domandato se, nel caso che la casa mi piacesse,
avrei acconsentito a sposarlo... Ed ha aggiunto subito
che i miei fratellini avrebbero vissuto con noi, che sarebbe
stato contento di avere ad un tratto tutta una famiglia, che si
sarebbe incaricato di dare loro una buona istruzione...
Piangeva, non si capiva pi se di paura, di dolore o di commozione.
Ecco che uomo era!... Ho domandato un giorno di permesso
per andare con lui a vedere la casa di Clry... Per strada,
ha continuato ad essere rispettoso...
Tra qualche giorno mi ha detto niente mi tratterr pi
a Parigi... Faremo subito le pubblicazioni di matrimonio...
Sentite, signorina Alice... Non vi  sembrato strano vedere
all'improvviso il vostro innamorato o meglio il vostro fidanzato,
lasciare il vostro reparto per frequentare quello delle pantofole
e fare la corte alla vostra collega Gaby?
Il primo giorno, s, perch non mi aveva avvertita...
E poi?
Mi ha giurato che Gaby non lo interessava affatto, che non
poteva dirmi niente, ma che dovevo avere fiducia... D'altronde,
dal mio posto, potevo sorvegliarlo...
Perci vi  sembrato naturale...
Non mi aveva mai parlato della sua professione, ma, per
dirvi la verit pensavo che fosse... che fosse...
Che fosse cosa?
Che appartenesse alla polizia... Ai grandi magazzini ce ne
sono molti, a causa dei furti... Quando ho capito che era morto,
io... io ho pensato subito ai miei fratellini... Avevo gi detto
loro che saremmo andati a vivere in campagna...
Lucas aveva veramente bisogno di soffiarsi il naso? Fatto sta
che lo fece.
Questa volta siete sicura di aver detto tutta la verit?
Credo... Non ricordo altro...
Il vostro fidanzato non ha mai detto niente che potesse illuminarvi
sulla sua personalit?
Era molto rispettoso... Molto dolce...
Era un leit-motiv.
Nonostante la differenza di et, sentivo che non sarei stata
infelice con lui...
E il Dottorino pens:
Adesso ci parler ancora dei suoi fratellini...
Ma no, perch Lucas l'interruppe:
Potete andare signorina... Se avr ancora bisogno di voi vi
convocher...
E avr delle noie?
Non poteva credere che fosse gi finito tutto, che avrebbe lasciato
tra poco quel luogo impressionante in cui era entrata
tremando!
Grazie, signor commissario... Non so come ringraziarvi...
Se sapeste come... come...
Va bene... va bene, arrivederci...
La spinse fuori e quando si volt, dopo aver chiusa la porta,
sul suo viso c'era pi emozione di quanto avrebbe voluto.
Non sono stato troppo feroce disse scherzando al Dottorino.
Stavo pensando a come gli stessi fatti, gli stessi avvenimenti
possano prendere un aspetto differente a seconda che li si
veda da una parte o dall'altra della scena...  un po' come a
teatro... Da una parte lo spettatore che crede all'azione che si
svolge sotto i suoi occhi... Dall'altra parte, i macchinisti, gli
attori che si aggiustano la parrucca... Cos per questa ragazza,
la morte di Justin Galmet rappresenta tante cose!... Per voi,
per me,  un piccolo mistero eccitante, un problema da risolvere...
Che ne pensate del brav'uomo?
Lucas non pot che alzare le spalle. Tutto ci era talmente
inaspettato!
Il giorno prima, Justin Galmet non era che uno di quei misteriosi
personaggi, come se ne incontrano tanti nelle grandi
citt.
Ed ecco che diventava quasi commovente!
Contava davvero di sposare l'onesta signorina Alice e di portarla
in campagna con i suoi fratellini?
Se s, perch era arrivata una pallottola ad annullare questi
progetti nel momento in cui si stavano per realizzare?
Perch egli l'aveva detto: tra pochi giorni, niente mi tratterr
pi a Parigi...
Pochi giorni... Non poche settimane, ma pochi giorni, mentre
erano tanti anni...
... lo tratteneva a Parigi ripeteva il Dottorino sottovoce,
come se avesse voluto estrarre da quelle semplici parole tutto
il senso possibile.
Ecco! Era facile! Non c'erano dieci domande da farsi, o tre
n due; ce n'era soltanto una, apparentemente stupida, nella
sua banalit: chi tratteneva per pochi giorni ancora Justin
Galmet a Parigi?
Scoperto questo, il resto sarebbe venuto da solo!
Dove andate? domand il commissario Lucas accendendo
la pipa e sedendosi al suo tavolo.
A bere un bicchiere... Sapete, commissario, perch esistono
gli ubriaconi?
No... Credo che...
Non credo che la pensiate giusta... Gli ubriaconi esistono
soltanto perch l'unico rimedio al mal di testa da alcool  bere
di nuovo... Capite l'ingranaggio?...
Era impossibile capire se parlasse sul serio o per scherzo.
Usc, fischiettando. Aveva l'aria di un uomo, a spasso per le vie
di Parigi e senza altra preoccupazione che quella di respirare
la vita attraverso tutti i pori; e nessuno avrebbe indovinato che
una domanda lo perseguitava, assillante come una grossa mosca
in un giorno di pioggia.
Chi poteva trattenerlo a Parigi ancora per pochi giorni?
D'un tratto si precipit verso i grandi magazzini dove Gaby
e Alice erano ai loro reparti, uno di pantofole e l'altro di gioielleria...
Scusatemi se vi disturbo ancora, signorina Alice... Sono anch'io
un uomo molto rispettoso e molto dolce...  per questo
che mi permetto di invitarvi a colazione in un piccolo ristorante
della Chauss-d'Antin... A che ora uscite?
A mezzogiorno e mezzo...
Bene! vi aspetter all'ingresso del mtro...

4.
Nel quale il Dottorino, dopo avere ben mangiato, si
informa all'improvviso della data e si precipita dal
commissario.

Non abbiate paura, signorina, di prendere dei piatti col
supplemento... Posso assicurarvi che  il vostro direttore che
paga...
Aveva scelto un piccolo ristorante a prezzo fisso e intorno a
loro c'erano soprattutto impiegati e commesse dei grandi magazzini
del quartiere.
Alice non era ancora del tutto rassicurata, ma la petulanza
del suo compagno, che era addirittura euforico per merito dei
tre aperitivi presi mentre l'aspettava, ogni tanto la faceva leggermente
sorridere...
Mangiate ci che vi pare... Che ne direste di un piatto di
gamberetti?... Non vi piacciono?
Mi fanno venire l'orticaria confess candidamente la ragazza.
Ci che invece esit ad ordinare dopo alcuni istanti - un vicino
ne stava mangiando e ne respirava il profumo - fu della
trippa.
Vi piace la trippa? Benissimo, anche a me! Cameriere! due
trippe...
Ci sono giorni in cui sembra che il cielo sia lavato, puro, e in
quei giorni l'aria  leggera, Parigi sorride come una ragazza, i
colori splendono, tutto  bello, tutto  buono.
Era possibile credere, mentre stavano seduti nel gaio ristorante,
che qualcuno fosse andato al reparto giocattoli, nascondendo
una pistola che sfortunatamente non era un gioco da bambini,
avesse preso la mira, premuto il grilletto...
E che un poveruomo che stava provando delle pantofole...
Sentite, signorina Alice... Bisogna che non vi innervosiate,
che riflettiate con calma, che ritroviate certi particolari, anche
particolari che vi sembrano senza importanza...
Per esempio, l'ultima volta che Justin Galmet  venuto al
vostro reparto...
Al nome di Galmet, Alice si rattrist e al Dottorino dispiacque
molto di rovinarle il gusto della trippa.
Era un sabato... mormor, con aria riflessiva? Me ne ricordo
perch il sabato  un giorno di folla...
Il sabato avete molti pi clienti degli altri giorni?
Pi del doppio... La sera, non ci sentiamo pi n le gambe,
n i reni...
Dunque siete sicura che era un sabato... Justin Galmet era
seduto?
Al nostro reparto,  raro che la gente si sieda... A volte
un cliente che si fa mostrare molti articoli... Lui non si sedeva
mai...
Dunque, dal suo posto, poteva vedere di sotto...
Vedeva il reparto delle pantofole, i saldi della settimana, la
cassa 89 e l'uscita... Cio quello che io ho sotto gli occhi tutto
il giorno...
Non affrettatevi a rispondere... Quel sabato, Galmet non
ha avuto un leggero moto di sorpresa, come quando si scorge
nella folla un viso noto?
Essa rimase immobile, con gli occhi spalancati.
Non so... mormor infine. Ma c' un particolare... Non
ha comprato il fermaglio per la catena dell'orologio...
Non ha comprato il fermaglio... E non lo dicevate!... In
altre parole, se n' andato precipitosamente?
S...  sceso...
Non vi ha colpito nient'altro, quel giorno?
Sembrava volesse ipnotizzarla, forzarla a ricordarsi. E arrivava
veramente a questo risultato.
Avevo molti clienti... Per almeno un quarto d'ora non ho
pensato pi a lui... Poi, accompagnando un cliente alla cassa, ho
dato un'occhiata di sotto... Ho constatato, con stupore, che non
se n'era ancora andato...
Dov'era?
Era sotto a me, non lontano da Gaby...
Non c' altro?
Vi ripeto che ero in mezzo alla folla... E per di pi, a
causa di quella storia dei furti, sorvegliavo attentamente il mio
reparto... Ma sono quasi sicura di averlo visto un'altra volta
molto tempo dopo... Non vorrei vi basaste su quanto vi dir...
Del resto quando si vede la gente dall'alto, gli uni contro gli
altri, con qualcuno che avanza a gomitate,  difficile rendersi
conto... Tuttavia, mi sembra che parlasse a un uomo...
Non potreste descrivermelo?...
No... Aveva un cappello grigio... Dopo, non l'ho pi visto
fino a luned, al reparto di Gaby... L'indomani a mezzogiorno,
mi aspettava all'uscita... Non volevo pi rivolgergli la parola...
 stato allora che mi ha chiesto di non occuparmi di ci che faceva...
Mi ha promesso di spiegarmi tutto un giorno... Ho finito
per lasciarmi convincere e siamo venuti a mangiare qui...
A quel posto, guardate!... A sinistra della porta... Due giorni
dopo, mi ha accompagnato a vedere la casa di Clry... Era molto
contento... Aveva fretta di andarci... Ma che avete?
Il Dottorino era diventato cos grave, con la fronte aggrottata
e lo sguardo cos fisso che Alice si domand cosa poteva
avere scoperto. Poi egli chiese d'un tratto:
Che giorno  oggi?
Sabato...
Trasal, guard i piatti con l'aria di chi ha fretta di finire il
pasto.
Prendete frutta? domand.
Alice non os dire di s. Dollent chiam il cameriere.
Il conto!... In fretta...
Non si preoccup di accompagnare la sua invitata fino alla
porta dei magazzini. Salt in un taxi.
Quai des Orfvres... Alla Polizia Giudiziaria, s... che avete
da guardarmi cos?

5.
In cui il Dottorino si mette d'impegno e fa dell'alta
strategia mentre Lucas non si sente affatto sicuro.

Siete gi qui? disse stupito il commissario Lucas che, in
confronto al saltellante Dottorino sembrava la statua dell'impassibilit...
Sono gi qui, s... Anzitutto, un'informazione... Potete dirmi
di che calibro sono i furti nei grandi magazzini?...
 molto facile, dato che i grandi magazzini tengono aggiornate
delle statistiche precise... Precise e spaventose... Pensate!
Uno solo di questi magazzini che si trova sulla riva sinistra,
calcola che in media l'ammontare dei furti commessi  di circa
un milione l'anno...
Gli altri sono pi o meno nelle stesse condizioni, il che
spiega come i grandi magazzini mantengano delle vere armate
di sorveglianti.
Tutti questi furti sono commessi da specialisti?
S e no... Ci sono prima i ladruncoli... Donne o ragazze
che non possono concedersi ci che desiderano e che rubano
piccole cose, soprattutto tagli di stoffa...
Poi, per cos dire, c' la grande fanteria... Ancora donne,
perch per loro  pi facile nascondere il bottino... Generalmente
hanno una sporta o dei vestiti truccati... Ne hanno arrestata
una che fingeva di essere incinta e che, sotto il cappotto,
aveva una specie di tasca da canguro che non esitava a riempire...
Quei tipi lavorano quasi sempre in due, perch ce ne vuole
una che intrattenga la commessa mentre l'altra entra in azione...
Le conosciamo quasi tutte... Ma sono cos abili che 
difficilissimo prenderle sul fatto... Conoscono i nostri ispettori...
Conoscono i poliziotti privati dei grandi magazzini... Quando
li vedono, sgusciano tra la folla come anguille e sarebbe impossibile
acchiapparle senza provocare uno scandalo.
Ora, la regola  di evitare a qualunque costo lo scandalo...
Non c' caccia pi grossa?
Lucas sembr annoiato e ammise:
Ce n', certamente... Alcuni furti sono troppo audaci e
troppo intelligentemente combinati per essere commessi da volgari
ladri... Purtroppo ancora non abbiamo mai messo le mani
su qualcuno di loro...
Sono bande organizzate?
Non lo so... Ho voglia di dirvi di s, ma non ho nessuna
prova...
Ci sono stati molti furti di questo genere negli ultimi mesi?
Come sempre, direi... Per lo meno tenendosi ai grandi magazzini
propriamente detti...
Giocherellava assorto col suo tagliacarte e il Dottorino attese
saggiamente. Fu ricompensato perch Lucas non tard a sospirare:
Quelli che sembra siano diventati pi frequenti, sono altri
furti... Sempre nei negozi, ma in quelli di lusso e soprattutto
nelle gioiellerie... Un cliente che all'improvviso acchiappa una
manciata di gioielli e si precipita fuori, dove una macchina l'aspetta
e parte immediatamente... Lo avrete letto nei giornali...
Sembra quasi impossibile, eppure riesce ogni volta...
D'altronde c' un fattore psicologico... I banditi contano
sull'effetto della sorpresa... Il negoziante, occupato con altri
clienti - forse dei complici - impiega alcuni secondi per riacquistare
il sangue freddo e dare l'allarme...
Fuori, succede la stessa cosa... L'impresa si svolge in strade
molto frequentate... Un'auto parte... Passano dei secondi prima
che delle grida diano l'allarme e l'auto  gi lontana, la
gente sta ancora agitandosi quando i ladri sono al sicuro... Cosa
avete da sorridere?
Io? fece candidamente il Dottorino. Io sorrido?
Si direbbe che la cosa vi diverta...
Perch no?... Allora, quanti uomini potreste prestarmi stasera?...
Un momento! Non voglio ispettori troppo conosciuti...
Capite?... Voglio uomini capaci di passare inosservati tra la
folla...
Dipende da quello che volete fare...
Forse niente... Forse molto... Dipende da un'unica cosa:
il mio ragionamento regge?... Se regge, se non ha imperfezioni...
Allora?
No! Vi dir tutto dopo... Se tutto fallisce non voglio essere
ridicolo... Allora?... Quanti uomini?
Diciamo sei?
Sono troppo pochi...
Come?
Ne vorrei almeno una dozzina... E un'auto veloce, senza
targa distintiva...
Sapete che per un'operazione del genere sono obbligato a
riferire tutto ai miei superiori?
E Jean Dollent, imperturbabile, mormor:
Riferite!... Riferite!...
Non sono che le sei, commissario... Abbiamo tempo...
Se deve succedere qualcosa, come sapete che...
Se succede qualcosa, sar alle sei e mezza esatte... Un'altra
birra?
Era invitato a bere birra. Stavano seduti tutti e due ad un tavolo
all'aperto, di fronte ai grandi magazzini. Malgrado i regolamenti,
una delle migliori auto della Polizia Giudiziaria stazionava
davanti ad una delle porte, vicino all'ingresso del mtro.
Le istruzioni le aveva date il Dottorino non sul posto, dove
avrebbe potuto essere individuato, ma nell'ufficio di Lucas su
un foglio di carta che non aveva tardato ad assomigliare a una
carta di stato maggiore.
Ogni ispettore aveva un compito ben determinato.
Voi, rosso... Alle sei e un quarto esatte vi siederete al reparto
pantofole e ne proverete tante paia quante saranno necessarie
per arrivare alle sei e mezza... Alle sei e mezza, avrete gli
occhi fissi sulla cassa 89...
Voi, signore... Si, voi, ne approfitterete per offrirvi un portafoglio...
Non vi preoccupate, Lucas,  la direzione che paga...
Bisogna che siate ancora al reparto quando suoner il campanello
di chiusura... In quell'istante fisserete...
E, sulla pianta di quella parte del magazzino, tracci man mano
delle croci.
Tre uomini vicino alla porta... Ma non dovranno avvicinarsi
prima delle sei e mezza...  inutile dar prima l'impressione
di un appostamento... Altri tre vicino al mtro...
Se aveva portato a buon fine un numero notevole di inchieste,
era la prima volta che il Dottorino faceva della strategia poliziesca
e Lucas lo guardava dubbioso.
Basta cos? domand non senza ironia.
No! Vorrei che un uomo restasse al reparto giocattoli, per
prudenza... Non vorrei fare la fine di Justin Galmet...
E adesso seduto al tavolo di un caff, con l'orologio in mano,
il Dottorino aspettava, stuzzicando il commissario con delle mezze
frasi enigmatiche.
Credete che, se Galmet fosse stato un ladro di grandi magazzini,
avrebbe potuto essere ucciso dal suo o dai suoi complici?
Non rispondete affrettatamente... Supponiamo Galmet ladro
di grandi magazzini... Siamo costretti a constatare che non
fa parte della caccia grossa, perch conosciamo il suo conto in
banca...
Suppongo che solo i ladruncoli si accontentino di guadagnare
cinquecento franchi la settimana correndo tali rischi...
Mi direte che in questi ultimi mesi... No, commissario!...
Ma io non ho detto niente!
So cosa pensate... Trecentomila franchi di economie dopo
vent'anni di furti ripetuti, sarebbero poca cosa e un personaggio
cos oscuro mi sembra incapace di ispirare un delitto
intelligente come quello di cui  stato vittima.
Ecco la base! Ecco l'idea fondamentale, quella che io cerco
sempre all'inizio... Mi ero sbagliato in partenza su Galmet...
 dal suo assassino che bisognava partire... Ora, un tipo
capace di immaginare e di eseguire il colpo del reparto giocattoli,
 un uomo che, nel suo campo, bisogna confessare che vale
qualcosa!...
Giurerei che  un uomo quello che Justin Galmet ha visto
d'un tratto dal reparto gioielleria...  sceso precipitosamente...
Alice non  sicura che si siano parlati... Se l'hanno fatto, sono
convinto che abbiano scambiato solo poche parole...
E, da quel giorno, troviamo Justin Galmet tutte le sere alle
sei e un quarto seduto al reparto pantofole...
Ci non vi dice niente?
Lucas si limit a borbottare:
Mi permetto di ricordarvi che sono le sei e un quarto...
Ancora una birra e poi andiamo...
Vuot il suo bicchiere, entr nei grandi magazzini da una
porta diversa, raggiunse il primo piano e, pochi minuti dopo,
raggiunse con Lucas il reparto gioielleria. Alice, che stava servendo
dei clienti, li guard inquieta, ma Dollent la rassicur con
un gesto.
Uno su cui non si deve contare per correre not il Dottorino
guardando di sotto  il vostro rosso, perch ha un piede
scalzo... Esattamente come Justin Galmet...
Ditemi, commissario... Se doveste rapinare un impiegato
di banca, in che giorno lo fareste?
Non era mai stato cos insopportabile, ma forse era il suo modo
di superare l'impazienza.
In che giorno? Che volete dire?
Quello che ho detto! Che giorno scegliereste? Lo fareste,
per esempio, il 16 gennaio?
Non vedo perch...
Peggio per voi! Il 16 gennaio, commissario, non trovereste
niente in casa sua...  il giorno subito dopo il pagamento
dell'affitto... Prima ci sono state le feste e i regali... Un impiegato,
bisogna rapinarlo il primo di qualunque mese, quando
ha appena riscosso lo stipendio... Non notate niente intorno a
voi?...
Ma Lucas, furioso, non rispose. Il Dottorino continu ugualmente
a parlare:
C' il doppio di gente di ieri... E tutti comprano!... E i
biglietti si accumulano nelle casse!...
Questa' volta il commissario tese l'orecchio.
Che, per caso?
Non fin. Il campanello di chiusura squill, riempiendo del
suo suono tutto il magazzino, mentre il grammofono suonava
una marcia militare per sveltire il movimento della folla.
Vedrete... Se succede qualcosa, sar tra poco. Non vi sporgete
troppo... vi farete notare...
Lui sapeva cosa bisognava guardare. La cassiera dell'89 chiudeva
una grande busta gialla e usciva dal suo box. La folla si
riversava come una colata di lava tra i reparti. La cassiera doveva
risalire la corrente per aspettare l'ascensore e all'improvviso
lanci un grido, nel momento preciso in cui il Dottorino
adocchiava vicino a lei un cappello grigio perla.
Quello che successe allora... Chi avrebbe potuto raccontarlo?
I movimenti della folla sono caotici. Nessuno sapeva cosa stesse
succedendo. Una donna grid. Un bambino era stato travolto
e la madre grid ancora pi forte. Alcuni, ricordando forse la
morte di Justin Galmet, non esitarono a fuggire mentre l'ispettore
dai capelli rossi, senza la scarpa sinistra, si lanciava in
avanti.
Non vale la pena di scendere disse il Dottorino che conteneva
a stento il suo entusiasmo. Arriveremo troppo tardi.
Se i vostri uomini faranno quel che devono...
Non si vedeva pi il cappello grigio. La folla si accalcava
alla porta e cozzava contro un'altra folla, quella del marciapiede.
L'uomo dal cappello grigio era adesso nell'ufficio di Lucas,
un po' malconcio, il colletto strappato e dei graffi sul viso. L'avevano
acciuffato non senza fatica nel momento in cui saltava
in un'auto ferma proprio davanti a quella della polizia. Ma non
aveva pi la busta... E non l'aveva certo buttata via per caso...
Per quante mani era passata prima di scomparire?... Quanti
complici si davano il cambio lungo la strada che separava la
cassa dall'auto?
Era un bel lavoro, eseguito con mano da maestro. L'uomo,
d'altronde, non era avvilito. Guardava con grande stupore il Dottorino
che, a sua volta, lo esaminava con interesse.
O mi sbaglio di grosso, commissario, o questo  il capo di
quei ladri audaci di cui mi parlavate poco fa...
E quando mai troverete una prova? sogghign l'individuo.
Sfido la cassiera a sostenere che sono stato io a strapparle la
busta... In mezzo a quella folla, chiunque poteva allungare un
braccio...
Era vero. Il colpo era stato preparato con scienza consumata.
Sapete cosa mi ha colpito, commissario? riprese il Dottorino
seguitando ad esaminare l'uomo come un oggetto raro. 
che il posto occupato da Justin Galmet quando  stato ucciso,
era una posizione strategica. E quell'angolo  unico nei grandi
magazzini.
1 La 89  l'unica cassa posta vicino ad un'uscita;
2 Si tratta dell'uscita pi affollata per via della stazione
del mtro.
Ed  stato di sabato che il nostro povero Justin Galmet 
sceso all'improvviso dal reparto gioielleria...
Chi aveva visto?... Ve lo dir subito... Aveva visto il signore
qui presente...
E sapeva che quando si incontra il signore in qualche posto,
c' da presagire un bel colpo.
Il Dottorino aveva sete, ma non c'era niente da bere. Accese
nervosamente una sigaretta. Era febbrile. Da troppo tempo aveva
i nervi tesi.
Scommetto che, quando apparteneva alla polizia, il nostro
Galmet doveva occuparsi dei grandi magazzini. E secondo me 
proprio questo che lo decise a dare le dimissioni...
Ha fatto un piccolo calcolo... Si  detto che, se ogni ladro
gli avesse pagato una tassa del dieci o venti per cento...
Capite?... Gli bastava di conoscere i ladri, non pi per arrestarli,
ma per chiedere loro un contributo...
Una professione poco raccomandabile, lo ammetto... Ma
ammettiamo anche che era piuttosto ben trovata...
Una vita modesta, senza rischi, senza fatiche... Sorvegliava
i suoi uomini... Faceva dei piccoli acquisti... Faceva presto ad
individuare il ladro o la ladra e sapeva poi reclamare la sua
parte...
Questa era l'origine della sua vita di piccolo-borghese... Cinquecento
franchi versati ogni settimana in banca... Le economie
di un francese medio...
Fino al giorno in cui si trova di fronte a qualcosa di maggior
rilievo...
L'uomo dal cappello grigio, adesso, guardava il Dottorino con
un'ammirazione che rendeva Lucas un po' malinconico.
Il bandito arriv perfino a rivolgersi familiarmente a Dollent:
Sentite un po'! Non mi farete credere di far parte della
Casa!
E Dollent, gentilissimo:
Dottor Jean Dollent, medico a Marsilly per La Rochelle,
Charente-Maritime... Dicevo... a furia di investigare a dritta e
a manca, il nostro Justin Galmet incontra, qualche mese fa, la
banda del signore qui presente, la quale banda non lavora per
poco... Reclama la sua parte, che  difficile rifiutargli... I versamenti
in banca si fanno pi consistenti e comincia a pensare
di ritirarsi in campagna...
Allora, accade questo... Il nostro scapolo che apparentemente
fa la corte alle commesse, mentre il farlo  per lui quasi una
necessit professionale,  sedotto dalla grazia severa e rassegnata
di Alice...
Progetta di sposarla... Era sulle tracce di un ladro di gioielli
ed ecco che trova una moglie.
Accade che scorga, al piano di sotto, la figura ben nota del
signore.
Sospetta subito che questi non sia li per niente... Scende...
Cerca di capire...
Per molti giorni, va a mettersi nello stesso posto per assistere
al colpo di mano e avere la sua parte...
Indovina il colpo della cassiera... Quanto pu contenere
una cassa come quella, un sabato sera? Mi sono informato...
Tre o quattrocentomila franchi in bei biglietti...
La tassa che riscuote dai signori ladri gli servir a pagare
una buona parte della casa e gli eviter di intaccare troppo il
suo capitale...
Ecco perch deve restare ancora qualche giorno a Parigi...
Finch il signore qui presente si decida a fare il suo colpo...
Dopo, matrimonio, fratellini e tutta la poesia... Orto e fiori...
Una buona vita tranquilla...
Ma Galmet non ha previsto un'eventualit: cio che il nostro
prigioniero ne ha abbastanza di pagare tasse e ha deciso di
sbarazzarsi di lui che ne sa troppo e finisce per costar caro...
La disposizione dei luoghi lo favorisce... C' il colpo di pistola e...
L'uomo dal cappello grigio cominci ad agitarsi ma, nello
stesso istante, su un cenno di Lucas, la porta si apr ed entr
un uomo che altri non era che il commesso del reparto giocattoli.
 proprio lui afferm subito. Non l'ho visto sparare ma,
quel giorno, maneggiava delle panoplie e sono convinto che...
Poveraccio! sospir il Dottorino che era al quarto o quinto bicchiere.
Erano al buffet della stazione, lui e Lucas. Dollent partiva la notte stessa per Marsilly.
Era molto ingegnoso... Diventare ladro dei ladri!... Un ladro borghese, ordinato, che puliva la casa da solo... Sapete, Lucas, cos' che mi commuove di pi in lui e mi fa venire la voglia di mandare una corona sulla sua tomba?  Alice e i suoi
fratellini... Sono convinto che l'avrebbe sposata, che avrebbe allevato i bambini, che sarebbero stati felici come pasci nella loro casetta sulle sponde della Loira...  una disgrazia irreparabile per Alice...
Perch?
Perch con ogni probabilit rester zitella, perbacco! E, voltandosi verso il cameriere: Quanto pago?
...
.
...
FINE.